In Sicilia c’è un modo di finanziare le opere pubbliche che continua a sollevare interrogativi sul rapporto tra politica, amministrazioni locali e utilizzo delle risorse regionali. È il sistema dei contributi territoriali, attraverso il quale i deputati dell’Assemblea regionale siciliana destinano somme a singoli Comuni per realizzare interventi di varia natura. Si va dalla riqualificazione di immobili alla manutenzione degli impianti sportivi, dai lavori nelle piazze ai contributi per infrastrutture e servizi.
Il problema non è necessariamente l’utilità delle opere finanziate, la questione riguarda piuttosto il metodo con il quale vengono individuati i beneficiari e la disparità che può determinarsi tra amministrazioni che ricevono risorse e altre che, pur avendo necessità analoghe, non ottengono alcun finanziamento.
Tra gli interventi, ad esempio, figurano finanziamenti che, rapportati alla popolazione residente, assumono dimensioni molto differenti.
Il caso più emblematico è quello di Campofelice di Fitalia, in provincia di Palermo, 400 abitanti, al quale vengono attribuiti complessivamente 800 mila euro.
In provincia di Messina, a Basicò, 600 abitanti, risultano destinati 700 mila euro.
Dagnino difende la manovra
A difendere il sistema interviene l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, che respinge l’idea secondo cui i contributi territoriali avrebbero sottratto disponibilità finanziarie ad altre necessità della Sicilia. L’assessore sostiene che non siano state ridotte le risorse destinate alle emergenze e che sia legittimo che i parlamentari si occupino dei bisogni dei territori nei quali sono stati eletti. Dagnino riconosce tuttavia la necessità di contenere il ricorso agli emendamenti nella prossima legge finanziaria, per evitare che la discussione sul bilancio venga assorbita da una molteplicità di richieste particolari.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore, la Regione ha stanziato 200 milioni di euro per la Zes unica siciliana, con l’obiettivo di favorire investimenti e sostenere le attività produttive. Ma la differenza è tutta qui: tra finanziamenti ordinari e interventi discrezionali.
Maggioranza e opposizione si dividono sulle risorse
Il confronto sui finanziamenti territoriali ha coinvolto anche le forze politiche rappresentate all’Ars. Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle contestano il sistema delle assegnazioni, sostenendo la necessità di superare una distribuzione legata ai singoli emendamenti parlamentari. Per Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd il Governo nazionale deve impugnare quella che definisce legge bancomat: «Chiediamo a gran voce che il governo Meloni intervenga senza silenzi compiacenti nei confronti dei propri sodali siciliani. Ricordo che già la precedente legge vergogna era a rischio impugnativa, poi non presentata di fronte all’impegno della Regione di non presentare più leggi sulle mancette. Per questo abbiamo depositato un’interpellanza urgente per conoscere le intenzioni del governo».
Ismaele La Vardera, Controcorrente, lamenta i mancati fondi ad Agrigento:«Mentre la Sicilia affonda loro ci prendono a pesci in faccia così: campi da Padel, 5 MILIONI; Soldi alle chiese, 27 MILIONI DI EURO. E decine di altre follie, ringhiere, chiese, monumenti a Garibaldi. Guarda caso al comune di Agrigento amministrato da un sindaco Controcorrente 0 euro».
Gli intervieni nel trapanese
La manovra regionale “Coesione e crescita” porta nuovi finanziamenti anche nella provincia di Trapani. Tra questi ci sono Giuseppe Bica e Nicola Catania, entrambi di Fratelli d’Italia, che hanno reso pubblici gli stanziamenti attribuiti alla propria iniziativa. Sommando gli importi comunicati dai due esponenti politici, si arriva a 1 milione e 467 mila euro, distribuiti tra interventi sulla viabilità, riqualificazione urbana, impianti sportivi e infrastrutture. Il deputato regionale Giuseppe Bica ha annunciato di aver ottenuto 900 mila euro per sette interventi nella provincia di Trapani. La somma più consistente, 220 mila euro, riguarda Campobello di Mazara, per interventi sulle strade di contrada Tre Fontane. Altri 190 mila euro sono destinati a Erice, per il completamento delle vie Argo e Bronte nella frazione di Pizzolungo. A Paceco sono previsti 150 mila euro per la riqualificazione del campo di calcetto dell’area Peep, mentre Calatafimi Segesta riceve 100 mila euro per la realizzazione di bagni pubblici automatizzati. Altri 100 mila euro sono destinati allo stadio San Giacomo di Salemi, 80 mila euro all’illuminazione della strada provinciale 16 tra Castelluzzo e Macari, nel territorio di San Vito Lo Capo, e 60 mila euro alla riqualificazione di via Sebastiano Bonfiglio a Buseto Palizzolo. Bica ha collegato questi interventi all’approvazione della manovra regionale da circa 1,4 miliardi di euro, richiamando anche le misure per famiglie, imprese ed enti locali, gli aiuti sui mutui, il caro voli, le bollette idriche e il sostegno ai comparti produttivi.
Anche Nicola Catania ha ottenuto una serie di contributi destinati al territorio provinciale, si tratta di sei amministrazioni comunali: Salaparuta 150mila euro, Buseto Palizzolo 120mila, Santa Ninfa 100mila, Poggioreale 92mila, Partanna 55mila, Gibellina 50mila, per un totale di 567mila euro.
Stefano Pellegrino, capogruppo all’ARS, al momento fotografa solo gli interventi relativi alle parrocchie, altri suoi interventi sono finiti in un emendamento aggiuntivo, che potrà essere verificato solo al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Quindi ad oggi con certezza si può parlare di somme per talune parrocchie della provincia di Trapani: San Lorenzo Martire a Mazara, San Filippo e Giacomo a Marsala, Sacra Famiglia di Castellammare del Golfo, Santa Madre Caterina a
Salaparuta, Santa Maria Santissima Assunta a Castelvetrano, San Michele a Mazara ricevono tutte 50mila euro per opere di manutenzione o ristrutturazione.
La parrocchia di Maria SS. Immacolata a Poggioreale riceve la somma di 85mila euro; Santa Maria dell’Udienza a Calatafimi Segesta 100mila euro. Per un totale per la provincia di Trapani: 485.000 euro, per 8 interventi.
Di Paola M5S: “Spartizione della maggioranza anche su chiese e parrocchie amiche”
“La spartizione dei soldi dei siciliani da parte dei deputati della maggioranza non riguarda solo i sindaci amici, ma anche le chiese e le parrocchie. Evidentemente, in Sicilia, i santi in paradiso siedono a Palazzo dei Normanni, dove sono stati spartiti quasi 28 milioni di euro tra sacrestie e campanili, con impegni finanziari che oscillano dai 50 mila agli 800 mila euro per singolo intervento. Somme evidentemente urgentissime per i deputati di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, DC e MPA, che assecondano le esigenze delle parrocchie più vicine, facendo figli e figliastri anche tra le strutture ecclesiastiche. Noi proponiamo, invece, di istituire un apposito fondo in legge finanziaria, al quale possano accedere attraverso un avviso pubblico, aperto e trasparente, tutte le chiese e le comunità ecclesiastiche dell’Isola”.
Lo dichiara il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola, che cita alcuni esempi di interventi finanziati dai deputati della maggioranza nell’ambito della legge di variazione di bilancio appena approvata all’ARS.
Gli interventi spaziano dalla ristrutturazione del campanile della chiesa del Santissimo Rosario di Fiumefreddo di Sicilia al restauro della macchina lignea dell’altare della chiesa di San Nicolò di Militello in Val di Catania; dalla manutenzione straordinaria della sacrestia della parrocchia del Santissimo Salvatore di Roccamena a quella del tetto della foresteria del Santuario Maria del Rosario di Tagliavia, a Monreale. Tra i finanziamenti figurano anche la realizzazione di un ascensore presso il seminario vescovile della diocesi di Noto e la riqualificazione dei campetti sportivi della chiesa del Sacro Cuore di Ragusa.
E ancora, il ripristino del muro adiacente alle Piccole Suore Missionarie della Carità di Palermo, il rifacimento delle cucine dell’Abbazia di San Martino delle Scale, a Monreale, la realizzazione dei musei di arte sacra della parrocchia di Agrippina di Mineo e la recinzione esterna con manutenzione del verde della chiesa della Santissima Annunziata di Ragusa.
“Tutte esigenze legittime, per carità – sottolinea Di Paola – ma che potevano essere tranquillamente inserite nella legge finanziaria attraverso un apposito fondo, capace di dare risposte a tutte le comunità ecclesiastiche, anziché privilegiare quelle riconducibili, dal punto di vista territoriale, al singolo deputato della maggioranza. Somme che, peraltro, rientrando nei 27 milioni dei cosiddetti FIT, rischiano di tornare indietro perché devono essere impegnate entro il 31 dicembre. C’è poi la questione dell’opportunità di destinare risorse ai campanili in questo momento, piuttosto che dare risposte immediate ai comparti in affanno, dove il disagio sociale è alle stelle e interi settori necessitano di un intervento urgente delle istituzioni” – conclude Di Paola.
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