La Calabria ai tempi (cupi) di Occhiu’? Non è una regione per… calabresi: da Minenna a Lotito una “banda” di parassiti/e stranieri/e



Robertino Occhiuto lo ripete da anni -almeno su instagram e sugli altri social-: la Calabria è una terra ricca di talenti, di eccellenze, di giovani preparati che meritano di essere valorizzati. È uno dei pilastri della sua narrazione politica: una regione che possiede tutte le competenze necessarie per costruire il proprio futuro. Una vera eccellenza nazionale!

Eppure, osservando le nomine effettuate nei posti più strategici del sistema Calabria, emerge un quadro che racconta una storia ben diversa. Per guidare i settori più importanti della Regione, della sanità e delle società partecipate, il presidente ha scelto quasi sempre professionisti provenienti da fuori Calabria. Salvo qualche eccezione: i suoi parenti, i soci occulti o le commari, i medici amichetti …

Naturalmente nessuno mette in discussione il valore dei curricula delle persone nominate. Alcuni vantano esperienze di assoluto livello, anche se soltanto in Calabria hanno avuto “stranamente” successo. Ma la domanda politica resta inevitabile: se la Calabria è davvero piena di eccellenze, perché i ruoli più importanti vengono affidati così spesso a professionisti arrivati da altre regioni?

Marcello Minenna – Lazio

Ex direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è assessore della Regione Calabria con deleghe a Bilancio e Patrimonio, Programmazione dei fondi nazionali e comunitari, Transizione digitale, Energia, Enti strumentali, Fondazioni e Società partecipate. Uno degli assessorati più importanti dell’intera Giunta regionale. Campione di fotomontaggi.

Veronica Rigoni – Veneto

Dal 2021 si è trasferita in Calabria per seguire da vicino l’attività istituzionale e politica di Roberto Occhiuto, curandone la narrazione del territorio e il posizionamento sui canali social. Ricopre il ruolo di segretaria particolare del governatore Occhiuto. Campionessa di sinistri assicurativi mascherati da incarichi alla… depurazione.

Mauro Dolce – Lazio

Dirigente nazionale della Protezione Civile, è stato il primo assessore tecnico scelto da Occhiuto nel 2021 con deleghe ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture. Ha lasciato l’incarico nel gennaio 2023. Abbastanza anonimo.

Agostino Miozzo – Lazio

Storico dirigente della Protezione Civile nazionale ed ex coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico durante la pandemia. È consulente del presidente Occhiuto per i temi dell’emergenza sanitaria, della protezione civile e dell’organizzazione dei servizi.

Ettore Figliolia – Lazio

È stato nominato Sottosegretario alla Presidenza della Regione Calabria, uno degli incarichi di maggiore fiducia politica e amministrativa, con funzioni di supporto diretto al presidente. In più il suo studio legale, o a lui riconducibile, colleziona una miriade di incarichi professionali profumatamente retribuiti.

Ernesto Esposito – Campania

È Dirigente generale del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, il dipartimento che governa le politiche sanitarie regionali e rappresenta uno dei centri decisionali più importanti dell’amministrazione. Uno che altrove nessuno lo caca.

Vitaliano De Salazar – Campania

È Commissario straordinario dell’ASP di Cosenza e pure dell’Azienda Ospedaliera, snodi principali della gestione sanitaria regionale. Amico intimo di Mario Occhiuto e di Claudio Lotito, dice di essere originario di Catanzaro ma ormai parla pure come… i romani. Ha dato più incarichi esterni lui che… la Madonna!

Giosy Romano – Campania

È Presidente di Fincalabra S.p.A., la finanziaria della Regione Calabria che gestisce strumenti fondamentali per il sostegno alle imprese, agli investimenti e allo sviluppo economico. Mai visto in Calabria.

Antonio Battistini – Emilia-Romagna

È Commissario straordinario dell’ASP di Catanzaro, alla guida di una delle aziende sanitarie più importanti della regione. Un ottimo incompetente.

Marco Franchini – Emilia-Romagna

È Amministratore unico (ancora per poco…) di SACAL S.p.A., la società che gestisce gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico e turistico della Calabria. Anche se ormai sta per prendere il volo… con Ryanair.

Chris Tomasi – Trentino-Alto Adige

Professionista proveniente dal Trentino-Alto Adige, chiamato a ricoprire incarichi di rilievo nell’ambito della riorganizzazione del sistema sanitario calabrese. Consulente di Occhiuto.

Roberto Vitanza – Lazio

Manager sanitario siciliano, scelto per ricoprire incarichi di responsabilità nella sanità regionale. Consulente di Occhiuto. Dicono che sia uno “spione”…

Gandolfo Miserendino – Sicilia

È Direttore generale di Azienda Zero, l’ente che rappresenta il cuore della governance del sistema sanitario regionale, dopo essere stato nominato Commissario straordinario. Un informatico che di sanità capisce poco e niente.

Maddalena Berardi – Puglia

Professionista proveniente dalla Puglia, destinataria di un incarico dirigenziale nell’amministrazione regionale. Consulente di Occhiuto.

Antonino Daffinà – Lazio

Sulla carta sembrerebbe originario di Vibo Valentia ma nella realtà, il Subcommissario Nazionale alla Depurazione -in quota Robertino Occhiuto-, è più romanaccio di Tajani. Bivacca sempre a Roma ed anche lui- come De Salazar – ha persino il loro accento. Non lo possiamo di certo considerare calabrese… ormai. E forse per lui è un bene, visti i tempi che corrono!

Claudio Lotito – Lazio

Il nuovo patròn della Reggina è senatore della Repubblica con la passione degli appalti nella sanità. Soprattutto in quella calabrese, cosentina per l’esattezza. Ruba il lavoro a tante aziende locali o, nella migliore delle ipotesi, affiderà subappalti a prezzi stracciati per massimizzare  il suo profitto. Chissà che non ce lo ritroveremo anche “calabrese d’adozione” oltre per gli appalti anche per le prossime politiche…

Hai voglia… Ma il punto è un altro. Mentre il presidente continua a raccontare una Calabria ricca di giovani preparati, professionisti capaci ed eccellenze da valorizzare, le leve più importanti del potere regionale vengono affidate con sorprendente frequenza a figure provenienti da Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Puglia.

Sono incarichi di vertice che comportano compensi importanti, milioni e milioni di euro  pagati con risorse pubbliche della Regione Calabria. È ragionevole osservare che chi vive e ha la propria vita fuori regione tenderà a spendere gran parte del proprio reddito (se non tutto visto che questi signoroni godono anche di rimborsi, privilegi e non pagano mai in giro…) nel territorio in cui risiede, con un beneficio economico che non ricade assolutamente sulla Calabria.

Ma c’è anche un’altra riflessione. Per quanto brillante possa essere un “super-manager” arrivato da fuori (anche se fuori questi non li vogliono…), conoscere davvero una terra significa viverla ogni giorno. Significa fare i conti con le liste d’attesa negli ospedali, con le strade dissestate, con i trasporti inefficienti, con lo spopolamento delle aree interne, con le difficoltà delle imprese e con i problemi quotidiani delle famiglie calabresi. Significa conoscere una comunità dall’interno, non soltanto attraverso dossier e relazioni. O peggio ancora attraverso i reel di Robertino che fa il gagarino sullo yacht degli americani…

Dopo quasi cinque anni di governo, è inevitabile che le scelte dell’amministrazione siano giudicate anche dai risultati. E proprio sui risultati, soprattutto in settori come la sanità e i servizi pubblici, il dibattito politico resta acceso. Se la scelta di affidarsi a “super manager” provenienti da fuori avrebbe dovuto rappresentare il cambio di passo, molti oggi si chiedono se quel salto di qualità sia davvero avvenuto. A noi sembra proprio di no.

 E allora la domanda finale è semplice. Non sarebbe stato più coerente e -soprattutto produttivo- investire su professionisti calabresi preparati, che conoscono il territorio, vivono i problemi della loro terra e avrebbero potuto mettere competenza ed esperienza al servizio della Calabria?

 Perché se davvero la Calabria è ricca di eccellenze, come sostiene Robertino Occhiuto, allora quelle eccellenze avrebbero meritato almeno l’opportunità di guidare la propria regione.

 

Invece, il messaggio che rischia di arrivare ai tanti giovani calabresi è un altro: per amministrare la Calabria di Occhiuto, purtroppo, sembra che si debba cercare il talento altrove. E che talento!!!


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