Claude Science porta l’AI nella ricerca sui farmaci


Anthropic porta Claude dentro la ricerca scientifica con Claude Science, un prodotto pensato per biologia computazionale e sviluppo di farmaci. Non un semplice pacchetto di plug-in, ma una nuova piattaforma autonoma, disponibile per tutti gli abbonati Claude a pagamento.

Claude Science nasce per fare lavoro scientifico

Claude Science riprende il modello di Claude Code: l’utente dà istruzioni brevi, anche ad alto livello, e il sistema prova a svolgere in autonomia una parte significativa del lavoro. La differenza sta negli strumenti. Qui Anthropic punta su funzioni utili a chi lavora con biologia computazionale, chimica, genetica, proteine e sviluppo di nuovi farmaci.

Il lancio segna un cambio di passo rispetto a “Claude for Life Sciences”, il pacchetto di plug-in presentato a ottobre per collegare Claude a software e database scientifici. Claude Science occupa un posto diverso nella gerarchia dell’azienda: Anthropic lo presenta accanto a Claude Code e Claude Cowork, quindi non come accessorio laterale, ma come uno dei prodotti centrali della sua prossima fase.

«Rappresenta quanto questo sia importante per la nostra missione: è proprio lì, accanto a Claude Code e Claude Cowork, come il prossimo prodotto davvero significativo che stiamo rilasciando», dice Eric Kauderer-Abrams, responsabile life sciences di Anthropic. «La nostra missione è sviluppare un’AI che serva il benessere di lungo periodo dell’umanità, e crediamo che di gran lunga la più grande opportunità per farlo sia nelle scienze della vita».


Al netto della dichiarazione, la direzione è chiara: Anthropic vuole che Claude Science entri nei flussi reali della ricerca, dove scrivere codice rappresenta solo una parte del problema. Il prodotto aiuta anche a eseguire codice su cluster di calcolo potenti, spesso necessari ma complessi da gestire, e insiste sulla riproducibilità: figure, risultati e passaggi devono poter tornare alla fonte, così chi lavora sul progetto può verificarli.

La promessa non riguarda un assistente generico che risponde a domande scientifiche. Claude Science nasce per affrontare attività operative: collegare strumenti, seguire passaggi, produrre risultati controllabili. In una ricerca sempre più dipendente da codice, dati e infrastrutture computazionali, Anthropic prova a vendere non solo intelligenza, ma continuità di lavoro e tracciabilità.

La partita vera passa dai farmaci e dalla sfida a DeepMind

Per anni, il nome forte dell’AI applicata alla scienza è stato Google DeepMind. AlphaFold ha portato Demis Hassabis e John Jumper al Nobel per la chimica, mentre DeepMind ha lasciato il segno anche in meteorologia, materiali e altri campi. Ora Anthropic prova a prendere spazio proprio dove DeepMind ha costruito prestigio: scienza, modelli avanzati e applicazioni con ricadute concrete.

Il contesto aiuta Anthropic. Molti ricercatori usano già strumenti come Claude Code, perché una parte crescente del lavoro scientifico richiede programmazione, anche quando chi fa ricerca non nasce come ingegnere software. Il passaggio di John Jumper da DeepMind ad Anthropic aggiunge peso simbolico: non basta a decretare un sorpasso, ma segnala che la sfida sull’AI per la scienza non appartiene più a un solo protagonista.

L’AI è davvero pronta per la ricerca scientifica?

Secondo il fisico di Harvard Matthew Schwartz, che ha lavorato con Claude Code e altri strumenti Anthropic, Opus 4.5 riesce a eseguire progetti scientifici con una competenza paragonabile a quella di uno studente di dottorato al secondo anno. Non è una formula magica, ma cambia il modo in cui un ricercatore può distribuire tempo, energie e compiti ripetitivi.


Claude Science guarda soprattutto al drug development. Durante l’evento, Alexander Tarashansky, che ha guidato lo sviluppo del prodotto, ha mostrato come il sistema possa identificare in autonomia nuovi candidati farmaci per la fenilchetonuria, una rara malattia genetica. È qui che il prodotto diventa più concreto: non “AI per la scienza” come slogan, ma AI applicata a molecole, bersagli terapeutici e possibili trattamenti.

Anthropic userà Claude Science anche per portare avanti ricerche interne su candidati farmaci per malattie rare e malattie trascurate. La scelta serve a due obiettivi: contribuire a un’area dove l’urgenza medica resta alta e testare il prodotto fuori dalle dimostrazioni controllate, dove gli errori, i limiti e i passaggi opachi emergono molto più in fretta.

C’è poi il lato economico, meno poetico ma decisivo. Le aziende farmaceutiche hanno risorse molto più ampie dei gruppi accademici, e Anthropic punta al suo primo trimestre in utile mentre si avvicina a una possibile IPO. Se Claude Science convincerà il settore pharma, potrà diventare un prodotto scientifico credibile e insieme una nuova fonte di ricavi pesanti.


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 Marco Brunasso

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