Prezzi rilevati il 12.10.2026 · i numeri sono aggiornati alle quotazioni di quella giornata.
Il BTP marzo 2067, codice ISIN IT0005217390, paga una cedola annua lorda del 2,8%. La scadenza è il 1° marzo 2067: una data che merita attenzione quanto gli interessi che puoi incassare.
Una quotazione sotto il valore di rimborso può farti pensare a un acquisto conveniente. Per valutarlo devi capire quanto tempo resta prima di recuperare il capitale e che cosa succede se, nel frattempo, hai bisogno di venderlo.
Se stai pensando di comprarlo, la domanda è quale funzione avrebbe nei tuoi risparmi. Se lo possiedi già, forse vuoi capire se tenerlo, venderlo o aspettare una risalita del prezzo. Sono decisioni che richiedono di guardare anche alle tue spese future, oltre che alla quotazione.
Sopra questo articolo trovi i dati della scheda e il calcolatore. Qui vediamo come leggere quei numeri, come funzionano cedole e rimborso e quali rischi devi valutare prima di impegnare il tuo patrimonio su una scadenza così lontana.
Come funziona il BTP marzo 2067 2,8%
È un titolo di Stato italiano a tasso fisso. Acquistandolo diventi creditore dello Stato, che si impegna a pagare gli interessi previsti e a rimborsare il capitale nominale alla scadenza.
Il titolo nasce nel 2016, nel comparto dei BTP a cinquant’anni. Il decreto della prima emissione distingue il godimento del 1° settembre 2016, cioè la data dalla quale decorrono gli interessi, dal regolamento dell’11 ottobre 2016, quando è stata regolata l’operazione iniziale.
Se lo compri oggi, lo acquisti sul mercato secondario, dove vengono scambiati i titoli già emessi. Paghi il prezzo disponibile al momento dell’ordine, che può essere diverso sia da quello originario sia dalla quotazione usata negli esempi di questa pagina.
Alla rilevazione del 12 ottobre 2026 mancavano ancora oltre quarant’anni al rimborso. Il tempo trascorso dall’emissione non rende questo BTP vicino alla scadenza: per chi lo acquista conta l’attesa che ha davanti.
Il tasso è fisso e il titolo non è indicizzato all’inflazione. Gli interessi contrattuali non aumentano se aumenta il costo della vita.
Le cedole e il rimborso alla scadenza
La cedola annua lorda del 2,8% viene pagata in due rate, il 1° marzo e il 1° settembre. Ogni cedola semestrale è pari all’1,4% del capitale nominale.
Il nominale è la somma sulla quale vengono calcolati gli interessi e che sarà rimborsata alla scadenza. Può essere diverso dal denaro che spendi per acquistare il titolo.
Su 10.000 € nominali, le cedole sono 280 € lordi all’anno, divisi in due pagamenti da 140 €. Applicando il 12,5% di imposta alle cedole, diventano 245 € netti annui, cioè 122,50 € ogni semestre. Sono importi riferiti ai soli interessi, prima degli altri costi dell’investimento.
Nella fotografia della scheda acquisita il 12 ottobre 2026, con calcolo aggiornato all’11 ottobre, risultavano 81 cedole residue, dalla rata del 1° marzo 2027 a quella del 1° marzo 2067.
Il rimborso è previsto alla pari: 100 per ogni 100 nominali, in un’unica soluzione alla scadenza, insieme all’ultima cedola. Su 10.000 € nominali il capitale da rimborsare è quindi 10.000 €, a condizione che l’emittente rispetti i propri impegni.
Questa cifra non coincide necessariamente con l’esborso iniziale. Se compri sotto 100 spendi meno del nominale, prima di rateo e costi; se compri sopra 100 spendi di più. È uno dei motivi per cui la cedola, da sola, non descrive il rendimento dell’acquisto.
Quanto rende davvero questo BTP
Per leggere il rendimento puoi partire dal nostro tool gratuito sui rendimenti dei BTP, dove trovi le schede e i dati dell’ultima seduta rilevata.
Gli esempi di questo articolo si riferiscono alla scheda acquisita il 12 ottobre 2026, con prezzo della seduta del 9 ottobre 2026 e calcolo dell’11 ottobre 2026. In quella fotografia il prezzo era 63,89, la voce «Cedola netta» indicava 3,83% e il «Rend. netto» era 4,41%. Per i valori aggiornati guarda i moduli sopra l’articolo.
Il prezzo dice quanto paghi per 100 euro nominali, prima degli interessi già maturati e delle commissioni. La «Cedola netta» rapporta gli interessi annui, dopo la loro tassazione, al prezzo secco di acquisto. Il rendimento a scadenza considera anche il rimborso e le date degli incassi.
Il 4,41% della rilevazione va interpretato secondo le ipotesi del calcolatore: le cedole sono considerate dopo il 12,5% di imposta, mentre il capitale viene rimborsato a 100 senza sottrarre la fiscalità sull’eventuale differenza positiva rispetto all’acquisto. Non vengono sottratti commissioni e bollo.
La parola «netto» va quindi letta con questo limite. Prima di prendere una decisione, devi ricostruire il risultato dopo gli oneri applicabili alla tua operazione.
Perché la cedola del 2,8% non coincide con il rendimento
Prendiamo 10.000 € nominali al prezzo 63,89 della seduta del 9 ottobre 2026. Il prezzo secco da pagare sarebbe 6.389 €, prima di rateo e commissioni.
Le cedole continuano a essere calcolate sul nominale di 10.000 €, anche se per acquistarlo hai speso meno. Per questo il loro peso percentuale sul capitale impiegato supera il tasso contrattuale del 2,8%.
Nello stesso esempio, tra il rimborso di 10.000 € e il prezzo secco di 6.389 € ci sono 3.611 € di differenza positiva, prima della relativa fiscalità. Anche questa distanza entra nel rendimento a scadenza.
Il pagamento del capitale, però, è previsto nel 2067. Quella differenza non viene accreditata quando compri e non puoi considerarla già guadagnata se intendi vendere molto prima del rimborso.
Un prezzo basso rispetto a 100 può riflettere una cedola meno interessante rispetto ai rendimenti richiesti dal mercato. Il confronto va fatto con il rendimento delle alternative e con il tempo durante il quale prevedi di tenere investito il denaro.
Prezzo, rateo, fiscalità e costi di acquisto
Il BTP è negoziato a corso secco, cioè con una quotazione che esclude gli interessi maturati dall’ultimo pagamento. Al prezzo si aggiunge il rateo, la quota di cedola maturata che riconosci al venditore. Alla data successiva riceverai la cedola intera.
Questo passaggio spiega perché il denaro necessario per comprare è superiore al solo prezzo moltiplicato per il nominale.
Sulle cedole dei titoli di Stato si applica la tassazione del 12,5%. Anche il guadagno tra acquisto e vendita o rimborso ha un trattamento fiscale, che il simulatore della scheda non ricostruisce. Il conteggio effettivo deve considerare il prezzo fiscalmente riconosciuto e la distinzione tra scarto di emissione e plusvalenza, oltre alle eventuali minusvalenze utilizzabili secondo le regole applicabili.
Con un acquisto sotto la pari questo limite merita attenzione: una parte del risultato mostrato deriva dalla differenza tra prezzo e rimborso, e non è tutta denaro che ti resterà dopo le imposte.
Vanno poi considerate le commissioni dell’intermediario e il bollo sul deposito titoli. Controlla le condizioni del tuo conto e il prezzo effettivo dell’ordine; la quotazione di riferimento non garantisce che riuscirai a comprare a quel valore.
Come interpretare il risultato del calcolatore
Cambiamo prospettiva: adesso parliamo di 10.000 € disponibili, anziché di 10.000 € nominali. Con i dati della fotografia del 12 ottobre 2026, basata sulla seduta del 9 ottobre e sul calcolo dell’11 ottobre, il simulatore acquistava 15 lotti da 1.000 € nominali, per un totale di 15.000 € nominali.
L’esborso indicato era 9.624,11 €, composto da 9.583,50 € di prezzo secco e 40,61 € di rateo al venditore. Restavano 375,89 € non investiti, perché non bastavano per acquistare un altro lotto intero.
Le cedole totali nette fino alla scadenza erano 14.883,75 €. Lo scarto positivo tra il rimborso di 15.000 € e il prezzo secco era 5.416,50 €. Il «Guadagno totale» mostrato era 20.259,64 €: cedole più rimborso, meno esborso iniziale, con arrotondamento finale ai centesimi.
Un totale del genere può attirare l’attenzione. Ricordati quando arrivano quei soldi: le cedole vengono pagate nel corso degli anni, mentre il rimborso del capitale è previsto il 1° marzo 2067. Non è un guadagno annuo né una somma disponibile nel breve periodo.
Il totale include lo scarto a rimborso prima della relativa fiscalità e non sottrae commissioni o bollo. Non aggiunge neppure eventuali interessi ottenuti reinvestendo le cedole: se decidi di reinvestirle, il risultato dipenderà dalle condizioni che troverai in futuro.
Per usare il calcolatore guarderei insieme importi e date. Un investimento può mostrare un guadagno cumulativo elevato e risultare comunque poco adatto alle spese che devi affrontare nei prossimi anni.
Quali rischi devi considerare
Su questo BTP devi separare il calendario dei pagamenti dal valore al quale potresti venderlo. Cedole fisse e rimborso contrattuale convivono con una quotazione che può cambiare molto durante l’attesa.
La scadenza del 2067 lascia aperta una domanda concreta: quanto è realistico che tu possa mantenere investita quella somma per tutto il tempo, senza doverla usare per altre necessità?
Tenerlo fino alla scadenza oppure venderlo prima
Se tieni il titolo fino al rimborso, il riferimento sono i pagamenti contrattuali, subordinati alla capacità dello Stato di rispettarli. Nel frattempo il valore nel dossier può oscillare, anche se continui a ricevere le cedole.
Se vendi prima, il prezzo di vendita entra nel risultato. Potresti recuperare più o meno del capitale speso, e gli interessi già incassati potrebbero non bastare a compensare una perdita.
Per descrivere la sensibilità del prezzo ai rendimenti di mercato si usa la duration modificata. La scheda di Borsa Italiana riportava 19,18, con data di riferimento 9 ottobre 2026. Questo numero misura la sensibilità della quotazione; non indica quanto manca alla scadenza.
Per piccoli movimenti dei rendimenti, a parità delle altre condizioni, una duration elevata corrisponde a variazioni di prezzo più ampie. Quando i rendimenti richiesti dal mercato salgono, il prezzo tende a scendere; quando calano, tende a salire. Per movimenti ampi la relazione non è lineare.
La cedola resta la stessa, ma il prezzo si adegua alle condizioni alle quali gli investitori sono disposti a prestare denaro. Il BTP marzo 2067 è quindi esposto a oscillazioni che possono pesare su chi pensa di rivenderlo nei prossimi anni.
Sarei prudente con l’idea di comprarlo contando soltanto su un taglio dei tassi della BCE. Sulle scadenze così lontane contano anche le aspettative del mercato e il rendimento richiesto per il rischio Italia. Una decisione della BCE non basta a garantire il prezzo al quale riuscirai a uscire.
Rischio Italia, inflazione e concentrazione del patrimonio
L’emittente è lo Stato italiano, e il rischio di credito riguarda la sua capacità di pagare quanto dovuto. Tenere il titolo fino alla scadenza evita di dover scegliere un prezzo di vendita, ma non elimina il rischio dell’emittente.
Il decreto di emissione prevede anche le clausole di azione collettiva, che disciplinano le condizioni per modificare i termini del debito con le maggioranze previste, in un eventuale processo di ristrutturazione. Il rimborso alla pari è un impegno contrattuale, non una protezione da ogni possibile evento.
C’è poi il potere d’acquisto. Le cedole e il capitale di questo BTP non si rivalutano con l’inflazione: conoscere l’importo nominale del rimborso non significa sapere quanti beni potrai comprare con quella somma nel 2067.
Guarderei anche il resto del patrimonio. Se hai già casa, reddito e molti risparmi legati all’Italia, aumentare la quota di BTP ti espone ancora allo stesso Paese. Comprare titoli italiani con date di rimborso diverse distribuisce le scadenze, ma lascia lo stesso debitore.
Conviene comprare il BTP marzo 2067 2,8%? Le mie opinioni
Quando valuto una scadenza come questa, parto dalle necessità della persona. Un conto è destinare una parte del patrimonio a un investimento che puoi mantenere a lungo; un altro è comprare pensando che, se serve, venderai senza difficoltà e senza perdite.
Il prezzo sotto la pari può sembrare rassicurante, perché lo confronti con il rimborso previsto a 100. Io darei almeno lo stesso peso agli anni che separano l’acquisto da quel pagamento e alla possibilità di dover uscire prima.
Per chi vuole proteggere risparmi destinati alla pensione o alle spese familiari dei prossimi anni, sarei cauta. Le cedole possono aiutare a sostenere alcune uscite, ma il capitale resta esposto al prezzo di mercato se devi recuperarlo vendendo.
Quando può avere senso
Può essere un titolo da valutare per una quota di un portafoglio diversificato, quando desideri cedole fisse e puoi accettare oscillazioni di prezzo senza essere costretto a vendere. Serve una riserva separata per gli imprevisti e per le spese già previste.
Se lo acquisti per lasciare un patrimonio ai figli, considera anche il momento in cui potrebbero averne bisogno. Il titolo può essere venduto prima del 2067, ma il valore ricavato dipenderà dal mercato: il loro orizzonte di spesa potrebbe essere diverso dal tuo.
Se lo possiedi già, guarderei quale parte dei risparmi occupa e se continua a svolgere la funzione per cui lo avevi scelto. Il prezzo pagato ti serve per ricostruire il risultato e la fiscalità; la scelta di tenerlo richiede anche di valutare gli incassi futuri rispetto alle alternative disponibili.
Quando può essere poco adatto
Lo valuterei con molta prudenza per la liquidità di emergenza o per somme destinate a un acquisto nei prossimi anni. In quei casi il momento in cui ti serve il denaro è deciso dalle tue necessità, mentre il prezzo di vendita sarà deciso dal mercato.
Può essere poco adatto anche se una discesa nel dossier ti porta a cambiare programma. La possibilità teorica di aspettare non basta: devi riuscire a farlo mentre le quotazioni oscillano e le tue esigenze cambiano.
Se sei in perdita, aspetta prima di comprare ancora soltanto per abbassare il prezzo medio. Aumentare l’investimento può accrescere l’esposizione allo stesso rischio. La voglia di recuperare non dice se quel titolo sia adatto al patrimonio che hai oggi.
Anche attendere automaticamente il ritorno a 100 può essere un criterio debole. Il contratto prevede il rimborso alla scadenza; non prevede che la quotazione torni alla pari entro la data in cui vorrai vendere.
Prima di scegliere, metterei per iscritto le somme che devi tenere disponibili e le spese che vuoi finanziare. Solo dopo valuterei quanto spazio assegnare a un BTP con rimborso nel 2067.
Ulteriori risorse utili per approfondire
Puoi leggere la guida per investire in BTP e la guida al funzionamento delle obbligazioni.
Per ragionare sui tuoi obiettivi e sul rischio che sei disposto ad accettare, puoi scoprire che investitore sei.
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