La quattordicesima edizione riunisce a Milano imprese, istituzioni, università e Terzo Settore. Il tema “Andare oltre” invita a superare la sostenibilità dichiarata per misurare gli effetti concreti delle scelte organizzative
Ha preso il via oggi, 6 ottobre 2026, all’Università Bocconi di Milano la quattordicesima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale. La giornata inaugurale si è aperta con l’incontro “Andare oltre”, coordinato da Rossella Sobrero, al quale partecipano il rettore della Bocconi Francesco Billari, Paolo Magri, Francesco Morace e Giusy Versace. Al centro, la necessità di cambiare prospettiva e trovare un equilibrio fra sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Il programma odierno comprende inoltre la conversazione sulla “Magnifica humanitas” fra Stefano Caselli e Stefano Zamagni e numerosi confronti dedicati a diversità e inclusione, transizione ambientale, responsabilità d’impresa e misurazione dei risultati. Un’attenzione particolare è riservata al passaggio dalle promesse ai progressi verificabili, considerato essenziale per contrastare scetticismo e comunicazione di facciata.
La seconda giornata
Il 7 ottobre la manifestazione prosegue con la seconda giornata nella sede di via Roentgen 1. I numeri restituiscono le dimensioni dell’iniziativa: 254 organizzazioni protagoniste, 546 relatori e 120 eventi, articolati in sei percorsi tematici: vivere la comunità, gestire le organizzazioni, ridisegnare le relazioni, rigenerare il pianeta, ripensare la finanza e rinnovare il mondo dello sport.
“Andare oltre” significa superare una concezione della sostenibilità limitata alla comunicazione o all’adempimento normativo. Alle imprese viene chiesto di integrare ambiente, responsabilità sociale e buona governance nelle strategie, negli investimenti e nei rapporti con lavoratori, territori e stakeholder. Il Salone punta quindi a mettere a confronto esperienze concrete, risultati misurabili e problemi ancora irrisolti.
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Certificazione

Maria Grazia Persico, direttore editoriale di nonsoloambiente.it modera alle ore 12 questo panel.
Per Maria Grazia Persico la certificazione può diventare un vero asset strategico soltanto quando consente di passare dalle dichiarazioni generiche a impegni controllabili e comparabili.
Dal tema dell’appuntamento e dalla sua attività professionale ed editoriale emerge una posizione precisa: la certificazione non dovrebbe essere considerata un semplice bollino da esibire, ma uno strumento capace di dare credibilità alle politiche ESG. Attraverso requisiti definiti, controlli indipendenti e verifiche periodiche, può infatti ridurre l’asimmetria informativa e permettere agli stakeholder di distinguere gli impegni sostanziali dalle operazioni prevalentemente comunicative.
La certificazione, tuttavia, non sostituisce la strategia. Se viene adottata esclusivamente per esigenze promozionali, rischia di trasformarsi in un adempimento burocratico o in un nuovo veicolo di greenwashing. Per produrre valore deve invece essere integrata nei processi aziendali, coinvolgere la governance e tradursi in obiettivi, responsabilità, dati e azioni correttive.
Intelligenza artificiale, opportunità e consumi energetici
Fra gli appuntamenti del 7 ottobre figura “IA e sostenibilità: la sfida della coesistenza”, dedicato al rapporto ambivalente fra innovazione digitale e transizione ecologica. L’intelligenza artificiale può migliorare l’efficienza delle reti energetiche, degli edifici e della logistica, ma richiede infrastrutture informatiche sempre più energivore.
Il confronto, coordinato dal direttore di Materia Rinnovabile Emanuele Bompan, coinvolge rappresentanti del mondo tecnologico, della ricerca e delle imprese. Al centro vi sono le competenze e gli investimenti necessari per utilizzare l’AI senza trasferirne i costi sull’ambiente.
I giovani chiedono concretezza
Un altro appuntamento significativo è “Nativi sostenibili: giovani under 30 tra Green Realism e biomi digitali”, durante il quale viene presentata la terza edizione dell’Osservatorio sui giovani e la sostenibilità. L’indagine analizza il rapporto delle nuove generazioni con ambiente, tecnologia e futuro.
Il tema è particolarmente rilevante perché la sostenibilità rischia di diventare polarizzante quando le dichiarazioni non sono accompagnate da risultati verificabili. L’ascolto degli under 30 può aiutare imprese e istituzioni a distinguere le aspettative reali dalle rappresentazioni più superficiali del mondo giovanile.
La finanza ESG alla prova dei risultati
Nel pomeriggio, l’incontro “La finanza ESG, strumento per rafforzare la sostenibilità” affronta il ruolo del capitale nella trasformazione delle imprese. L’obiettivo è comprendere quando gli strumenti finanziari sostenibili producano effetti concreti e quando, invece, rischino di ridursi a classificazioni formali.
Il tema interessa banche, investitori e aziende, chiamati a misurarsi con normative più articolate, richieste di trasparenza e crescente attenzione alla qualità dei dati. La credibilità della finanza ESG dipenderà sempre più dalla capacità di collegare gli investimenti a risultati ambientali e sociali dimostrabili.
Imprese, cultura e comunità
La dimensione sociale trova spazio negli incontri dedicati alle collaborazioni tra imprese e Terzo Settore, al volontariato aziendale e agli investimenti nella cultura. Il convegno “Arte e cultura: l’impegno delle imprese per il territorio” esamina sponsorizzazioni, restauri, iniziative formative e progetti destinati a rendere il patrimonio più accessibile.
L’appuntamento “Comunità sostenibili” approfondisce invece le partnership tra aziende e associazioni locali, considerate strumenti per generare impatto, ridurre le tensioni sociali e migliorare il benessere collettivo.
Spazio anche al volontariato d’impresa, con la presentazione di una ricerca di Fondazione Sodalitas e Università di Macerata. L’indagine, costruita attraverso interviste e casi aziendali, punta a individuare le condizioni che rendono queste iniziative continuative e utili tanto ai territori quanto ai dipendenti coinvolti.
Terzo Settore, nuove scelte fiscali
La giornata propone infine un approfondimento sulla piena applicazione del Codice del Terzo Settore. La presentazione del volume ETS e Onlus al bivio affronta le decisioni che associazioni e fondazioni devono assumere in materia di qualifica giuridica, governance e fiscalità.
Il Salone conferma così una caratteristica distintiva: riunire nello stesso luogo imprese, accademici, professionisti, istituzioni e organizzazioni sociali. Il
Certificazione
tema non consiste più soltanto nel dichiararsi sostenibili, ma nel dimostrare come le scelte ambientali e sociali possano modificare processi, investimenti e comportamenti. È questo il significato più concreto dell’invito ad “andare oltre”.
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