Pnrr, il ministro Foti in città visita le opere realizzate con i fondi europei


Il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti ha visitato alcune delle opere realizzate grazie ai fondi europei, accompagnato dal sindaco Alessandro Basso, dall’assessore Lidia Diomede, dall’europarlamentare Alessandro Ciriani, dall’onorevole Emanuele Loperfido e dall’assessore regionale Cristina Amirante. Il percorso ha toccato l’ex Birrificio, destinato a ospitare l’Its e gli studenti universitari con spazi didattici e posti letto, le Casermette, l’ex Battirame, nuova sede anche per le discipline sportive meno diffuse, fino a Spazio Zero, dove si è tenuta la conferenza stampa.

I risultati e le parole del sindaco

Il sindaco Basso ha descritto la logica che ha guidato gli interventi. “Qui c’è una squadra che funziona — ha dichiarato —, abbiamo saputo intercettare i fondi e individuare punti strategici della città, luoghi storici per lo più abbandonati, collegandoli in un disegno unico: la città dei giovani, la città universitaria, la sostenibilità ambientale che esce dai convegni e diventa realtà. Dopo il PNRR resteranno queste opere, la rappresentazione concreta di una filiera di idee, prima ancora che politico-amministrativa, capace di pensare il futuro e di tradurlo in fatti. Quello che abbiamo mostrato oggi al ministro è motivo di vanto per la città, per la regione e per l’intero territorio, un risultato capace di superare gli steccati ideologici e guardare al domani”.

Il sindaco ha ringraziato il ministro Foti per la visita, insieme al ministro Luca Ciriani e all’onorevole Loperfido che l’hanno resa possibile, sottolineando il valore della continuità amministrativa. “Sono orgoglioso di far parte di una squadra che da anni lavora a questi progetti — ha aggiunto Basso —. Abbiamo fatto tesoro di un’indicazione sovranazionale, spendere bene i fondi per i cittadini, e lo abbiamo fatto con una visione rivolta al futuro. Ora l’obiettivo è completare le opere nei tempi, anche in anticipo, inserendole in una cornice più ampia di rigenerazione urbana: penso a piazza del Popolo, ai parcheggi, alla rigenerazione dell’area universitaria. Ai cittadini chiediamo pazienza per i tanti cantieri aperti in città, un impegno che riguarda davvero il domani di Pordenone”.

Il giudizio del ministro Foti

Il ministro ha espresso un giudizio positivo sugli interventi. “Prima di venire a Pordenone mi sono fatto consegnare il dossier Pnrr della città e l’ho sfogliato con attenzione — ha affermato —, le mie aspettative sono state ampiamente superate: ho visto interventi di qualità, interventi belli. Fare le cose bene o farle male richiede lo stesso tempo, ma le opere fatte bene restano. Serve anche coraggio, perché la politica è fatta per decidere nel segno del bene comune, e i risultati dimostrano che queste scelte sono state lungimiranti. Pordenone è una città che sorprende davvero e merita di essere capitale italiana della Cultura 2027, ma consentitemi di dire che è anche una capitale per la qualità dei lavori del Pnrr”.

Sull’ex Birrificio, Foti ha sottolineato il valore strategico degli Its. “L’Its è una delle riforme su cui il Governo ha puntato con decisione: è la risposta al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che le imprese segnalano da tempo. Vedere gli studenti in spazi così belli, con posti letto di qualità, è un momento di grande crescita per la città”. Ha giudicato positivamente anche il recupero delle Casermette, per il valore urbanistico e della memoria storica restituito all’area, e quello dell’ex Battirame, perché accanto agli sport di massa anche le discipline meno diffuse meritano spazi propri.

Il ministro ha ricordato l’ampiezza del programma pordenonese, che spazia dall’edilizia scolastica alla rigenerazione urbana, dalla qualità dell’abitare alla mobilità sostenibile con sette autobus elettrici e un mezzo a idrogeno, fino a tredici progetti di digitalizzazione della pubblica amministrazione. “Spendere bene i soldi del Pnrr significa spendere bene i soldi degli italiani — ha sottolineato —. Una parte rilevante delle risorse, 122,6 miliardi di euro, è a debito e andrà rimborsata con rate fino al 2058. Per questo conta un metodo di lavoro in cui funziona l’intera filiera: le intuizioni dell’amministrazione, la collaborazione efficace degli uffici comunali che rispettano i cronoprogrammi, la capacità realizzativa delle imprese del territorio”.

La provincia e la regione

Foti ha esteso il plauso all’intera provincia, che su 4.132 interventi, 600 milioni di fondi Pnrr e 290 milioni di cofinanziamento ha oggi soltanto sei progetti da concludere, e all’intero Friuli Venezia Giulia, dove su 14.340 interventi restano 45 progetti da rendicontare. “Significa che qui si lavora sodo, ma soprattutto si lavora bene”, ha concluso.

Le parole dell’assessore Diomede e di Ciriani

L’assessore Diomede ha ripercorso il lavoro sulle 33 opere realizzate tra edifici, riqualificazioni di rogge e strade, parcheggi e interventi diversi. “Il Pnrr è partito in un’epoca diversa, poi trasformata dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica — ha spiegato —. Portare a termine i cantieri ha richiesto di recuperare ulteriori risorse grazie alla Regione e di investire fondi propri del Comune. Tutti i cantieri attivati sono stati completati nel rispetto delle tempistiche, e molte opere sono già in uso: la collettività ne beneficia fin da subito. Le competenze acquisite dagli uffici nel rispetto dei cronoprogrammi sono un patrimonio che vogliamo continuare a mettere al servizio della città, a partire dalla rigenerazione dell’area del Centro Studi e della sua fontana a mosaico”.

L’europarlamentare Alessandro Ciriani, che da sindaco aveva avviato il percorso, ha richiamato il valore del lavoro condiviso nel tempo. “Questi risultati sono il frutto di un impegno condiviso — ha ricordato —. In questi anni i protagonisti hanno cambiato ruolo, chi dal Comune alla Regione, chi dalla Regione al Comune, io dal Comune al Parlamento europeo, ma abbiamo continuato a ritrovarci anche fuori dalle sedi istituzionali per ragionare insieme sul futuro della città. Ci siamo chiesti come una città descritta come la città delle caserme o delle imprese potesse esprimere al massimo le sue potenzialità e costruire, passo dopo passo, le basi per una qualità della vita sempre più alta. Il disegno era chiaro: una città bella, ospitale, ricca di servizi, capace di attrarre soprattutto i giovani con l’offerta formativa e universitaria, i parchi, lo sport, il tempo libero. La nomina a capitale italiana della Cultura è stata un acceleratore: migliaia di persone verranno a scoprire Pordenone, e lo slogan città che sorprende deve tradursi in qualcosa di concreto. Siamo una comunità orgogliosa della propria identità industriale, che ha saputo rigenerarsi e generare produzione culturale. Oggi abbiamo dimostrato che Pordenone ha un cuore che ribolle e la voglia di esprimere fino in fondo tutto il suo valore”.


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