L’Uruguay è la prima destinazione al mondo per i pensionati nell’indice 2026 di Global Citizen Solutions, davanti a Mauritius e Spagna. Il paese sudamericano supera il Portogallo, che guidava la classifica dell’anno scorso e ora scende al quinto posto. L’Italia è nona, mentre l’Europa resta la regione più rappresentata nelle prime dieci posizioni, con sei paesi: Spagna, Portogallo, Lettonia, Andorra, Italia e Grecia. Tre posti sono occupati dalle Americhe; Mauritius, seconda nella graduatoria generale, è anche la destinazione africana meglio classificata.
Il confronto riguarda 46 programmi di residenza destinati a pensionati e persone che percepiscono un reddito passivo. La valutazione considera qualità della vita, libertà di viaggio, possibilità di ottenere la cittadinanza, tassazione, procedure di richiesta e costi. La qualità della vita ha il peso maggiore, seguita da mobilità e cittadinanza, fisco, procedure e costi: una ponderazione che, secondo il rapporto, riflette le priorità di una persona tipo che decide di trascorrere la pensione all’estero.
I risultati mettono in evidenza differenze marcate fra le regioni. Secondo Global Citizen Solutions, i programmi europei si distinguono per l’elevato tenore di vita, la solidità dei passaporti e i percorsi verso la cittadinanza, ma la maggiore pressione fiscale penalizza i punteggi, con ampie differenze tra un programma e l’altro. Le Americhe si segnalano invece per accessibilità economica e tassazione favorevole. Nei paesi del Medio Oriente, e in particolare nelle destinazioni del Golfo, le attrattive principali sono il basso prelievo fiscale e la rapidità delle procedure.
Le destinazioni ai vertici e i requisiti per trasferirsi
L’Uruguay raggiunge 99,9 punti nella classifica generale, soprattutto grazie ai risultati nella categoria mobilità e cittadinanza. Per risiedervi stabilmente occorre dimostrare un reddito di almeno 1.700 dollari al mese, derivante da pensioni, affitti, dividendi e risparmi. Il programma permette il trasferimento anche del coniuge o partner, dei figli sotto i 25 anni, dei genitori e dei figli a carico. Le coppie sposate possono chiedere la cittadinanza dopo tre anni, mentre per i single il termine è di cinque anni. Il primato complessivo non coincide però con quello in tutte le categorie: per qualità della vita l’Uruguay è tredicesimo, con 78,4 punti, e per tassazione occupa il ventesimo posto.
Al secondo posto si colloca Mauritius, Stato insulare dell’Oceano Indiano che, secondo l’indice, combina un regime fiscale favorevole con buoni risultati negli altri ambiti esaminati. Il programma richiede almeno 2.000 dollari di reddito mensile e prevede la cittadinanza dopo sette anni. La qualità della vita vale 75,9 punti, mentre nella categoria costi e investimenti il paese è trentesimo con 91,7 punti. Gli analisti lo indicano come una destinazione adatta ai pensionati attenti al budget, alla ricerca di costi e requisiti d’ingresso contenuti.
La Spagna è terza nella graduatoria generale e prima fra le destinazioni europee. Ottiene risultati elevati per mobilità e cittadinanza e, secondo il rapporto, anche per le possibilità di trasferirsi con i familiari. Per i cittadini extra-UE il programma richiede un reddito di 2.400 euro al mese e consente di portare con sé il coniuge e i figli minorenni. Chi possiede un passaporto dell’Unione europea, compresi i cittadini italiani, non ha invece bisogno di un visto per trasferirsi. La Spagna è quinta per qualità della vita, con 94,4 punti, ma ultima per tassazione: quarantaseiesima, con 50 punti.
Fra le prime dieci destinazioni figura anche la Costa Rica, dove per accedere al programma è sufficiente una pensione di 1.000 dollari al mese.
La cittadinanza si ottiene dopo sette anni. I punti di forza individuati dall’indice sono costi e investimenti, mobilità e cittadinanza; la procedura, invece, risulta fra le più lente dei programmi confrontati. Per qualità della vita il paese si colloca al quindicesimo posto con 78 punti. È indicato come una scelta adatta ai pensionati che prestano particolare attenzione alle spese iniziali.
Il Portogallo, passato dal primo al quinto posto, totalizza 99,3 punti. Mantiene risultati elevati nella categoria mobilità e cittadinanza e richiede per il visto un reddito minimo di 920 euro mensili. La qualità della vita lo colloca al sesto posto, con 93,9 punti, mentre il punteggio per tassazione si ferma a 58,3.
Con 98,2 punti, il Paraguay è sesto e viene indicato nel confronto come la destinazione più economica della parte alta della classifica. Il programma richiede 1.200 dollari al mese da pensioni e dividendi; i redditi di fonte estera non sono tassati e si può chiedere la cittadinanza dopo tre anni dalla residenza permanente. Per costi e investimenti il paese è ottavo, con 97,7 punti. Il risultato meno favorevole riguarda la qualità della vita: 69,8 punti e ventitreesima posizione, il punteggio più basso fra le prime dieci destinazioni.
La Lettonia segue al settimo posto con 98 punti. Il suo programma è riservato a chi ha compiuto 65 anni e dispone di un reddito di 1.101 euro al mese. È sesta per costi e investimenti, con 98,2 punti, e nona per qualità della vita, con 84,7. Sul fronte fiscale occupa il ventinovesimo posto con 66,2 punti, mentre l’attesa per ottenere la cittadinanza è di dieci anni.
Andorra, principato dei Pirenei, presenta risultati molto diversi fra le singole categorie: è terza per qualità della vita, con 95,3 punti, ma ultima per costi e investimenti, con 50 punti. Il programma richiede un reddito pari ad almeno il triplo del salario minimo locale, equivalente a circa 54.900 euro l’anno e a oltre 4.500 euro al mese, oltre a un investimento di un milione di euro nel paese. L’imposta sul reddito non supera il 10 per cento. Per la cittadinanza occorrono vent’anni di residenza e non è ammessa la doppia cittadinanza.
L’Italia è nona nella graduatoria generale con 97,2 punti, ma sale al secondo posto per mobilità e cittadinanza, con 99,3 punti. Per qualità della vita è ottava, con 85,1 punti. Il visto per residenza elettiva richiede 31.000 euro di reddito annuo, circa 2.583 euro al mese: i familiari non rientrano nella stessa domanda e possono trasferirsi attraverso il ricongiungimento familiare. La cittadinanza si ottiene dopo dieci anni. Il risultato fiscale è meno favorevole, con il trentaseiesimo posto e 61,6 punti, ma è prevista un’imposta sostitutiva del 7 per cento sui redditi esteri per chi si trasferisce nei piccoli comuni del Sud.
La Grecia conquista il primo posto assoluto nella categoria mobilità e cittadinanza, con 99,8 punti. Per accedere al programma occorrono però 3.500 euro al mese, la soglia più alta fra quelle mensili indicate per le destinazioni descritte nelle prime dieci posizioni, con l’eccezione del requisito di Andorra espresso su base annua. L’importo greco aumenta del 20 per cento per il coniuge e del 15 per cento per ogni figlio a carico. La cittadinanza si ottiene dopo sette anni.
Redditi minimi, investimenti e differenze fiscali
Nel complesso dei programmi esaminati, i requisiti economici variano molto: si va da meno di 600 euro mensili in Nicaragua a più di 9.000 euro in Bahrein. A Cipro un reddito inferiore a 800 euro al mese potrebbe essere sufficiente, purché siano soddisfatti gli altri requisiti. Gli importi della tabella di confronto sono stati convertiti in euro e possono cambiare in funzione dei tassi di cambio.
Non tutti i programmi accettano le stesse fonti di sostentamento. Alcuni richiedono una pensione o un reddito passivo proveniente dall’estero; altri ammettono risparmi o dividendi. Inoltre, una soglia di reddito bassa non esclude esborsi iniziali consistenti: determinati percorsi prevedono risparmi, depositi, investimenti o altri pagamenti necessari per accedere alla residenza.
Capo Verde, Namibia, Cile, Zambia e Marocco non figurano nella tabella di confronto dei redditi perché il rapporto non specifica se le rispettive soglie siano mensili. El Salvador è escluso perché stabilisce requisiti separati per i pensionati e per chi vive di reddito passivo. Per questi sei paesi gli importi indicati variano fra 825 e 1.800 dollari.
La componente fiscale distingue anche programmi che non occupano le prime posizioni generali. Gli Emirati Arabi Uniti sono diciannovesimi nella classifica complessiva, ma primi per regimi fiscali preferenziali. Secondo Global Citizen Solutions, le destinazioni del Golfo abbinano tassazione favorevole e procedure rapide, senza però prevedere un percorso standard verso la cittadinanza attraverso i programmi per pensionati.
Naturalizzazione e doppia cittadinanza
La possibilità di ottenere un secondo passaporto è uno degli elementi che contribuiscono ai risultati dei programmi europei e di molti programmi latinoamericani: il rapporto ne evidenzia la solidità dei passaporti e la chiarezza dei percorsi verso la cittadinanza. La presenza di un percorso, tuttavia, non garantisce l’ottenimento della cittadinanza. Secondo Global Citizen Solutions, 24 programmi offrono la naturalizzazione entro cinque anni e altri 17 in un periodo compreso fra sei e dieci anni.
I tempi più brevi si registrano in Sud America. In Argentina il periodo indicato è di circa due anni; per Uruguay, Paraguay e altri paesi il rapporto segnala circa tre anni, fermo restando che in Uruguay il termine cambia in base allo stato civile. Malta, Emirati Arabi Uniti, Irlanda e Bahrein non offrono invece un percorso standard verso la cittadinanza tramite i visti per pensionati o per persone con redditi passivi.
Un ulteriore vincolo riguarda la possibilità di conservare la cittadinanza originaria. Secondo il rapporto, 11 paesi non consentono la doppia cittadinanza, fra cui Austria, Andorra, Emirati Arabi Uniti e Malesia. Chi presenta domanda in questi paesi potrebbe quindi dover rinunciare alla propria cittadinanza; per chi non è disposto a farlo, Global Citizen Solutions indica che la residenza permanente potrebbe essere l’unica opzione possibile.
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