Quando il disagio entra in casa, chi aiuta le famiglie?


Una psicosi, una depressione grave, una crisi legata a un disturbo della personalità non si risolvono chiedendo alla famiglia di avere pazienza. Servono una valutazione, cure appropriate e qualcuno che continui a seguire la persona quando l’emergenza è rientrata. È su questa responsabilità pubblica che interviene Sergio Mattarella: trovare ascolto, cura e sostegno, ovunque si viva e qualunque sia la propria condizione, è un diritto che deve diventare effettivo.

Nel messaggio diffuso il 10 ottobre per la Giornata mondiale della salute mentale, il Presidente della Repubblica definisce questa esigenza una «questione non eludibile». Richiama il disagio precoce di bambini e adolescenti, il sostegno ai familiari, la partecipazione dei pazienti alle decisioni. E chiede di investire.

La giornata si è appena conclusa. La domanda che lascia riguarda chi oggi deve cercare aiuto: quale risposta trova una persona che sta male, e quanto del percorso finisce sulle spalle di chi le vive accanto?

Ritratto del presidente Sergio Mattarella, dal Quirinale, elaborazione pittorica assistita da IA

Il diritto deve arrivare dove vive la persona

Il punto più netto del messaggio presidenziale riguarda l’accesso. Il luogo di residenza, le condizioni economiche e personali non dovrebbero determinare la possibilità di essere assistiti.

«La costruzione in Italia di un modello di salute mentale fondato sulla comunità ha segnato una svolta di civiltà che ha posto al centro la dignità, i diritti e la libertà della persona», afferma Mattarella.

«Rendere effettivo il diritto alla salute mentale, assicurando a ogni individuo la possibilità di trovare ascolto, cura e sostegno, ovunque viva e qualunque sia la sua condizione, è questione non eludibile».

È una richiesta che comprende il primo contatto e ciò che viene dopo: essere valutati, conoscere il percorso, avere un riferimento quando i sintomi cambiano. Per le famiglie significa poter chiedere aiuto prima che una situazione diventi ingestibile e continuare a riceverlo dopo una crisi.

Il Presidente porta poi l’attenzione sulle età più giovani. Il disagio psicologico attraversa tutte le fasi della vita e «si manifesta sempre più precocemente, soprattutto tra bambini e adolescenti». Ansia, depressione e solitudine, osserva, «raccontano un malessere che la recente pandemia ha reso più evidente, ma che affonda le proprie radici anche nella precarietà e nella fragilità delle relazioni».

Non attribuisce ogni sofferenza a una sola causa. Chiede di guardare anche alle condizioni nelle quali si cresce, si studia e si lavora.

«La salute mentale non è riducibile soltanto alla dimensione sanitaria. Riguarda la qualità dei contesti nei quali viviamo, studiamo, lavoriamo e cresciamo e richiede un’attenzione capace di intercettare il disagio prima che si aggravi, mettendo in relazione famiglie, scuola, servizi sanitari e sociali e comunità».

Chi riceve le cure deve poter partecipare

Nel messaggio dal Quirinale c’è anche una richiesta che riguarda il rapporto con i servizi: la persona assistita e i suoi familiari devono avere voce in capitolo nelle decisioni.

«Il tema scelto a livello internazionale in tema di salute mentale, quest’anno (“Esperienze vissute ascoltate: voci vere, vero cambiamento”) richiama il valore della partecipazione e ci ricorda che le persone non sono soltanto destinatarie di politiche e servizi, bensì rappresentano il centro di queste e, pertanto, devono essere protagoniste nelle decisioni che le riguardano».

«Ascoltare chi vive, ha vissuto direttamente, l’esperienza della sofferenza psichica è parte integrante delle politiche e dei percorsi di cura nel rispetto della dignità di ogni cittadino».

Partecipare significa capire perché viene proposto un trattamento, poter raccontare gli effetti indesiderati, discutere le difficoltà che rendono complicato seguirlo. Significa anche concordare obiettivi che abbiano senso nella propria vita: dormire meglio, riprendere gli studi, tornare al lavoro, recuperare autonomia.

Il ragionamento del presidente Mattarella si chiude con un auspicio che unisce prevenzione, trattamento e accompagnamento:

«Investire nella salute mentale significa quindi prevenire, curare e accompagnare, sostenendo al tempo stesso le famiglie e quanti ogni giorno affiancano chi vive condizioni di fragilità. Significa riconoscere, prima di tutto, il valore e la dignità di ogni persona».

È questo il contenuto dell’appello: accesso alle cure, intervento precoce, partecipazione, sostegno ai familiari e servizi collegati alla comunità. Per verificarne l’attuazione bisogna entrare nei problemi che quelle parole comprendono.

Siracusano: intervenire prima, nei luoghi dove si vive

Una risposta concreta arriva dal confronto di questi giorni. Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Tavolo tecnico ministeriale per la salute mentale, collega la prevenzione alle condizioni nelle quali crescono i giovani: relazioni, opportunità, isolamento, disuguaglianze e nuove dipendenze.

Giovedì scorso a Roma l’illustre psichiatra è intervenuto nell’ambito della quinta edizione del festival RO.MENS, l’evento dedicato alla salute mentale, all’inclusione sociale e alla lotta allo stigma promosso dall’ASL Roma 2 e da Roma Capitale. L’idea del professor Siracusano mette in relazione salute mentale e capacità di una comunità di apprendere, collaborare e affrontare le difficoltà. Investire significa anche collegare sanità, scuola e servizi sociali, perché il bisogno venga riconosciuto e trovi una risposta prima di aggravarsi.

Il punto riguarda direttamente le famiglie. Un adolescente che abbandona la scuola, una persona che sviluppa una dipendenza o comincia a manifestare sintomi psicotici possono incontrare interlocutori diversi. La risposta deve diventare un percorso, invece di una successione di porte alle quali bussare.

Problemi diversi, risposte precise

Nelle psicosi, delirio e allucinazioni possono cambiare il modo di interpretare ciò che accade. La persona può non riconoscere alcuni sintomi come manifestazioni di una malattia; discutere per convincerla che si sbaglia può aumentare il conflitto. Serve una valutazione specialistica, con un trattamento e indicazioni comprensibili anche per chi le sta accanto.

Attacchi di panico, fobie, ossessioni e compulsioni pongono altre difficoltà. Sono condizioni spesso associate, nel linguaggio comune, alle nevrosi, termine storico che oggi non identifica una singola diagnosi. Anche con un rapporto conservato con la realtà, la vita può restringersi: niente autobus, niente luoghi affollati, ore assorbite dai rituali.

Nei disturbi della personalità, la sofferenza può attraversare emozioni, impulsività e relazioni, talvolta con comportamenti autolesivi. Il percorso richiede continuità e obiettivi chiari. Trattare tutto come un problema di carattere non aiuta a riconoscere ciò che necessita di cura.

La stessa precisione serve per depressione, disturbo bipolare e disturbi alimentari. Non basta nominare il disagio: occorre capire quale condizione si sta affrontando e quale assistenza sia appropriata.

La cura deve proseguire dopo la crisi

Qui entra il dato ministeriale: nel 2024 il 38,6% dei pazienti riceve una visita psichiatrica entro quattordici giorni dalla dimissione; entro trenta giorni la quota raggiunge il 45,6%. È un indicatore di continuità assistenziale, non una misura di tutte le forme di sostegno ricevute.

Per chi assume antipsicotici o altri farmaci prescritti, proseguire le cure significa controllare risposta ed effetti indesiderati e affrontare le difficoltà nel seguire la terapia. Per i familiari significa avere qualcuno con cui confrontarsi.

La riabilitazione aggiunge obiettivi concreti: tornare a studiare, gestire la giornata, recuperare relazioni, preparare un rientro al lavoro. Dimettere e accompagnare sono due passaggi distinti: il secondo non può essere lasciato all’iniziativa della famiglia.

Che cosa cambia adesso

Ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci ha richiamato i contenuti del nuovo piano nazionale, indicando fra le priorità prevenzione, diagnosi precoce e continuità nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Per il triennio iniziale sono stanziati 255 milioni di euro: risorse da tradurre in assistenza effettiva.

Anche la rete di prossimità deve essere collegata ai servizi specialistici. Nella ricognizione Agenas di fine 2025, ripresa in occasione della Giornata mondiale, il supporto per la salute mentale risulta presente in 334 delle 781 Case della Comunità con almeno un servizio attivo: il 42,8%. Non è una fotografia dell’intera assistenza psichiatrica, ma indica quanto lavoro rimanga nell’integrazione delle strutture.

I dati che abbiamo fin qui citato si possono ricondurre, in conclusione, alle considerazioni espresse inizialmente dal presidente Mattarella, che mette al centro le questioni del diritto in tema di salute mentale. Le iniziative di questo fine settimana indicano dove intervenire. Per pazienti e familiari, la verifica è molto concreta: ottenere una valutazione, conoscere il professionista di riferimento, avere un controllo programmato e sapere chi contattare se la situazione cambia. La crisi può entrare in casa; la responsabilità della cura deve essere condivisa dal Servizio sanitario nazionale.

Fonti consultate:

  1. Presidenza della Repubblica. Giornata mondiale della salute mentale: dichiarazione del Presidente Mattarella, Roma: dal Quirinale. >> link

  2. Ministero della Salute. 10 ottobre 2026, Giornata mondiale della salute mentale. Roma. >> link


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม