prima delle soluzioni, serve una direzione


Ridurre i consumi, misurare le emissioni, migliorare le condizioni di lavoro, ripensare i materiali e coinvolgere i fornitori.

Quando un’azienda decide di affrontare la sostenibilità, le questioni da considerare possono sembrare tutte importanti. E per ciascuna vengono proposti strumenti, piattaforme, certificazioni e progetti.

Le possibilità non mancano. Quello che può mancare è un criterio per scegliere.

Quali temi ci riguardano più da vicino? Dove possiamo intervenire? E da dove cominciamo, con le persone e le risorse che abbiamo?

Prima di scegliere una soluzione, serve capire a quale esigenza dovrà rispondere. È in questo passaggio che il report di sostenibilità può trovare il suo primo valore.

Il report di sostenibilità viene facilmente immaginato come un documento da preparare quando si ha già un percorso consolidato da raccontare.

Ma il lavoro necessario per costruirlo può essere utile anche prima: per conoscere meglio l’azienda, mettere insieme informazioni disperse e individuare una direzione.

A condizione di affrontarlo come un percorso di analisi e confronto, non soltanto come un’attività di scrittura.

Il documento finale descrive il rapporto dell’azienda con l’ambiente e le persone, le scelte di gestione, le attività realizzate e i risultati raggiunti. La sua preparazione, però, porta a fermarsi su tre domande fondamentali.

Dove e come lavoriamo, quali risorse utilizziamo, quali effetti produciamo sull’ambiente e sulle persone? Non tutte le tematiche di sostenibilità hanno lo stesso peso per ogni organizzazione: comprenderne la rilevanza aiuta a concentrare l’attenzione dove serve.

Quali iniziative abbiamo avviato? Quali pratiche fanno già parte del nostro modo di lavorare? E quali informazioni abbiamo per capire se stanno dando i risultati attesi? Qui trovano spazio sia le attività da valorizzare sia le difficoltà e gli aspetti ancora da comprendere.

Quali miglioramenti vogliamo perseguire? Con quali tempi, responsabilità e risorse? Come capiremo se stiamo avanzando? È il passaggio dalle intenzioni a obiettivi su cui le persone possano lavorare insieme.

Per rispondere a queste domande non basta affidare il report a una sola persona e aspettare che venga scritto.

Occorre bussare alle porte delle diverse aree aziendali.

La produzione può aiutare a comprendere consumi, materiali e scarti. Gli acquisti conoscono i fornitori e i criteri con cui vengono selezionati. Le risorse umane raccolgono informazioni su formazione, condizioni di lavoro e persone. L’amministrazione e la direzione contribuiscono a collegare queste informazioni alle risorse disponibili e alle scelte dell’impresa.

Il report diventa così un’occasione per mettere in relazione ciò che ciascuna area conosce, ma che non sempre viene letto insieme.

Da questo confronto possono emergere iniziative già in corso, dati mancanti, problemi che meritano attenzione e attività che avrebbero bisogno di essere coordinate.

Il lavoro non finisce con la raccolta delle informazioni. Serve discuterle, scegliere le priorità e chiarire chi farà che cosa.

È qui che può cominciare a prendere forma una linea comune da seguire.

Avviare questo percorso non significa dichiarare di aver risolto ogni problema ambientale o sociale. Significa essere disponibili a riconoscere il proprio punto di partenza e a spiegare come si intende migliorare.

Un risultato raggiunto, un intervento appena avviato e un obiettivo futuro sono cose diverse. Un report utile le distingue, dando spazio anche ai limiti e alle questioni ancora aperte.

Non è il documento, da solo, a produrre il miglioramento. Sono le decisioni e le attività che l’azienda porta avanti, e la capacità di verificarne i risultati nel tempo.

Il report può offrire un riferimento comune per questo lavoro: dove siamo, quali priorità abbiamo scelto e quali impegni ci siamo presi.

Da qui, anche la scelta degli strumenti può diventare più mirata. Una piattaforma per raccogliere dati, un intervento sui consumi o un progetto sui fornitori possono essere valutati in relazione a un’esigenza precisa.

Gli strumenti restano importanti, anche durante la preparazione del report. Ma entrano in un percorso con una direzione, invece di diventare iniziative separate di cui è difficile comprendere il contributo.

Quando le giornate sono già piene di urgenze, la sostenibilità può finire tra le cose di cui occuparsi “più avanti”. Ma prima di rimandare vale la pena chiedersi: quali inefficienze stiamo lasciando irrisolte? Quali opportunità non riusciamo ancora a valutare?

Un dato aiuta a guardare il tema anche dal lato economico. Il Rapporto di Primavera ASviS 2026 richiama un’analisi Istat sulle imprese manifatturiere con almeno 10 addetti: tra quelle cresciute nel 2018–2022, un alto profilo di sostenibilità ambientale è associato a un incremento del valore aggiunto superiore del 16,7% rispetto alle aziende con un profilo basso, a parità delle altre condizioni considerate nel modello.

Per la tua azienda, il punto è capire quali temi possano incidere su costi, rischi e opportunità, prima di scegliere dove investire. Il percorso di preparazione del report può partire proprio da questa analisi.

È su questo percorso che sto avviando una collaborazione con Irene Cerri, consulente specializzata in sostenibilità e reporting ESG.

Irene può accompagnare le aziende nell’impostazione del lavoro, nell’organizzazione della raccolta dati e nella redazione del report.

A questa attività posso affiancare la comunicazione interna ed esterna, per portare le informazioni alle persone a cui sono destinate.

Un report può infatti essere il punto di partenza per una pagina del sito dedicata alla sostenibilità, una presentazione per i clienti o un momento di confronto con i dipendenti. Non si tratta di ripetere ovunque lo stesso contenuto, ma di renderlo comprensibile e pertinente per ciascun interlocutore, mantenendo coerenza con i dati e con i loro limiti.

Il report organizza le informazioni. La comunicazione aiuta a condividerle e a discuterle.

Rispondi a questa email esg@irenecerri.it indicando il nome dell’azienda e raccontando l’esigenza principale. Potremo confrontarci sul vostro punto di partenza e valutare insieme se e come un percorso di rendicontazione possa esservi utile.

Newsletter in partnership con Irenecerri.it


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม