dove il cibo costa di più e perché


Il cibo assorbe una quota consistente dei bilanci familiari in tutta Europa, ma il costo di riempire il carrello varia molto da Paese a Paese. Nell’UE alimenti e bevande analcoliche rappresentano il 13,6% della spesa delle famiglie, contro il 23,6% destinato ad abitazione e utenze, secondo Eurostat.

Quali sono i Paesi dove la spesa è più cara e cosa spiega queste differenze?

Secondo i dati di metà 2026 di Numbeo, un database partecipativo sul costo della vita, l’indice dei generi alimentari va da 57,2 in Moldavia a 189,2 in Svizzera, con la media UE fissata a 100. Questo significa che in Svizzera la spesa alimentare è più cara dell’89,2% rispetto alla media UE, mentre in Moldavia costa il 42,8% in meno.

Per rendere il divario più concreto, un paniere che ai prezzi medi dell’UE costa 100 € arriverebbe a 189,20 € in Svizzera e a 57,20 € in Moldavia, in base a questo indice.

L’indice di Numbeo prende New York come base 100. Euronews Business ha ricalcolato i valori usando come base 100 la media dell’UE.

Quali sono i Paesi più costosi?

Tre dei cinque Paesi più cari sono nordici. L’Islanda (183,6) è al secondo posto, seguita da Norvegia (154,4), Lussemburgo (134,9) e Danimarca (128,4). Anche gli altri Paesi nordici superano la media UE: Finlandia (119,7) e Svezia (116,6).

Tra le cinque principali economie europee, la Francia è la più cara per la spesa, con prezzi del 27,5% sopra la media UE. La Spagna (89,7) è l’unica al di sotto. Regno Unito (111,9), Germania (111,6) e Italia (110,2) sono sopra la media, con livelli di prezzo simili.

Anche Austria (124,5), Irlanda (122), Belgio (117,6) e Paesi Bassi (116,4) figurano tra i Paesi più costosi, tutti al di sopra della media UE.

Il Paese UE più economico: in Romania la spesa costa un terzo in meno

All’interno dell’UE, la Romania (66,7) è il Paese più economico per la spesa, con prezzi inferiori del 33,3% alla media europea.

In termini più ampi, la spesa è più conveniente nei Paesi dell’Europa orientale e nei Balcani, inclusi i candidati all’adesione all’UE. Per esempio, l’indice è 59,8 in Macedonia del Nord, 67,9 in Bosnia-Erzegovina e 68,8 in Serbia.

La Turchia (82,1) è più cara di diversi membri dell’UE, pur restando sotto la media europea. La Turchia registra inoltre la più alta inflazione alimentare in Europa.

I prezzi più bassi non significano maggiore accessibilità

Ilaria Benedetti, professoressa associata all’Università della Tuscia, sottolinea che, sebbene in alcuni Paesi i prezzi alimentari siano inferiori alla media UE, le famiglie destinano al cibo una quota maggiore del loro bilancio. In Romania, per esempio, la spesa è più economica, ma le famiglie spendono il 23,1% del budget per alimenti e bevande analcoliche. Anche in Bulgaria questa quota supera il 20%.


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