Il prefetto emerito del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è stato premiato questa sera, 13 ottobre, presso il Borgo Laudato si’ della Ville Pontificie di Castel Gandolfo, con la medaglia “Papa Leone XIV” conferita dalla Villanova University. Il cardinale Baggio, pro-prefetto del Dicastero: “Creiamo nuovi modelli, che concilino responsabilità ambientale e fioritura umana”
Daniele Piccini – Castel Gandolfo
“Grazie a Dio, a voi qui presenti, ai miei genitori, il cui amore per la natura e il cui impegno nel riciclo hanno lasciato il segno su di me, e a tutti coloro che ascoltano il grido dei poveri e della Terra”. Sono le parole di ringraziamento pronunciate in lingua inglese dal cardinale Michael Czerny, prefetto emerito del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che questa sera, 13 ottobre, è stato insignito dalla Villanova University con la “Pope Leo XIV Sustainability Medal”, durante una cerimonia di premiazione che si è svolta presso il Borgo Laudato si’, nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Proprio nell’Ateneo della Pennsylvania (USA), Robert Francis Prevost, futuro Papa Leone XIV, conseguì nel 1977 la laurea in matematica.
Il grido dei poveri e della Terra
La medaglia per la sostenibilità “Papa Leone XIV” è un riconoscimento internazionale istituito dalla Villanova University nel 2026 destinato a persone che dimostrino una leadership nei campi della responsabilità ambientale, della giustizia sociale, della cura delle persone più vulnerabili e della gestione responsabile delle risorse. La consegna del premio è avvenuta nell’ambito della Villanova University International Sustainability Conference 2026, dal titolo “Rispondere al grido della Terra e dei poveri”, che si svolge a Roma, dal 12 al 15 ottobre, con la partecipazione di oltre 300 accademici, ricercatori, rappresentanti della Chiesa e leader dei settori pubblico e privato. La conferenza è sostenuta dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Il modello “Noé”, argine alla distruzione
Nel suo discorso di ringraziamento il cardinale Czerny – scelto come primo destinatario del riconoscimento a motivo degli oltre cinquant’anni di impegno dedicati alla dignità umana, alla giustizia sociale, ai migranti e alla cura del Creato – ha spiegato di avere due modelli di riferimento per il suo atteggimento verso l’ecologia integrale. Il primo è Noé, il patriarca del Vecchio Testamento, uomo giusto e obbediente a Dio, che costruì un’arca per salvare la propria famiglia e gli animali dal diluvio universale, secondo il racconto del libro della Genesi. “Grazie a lui – ha detto il porporato – la distruzione non ebbe l’ultima parola. All’umanità e alla Terra fu concessa una proroga: una splendida opportunità per ricominciare, simboleggiata dalla colomba con ‘una foglia fresca di ulivo nel becco’ e, per sempre, dall’arcobaleno”.
Anche noi ha aggiunto il cardinale ci troviamo davanti alla stessa situazione che ha messo alla prova la tenacia e la fede di Noé. “Mi sembra – ha aggiunto – che questa sia l’essenza della sfida contemporanea della sostenibilità: un’opportunità, prima che sia troppo tardi, per proteggere e salvare l’umanità dall’autodistruzione ambientale”.
Uomini senza radici
Il “secondo grande modello” del vincitore della Pope Leo XIV Sustainability Medal è “il Piccolo Principe di Saint-Exupéry, un rifugiato proveniente da un minuscolo pianeta lontano, sul quale c’è un giardino con una splendida rosa, ma dove c’è anche una pecora che minaccia di mangiarla”. Il fiore parla al Piccolo Principe degli uomini e su di loro afferma che “non si sa mai dove trovarli. Il vento li porta via. Non hanno radici, e questo rende la loro vita molto difficile”, ha detto l’ex prefetto riassumendo questo passaggio del celebre romanzo breve dello scrittore francese.
Noé e il Piccolo Principe si confrontano con due dimensioni dell’insostenibilità, che tengono sotto scacco anche il mondo contemporaneo. “L’illegalità dei tempi di Noè e un cronico sradicamento prevalgono anche oggi. Ascoltiamo queste suggestive immagini poetiche, che denunciano la calamità dell’insostenibilità. Ci esortano a una conversione profonda e costante, l’unica vera soluzione: abbandonare le nostre numerose cattive abitudini e intraprendere nuove strade attraverso innumerevoli cambiamenti nei comportamenti personali, comunitari e sociali”, ha concluso il cardinale.
Abbiamo bisogno gli uni degli altri
Dopo l’intrattenimento musicale del quartetto Roma Tre Orchestra che ha eseguito due “Divertimenti” di Wolfgang Amadeus Mozart, il cardinale Fabio Baggio, pro-prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nel suo discorso di benvenuto ha ricordato la circostanza dell’operazione chirurgica cui questo pomeriggio si è dovuto sottoporre il Pontefice, che avrebbe dovuto premiare il cardinale Czenry con il riconoscimento intitolato proprio a suo nome. “Speravamo di celebrare questa occasione alla presenza del Santo Padre, Papa Leone XIV”, ha detto il porporato. “Sebbene l’intervento chirurgico gli impedisca di essere con noi oggi, gli rimaniamo vicini con affetto e nella preghiera. Chiediamo al Signore di concedergli forza, pace e una piena guarigione. La sua assenza ci ricorda una verità semplice ma profonda: abbiamo bisogno gli uni degli altri. Siamo chiamati ad accompagnarci a vicenda, specialmente nei momenti di vulnerabilità”.
“Tutto è connesso”
Rispondendo poi alla domanda su quale responsabilità ci impegni verso gli altri e verso Dio, il cardinale Baggio ha risposto che “la nostra fede cristiana ci insegna che il creato è un dono affidato alla nostra custodia, non una risorsa da sfruttare senza limiti. Ci insegna anche che ogni persona umana è creata a immagine di Dio e possiede una dignità che non può essere misurata dalla ricchezza, dal potere o dalla produttività”. Che “tutto è connesso”, ha proseguito il porporato, è proprio “il cuore dell’ecologia integrale, espressa in modo così potente da Papa Francesco nella Laudato Si’”, la lettera enciclica pubblicata nel 2015. Per questo motivo ha aggiunto “la cura del creato non può essere separata dalla cura per le persone. Non possiamo proteggere la Terra ignorando i poveri”.
Infine l’incoraggiamento a cercare nuove e sempre più efficaci vie per prenderci cura del creato e delle persone più fragili: “Dobbiamo creare modelli tangibili di ecologia integrale: nelle nostre comunità, istituzioni, scuole, luoghi di lavoro e nelle scelte economiche; dove la responsabilità ambientale, la fioritura umana e il bene comune si rafforzano a vicenda”, ha concluso. Poi ha chiesto al pubblico, in un minuto di silenzio personale, di pregare per la salute di Papa Leone XIV.
Risanare la nostra casa comune
Dopo aver sottolineato l’assenza del Pontefice e avergli espresso di tutta la comunità della Villanova University, il presidente padre Peter M. Donohue, OSA ha espresso l’auspicio che “questa medaglia possa essere un faro di speranza per tutto il mondo per le generazioni a venire, ricordandoci che la scienza senza carità è cieca, ma la carità senza coraggio e senza azione rimane incompleta. Quando verità, unità e amore operano insieme, diventano una forza potente per risanare la nostra casa comune e promuovere la dignità di ogni essere umano”, ha concluso.
Padre John Abubakar, O.S.A., dirigente responsabile delle strategie e delle politiche di sostenibilità ambientale della Villanova University, dfopo aver ricordato le tappe più importanti della biografia del cardinale Czerny, ha espresso “la nostra più profonda gratitudine alla dirigenza del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, che ci ha accolti con grande calore, facendoci sentire davvero che questa è la nostra casa comune, e a tutti coloro che ci hanno accompagnato e hanno lavorato con tanta generosità – ha concluso – per rendere possibile questa giornata”.
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