Non lasciamo che i beni pubblici restino inutilizzati.
Secondo il rapporto del Comitato popolare provinciale sulla gestione delle case e dei terreni in eccedenza, aggiornato al 13 ottobre 2026, la provincia conta 1.255 immobili, con un aumento di 17 unità rispetto al rapporto precedente. Di questi, 1.092 sono sotto la gestione provinciale, mentre 163 sono stati trasferiti dal governo centrale alle autorità locali.

Nella provincia di Lam Dong sono state completate le procedure di gestione di 582 strutture, di cui 522 sono state consegnate ad agenzie, unità e località per l’uso continuativo; e per 60 strutture sono state completate le procedure di locazione. Delle 522 strutture destinate all’uso, 18 sono nel settore sanitario, 54 sono istituti scolastici , 130 sono edifici per uffici, 116 sono temporaneamente assegnati ai settori della polizia, dell’esercito e della sanità; e 204 uffici comunali, di quartiere e di zona speciale hanno visto la loro funzione convertita.
Questo risultato dimostra che non è detto che i beni in eccedenza debbano essere necessariamente venduti all’asta o affittati a tutti i costi. Per le strutture ancora idonee, il loro riutilizzo per soddisfare le esigenze operative degli enti governativi e dei settori essenziali rappresenta un modo efficace per sfruttare le risorse esistenti.

Delle 60 strutture completate e destinate all’affitto, il Centro provinciale per la gestione degli alloggi ne ha affittate 37, incassando oltre 9,91 miliardi di VND; le unità comunali, di quartiere e delle zone speciali hanno completato l’affitto di 23 strutture, incassando quasi 3,99 miliardi di VND.
Secondo il Comitato popolare provinciale, 644 strutture sono state assegnate ad agenzie di gestione locali e sono attualmente in fase di elaborazione piani di gestione e sfruttamento. Nello specifico, il Centro provinciale per lo sviluppo del fondo fondiario ha il compito di gestire 104 strutture; il Centro provinciale per la gestione degli alloggi ne gestisce 132; e i centri di servizi generali a livello comunale ne gestiscono 408.
In particolare, presso il Centro provinciale per lo sviluppo del territorio, alla data di riferimento, nessuna delle 104 strutture assegnate ha completato la procedura di locazione, asta o gara d’appalto. Sebbene l’unità abbia presentato piani e liste d’asta per 35 strutture e stia finalizzando i dossier per altre 12. Delle 132 strutture gestite dal Centro provinciale per la gestione degli alloggi, 49 dispongono di piani di locazione in conformità con la Risoluzione n. 31/2026/NQ-CP, di cui 37 già affittate.

A livello locale, delle 408 strutture gestite dai centri di servizi integrati, 281 dovrebbero essere gestite con un modello di locazione; di queste, 141 hanno piani e prezzi di locazione approvati, mentre 140 strutture in 39 comuni e quartieri non hanno ancora un piano di locazione. Inoltre, 127 strutture in 37 comuni, quartieri e zone speciali dovrebbero essere gestite secondo le normative in materia di diritto fondiario.
Il signor Nguyen Nhat Quang, direttore del Centro provinciale per la gestione degli alloggi, ha affermato che il centro si sta concentrando sulla definizione finale dei prezzi di affitto e sulla tabella di marcia per lo sfruttamento degli alloggi e dei terreni assegnati, con l’obiettivo di completarla entro il 20 ottobre 2026. Questo è un passo cruciale per trasformare i piani elaborati in risultati concreti e mettere in funzione le risorse idonee in conformità con le normative.

In realtà, le difficoltà evidenziate dal Comitato popolare provinciale sono considerevoli. Dopo la fusione, i registri patrimoniali sono dispersi tra numerose agenzie e località; alcune strutture hanno una lunga storia di gestione e la relativa documentazione legale è incompleta o obsoleta. Il trasferimento dei documenti tra le diverse unità è talvolta incompleto; i documenti archiviati dalle precedenti sedi richiedono tempo per essere verificati e integrati. Alcune strutture sono fatiscenti o presentano danni localizzati, il che aumenta la necessità di ispezioni in loco e di individuazione di interventi di ripristino.
A livello comunale, la pressione si fa ancora più evidente con l’aumento del carico di lavoro, mentre alcuni funzionari mancano di esperienza nella gestione dei beni pubblici e hanno competenze limitate in materia di pianificazione e rendicontazione. Anche il fabbisogno di spazi per uffici cambia durante il processo di ristrutturazione, rendendo potenzialmente inadeguato il piano iniziale.
Creare valore per la comunità.
Il principio fondamentale nella gestione dei beni pubblici in eccedenza è evitare gli sprechi, ma anche non perseguire scadenze a tutti i costi. Ogni bene deve essere valutato in base ai suoi specifici requisiti legali, di pianificazione, di stato attuale e di utilizzo, al fine di selezionare una soluzione appropriata, trasparente e aperta.
Gli enti preposti alla gestione dei beni devono elaborare proattivamente piani e accelerare le procedure per la locazione e la messa all’asta delle strutture idonee; gli enti locali devono definire chiaramente il calendario di avanzamento per ciascuna sede di loro competenza.

In seguito alla direttiva del Vice Segretario Permanente del Comitato Provinciale del Partito, Dang Hong Sy, la gestione degli immobili e dei terreni in eccedenza deve iniziare con la revisione e la standardizzazione dei dati, garantendo l’assenza di duplicazioni o omissioni; contemporaneamente, è necessario classificare completamente ogni struttura, definendo chiaramente il piano di gestione, l’ente responsabile e la scadenza per il completamento entro ottobre 2026. Per le strutture che non possono essere utilizzate immediatamente tramite locazione o asta, è necessario studiare opzioni di conversione idonee, dando priorità a strutture educative, culturali, sportive e spazi abitativi comunitari per soddisfare le reali esigenze della popolazione.
Nelle zone montuose e remote, dove la domanda di locazione o di vendita all’asta non è elevata, la gestione di tali situazioni deve essere ancora più flessibile, pur nel rispetto della legge.
Visto il lento progresso nell’iter burocratico, il signor Huynh Van Minh, direttore del Centro provinciale per lo sviluppo del territorio, si è assunto la responsabilità delle carenze riscontrate nel processo di attuazione e ha dichiarato che esamineranno tutte le strutture sotto la loro gestione, classificheranno le aree idonee per accelerare le procedure d’asta e prevedono di mettere all’asta le strutture idonee entro dicembre 2026; le aree idonee alla locazione saranno promosse per un rapido sfruttamento.

Intraprendere azioni decisive.
La gestione degli immobili e dei terreni in eccedenza a seguito della ristrutturazione è un compito complesso che richiede il coordinamento di molteplici livelli e settori. Il vicepresidente del Comitato popolare provinciale, Vo Ngoc Hiep, ha chiesto al Ministero delle Finanze di rivedere e accelerare con urgenza i progressi; gli enti incaricati della gestione dei beni devono velocizzare le procedure di locazione e asta, completare la determinazione dei prezzi e divulgare pubblicamente le informazioni come richiesto. Per le amministrazioni locali, l’approccio alla gestione deve essere chiaro, trasparente e legato alle effettive esigenze di utilizzo, dando priorità alle strutture che possono servire a scopi quali istruzione, sanità , sport e attività comunitarie, evitando di lasciare beni pubblici vuoti e in stato di degrado.

I requisiti non mirano solo ad accelerare le procedure, ma anche a rafforzare la responsabilità dei leader, affrontando la situazione in cui le risorse sono state trasferite ma i piani di sfruttamento procedono a rilento. Per le unità specializzate, è necessario un netto passaggio dalla fase di valutazione a quella di azione, dalla compilazione di elenchi al completamento delle procedure e alla messa in uso delle risorse. A livello comunale, sono necessarie linee guida specifiche in materia di documentazione, procedure e piani di sfruttamento, unitamente a una valutazione proattiva delle reali esigenze del territorio.
In definitiva, “sbloccare” i beni pubblici non significa semplicemente riaprire uffici chiusi o completare procedure di locazione e asta. Si tratta di un processo che rimette in servizio risorse stagnanti per lo sviluppo, trasformando beni sottoutilizzati in valore tangibile per lo Stato e per i cittadini. Solo quando ogni proprietà sarà chiaramente identificata, ogni attività avrà una scadenza e ogni ritardo sarà chiaramente attribuito a un responsabile, la lotta contro gli sprechi potrà davvero essere più efficace.
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