Si consolida la riduzione dei ricorsi tributari. Rispetto all’aggregato del primo semestre 2026 che, confrontato con l’analogo periodo del 2025, aveva recentemente fatto segnare un calo del 17% del nuovo contenzioso in primo grado, gli ultimi dati del dipartimento giustizia tributaria del Mef registrano una riduzione dei nuovi ricorsi del 12,4% nei primi nove mesi 2026 rispetto all’anno scorso. Un calo fisiologico, dovuto principalmente al periodo estivo osservano dal Mef, compensato dal dato complessivo dei due gradi di giudizio: tra primo grado e appello la riduzione dei ricorsi al 30 settembre 2026 si attesta al 9,5%. E’ quanto emerso nel corso del IX Congresso nazionale dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (Uncat) in corso di svolgimento a Cagliari.
L’aggiornamento, rispetto ai dati recentemente ufficializzati dal Mef nel rapporto sul contenzioso tributario relativo al secondo semestre 2026 (74.781 ricorsi in primo grado e 25.287 in appello rispetto al periodo gennaio-giugno 2025 quando si erano contati 90.193 ricorsi in primo grado e 25.244 in appello) è arrivato dal direttore della giustizia tributaria del Mef, Fiorenzo Sirianni, secondo cui si tratta di numeri che ora “suggeriscono una riflessione e un ripensamento sul riordino della geografia delle corti tributarie (messo momentaneamente in stand by dal decreto legislativo n.149/2026 ndr) perché ci sono corti che da sole non garantiscono molta produttività ma se connesse con altre realizzerebbero uno scatto di produttività non indifferente». E a questo punto appare assai probabile, vista l’imminente conclusione della legislatura, che sarà il prossimo governo ad occuparsi della materia.
«La conferma del trend in diminuzione dei ricorsi è un dato importante”, ha commentato il presidente Uncat Gianni Di Matteo.
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Rottamazioni e abbandono della litigiosità minore
«Le recenti rottamazioni quater e quinquies, eliminando gli atti di riscossione coattiva, hanno di sicuro inciso sulla rinuncia ai ricorsi e ora è intervenuta anche la definizione agevolata dei tributi locali per gli enti che non si sono affidati ad Ader. Ma non bisogna dimenticare l’abbandono della litigiosità minore sotto il profilo del valore della lite perché la condanna alle spese invita il difensore a fare una riflessione se quali siano gli atti che realmente meritano di essere impugnati in quanto viziati e quali invece è meglio definire con gli istituti deflattivi».
I passi in avanti sulla digitalizzazione
Al centro dei lavori di Cagliari il tema della digitalizzazione della giustizia tributaria che rispetto alle altre giurisdizioni risulta essere quella più all’avanguardia nell’implementazione delle nuove tecnologie. Dai servizi di messaggistica (per ricevere tramite app IO gli alert sul deposito del dispositivo e delle sentenze) all’uso dell’intelligenza artificiale. Quasi 34.000 professionisti si sono registrati nell’app IO su cui ormai viene notificato quasi il 70% delle comunicazioni che viaggiano via Pec. “Prendendo in considerazione tutti i messaggi partiti dal 3 dicembre 2025 al 7 ottobre 2026», ha annunciato Sirianni, «quasi 4000 sono messaggi di comunicazione PEC inviati alle parti processuali, in questo caso ai professionisti. E circa il 70% delle comunicazioni processuali via Pec viene abbinato col canale dell’app IO».
A questo si aggiunge la banca dati delle sentenze tributarie di primo e secondo grado che già raccoglie oltre un milione di decisioni e ora, nell’ambito del progetto SententIA, offre la possibilità di effettuare ricerche tramite intelligenza artificiale conversazionale restituendo risposte evolute e molto più aderenti ai prompt. Per alimentare questo modello servirà estendere la banca dati alle pronunce di legittimità. E in quest’ottica, il Mef sta lavorando in stretto contatto con il ministero della giustizia per attivare, attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), lo scambio delle informazioni sul contenzioso di legittimità.
L’obiettivo è realizzare un sistema di Intelligenza artificiale che possa fornire feedback sempre più evoluti alle ricerche degli utenti arrivando a evidenziare il livello di corrispondenza dei precedenti giurisprudenziali trovati rispetto a una determinata interrogazione e classificandoli dal più aderente al meno aderente. «Non si tratterà di un giudizio sulla sentenza ma solo di una evidenziazione della maggiore o minore corrispondenza del risultato rispetto alla richiesta dell’utente», ha chiarito Sirianni rispondendo ai timori evidenziati dal presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco.
Processo tributario telematico: decreto ministeriale in stand-by
E sempre nell’ambito del processo tributario telematico, si allontana la prospettiva di arrivare ad avere entro il 31 ottobre il nuovo decreto ministeriale sul Ptt che sistematizzerà le regole finora contenute in quattro decreti direttoriali. “Una sorta di Testo unico”, ha spiegato Sirianni, “che è stato inviato prima dell’estate agli ordini professionali ma nessuno ci ha risposto».
«Abbiamo inviato ora un sollecito sperando che le osservazioni degli ordini arrivino entro il 31 ottobre». Ma il ritardo nelle risposte complica la possibilità che il decreto ministeriale possa vedere la luce entro fine ottobre.
Il concorso per i nuovi magistrati tributari
Intanto va avanti la macchina organizzativa del secondo concorso per il reclutamento di 180 magistrati tributari, il cui bando è stato pubblicato il 7 luglio 2026. Le candidature complessivamente acquisite sono 13.622. La commissione di concorso è stata nominata (si veda ItaliaOggi del 23 settembre) e il decreto di nomina dovrebbe essere a breve firmato dal ministro Giorgetti. Una volta insediata, la commissione dovrà validare i circa 5000 quiz e tra febbraio e marzo 2027 si potrà conoscere le date delle prove. (riproduzione riservata)
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