L’ESMA indica tre aspetti su cui le società quotate dovranno prestare particolare attenzione nei bilanci del 2026: come comunicano i rischi finanziari, quanto sono chiare e coerenti le informazioni sulla sostenibilità e quanto sono corretti i dati pubblicati in formato digitale.
L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha individuato le priorità per i controlli sui bilanci annuali delle società quotate nei mercati regolamentati europei. Le indicazioni del documento riguardano tre ambiti: i bilanci economico-finanziari, le dichiarazioni di sostenibilità e la pubblicazione dei dati in formato digitale.
L’obiettivo è fare in modo che le informazioni comunicate dalle imprese siano affidabili, comprensibili e coerenti tra loro. Per esempio, se un’azienda dichiara di essere esposta ai rischi del cambiamento climatico, questa valutazione deve trovare riscontro anche nelle informazioni finanziarie pertinenti. Allo stesso modo, se presenta un obiettivo di riduzione delle emissioni, deve spiegare quali azioni intende realizzare e quali risorse ha previsto per raggiungerlo.
Le priorità, definite European Common Enforcement Priorities (ECEP), non introducono nuovi obblighi generali, ma indicano agli organismi nazionali di vigilanza quali aspetti esaminare con maggiore attenzione nei bilanci relativi al 2026. L’ESMA richiama inoltre le responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei revisori nel garantire la qualità delle informazioni prima della loro pubblicazione.
Bilanci IFRS: rischi geopolitici, liquidità e ristrutturazioni sotto esame
La prima area di intervento riguarda i bilanci redatti secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS). Per il 2026, l’ESMA individua due priorità: la rappresentazione dei rischi e delle incertezze geopolitiche e la contabilizzazione degli accantonamenti per ristrutturazioni e delle operazioni di ristrutturazione del debito.
La prima area riguarda l’applicazione dei principi contabili internazionali IFRS in un contesto caratterizzato da incertezza economica, tensioni geopolitiche e cambiamenti nelle condizioni di mercato. ESMA invita le società a valutare con attenzione come questi fattori possano incidere sulla situazione patrimoniale, sui risultati economici e sui flussi di cassa, evitando informative generiche o poco aderenti alle specificità aziendali.
Particolare attenzione deve essere riservata alla continuità aziendale e alla liquidità. Le imprese sono dunque chiamate a illustrare in modo trasparente le proprie valutazioni, le principali incertezze individuate e gli eventuali fattori che potrebbero compromettere la capacità di proseguire l’attività. Le informazioni devono essere coerenti con le ipotesi utilizzate nelle stime contabili e con quanto comunicato nelle altre sezioni della relazione finanziaria.
Un ulteriore ambito riguarda le operazioni di ristrutturazione e i relativi effetti contabili. Le società devono spiegare adeguatamente le decisioni assunte, le stime utilizzate e le conseguenze economiche attese, assicurando che gli accantonamenti e le passività rilevate siano supportati da valutazioni solide. L’obiettivo è permettere agli investitori di comprendere non soltanto gli impatti già registrati, ma anche i rischi che potrebbero riflettersi sui risultati futuri.
Rendicontazione di sostenibilità: doppia materialità, obiettivi e trasparenza
Per il 2026, ESMA concentra l’attenzione sulla qualità dell’analisi di doppia materialità e sulla coerenza tra i temi di sostenibilità rilevanti per l’impresa e le misure adottate per affrontarli. Il 2026 è anche un anno di transizione per gli standard di rendicontazione: le società possono utilizzare diverse versioni degli ESRS, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, ma devono dichiarare con chiarezza quale quadro hanno applicato.
La prima richiesta riguarda la valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO). Le imprese devono spiegare come li hanno individuati e valutati, considerando non soltanto le proprie attività, ma anche la catena del valore a monte e a valle. L’analisi deve essere equilibrata pertanto agli impatti negativi va riservata la stessa attenzione dedicata a quelli positivi, con criteri di materialità chiari e informazioni sufficientemente dettagliate. Per favorire la comparabilità tra le dichiarazioni, ESMA invita inoltre a ricorrere alle informazioni specifiche dell’impresa solo quando gli standard ESRS non coprono un tema materiale, o non lo fanno con un livello di dettaglio adeguato.
Altrettanto importante è il collegamento tra i temi individuati e le risposte dell’impresa. Politiche, azioni e obiettivi devono essere coerenti con gli impatti e i rischi dichiarati, senza lasciare intendere che siano affrontati integralmente quando la copertura è solo parziale. Se, per esempio, un obiettivo climatico riguarda soltanto una parte delle emissioni aziendali o un piano considera i rischi di transizione ma non quelli fisici, questa limitazione deve essere esplicitata. Le società devono inoltre illustrare le azioni previste e le risorse finanziarie significative, presenti e future, destinate alla loro realizzazione, fornendo chiarimenti quando l’assenza di risorse rilevanti è significativa per chi legge.
ESMA richiama poi l’attenzione sugli obiettivi di sostenibilità, che devono essere misurabili, legati a scadenze precise e orientati a risultati concreti. Le imprese devono rendicontare i progressi, segnalare gli obiettivi mancati o abbandonati e spiegare le modifiche ai valori di riferimento, alle scadenze o ai metodi di calcolo, indicando come queste incidano sulla valutazione dei risultati. Per gli obiettivi di riduzione delle emissioni, inoltre, occorre chiarire se siano basati su evidenze scientifiche e coerenti con il limite di riscaldamento globale di 1,5 °C, evitando dichiarazioni generiche. Va, infine, distinta la riduzione lorda delle emissioni dagli obiettivi che includono compensazioni.
La dichiarazione di sostenibilità deve essere coerente con il bilancio e con le altre informazioni contenute nella relazione finanziaria annuale. I rischi descritti nella sezione ESG devono trovare riscontro nelle informazioni finanziarie pertinenti e, quando richiesto, devono essere illustrati gli effetti economici attuali degli impatti, dei rischi e delle opportunità materiali. Anche i confronti con gli esercizi precedenti devono essere comprensibili: eventuali cambiamenti negli standard applicati, nei dati o nei metodi di rendicontazione vanno segnalati, per evitare che differenze metodologiche siano scambiate per cambiamenti nelle performance aziendali.
Reporting digitale ESEF: correggere gli errori per rendere i dati confrontabili
La terza area prioritaria riguarda il formato elettronico unico europeo, l’ESEF, utilizzato per la presentazione delle relazioni finanziarie annuali delle società interessate. ESMA richiama le società sull’importanza di garantire che i documenti siano conformi ai requisiti tecnici e che le informazioni siano contrassegnate correttamente attraverso il sistema di marcatura digitale, o tagging.
Errori nella marcatura, incoerenze nei dati o problemi nella struttura dei documenti possono compromettere l’accessibilità delle informazioni e ostacolare il confronto tra emittenti. Le imprese devono quindi verificare con attenzione la qualità dei file pubblicati, la corretta applicazione delle tassonomie e la coerenza tra dati strutturati e contenuti del bilancio.
L’affidabilità del reporting digitale è sempre più importante per investitori, analisti e autorità di vigilanza, che utilizzano strumenti automatizzati per elaborare grandi quantità di informazioni. Le priorità di ESMA per il 2026 puntano così a rafforzare trasparenza e comparabilità, chiedendo alle società di trattare la qualità dei dati come parte integrante della comunicazione finanziaria.
Nel complesso, le indicazioni dell’Autorità europea mirano a rendere l’informativa societaria più solida e utile per il mercato. La sfida per le imprese sarà assicurare coerenza tra bilanci, rendicontazione di sostenibilità e dati digitali, offrendo agli investitori una rappresentazione chiara e attendibile dei rischi, delle strategie e delle prospettive aziendali.
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