Quando anche comprare una medicina diventa un problema
Una confezione di farmaci da acquistare. Una visita specialistica da prenotare. Un esame diagnostico che non può aspettare. Spese che per molte famiglie rappresentano una normale necessità, ma che per altre diventano una scelta difficile, a volte impossibile.
C’è chi rimanda un controllo perché non può permettersi una visita privata. Chi deve fare i conti con il costo dei medicinali non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. E chi, tra bollette, affitto e spesa alimentare, non riesce a trovare le risorse per occuparsi della propria salute.
In Italia la povertà sanitaria non è un fenomeno marginale e non riguarda soltanto chi vive in condizioni di estrema esclusione sociale. Può coinvolgere famiglie con figli, anziani con pensioni modeste, lavoratori in difficoltà economica e persone straniere che incontra
Quando persino acquistare un farmaco diventa un ostacolo
Una confezione di medicinali da pagare, una visita specialistica da prenotare, un esame diagnostico che non può attendere: spese ordinarie per molte famiglie, scelte difficili — talvolta impossibili — per altre. In Italia la povertà sanitaria non è un fenomeno residuale né riguarda soltanto chi vive ai margini: tocca nuclei con figli, anziani con pensioni modeste, lavoratori in difficoltà e persone straniere che incontrano barriere linguistiche o amministrative. Il risultato è una frattura concreta nella vita quotidiana: aver bisogno di cure non significa necessariamente riuscire a ottenerle.
Oltre mezzo milione di persone ha chiesto aiuto nel 2025
Secondo il 12° Rapporto sulla povertà sanitaria del Banco Farmaceutico (dicembre 2025), nell’ultimo anno 501.922 persone si sono rivolte agli enti assistenziali convenzionati per ricevere gratuitamente medicinali e prestazioni che non avrebbero potuto permettersi. È un incremento dell’8,4% rispetto alle 463.176 del 2024. Colpisce in particolare il coinvolgimento dei più giovani: 145.557 minori, pari al 29% degli assistiti. Non sono solo individui senza casa o senza lavoro: la deprivazione sanitaria si manifesta quando il reddito disponibile non copre la quota di spese sanitarie a carico delle famiglie.
Italiani e stranieri, un bisogno condiviso
Nel 2025 la rete del Banco Farmaceutico ha sostenuto 233.629 cittadini italiani (46,5%) e 268.293 stranieri (53,5%). Si tratta della distribuzione interna agli assistiti dell’organizzazione, non dell’intera popolazione in povertà sanitaria. Le difficoltà possono essere diverse — economiche per molte famiglie italiane, economiche ma anche linguistiche e burocratiche per una parte degli stranieri — ma il bisogno è lo stesso: accedere a cure appropriate.
La malattia non distingue tra nazionalità; gli ostacoli per arrivare a diagnosi e terapie, invece, sì. Per questo un’assistenza realmente accessibile deve considerare sia i bisogni clinici sia le condizioni sociali delle persone.
Quasi sei milioni rinunciano a visite ed esami
La fatica ad acquistare medicinali è solo un tassello di un problema più ampio. I dati Istat 2024, analizzati anche dalla Fondazione GIMBE, stimano che circa 5,8 milioni di residenti (il 9,9% della popolazione) abbiano rinunciato almeno una volta a una visita specialistica o a un esame necessario. Tra questi, circa 3,1 milioni indicano motivazioni economiche e circa 4 milioni i tempi di attesa; le due cause possono sovrapporsi e non vanno sommate. Il rischio è di ampliare le disuguaglianze: chi può paga il privato, chi non può rinuncia o aspetta, talvolta arrivando più tardi alla diagnosi, con ripercussioni sulla salute.
Non è solo una questione di reddito: contano anche accessibilità, organizzazione dei servizi e capacità di orientare i cittadini nei percorsi di cura.
A Roma una risposta concreta: EMERGENCY e Spallanzani insieme
In questo contesto nasce un progetto a forte valenza sanitaria e sociale. EMERGENCY e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma hanno firmato un protocollo d’intesa per aprire un ambulatorio di medicina di prossimità dedicato a chi incontra maggiori ostacoli nell’accesso all’assistenza: non solo cittadini stranieri, ma chiunque, per ragioni economiche, sociali, linguistiche o amministrative, rischi di restare escluso dai percorsi ordinari.
Il servizio, annunciato il 13 ottobre, sarà ospitato all’interno dello Spallanzani, in via Portuense 292, con l’obiettivo di intercettare precocemente i bisogni e accompagnare le persone verso le cure necessarie.
Cosa offrirà il nuovo ambulatorio
L’ambulatorio metterà a disposizione medicina generale, assistenza infermieristica, educazione sanitaria e orientamento ai servizi sociosanitari territoriali. Accanto al personale sanitario opereranno mediatori culturali, figure cruciali per superare le barriere linguistiche e garantire un dialogo efficace tra pazienti e operatori. L’ambizione è più ampia della singola visita: sostenere l’ingresso e la permanenza delle persone nei percorsi del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare attenzione alla prevenzione e alle malattie infettive, promuovendo continuità assistenziale e aderenza alle terapie.
Un collegamento diretto con le competenze specialistiche
La collocazione dentro lo Spallanzani è strategica. EMERGENCY potrà indirizzare alle strutture specialistiche dell’Istituto i pazienti con sospette patologie infettive; viceversa, lo Spallanzani potrà orientare all’ambulatorio le persone con fragilità cliniche, sociali o amministrative.
“L’apertura di un ambulatorio EMERGENCY a Roma rappresenta un passo importante per intercettare situazioni di fragilità”, sottolinea Michele Iacoviello, responsabile nuovi progetti EMERGENCY Italia, evidenziando come la presenza nello Spallanzani consenta di costruire percorsi più efficaci di prevenzione, diagnosi e cura.
Per Cristina Matranga, direttrice generale dello Spallanzani, l’iniziativa rafforza anche il legame con il territorio: “Vogliamo che lo Spallanzani sia sempre più un luogo aperto alla comunità, dove l’eccellenza clinica e scientifica si accompagni a una concreta responsabilità sociale”.
Dove e quando
L’ambulatorio EMERGENCY si trova a Roma, in via Portuense 292, presso l’Istituto Lazzaro Spallanzani. Orari comunicati: dal lunedì al giovedì 9–13 e 13,30–17,30; il venerdì 9–15. Sono previsti medicina generale, assistenza infermieristica, mediazione culturale e orientamento sociosanitario.
Il diritto alla salute comincia da una porta che si apre
I numeri della povertà sanitaria raccontano un Paese in cui la possibilità di curarsi non è uguale per tutti. C’è chi non può permettersi un farmaco, chi rinuncia a una visita, chi non sa a chi rivolgersi. Dietro ogni rinuncia può esserci una diagnosi mancata, una terapia interrotta, un problema destinato a peggiorare.
Il nuovo ambulatorio di EMERGENCY allo Spallanzani non risolverà da solo un fenomeno che coinvolge milioni di persone, ma rappresenta una risposta concreta a una parte di questi bisogni. Perché la distanza tra avere un diritto e riuscire a esercitarlo davvero può ridursi a partire da un gesto semplice: trovare qualcuno che ascolti, visiti e accompagni, evitando che la malattia si trasformi in solitudine.
In un’Italia in cui oltre mezzo milione di persone ha bisogno di aiuto persino per procurarsi cure e medicinali, una porta che si apre può diventare molto più di un servizio: può offrire una possibilità.no ostacoli nell’accesso ai servizi. Il risultato è una disuguaglianza che pesa sulla vita quotidiana: avere bisogno di una cura non significa necessariamente riuscire a ottenerla. E i numeri raccontano quanto sia diventato importante affrontare questo problema.
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