A Melfi il 1076 apre il conteggio ufficiale dei 950 anni. La lettera episcopale del 6 gennaio lo associa alla posa della prima pietra. Nello stesso anno cade la consacrazione della “nuova” cattedrale voluta da Roberto il Guiscardo, data registrata anche da BeWeB. Le formulazioni rimandano a due atti differenti. Per la ricorrenza il 1076 fissa il primo capitolo della fabbrica senza attribuire a quell’anno l’intera chiesa visibile oggi.
L’edificio attuale è l’esito di guerre, assedi, sismi e cantieri. La torre romanica normanna del 1153, il coro quattrocentesco, l’interno barocco e gli interventi del XX secolo appartengono a epoche lontane. La loro compresenza offre materia alle giornate annunciate per Melfi.
Le sedi sono due. La presentazione del 15 luglio si tiene nel Palazzo vescovile. La Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta si trova in Piazza Guglielmo Marconi.
Sommario dei contenuti
Due “nuove” cattedrali tra il 1076 e il 1153
Guerre e assedi della prima metà del XII secolo danneggiarono gravemente la cattedrale legata a Roberto il Guiscardo. Ruggero II ordinò un’altra “nuova” cattedrale. Il progetto porta il nome di Noslo di Remerio e la consacrazione cade nel 1153.
L’aggettivo “nuova”, ripetuto nelle schede storiche, registra una frattura materiale. Nel 1153 la committenza era passata da Roberto il Guiscardo a Ruggero II e il campanile apparteneva alla seconda fabbrica.
La pianta medievale subì il passaggio dalla croce greca alla croce latina. Le cappelle laterali arrivarono fra Trecento e Quattrocento. La pianta odierna maturò attraverso aggiunte e demolizioni distribuite su secoli diversi.
Melfi 1059, prima della monarchia del 1130
Il primo Concilio di Melfi del 1059 portò la città dentro la trattativa fra il papato e Roberto il Guiscardo. Niccolò II conferì al capo normanno il ducato di Puglia e Calabria con il titolo sulla Sicilia ancora da conquistare. In cambio ricevette l’omaggio feudale. La rottura fra papato e impero spinse Niccolò II verso l’alleanza normanna.
Il titolo scelto per il convegno romano rinvia a questa vicenda politica. L’accordo del 1059 precede la monarchia. Il regno assegnato a Ruggero II nacque nel 1130. La cronologia di Cambridge University Press pone nello stesso anno l’istituzione della monarchia. Melfi appartiene all’antecedente giuridico e territoriale. Il 1130 segna l’istituzione regia.
Fra accordo e regno trascorsero settantuno anni. L’intesa di Melfi legittimò l’espansione normanna nel Mezzogiorno e offrì al papato un sostegno militare nella contesa con l’impero.
Il coro del 1472 e il barocco nato dopo il sisma del 1694
Nel 1472 il vescovo Loffredo fece abbattere il catino absidale e costruire un coro rettangolare. La modifica fissò la forma a croce latina che ancora orienta l’aula. Nel XVI secolo venne aggiunta la sacrestia accanto al coro.
All’inizio del Seicento il vescovo Branciforte avviò il primo nucleo della cappella destinata al Santissimo Sacramento. Il terremoto del 1694 lesionò le murature portanti. Il vescovo Spinelli guidò il rifacimento della facciata e della navata centrale. Gli spazi interni assunsero l’assetto barocco.
La cattedrale celebrata nel 2026 reca una facies diversa dalla fabbrica normanna. Il campanile conserva la presenza medievale all’esterno. La navata racconta la risposta settecentesca alle ferite sismiche. Le giornate melfitane avranno materia nel confronto fra involucro barocco e sopravvivenze normanne.
Il campanile, cinquanta metri di calcare e pietra vulcanica
La torre raggiunge circa cinquanta metri. I prospetti alternano pietra calcarea bianca e inserti scuri di origine vulcanica. Le bifore sono accompagnate da motivi geometrici e figure di animali fantastici. L’insieme appartiene al romanico normanno del Mezzogiorno.
Bianco e nero incorniciano le bifore e scandiscono la torre anche a distanza. Le pietre del Vulture entrano nella grammatica figurativa del campanile insieme ai repertori medievali zoomorfi.
Il terremoto del 1851 provocò il crollo della parte sommitale. La cuspide attuale appartiene alla sistemazione ottocentesca e viene ricondotta al campanile della cattedrale di Venosa. I danni alla chiesa furono riparati nel 1906 durante l’episcopato di Lorenzo Camassa.
Dalla crisi del 1930 al cantiere documentato nel 2025
Il terremoto del 1930 aggravò le lesioni della basilica e aprì un lungo cantiere. Le cappelle laterali furono demolite per ragioni statiche. Le decorazioni barocche superstiti vennero rimosse in più zone per esporre le murature normanne. La riapertura al culto avvenne nel 1938.
Quella campagna apparteneva a un’idea di restauro incline a privilegiare l’età medievale. Oggi le rimozioni novecentesche sono parte della storia del monumento quanto le aggiunte precedenti. Studiare la cattedrale medievale e barocca richiede anche l’esame di ciò che il Novecento ha eliminato.
Un altro ciclo di lavori si è concluso con il progetto Mirabile Templum, finanziato sul PO FESR 2014-2020. La basilica riaprì al culto il 7 dicembre 2022 alle 17:30. Quel cantiere riguardava il corpo ecclesiale e precede l’attuale campagna sulla torre.
L’area attorno al campanile era stata chiusa dal 2 ottobre 2018 dopo la caduta di frammenti lapidei dai cornicioni. Indagini, progettazione, reperimento delle risorse e autorizzazioni hanno occupato gli anni seguenti. Lo stanziamento regionale destinato alla torre ammonta a due milioni di euro provenienti dal PO FESR 2014-2020. La pagina istituzionale di AGR Basilicata associa la somma ai consolidamenti strutturali e al restauro conservativo delle superfici in pietra. Nel maggio 2025 il cantiere risultava ancora attivo.
Dentro la basilica e davanti alla Kyriotissa
L’inventario ecclesiastico registra nel presbiterio un altare preconciliare in marmi policromi e un coro ligneo del XVI secolo. Sono censiti anche l’altare di Sant’Alessandro con trentacinque reliquie, un pergamo ligneo di scuola napoletana, la cappella della vestizione e un’icona bizantina della Madonna. Una tela secentesca dell’Ultima Cena e un organo meridionale del 1723 documentano altre stagioni dell’arredo.
Kyriotissa indica nel vocabolario storico-artistico la Vergine in trono con il Bambino. Treccani registra la stessa tipologia come Theotokos assisa in posizione frontale e solenne. Il nome definisce l’iconografia. La datazione dell’affresco melfitano richiede una scheda distinta.
La comunicazione di luglio annuncia il restauro dell’affresco della Vergine Kyriotissa senza pubblicare attribuzione, secolo, estensione, importo o impresa esecutrice. La scheda inventariale registra separatamente un’Icona della Madonna Bizantina. Le due descrizioni usano materiali differenti e nessun atto pubblico le collega. Trattarle come la stessa opera anticiperebbe un’identificazione priva di scheda catalografica.
Il 950° era già iniziato prima del 15 luglio
La lettera episcopale porta la data del 6 gennaio 2026. Annunciava celebrazioni solenni, incontri culturali, visite guidate, attività per le scuole, una mostra storico-artistica e la presentazione degli interventi di restauro a lavori ultimati. Il programma di gennaio comprendeva già un versante pubblico e didattico accanto al lavoro accademico.
Il 2 febbraio alle 19:00 la Cattedrale ospitò il Liceo musicale “Flacco-Battaglini” di Venosa con orchestra e coro. Il programma prevedeva anche parti solistiche. Il 9 febbraio la diocesi inaugurò ufficialmente le celebrazioni. Il pontificale fu presieduto da monsignor Massimiliano Palinuro, delegato apostolico a Istanbul e vicario apostolico di Costantinopoli.
Il 2026 coincide anche con i quattrocento anni dall’arrivo a Melfi delle reliquie di Sant’Alessandro. Il vescovo Diodato Scaglia le portò nel 1626. Il reliquiario a busto ligneo è datato circa 1626. La relativa scheda del Catalogo dei Beni Culturali collega il manufatto ai frammenti ossei provenienti dal cimitero romano di San Callisto.
Il 15 luglio arriva dopo queste aperture pubbliche. La conferenza assegna forma biennale alla parte accademica e liturgica. Le visite guidate e le attività scolastiche restano annunciate nella lettera di gennaio. Lo stesso vale per la mostra e gli incontri culturali. Nessuna data è stata resa pubblica per queste iniziative.
Melfi entra nell’anno europeo dei Normanni
Millennium 2027 nasce per il millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore, nato a Falaise nel 1027. La rete riunisce Normandia, Regno Unito, Irlanda, Isole del Canale, Fiandre, Norvegia, Danimarca e le sei regioni dell’Italia meridionale. La Basilicata ha formalizzato l’adesione il 30 settembre 2025.
Melfi partecipa anche a Fantastico Medioevo come Comune capofila della rete municipale. La Presidenza della Giunta lucana ha promosso il progetto e la Fondazione Matera-Basilicata 2019 ne segue il coordinamento. Fulvio Delle Donne dirige la parte scientifica. Davide Rondoni firma la direzione artistica.
Nel Vulture il Medioevo del 2026 passa anche da Lagopesole. Sbircia la Notizia ha raccontato Stupor Mundi al Castello di Lagopesole, ciclo audiovisivo estivo dedicato a Federico II. Lagopesole usa proiezioni sulle murature del castello. Melfi affida il proprio anniversario a cantiere, ricerca universitaria, liturgia e cooperazione europea. Sono due forme differenti di racconto medievale nello stesso territorio.
Sedi e accesso pubblico al 12 luglio
L’avviso del 10 luglio definisce la riunione del 15 luglio come presentazione del calendario. Mancano le modalità d’accesso, l’accredito stampa, l’iscrizione e l’eventuale trasmissione online. Alla data del 12 luglio nessuna pagina diocesana pubblica un modulo o una procedura per partecipare.
Le date delle giornate melfitane e del convegno romano non sono state pubblicate. Restano assenti relatori, titoli delle relazioni, orari delle liturgie, capienza delle sale, accesso al campanile, prenotazioni o eventuali costi. L’inaugurazione del restauro della torre è annunciata come apertura culturale del programma senza una data autonoma.
La Diocesi pubblica come recapito Largo Duomo 12, 85025 Melfi e il numero 0972 238604. Si tratta del contatto istituzionale dell’ente. L’avviso non lo presenta come linea di prenotazione per gli appuntamenti. La Cattedrale è registrata in Piazza Guglielmo Marconi. Gli orari ordinari di visita non compaiono nella comunicazione del biennio.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Junior Cristarella
Source link





