Sassari In Sardegna continuano a chiudere negozi e attività che hanno accompagnato la vita di intere generazioni. Alcuni titolari vanno in pensione dopo decenni di lavoro; altri si arrendono a incassi sempre più magri e spese che non riescono più a sostenere. Ogni chiusura porta via una piccola parte della città, fatta di abitudini e rapporti costruiti negli anni.
Lo raccontano le reazioni sul web, dove le notizie delle chiusure suscitano un’ondata di commenti e commozione. Quelle insegne appartengono ai ricordi di chi le ha conosciute da bambino e ha continuato a frequentarle da adulto, magari accompagnando i figli. Nel saluto ai commercianti affiora così il dispiacere per la scomparsa di un luogo nel quale si riconosceva qualcosa della propria vita.
A Sassari è successo con Baingio, che ha concluso una storia di fiori lunga novant’anni. A Oristano Spicchio Pizza ha salutato i clienti dopo venticinque anni; a Nuoro hanno chiuso i Magazzini Cicalò, aperti dal 1962. Sono alcuni degli addii che, tra il 2025 e il 2026, hanno segnato il commercio dell’isola.
A Sassari, in via Cagliari, Baingio ha salutato i clienti dopo novant’anni. Pierangela e Pier Paolo sono andati in pensione, concludendo il percorso avviato nel 1936 da Baingio Idini, floricoltore e scultore. Era stata poi Tonia a guidare la bottega; dal 1983 il testimone era passato alla figlia Pierangela e al marito. Il negozio aveva intrecciato rapporti che coinvolgevano tutta la strada: tra i saluti dei commercianti vicini ricorre il dispiacere di perdere persone diventate di famiglia. I figli hanno scelto altre strade, mentre altri rami della famiglia continuano a lavorare nel mondo dei fiori.
Quando Luciano e Salvatore Tola si trasferirono in via Stanis Manca, nel 1973, attorno c’erano uliveti e strade sterrate. Il quartiere sassarese di Luna e Sole sarebbe cresciuto davanti al loro bancone. Aperta nel 1972 in via Turritana, l’attività si è fermata nel febbraio 2025, dopo 53 anni. Per l’ultimo brindisi sono arrivati clienti, familiari e i componenti della squadra di calcio Sage 1996, che aveva fatto del Bar Biliardi Fratelli Tola il proprio ritrovo. A determinare la scelta è stato il bisogno di riposo dei due fratelli, rimasti al lavoro ben oltre gli ottant’anni.
Nel maggio 2025, in largo Cavallotti, a Sassari, è stata smontata l’insegna gialla di G.B. Losa. La ferramenta era nata nel 1870, centocinquantacinque anni prima. L’ex commesso Gavino Cossu ha ricordato un’attività nella quale, nel 1977, lavoravano venti persone tra dipendenti e proprietari. Giovanni Losa, allora settantasettenne, ha spiegato di volersi riposare dopo 57 anni di lavoro. La rimozione dell’insegna ha reso visibile il distacco: un nome conosciuto da generazioni scompariva dal paesaggio del centro.
La serranda dell’alimentare di via Capo d’Oro, nel centro storico di Sassari, si è abbassata il 31 dicembre 2025. L’attività esisteva dal 1978. Per Valentina Carta la decisione è arrivata dopo mesi di vendite in calo e conti sempre più difficili: pochi clienti soprattutto la sera, affitto e bollette pesanti, prezzi dei prodotti in aumento. A questo si aggiungeva la fatica di conciliare le aperture quotidiane con la cura di due bambini. Quarantadue anni al momento della chiusura e nel mestiere da quando ne aveva diciannove, ha dovuto fermarsi. Fino all’ultimo i clienti affezionati le hanno mandato messaggi di sostegno.
L’ultima infornata è stata il 30 agosto 2026. In via Ciutadella de Minorca, a Oristano, Emanuela Flore e Andrea Camedda hanno chiuso Spicchio Pizza dopo venticinque anni. Erano stati i primi in città a proporre la pizza a spicchi da passeggio: davanti a quel banco sono passate almeno due generazioni. Alla stanchezza si sono sommati gli effetti della pandemia e i cambiamenti legati a lavori, viabilità, Ztl e parcheggi. Per Emanuela decidere e trovare le parole del saluto ha richiesto mesi. Al momento dell’addio ha annunciato un nuovo progetto nell’accoglienza, con un’attività di affittacamere.
A Cabras l’ultimo giorno sarà venerdì 30 ottobre. Daniela Camedda chiuderà La Sirenetta, la cartolibreria di via De Castro aperta nell’aprile 1992 con il sostegno della famiglia. Dopo trentaquattro anni, i primi clienti le portano anche i nipoti. La titolare racconta che, soprattutto dalla pandemia, gli acquisti online hanno sottratto lavoro, mentre i margini sui libri si sono ridotti e le spese lasciano guadagni sempre più esigui. Ha scelto di avvalersi dell’indennizzo per la cessazione dell’attività in attesa della pensione. Cabras resterà senza cartolibrerie. Tra chi si preoccupa ci sono gli anziani che si affidavano al negozio per le fotocopie.
A Olbia, nel marzo 2026, Bernardo Muzzetto, per tutti Nardino, ha annunciato l’addio alla produzione di pasticceria fresca dopo sessantacinque anni di mestiere. La sua prima attività risaliva al 1971; il nome del Viale, in viale Aldo Moro, era diventato familiare anche a clienti celebri come Silvio Berlusconi e Claudio Baglioni. A settantotto anni, alla stanchezza si erano aggiunti la difficoltà di trovare personale e il costo delle materie prime. La scelta ha riguardato la pasticceria fresca, mentre sono rimaste la caffetteria e le brioche del mattino.
Dal 1962 i Magazzini Cicalò, in viale Europa, hanno accompagnato gli acquisti di generazioni di nuoresi e dato lavoro a decine di famiglie della città e del territorio. La chiusura definitiva è arrivata nel marzo 2026, dopo sessantaquattro anni di attività. Una storia commerciale che aveva preceduto la diffusione dei moderni megastore si è conclusa tra la nostalgia dei clienti. L’amministratore Agostino Cicalò ha accompagnato l’annuncio con la prospettiva di una ripartenza in forme più adatte al mercato.
A Nuoro, nel maggio 2025, è arrivato anche l’addio di Lucky Sport. Il negozio di calzature e abbigliamento sportivo del corso Garibaldi si è fermato dopo quarantanove anni. La proprietaria Maria Giovanna Carroni andava in pensione e chi aveva lavorato al suo fianco non se la sentiva di proseguire. Sabrina Corda, nel negozio da trentacinque anni, ha raccontato il peggioramento delle vendite, indicando nella concorrenza online, nell’aumento dei costi e nelle difficoltà di accesso e parcheggio in centro alcune delle ragioni della crisi. Il pensionamento si è così intrecciato con la fatica di continuare.
In via D’Azeglio, a Nuoro, Tonina Siotto e Ciriaco Demitis hanno salutato nel novembre 2025, pochi mesi prima dei quarant’anni di attività. Entrambi settantacinquenni, avevano fatto della Trattoria Sardegna un luogo di cucina familiare, frequentato da persone di età e mestieri diversi. Tra i piatti più amati, la pasta e fagioli con le cozze di Tonina. Alla chiusura, tavoli e sedie sono stati donati alla Caritas. Nei giorni dell’addio Ciriaco continuava a tornare nel locale ormai vuoto: un’abitudine sopravvissuta alla fine del lavoro.
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