Il Presidente Matteo Paroli alla nona edizione di “Un Mare di Svizzera”: al centro del confronto la competitività del sistema portuale, l’affidabilità delle catene logistiche e il potenziamento dei collegamenti con i mercati centroeuropei.
Il rafforzamento delle connessioni tra Mediterraneo ed Europa centrale, la competitività dell’intera catena logistica e il ruolo delle nuove infrastrutture nel consolidare le relazioni commerciali con la Svizzera sono stati al centro dell’intervento del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, alla nona edizione di “Un Mare di Svizzera”, ospitata oggi, 9 ottobre, al LAC di Lugano. L’appuntamento, organizzato dal Lugano International Logistics Forum (LILF) e da ASTAG Sezione Ticino, con i Ports of Genoa in qualità di partner istituzionale, ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane e svizzere, operatori dello shipping e della logistica ed esponenti del mondo economico per un confronto sulle prospettive delle infrastrutture e sulle trasformazioni delle catene di approvvigionamento internazionali.
Il Presidente Paroli è intervenuto nella sessione di apertura dedicata al tema “Mediterraneo nel segno del futuro. La rivincita dei porti del Sud – La nuova logistica e la nuova finanza delle infrastrutture”, affrontando le conseguenze delle crisi geopolitiche sui traffici marittimi, le prospettive del sistema portuale ligure e le condizioni necessarie per rafforzarne il posizionamento sui mercati centroeuropei.
Al centro dell’intervento del Presidente Paroli la significativa capacità di tenuta dimostrata dal sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, nonostante le tensioni internazionali e le criticità che da tre anni interessano il Mar Rosso e il Canale di Suez. La riorganizzazione delle rotte attraverso il Capo di Buona Speranza ha comportato un allungamento dei tempi di navigazione e un incremento dei costi per le compagnie armatoriali, alimentando il rischio di una perdita di competitività degli scali mediterranei rispetto ai porti del Nord Europa. Un fenomeno che, tuttavia, si è manifestato finora soltanto marginalmente.
Particolare attenzione è stata dedicata al mercato svizzero, per il quale i porti liguri rappresentano una porta naturale di accesso al Mediterraneo principalmente per la loro vicinanza geografica, ma che per essere veramente competitivi necessitano di collegamenti stabili, di servizi affidabili e di una catena logistica capace di operare in maniera coordinata. Nel corso degli interventi è stata richiamata l’attenzione sul tema della sicurezza degli approvvigionamenti e sulle criticità che possono interessare le catene logistiche, con particolare riferimento alle difficoltà dei collegamenti fluviali verso Basilea e alle conseguenti ripercussioni sui tempi e sui costi del trasporto. È stato inoltre sottolineato il ruolo strategico dei collegamenti marittimi per l’economia svizzera che, pur non disponendo di un accesso diretto al mare, necessita di connessioni efficienti e affidabili con i principali scali portuali europei. In questo contesto, i Ports of Genoa rappresentano un punto di accesso strategico ai mercati marittimi internazionali per la Svizzera, offrendo un collegamento diretto con il Mediterraneo e contribuendo alla diversificazione delle rotte di approvvigionamento. Un ruolo che conferma l’importanza di rafforzare i collegamenti infrastrutturali e logistici tra i porti liguri e il cuore dell’Europa, a sostegno della competitività del sistema produttivo svizzero.
«Non è sufficiente che il porto sia veloce o che il terminalista sia efficiente. Occorre che tutta la catena logistica, da prima che la nave attracchi nei nostri porti fino al momento in cui la merce lascia le nostre banchine, sia perfettamente sincronizzata», ha sottolineato Paroli. In questa prospettiva, Paroli ha evidenziato i progressi compiuti nella digitalizzazione delle procedure doganali, con particolare riferimento al pre-clearing, che consente di anticipare lo sdoganamento delle merci prima dell’arrivo delle navi grazie ad un percorso che l’AdSP intende ulteriormente sviluppare in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, affiancando alla velocizzazione delle operazioni il rafforzamento dei controlli e dei punti di ispezione frontaliera, fondamentali per garantire la sicurezza delle merci destinate ai mercati europei.
Paroli ha richiamato l’importanza della cybersecurity e della protezione delle infrastrutture critiche, illustrando anche il progetto pilota nei porti di Genova e Savona per il monitoraggio continuativo degli specchi acquei e delle banchine attraverso droni dotati di sistemi ottici, infrarossi e termici. Tecnologie che consentono di rafforzare la sorveglianza delle aree portuali e supportare le attività di controllo ambientale e delle infrastrutture. Ampio spazio è stato dedicato al programma di investimenti infrastrutturali dell’AdSP, pari a 3,6 miliardi di euro, finalizzato a rendere coerente il potenziamento delle infrastrutture marittime con quello dei collegamenti terrestri e in questo contesto la nuova Diga foranea di Genova, che ha superato i 1.600 metri di sviluppo, rappresenta una delle componenti di questo programma, insieme agli interventi di potenziamento dell’ultimo miglio stradale e ferroviario e dell’accessibilità dei bacini portuali. «I miei predecessori parlavano di opere che ci sarebbero state. Io sono nella condizione di poter parlare di opere che cominciano a esistere, che si vedono e che stanno diventando realtà», ha osservato il Presidente, richiamando l’avanzamento dei cantieri e i primi benefici già prodotti dalle infrastrutture entrate in esercizio.
Tra questi, i nuovi collegamenti stradali inaugurati a giugno hanno contribuito a migliorare sensibilmente la gestione dei flussi portuali durante la stagione estiva, sottraendo alla viabilità urbana circa mille camion legati alle operazioni di imbarco e sbarco e riducendo le criticità che negli anni precedenti avevano interessato la mobilità cittadina. Un risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione tra amministrazioni, Capitaneria di Porto, operatori e concessionari privati. Determinante per il futuro del sistema logistico sarà il completamento del Terzo Valico dei Giovi, inserito nel più ampio Progetto Unico di potenziamento ferroviario da 10,6 miliardi di euro, che comprende anche il nodo ferroviario di Genova e il potenziamento del Campasso. Il completamento dei lavori infrastrutturali è previsto nel 2027, con operatività indicata per il 2028. Una scadenza con la quale saranno sincronizzati gli interventi sull’ultimo miglio ferroviario portuale, per consentire una maggiore capacità di trasferimento delle merci su ferro e ampliare il bacino commerciale dei Ports of Genoa verso la Svizzera, la Germania meridionale e il Centro Europa.
Anche gli i interventi degli operatori del cluster portuale hanno ribadito l’importanza di fare sistema, presentando in modo coordinato alla clientela internazionale l’offerta integrata di servizi portuali e logistici dei Ports of Genoa per i mercati europei. Un approccio condiviso, finalizzato non soltanto a superare le barriere culturali e le resistenze ancora esistenti, ma soprattutto a rafforzare il dialogo con i clienti, ascoltarne le esigenze e individuare nuove opportunità di miglioramento dei servizi, per rendere la scelta dei porti liguri sempre più competitiva e attrattiva nell’ambito delle catene logistiche internazionali dirette verso i mercati europei.
La partecipazione a “Un Mare di Svizzera” ha confermato la centralità del dialogo tra il sistema portuale ligure e i mercati centroeuropei, in una fase nella quale la capacità di competere non dipende soltanto dalle nuove opere, ma dalla loro integrazione con servizi, tecnologie, collegamenti e operatori lungo tutta la catena logistica. Una prospettiva nella quale investimenti pubblici e iniziativa privata concorrono a rafforzare il ruolo dei Ports of Genoa quale porta mediterranea verso i principali mercati europei.
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