“È indispensabile non pensare solo a svolgere la consueta routine di igiene orale, ma guardare a questi atti come a strumenti capaci di contribuire al miglioramento della salute generale”. Il presidente Curasept Stefano Giovannardi riassume così a Quotidiano Sanità il messaggio emerso dalla due giorni del Congresso Internazionale della Salute Orale (CISO), che ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni ed esponenti della comunità scientifica internazionale per discutere il futuro e l’evoluzione della salute orale.
Fortemente voluto da Curasept per il suo 25esimo anniversario, l’appuntamento si è concluso con la sigla del Manifesto della Salute Orale, firmato dalle 10 principali società scientifiche della salute orale per affermare un punto storico: investire in prevenzione e promozione della salute orale genera benefici non solo clinici, ma anche economici e sociali.
Una visione condivisa dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha dichiarato: “Accolgo con interesse il Manifesto sottoscritto, che rappresenta un passo significativo verso una più stretta collaborazione tra comunità scientifica, professionisti della salute e istituzioni”.
È ancora una volta il presidente Giovannardi che aiuta a chiarire il concetto racchiuso nel neologismo “oralmonia”, presentato all’inizio dei lavori del CISO. “Fin dal 2021 – spiega – l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sancito che esiste una indubbia correlazione tra il benessere orale e il benessere generale. Infatti, le malattie che colpiscono l’apparato masticatorio attraverso il flusso sanguigno possono influenzare negativamente la salute dell’apparato circolatorio e di altri organi. Intervenire sul mantenimento della salute dell’apparato masticatorio vuol dire prevenire anche la cronicizzazione di tante patologie, come il diabete. E questo contribuisce e contribuirà a migliorare non solo la situazione clinica in generale dei pazienti, ma anche i costi conseguenti ai processi di cura”.
La correlazione citata dal presidente di Curasept è stata al centro del confronto scientifico e multidisciplinare della prima giornata di Congresso. A partire dal tavolo tecnico sulla situazione della ricerca clinica in Europa, arricchito da esperti internazionali come David Herrera (Universitat Madrid) e Dagmar Else Slot (Vrije Universiteit Amsterdam), passando per il dialogo sulla visione olistica tra Carlo Cafiero (Federico II) e Maria Beatrice Toro (SCINT), fino all’importante confronto sul futuro e sulla missione delle società scientifiche nella promozione della salute orale e dunque generale.
“C’è una strettissima relazione tra tante patologie del cavo orale e le patologie sistemiche”, spiega Carlo Lajolo, professore associato di Malattie Odontostomatologiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Policlinico Gemelli di Roma, Segretario e Tesoriere della Società italiana di Patologia e Medicina Orale (SIPMO).
“Per esempio – prosegue – la malattia parodontale può interagire con altre patologie, tra cui quelle cardiache e metaboliche, come il diabete mellito. Queste condizioni sono correlate tra loro perché condividono, nei meccanismi di infiammazione cronica, un possibile punto comune. Da un lato, quindi, abbiamo le patologie infiammatorie croniche; dall’altro, il cavo orale ci pone di fronte anche a condizioni più gravi e severe, come quelle che interessano l’intero distretto del cavo orale. Si tratta di un aspetto particolarmente delicato, di cui dobbiamo iniziare a prenderci maggiore cura”.
Se risultasse difficile percepire l’urgenza di cui parla Lajolo, basterebbe osservare i numeri. In Europa, le persone con diabete tra i 20 e i 79 anni sono passate da 22,4 milioni nel 2000 a 65,6 milioni nel 2024. In Italia sono aumentate da 3,1 a 5 milioni di persone, raggiungendo una prevalenza del 7% della popolazione adulta.
Una crescita che mostra con evidenza l’impatto della cronicità sui costi diretti per i sistemi sanitari. È questo il concetto alla base dell’umbrella review presentata in occasione del CISO dall’Università Bocconi, “Salute orale: scenari globali e prospettive”. Un’analisi di 106 studi pubblicati negli ultimi 10 anni che dimostra come una cattiva salute orale generi non solo costi odontoiatrici, ma anche complicazioni cliniche severe che aggiungono nuovi costi alla spesa sanitaria.
In Europa, inoltre, persistono disuguaglianze significative nell’accesso alle cure odontoiatriche: nel 2024 le persone a rischio povertà rinunciano alle cure quasi tre volte più spesso rispetto al resto della popolazione. L’analisi Bocconi mostra che gli interventi più efficaci sono quelli multicomponente, capaci di combinare educazione sanitaria, prevenzione clinica, coinvolgimento di famiglie e caregiver, programmi scolastici e strumenti di supporto comportamentale. Ne emerge una missione di prevenzione ormai impossibile da ignorare.
“La prevenzione è l’unica via”, conferma ai nostri microfoni Filippo Graziani, professore ordinario di Parodontologia all’Università di Pisa e past president dell’European Federation of Periodontology, che collega alla prevenzione il concetto di “longevity”.
“La longevity – spiega Graziani – si basa sul far sì che le persone si sentano bene e vivano bene. L’unico modo affinché questo possa avvenire nel lungo termine è sviluppare la prevenzione. È fondamentale che noi professionisti della salute orale, che incontriamo i pazienti con maggiore frequenza, diventiamo sempre più un hub di prevenzione e gestione della salute sistemica; infatti più del 20% della popolazione vede un dentista almeno una volta l’anno, mentre non sempre si rivolge a un medico”.
Il Manifesto della Salute Orale, dunque, punta proprio a diffondere questa missione attraverso le principali società scientifiche della salute orale ma idealmente anche oltre, verso gli altri professionisti sanitari. La firma da parte di European Federation of Periodontology (EFP), Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), Associazione Igienisti Dentali Italiani (AIDI), Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), Società Italiana di Chirurgia (SIC), Società Italiana Odontoiatria Infantile (SIOI), Società Italiana di Patologia e Medicina Orale (SIPMO), Società Italiana Unitaria di EndocrinoChirurgia (SIUEC), Unione Nazionale Igienisti Dentali (UNID), rappresenta l’adesione a una missione comune.
Di fronte alle nuove evidenze e all’impegno assunto con questa firma, il ruolo delle società scientifiche, spiega Raffaele Cavalcanti, presidente eletto della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), è “formare da un lato i propri associati, dall’altro comunicare alla popolazione quali sono i principi ai quali ispirarsi per garantire e proteggere la salute generale attraverso la salute orale”.
A questo si aggiunge l’esigenza di “una sinergia”. Per Cavalcanti, “creare un network tra società scientifiche che hanno affinità tra loro diventa molto importante: bisogna comunicare per il benessere e la salute di tutti i cittadini e della popolazione”.
Con il Manifesto ora il presidente eletto SIdP auspica, come suggerito anche dallo studio Bocconi, “un cambiamento culturale che abbia riflessi sugli atteggiamenti comportamentali”. “Mi riferisco anche a figure di riferimento per i nostri pazienti, come farmacisti, medici di medicina generale, pediatri e figure specialistiche come diabetologi e cardiologi”, specifica.
Il Ciso si conclude quindi con un impegno a lavorare per la salute orale e migliorare così il benessere generale dei pazienti. Il presidente Curasept Giovannardi lancia quindi il messaggio finale: “Tutte le società scientifiche faranno sistema, in una situazione dove la vita media dura molto di più rispetto a diversi anni fa e per cui è importante invecchiare in salute, per intervenire sulla salute orale e dare un contributo fondamentale affinché i pazienti arrivino alla vecchiaia più in salute”.
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