“Serve più ascolto per migliorare i porti delle Egadi”


Liberty Lines e le infrastrutture del quadrante occidentale: un tema complesso che abbiamo scelto di affrontare a tutto tondo attraverso un’intervista a Marco Dalla Vecchia, Direttore delle Infrastrutture della compagnia di navigazione.

Domanda

Direttore Dalla Vecchia, in questi giorni si discute molto dell’impossibilità per gli aliscafi di attraccare al porto di Levanzo. Qual è la situazione?

Risposta

La questione degli attracchi a Levanzo è nota ormai da diversi mesi. Si è reso necessario sostituire integralmente il respingente destinato agli aliscafi, una struttura risalente a circa quarant’anni fa. Si tratta di un intervento importante e indispensabile che, tuttavia, durante i lavori impedisce l’ormeggio degli aliscafi.

La Regione Siciliana ci aveva già coinvolti nella fase organizzativa, illustrandoci tempi e modalità. In quell’occasione avevamo espresso alcune perplessità sia sul periodo scelto sia sull’impatto operativo, che inevitabilmente avrebbe generato disagi. Comprendiamo che le tempistiche possano dipendere dalla disponibilità dei finanziamenti, ma riteniamo che un periodo più idoneo sarebbe stato tra ottobre e novembre, quando il traffico marittimo è decisamente ridotto.

Inizialmente si parlava di circa quindici giorni di lavori; oggi la durata stimata è salita a 45–50 giorni, una tempistica che, nel pieno della stagione estiva, comporta evidenti criticità.

Per attenuare i disagi, Liberty Lines ha predisposto soluzioni alternative, utilizzando mezzi diversi dagli aliscafi. La nostra flotta, infatti, è diversificata e dispone di unità in grado di ormeggiare anche in assenza dei respingenti, grazie all’installazione di parabordi provvisori realizzati direttamente dalla compagnia. Questo ci ha permesso di garantire la continuità del servizio.

È importante chiarire che le responsabilità attribuite a Liberty Lines, in questo caso, non sono fondate. Se avessimo avuto esclusivamente aliscafi, il porto sarebbe rimasto di fatto inaccessibile per oltre un mese e mezzo.

Aggiungo che finora le condizioni meteo hanno consentito operazioni regolari, ma in caso di mare mosso gli attracchi non saranno più possibili, neanche con mezzi alternativi.

Per quanto riguarda la comunicazione di inizio lavori, Liberty Lines ha atteso indicazioni ufficiali dalla ditta appaltatrice: non esisteva una data certa di avvio, ma solo una previsione poi slittata. Nonostante ciò, la compagnia si è attivata tempestivamente per evitare l’isolamento dell’isola.


Domanda

E per quanto riguarda il porto di Favignana?

Risposta

Quello di Favignana è un problema strutturale che si trascina da anni.

In passato esisteva una struttura simile a quella attualmente in sostituzione a Levanzo, ma col tempo, a causa della sua vetustà, ha subito gravi cedimenti fino a crollare quasi completamente. La Regione ha poi realizzato un’opera sostitutiva che, purtroppo, si è rivelata poco adatta alle caratteristiche del porto e alle condizioni meteomarine locali.

Prima della sua realizzazione, Liberty Lines aveva proposto un progetto alternativo, studiato sulle esigenze operative delle diverse imbarcazioni. Il progetto, accuratamente elaborato e verificato, non ha però ottenuto il nulla osta regionale, trattandosi di un’area demaniale.

La struttura realizzata successivamente dalla Regione si è dimostrata poco efficace a Favignana, mentre ha funzionato meglio in altri contesti, come Vulcano, dove è stata riproposta con caratteristiche diverse.

Anche questa infrastruttura ha evidenziato, nel tempo, segnali di cedimento. Liberty Lines è intervenuta più volte, sollecitando gli enti competenti e arrivando persino a mettere gratuitamente a disposizione il proprio progetto originario.

Ciò che rammarica è la mancanza di confronto con chi opera quotidianamente nei porti. Troppo spesso non vengono coinvolti i vettori, che invece conoscono a fondo criticità ed esigenze operative. Il risultato è la realizzazione di opere valide sulla carta, ma poco funzionali nella pratica.

Nei mesi scorsi abbiamo segnalato il rischio concreto che un eventuale cedimento possa portare all’isolamento dell’isola.

A ciò si aggiunge la presenza, sul fondale vicino al respingente, di un grande masso non naturale, già individuato dalla compagnia tramite rilievi subacquei. Avevamo chiesto al Comune di rimuoverlo, così da consentire l’accesso anche agli aliscafi più capienti e aumentare l’offerta di trasporto, ma la richiesta è rimasta senza risposta.

Domanda:

Ci sono luoghi comuni o critiche ricorrenti che ritenete opportuno chiarire?

Risposta:

Il nostro principale rammarico è che le numerose segnalazioni di Liberty Lines che derivano dall’esperienza sul campo, rimangano spesso inascoltate o sottovalutate. Questa mancanza di dialogo si traduce inevitabilmente in disagi per pendolari, residenti e turisti. La compagnia diventa così – incidentalmente e spesso in maniera strumentale – il principale destinatario delle lamentele, pur non essendo responsabile delle problematiche. Una criticità frequente riguarda l’assenza, in molti porti, di aree ombreggiate e spazi adeguati all’attesa. Durante la presidenza Musumeci, la Regione Siciliana aveva avviato un’iniziativa positiva con la realizzazione dei Welcome Terminal. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, queste strutture sono state abbandonate e oggi risultano deteriorate o inutilizzabili.

Eppure, offrivano servizi essenziali: servizi igienici, spazi riparati e un minimo di comfort per i passeggeri. Per Marsala, Favignana, Marettimo e Levanzo abbiamo chiesto di gestire direttamente queste strutture. A Favignana lo facciamo da due anni, con ottimi risultati: abbiamo aumentato i posti a sedere, attivato una biglietteria elettronica, riaperto i servizi igienici e installato un impianto di climatizzazione.

Si tratta di un’infrastruttura importante per uno scalo che movimenta annualmente centinaia di migliaia di passeggeri.

Stiamo lavorando per ottenere lo stesso risultato anche a Levanzo e Marettimo. Per quest’ultima siamo quasi pronti, ma manca ancora l’allaccio idrico necessario per attivare i servizi.

Confidiamo nella collaborazione delle amministrazioni locali. Da parte nostra c’è piena disponibilità, come dimostrano anche le strutture temporanee che installiamo ogni anno per offrire riparo ai passeggeri.

Domanda:

Per quanto riguarda il porto di Trapani, qual è la situazione attuale?


Risposta:

Negli ultimi anni anche il porto di Trapani ha beneficiato di importanti interventi di miglioramento.

La stazione marittima oggi è più accogliente, con una biglietteria rinnovata, numerosi posti a sedere e monitor informativi installati da Liberty Lines.

La criticità riguarda invece l’area esterna d’imbarco: una volta usciti dalla stazione, i passeggeri devono attendere senza alcuna copertura, esposti al sole o alla pioggia.

Anche in questo caso le responsabilità vengono spesso attribuite alla compagnia, che però non ha competenze dirette e che, al contrario, si è più volte fatta promotrice di proposte.

Avevamo infatti offerto all’Autorità di Sistema Portuale la possibilità di installare gazebo a nostre spese, comprensivi di acquisto, montaggio e manutenzione, ma la richiesta non è stata accolta né motivata.

Domanda:

Qual è l’auspicio di Liberty Lines per il futuro?

Risposta:

Ci auguriamo che i futuri bandi prevedano capitoli di spesa dedicati alla manutenzione e al miglioramento delle infrastrutture di approdo.

In questo modo, il gestore del servizio potrebbe disporre degli strumenti economici necessari per intervenire, nel rispetto delle autorizzazioni, con maggiore autonomia e tempestività, contribuendo a mantenere gli approdi efficienti e a garantire un servizio sempre più sicuro e affidabile per cittadini e visitatori. 

(Articolo sponsorizzato scritto in collaborazione con il committente. Per info scrivi a marketing@rmc101srl.it





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