Come dare il via a un convegno nazionale dedicato a un confronto tra esperti, istituzioni e ragazzi per analizzare i percorsi di crescita, le fragilità e le opportunità della prima adolescenza? Fondazione Exodus don Antonio Mazzi e il Consorzio Exit hanno dato la parola, o meglio la musica, le parole e la danza a due adolescenti, Tamara e Martina, che hanno dato vita a un testo, scritto da loro stesse durante un laboratorio dedicato alla violenza di genere dello Spazio Tre di Monza.
È iniziato con le parole cantate, rappate e danzate di “Non è amore se fa paura, non è amore se fa male…” l’appuntamento che si è tenuto a Milano all’Ambrosianeum “Perdersi e trovarsi a 12 anni. Percorsi, idee, sogni per crescere”.
Un incontro pensato anche come «un’occasione per guardare alla strada fatta insieme e ai prossimi passi» ha ricordato Franco Taverna vicepresidente di Exodus che ha aperto l’incontro ricordando la storia degli interventi della fondazione contro il disagio: quarant’anni fa con l’attenzione ai tossicodipendenti e al carcere e poi, a quello nelle scuole per arrivare all’esperienza delle scuole Don Milani 2 dal 2010.
Uscire, sperimentarsi essere sempre “carovana”
«Abbiamo iniziato ad affrontare la dispersione scolastica, esplicita ed implicita, poi meno di dieci anni fa» ha osservato, «ci siamo resi conto che il supporto alla didattica non bastava più per affrontare il disagio degli adolescenti che nasceva nelle relazioni…».

Sono nati così dei luoghi come Spazio Tre a Monza e la rete dei professionisti, la necessità di ridare spazio all’avventura «noi siamo Exodus, nasciamo dalla carovana, dall’uscire e sperimentarsi».
Ha espresso la sua emozione nel vedere i risultati del progetto esplicitati dal canto iniziale delle due adolescenti Noemi Villani, del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo. Villani ha poi esplicitato l’auspicio che fondazione Exodus possa «esportare la propria esperienza positiva favorendo l’empowerment ad altri enti sui territori»
Progetti da valutare
A presentare i dati e i risultati dei diversi progetti messi in campo a favore degli adolescenti sono stati Mino Spreafico, pedagogista che ha parlato del progetto “Selfie” e Simone Rapella, di Triadi (spin-off del Politecnico di Milano) che ha illustrato la valutazione d’impatto del Progetto “Fragile”.


Il questionario sul progetto Selfie è stato proposto a oltre 200 istituti scolastici coinvolgendo circa 100mila persone. «ci sono segnali positivi e altri critici», ha osservato Spreafico mostrando come gli adolescenti abbiano recuperato capacità di problem solving dopo il periodo Covid. Dai dati emerge che tra le persone di cui gli adolescenti si fidano di più (78%) sono gli amici, mentre gli ultimi sono i docenti (22%) «c’è anche da osservare che la figura del padre abbia recuperato fiducia dopo la pandemia».
Le testimonianze e le parole di don Antonio
Prima delle testimonianze e del racconto delle storie dei territori che hanno visto susseguirsi al microfono Piero Pezzini, presidente del Consorzio Exit e gli educatori Bruna Dentella (Polo di Gallarate), Simone Giovannetti (Polo di Monza), Barbara Invernizzi (Polo di Assisi) e Gianluca Italia (Polo di Caltanissetta) è stato mostrato un video con don Antonio Mazzi (di seguito).
«L’eredità che ci sta lasciando il don», ha esordito subito dopo Pezzoni «è quella di occuparci sempre più degli adolescenti».
Nelle loro testimonianze gli educati hanno posto l’attenzione su diversi aspetti dalla denuncia di quanto sia ormai difficile reperire degli educatori e della fatica dei servizi pubblici nel star dietro alle situazioni di disagio psicologico e psichiatrico degli adolescenti, come ha ricordato Dentella.


Per arrivare al racconto di Invernizzi su come il problema non sia fissarsi su un metodo ma «scoprire il pertugio, quello spazio piccolissimo in cui entrare» nel dialogo con gli adolescenti. In questi spazi terzi – ha chiosato Taverna – siamo scopritori di pertugi. Fondazione Exodus ha attivato nove poli educativi, oltre a Gallarate, Monza, Assisi e Caltanissetta ci sono Spazio47 a Milano, il Polo Cassino,e poi quelli di Viterbo, Cosenza e Verona Valpolicella.
Spazi terzi, ibridi e inclusivi
A chiudere il convegno le riflessioni di Piercesare Rivoltella, docente dell’Università di Bologna ed Emanuela Mancino, docente di Milano Bicocca. Rivoltella nel ragionare sull’allestimento di Spazi terzi per adolescenti liberi, ha ripreso da una parte il filosofo francese Michel Serres, dall’altra il concetto di ibridazione come il più adatto a spiegare l’inclusione che deve caratterizzare gli spazi terzi, «luoghi di confine che non sono né dentro né fuori, luoghi ricchi e interessanti. Soprattutto una zona di incontro asimmetrici in cui sia presente anche un adulto ma al di fuori della rigidità istituzionale».


Raccontare le professioni del sociale non è un atto di cronaca, ma un atto culturale e politico. È la scelta di portare finalmente sotto i riflettori chi lavora nell’ombra, chi svolge un mestiere che la società finge di rispettare e che invece tratta con noncuranza. Lo facciamo su VITA magazine di maggio.
SOCIAL WORKER, SENZA DI LORO PERDIAMO TUTTI
«Crescere è una delle esperienze più difficili è come vivere in pericolo» ha osservato Mancino che citando la filosofa Maria Zambrano ha aggiunto: «Il pericolo è farci continuamente delle domande».
E ricordando il titolo di uno dei progetti “Come stai?” ha detto «non è una domanda ovvia se ci educa a guardarci e ad aprire una breccia». La breccia di cui hanno parlato gli educatori per raccontare della modalità in cui la relazione può essere avviata.
Nell’immagine in apertura un frame dal video su Spazio Tre di Monza, tutte le immagini da Ufficio stampa
Abbonarsi a VITA con la carta docenti?
Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento annuale che si intende acquistare (1 anno carta+digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a [email protected]
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Antonietta Nembri
Source link



