Intervista a Natale D’Amico sull’inflazione e sulla richiesta del Governo Meloni di maggior flessibilità all’UE (1.10.2026)


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Radio Radicale, torniamo a conversare con il consigliere della Corte dei conti Natale, d’Amico, a cui diamo il benvenuto buona sera, bentornato buona sera.
E allora a parliamo di uno degli argomenti del giorno, l’inflazione e l’inflazione, l’Istat ci dice che è volata nell’ultimo mese al 4,2% e tutti i giornali e naturalmente legano le 2 notizie e Giorgia Meloni per il governo, il presidente del Consiglio ha scritto ha chiesto ha mandato una lettera all’Europa a Ursula von der Leyen chiedendo,
Di discutere nel prossimo Ecofin che ci sarà la prossima settimana e poi al Consiglio europeo di metà ottobre. Maggiore flessibilità per insomma, adesso lo diciamo così, maggiore flessibilità per sostenere famiglie e imprese. Qualche indiscrezione ci parla del di rivedere e ridurre l’impatto dell’ETS, tuttora in vigore, il sistema per le emissioni e poi quello che dovrà entrare ancora in in vigore, che riguarda le emissioni per i trasporti e gli edifici Giorgetti. Poi è stato intercettato.
No, in Parlamento e ha parlato del tasso di inflazione è considerato dal dall’Unione Europea, allora che non era così alto come quello attuale, insomma, queste sono, diciamo, i fatti in termini molto sintetici, noi abbiamo parlato spesso di inflazione, cosa sta succedendo e cosa succederà a breve secondo lei?
Il dato di settembre ha impressionato ricordiamoci ad agosto l’inflazione italiana rispetto all’anno prima i prezzi erano aumentati di oltre il 3% a settembre è aumentato del 4 2.
E il tasso di inflazione più alto degli ultimi tre anni,
In un mese. La variazione è molto alta, ora, a settembre o come se un po’particolare per i 13, ma insomma la variazione mensile rispetto alla fine del mese precedente e dello 0 7%, cioè voglio dire se proviamo a tradurre in un anno quest’inflazione di settembre, troviamo un numero che non potevamo davvero la città decenni, quindi sicuramente c’è un duraturo dell’inflazione. Prima cosa questo ha a che fare con i governi. Questa roba no a parte per qualche governo che ha fatto disastri in in Medio Oriente, ma non ha a che fare col con i governi, nel senso che
E le banche centrali si sono mossi tardi. Le banche centrali, ancora una volta, hanno scommesso sul fatto che, come avevano fatto qualche anno fa, che l’aumento dei prezzi sarebbe rientrato, che ormai sarebbe stato riaperto e quindi si sono mosse in ritardo in ritardo. La Federal Reserve in ritardo minore ma sempre in ritardo, la Banca centrale. Tanto è vero che l’inflazione è salita l’inflazione salita perché le banche centrali di sommosse in ritardo il governo non c’entra c’entra solo in un senso che i governi continuano a chiedere i tassi di interesse più bassi, mentre l’errore fatto dalle banche centrali è quello di non aver alzato tempestivamente i tassi di interesse. È ovvio che, se aumenta il prezzo del petrolio, i Paesi importatori hanno pagano un costo. Diciamo che in qualche modo si distribuirà all’interno del Paese
Tra i cittadini del Paese, ma non c’è modo di evitarlo. L’inflazione non è un costo necessario dall’aumento del prezzo della benzina al prezzo del petrolio. L’inflazione è conseguenza di politica monetaria che si sono rivelate troppo espansive, che hanno reagito con ritardo all’aumento dei prezzi, che altrimenti sarebbe stato solo una modifica dei prezzi relativi che aumentava il prezzo della benzina ma sarebbe sceso qualche altro pezzo. Le banche centrali si sono mosse in ritardo, quindi la responsabilità dell’inflazione e delle banche centrali, come ha detto Washington mentre governi e tuttavia i governi se ne preoccupano. Ovviamente perché il
Ma perché perché la gente reagisce all’aumento dei prezzi?
I redditi si adeguano con ritardo, di solito, in particolare i redditi dei lavori di quelle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Se si adeguano, si adeguano in ritardo, quindi le persone subiscono per l’inflazione, è una perdita, un peggioramento del lavoro, condizioni di vita, diciamo e questo preoccupa i governi, perché è uno dei motivi per cui i cittadini a un certo punto dicono, ma proviamo con un governo diverso, diciamo, negano la fiducia a chi in quel momento governa quindi come dire che il governo si preoccupano, è ovvio, la reazione del del Governo Meloni è stato un po’come dire sopra le righe e probabilmente si sono lasciati prendere un po’dal panico. Dice, ma come proprio in questo momento in cui stiamo per andare alle elezioni, c’è un indicatore,
Dopo, come dire una variabile il leader dei preti che rischia di ridurre in modo considerevole il consenso di curioso fra i cittadini e e questo ha determinato una reazione un po’nervosa. Insomma, la premier ha parlato di richiesta di flessibilità sui conti pubblici, ha annunciato una lettera all’Unione Europea allo stato delle cose, il testo della lettera non lo si conosce almeno io non lo conosco da Bruxelles dicono la lettera non è ancora arrivata e comunque c’è già una richiesta di flessibilità dell’Italia sui conti pubblici, quella relativa all’utilizzazione della clausola di salvaguardia.
Per la difesa e l’energia. Sono due Paesi che hanno già fatto la richiesta, fra cui l’Italia. Si tratta di circa 12 dello 0 6% del Pil nel nel triennio 26 28. Non sembra tanto mai abbastanza, perché di tale sostanzialmente potrebbe utilizzarla, utilizzerebbe dall’anno prossimo. Quindi sarebbero 0 3% o del Po
La Costituzione qual è perché la reazione un po’troppo, come dire, un po’una reazione un po’da panico perché abbiamo detto una responsabilità a nome dei governi ma e delle banche centrali è tuttavia alcune conseguenze politiche ricadono sui governi, ma qual è l’effetto sui conti pubblici di un aumento dell’inflazione?
Allora le entrate Deidda pubbliche sono in larghissima misura praticamente tutto in digitale, se aumenta l’inflazione, mentre non entrate perché tipicamente aumenta l’IVA, l’IVA è determinata sul valore dei beni scambiati, quindi solamente il valore dei beni scambiati questo è il momento della dell’inflazione di Roby aumenta e indici è legata all’evoluzione dei crediti, i redditi dei lavoratori autonomi servono abbastanza velocemente dell’inflazione, i redditi dei lavoratori dipendenti di meno più Tab più in modo tutt’altro, ma i profitti seguono abbastanza l’inflazione, quindi diciamo le entrate sono abbastanza indicizzate all’inflazione, cioè seguono. Se aumenta l’inflazione, aumentano le entrate
Invece le uscite pubbliche lo sono di meno, alcune uscite sono indicizzate se compro, come dire, la carta per i computer è quella roba, diciamo aumento se l’aumento del prezzo della carta aumentano le spese della carta dei computer,
Ma alcune spese non sono indicizzate o sono indicizzate con ritardo, come dicevamo, l’altra faccia del fatto che i salari si adeguano con ritardo all’inflazione consiste nel fatto che anche quanto lo Stato paga per gli stipendi dei propri dipendenti cedeva con ritardo, quindi è di per sé un aumento dell’inflazione e, soprattutto un aumento inatteso, ma insomma, non ci avventuriamo troppo, a riduce il deficit pubblico,
Questo cosa vuol dire che di per sé, visto che la la la, la premier Meloni ha utilizzato, bisogna creare spazio nei bilanci per reagire e B di per sé l’inflazione nel bilancio crea spazio.
Perché ripeto aumentano le entrate e le uscite aumenta un di meno.
Guardiamolo dal lato del.
Del del debitore, abbiamo guardato dei conti annuali dal lato del deficit, che si traduce sognarlo, guardiamolo dal lato del del dell’altro, vincolo rilevante.
Che il vincolo costituito dal rapporto fra il debito e il prodotto
Ebbene, l’effetto, il prodotto, un saldo denominatore di questo rapporto è un prodotto in termini nominali, cosa vuol dire che aumenta con l’aumento, con la crescita reale, quanto Grecia davvero la produzione con il livello dei prezzi, un aumento dell’inflazione tende a ridurre quel rapporto
Quindi, anche da quel punto di vista.
Un un aumento dell’inflazione tende a migliorare il rapporto debito Pil, quindi tendenzialmente a creare lo spazio per usare l’espressione usata dalla Premier, quindi da questo punto di vista non c’è particolare, non c’è un particolare problema dal punto di vista del bilancio pubblico, anzi io un’inflazione dal punto di vista del bilancio pubblico tende a creare spazio per fare qualche intervento in più, non tanto dipende da quant’è l’inflazione da quanto era attesa ma tende a creare un po’di spazio.
Il problema vero si pone sull’altro vincolo, il nuovo vincolo, quello operativo, diciamo quello introdotto con la riforma di revisione del Patto di stabilità nel Piano strutturale di bilancio, che vale 5 anni presentato dal governo italiano nel 2024 voti, impegno a rispettare un incremento annuale della spesa,
E abbiamo detto, la spesa non reagisce immediatamente per intero all’inflazione, ma un po’reagisce all’inflazione, quell’incremento che ti sei impegnato a rispettare un incremento che teneva conto delle attese relativi all’inflazione, in quel momento l’inflazione è in larga parte inatteso, almeno nell’inattesa, quando sono state fatte quelle previsioni.
Quindi, obiettivamente, oggi il vincolo, nonostante ripeto, la spesa Nunzia totalmente indicizzato all’inflazione, il vincolo tedesca di mostrare davvero il vincolo sulla spesa, la spesa però lì bisogna ritornare, no, bisogna chiedere flessibilità, bisogna ritornare alla lettera del nuovo Patto di stabilità. Cosa dice il Patto di stabilità, che la crescita della spesa non può eccedere la crescita del prodotto nominale? Ricordiamo la crescita del prodotto nominale è fatto dai due componenti, uno alla crescita reale, l’altra a quella si somma la crescita del livello dei prezzi
Ritornando a quello cioè al vincolo previsto nel Patto di stabilità, la crescita della spesa non può eccedere il livello della crescita nominale del prodotto, anche lì si crea spazio, perché la crescita nominale del prodotto è maggiore perché indici film, prodotto indicizzato pienamente all’inflazione, ma invece le spese non sono interamente indicizzate all’inflazione. Quindi bisogna star calmi, non farsi prendere dal panico. Discutere con la Commissione riguardo al come dire alla relazione che esiste fra il Patto di stabilità potrà trovare il programma il programma pluriennale di bilancio, presentato poi il vincolo effettivo che sta nel nel regolamento comunitario per il Regolamento comunitario. Secondo me continua a creare, lasciare degli spazi
Quindi non bisogna reagire con con con con isteria, ma stare calmi e trovare e provare a ricordando anche che un po’di flessibilità all’Italia l’ha chiesta, ma sostanzialmente, immagino per otterrà abbiamo provato a spiegare proprio da questi microfoni.
Il mancato raggiungimento del anticipato,
Del dall’uscita dell’obiettivo riuscito a una procedura d’infrazione non cambierà, probabilmente avrei sicuramente l’utilizzazione della clausola di salvaguardia per la difesa dell’energia, quindi esiste un margine di spesa che non entra neanche nella, almeno nel conto della della spesa sottoposto a vincolo di 0 6 comma voglio dire dello 0 6% del Pil. Insomma, lì probabilmente basta spostare un po’di spese in questa. In questa nuova categoria, diciamo, questo è esentato dal picco per recuperare spazio. Non ci sono particolari motivi di allarme, certo, l’inflazione e, nel momento in cui colpisce i redditi, abbiamo detto, i redditi, in particolare di dipendenti e pensionati, non si adeguano istantaneamente. Colpisce gli elettori e questo spiega almeno questo spiega il nervosismo,
Poi c’è il fattore che però ecco e quindi credo che la cosa sia un po’questa. Insomma, la reazione un po’come dire da panico è legato, ma proprio ora, perché siamo prossimi alle elezioni ora non si sa no
Si discute di quando si voterà m’ha detto che entro un anno da qui da oggi si vota, ecco poi sceglierà probabilmente la Meloni, mi infatti deve votare prima banca entro un anno si vota e quindi, come dire, siamo già com’è evidente a tutti e il in campagna elettorale in campagna elettorale un rialzo dei prezzi è una cosa che ti mette in difficoltà.
Però io mi preoccuperei, quindi capisco che questo anno, come dire?
Di mettere in difficoltà, però in questo anno c’è un altro problema che il governo dovrebbe preoccuparsi di evitare, secondo me più grave sia per il consuntivo del Governo sia per il Paese, cioè evitare di infilarsi in una cucina anziani,
E francamente questo lo ha detto a un certo punto con una certa brutalità, il viceministro Maurizio Leo, per evitare di finire come la Grecia.
Perché sullo sfondo di tutto questo c’è un problema gigantesco, cioè due paesi, non la Grecia, però gli Stati Uniti alla Francia, due paesi enormi, diciamo gli Stati Uniti, ma un grande paese anche alla Francia.
Ma non sono la Grecia e la Grecia con una piccola cosa rispetto a questi due Paesi.
Hanno finanze pubbliche che sono su un sentiero di insostenibilità.
Cioè la dinamica implicita nel livello del deficit e del debito porta, come dire, su livelli del debito tendenzialmente esplosivi.
Perché i paesi sono Francia e Stati Uniti, forse anche Giappone e Regno Unito, ma insomma, sicuramente Francia, Stati Uniti producono tanto deficit, hanno un debito velocemente crescente.
E non ci sono allo stato delle cose.
Quelle quelle, quelle promesse che per diverse volte hanno saldato l’Italia dice va be’fa, un fuori, insomma, ciò non sono un sentiero esplosivo, però c’è un piano, un programma che mi riporta dentro un una dinamica del debito pubblico, del deficit e quindi del debito pubblico sostenibile non c’è nulla di questo genere nel ko nel,
Negli Stati Uniti non c’è nulla di questo genere in Europa in più e allo stato delle cose, non solo non ci sono misure annunciate, piani programmi, ma non sembra che nessuno dei contendenti nelle prossime elezioni si preoccupi di annunciare i piani programmi.
Questo avviene negli Stati Uni
IT ovviamente liste non si vota per il governo, ma mettiamo qua ormai poco più di 30 giorni si vota per le c’è di mezzo termine che decidono quale sarà la prossima maggioranza alla Camera e al Senato, non ce n’egli nella nella Francia che si avvia invece alle elezioni per il governo non c’è nel dibattito, quindi non ci sono le misure, non c’è nessuno fra i contendenti che annuncia che queste misure intende prenderle.
E nel frattempo.
Qui non c’è un programma di rientro, se ne discuta seriamente il debito, cresce velocemente, il debito cresce velocemente anche perché abbiamo detto una crescere l’inflazione, quello è il punto di partenza, la crescita dell’inflazione. Le banche centrali hanno reagito tardi alla crescita dell’inflazione, tanto è vero che l’inflazione continua a crescere, almeno per ora, però stanno reagendo, hanno alternativa a reagire, no, perché perdono il controllo dell’inflazione, è un disastro se son passato un disastro, quindi tassi d’altra parte, anche mentre le banche centrali tardavano a reagire e nel frattempo reagivano. I mercati reagivano in che modo, alzando i tassi di interesse sui debiti pubblici, in particolare sui debiti pubblici della Francia,
Negli Stati Uniti.
Una brutta notizia, quantomeno per Parigi, e ma fra l’altro, ecco perché i tassi sa ancora ovviamente una situazione in cui ti senti un sentiero esplosivo debito, vedi Grecia ha un debito alto, 300, il costo che paghi per questo debito aumenta, beh, alla fine,
Che tutte le 2 entrate fiscali sembravamo per pagare gli interessi sul debito. Ci sono stati segnali di nervosismo sui mercati ripetute volte segnali di nervosismo, un’identità per esempio, mai vista sui titoli di Stato americani, cioè South. Le quotazioni piuttosto brusche cominciano a segnalare un problema di rischio di fiducia e ricordiamo che qualche anno fa, nell’indifferenza un po’generale, hanno perso il rating tripla A agli Stati Uniti che non vengono dal punto di vista delle delle agenzie chiamati a valutare il debito considerato un tiepido ultra sicuro, come è sempre stato, quello è importante per gli Stati Uniti, che hanno bisogno di soldi che arrivano dal resto del mondo per poter mantenere il loro livello di reddito e di consumo, e abbiamo quindi come il c’è, il rischio di una crisi di fiducia
L’Italia avrebbe i conti pubblici abbastanza in ordine, che vuol dire che è un Paese che invece ha ridotto in modo considerevole.
Negli ultimi anni il livello del suo deficit non è arrivata al 3 1 al 3% si è fermata al 3 1 del 2025, ma insomma, la ridotto partivamo uno quando è partito dal governo Meloni.
E ha un avanzo primario del bilancio del bilancio pubblico. Cosa vuol dire vuol dire che se noi non considerassimo gli interessi, il l’Italia ha un bilancio pubblico in avanzo ed è nessuno di questi altri paesi dei grandi Paesi, c’è un bilancio pubblico in avanzo, quindi l’Italia sarebbe un Paese che sta facendo quel che deve fare e tuttavia, come si è visto
Visto il nostro il considerato il nostro livello del debito, considerato la nostra storia un po’avventurosa alla finanza pubblica, appena ci sono stati questi segnali di nervosismo, li sono visti anche sui tassi d’interesse sul debito pubblico italiano.
Tanto è vero che l’avevamo anticipato da qualche settimana, ma non riuscivo a guardarli guardare, parliamo un po’d’attenzione, questo spread per questi segnali di nervosismo che di solito si tramutano anche un segnale di nervosismo sui titoli del debito italiani, perché, considerata la nostra storia e tanto è vero che lo spread che certo non è ritornato ai livelli che ad aver ereditato il governo Meloni ma è risalito di salito di qualche decimo di punto.
Insomma, bisogna stare attenti a non infilare l’Italia nella possibile crisi finanziaria, stare al riparo, diciamo, quindi non è questo il momento, per usare una metafora marinara che mi piacciono in cui gonfiare le proprie vele.
Spingendo sulle vele il vento della spesa pubblica. Questo è il momento magari di ridurre le vele, di stare prudenti, di stare coperti, diciamo in modo che, come dire, non ci investa in una condizione difficile. La, la, la, la, la tempesta finanziaria ha detto la star Prudentino. Non bisogna fare promettere cose, non bisogna immaginare di poter fare cose che non si possono fare. L’inflazione, non la controlli. Tu governo controllano le banche centrali e hanno sbagliato, ma hanno sbagliato nella direzione che tu auspicare che servissero. C’è quella di ridurre i tassi di interesse e devo pensare lead dalla dalla non vanno alzati abbastanza e tu puoi provare a fare a utilizzare questi spazi che abbiamo detto un po’si creano nel bilancio pubblico per effetto dell’inflazione
Per compensare le categorie più colpite. Questo puoi provare a farlo poi giustamente. Insomma, forse si può chiedere all’Unione europea di di di di di rallentare la, come dire il previsto cammino di questi Etf, insomma del del del prezzo che si paga per le produzioni,
Inquinanti, insomma, ma questo è il momento giusto per rallentare un po’, anche perché, come sappiamo, in Europa non conta nulla.
Dall’Egizio non conta nulla contro talmente poco ormai, dal punto di vista delle emissioni inquinanti, che più un valore segnaletico diciamo che è un valore pratico, quello di però, insomma, forse gli può chiedere quello, ma insomma non dare il segnale che siamo pronti a
Aumentare la spesa, non diamo il segnale che siamo desiderosi di spesa, non dare il segnale che questa politica di.
Contenimento del deficit del debito che è stata realizzata negli ultimi anni del debito, per quanto possibile considerata all’eredità del superbonus ma, insomma, che queste politiche prudenti vengano abbandonate nell’anno elettorale, perché ovviamente tutti guardano un po’con sospetto all’Italia non solo per la sua storia ma anche perché l’Italia come altri paesi è una campagna elettorale sappiamo che in campagna elettorale le posizioni di severe di finanza pubblica per non essere indebolite, quindi stare un po’calmi
E forse abbiano un po’una riflessione, perché noi abbiamo visto due errori secondo me di comunicazioni gravi,
Area segnalati, il primo quest’anno, questo qui di dire andare, anticipiamo il rientro, il rientro entro l’uscita dalla dal dalla procedura d’infrazione, un errore perché, insomma, se tu pensavi di potercela fare, potrei suonare le fanfare quando l’hai fatto e non suonarle prima, perché poi se non avviene come si è visto che sembra che tu abbia riportato una sconfitta Cernusco,
O un errore di comunicazione e l’altro errore, secondo me questo question time ha fatto la la, la premier Meloni di fronte a questo, dato che l’inflazione reagire immediatamente, siamo desiderosi di più flessibilità, tradotto, vogliono fare più spese.
E però questo come dire, chi credo che debba generare un po’una riflessione. Penso che il primo errore il governo abbia già riconosciuto implicitamente si siano accorti che hanno fatto un errore e Onu se non troviamo le fanfare prima non ne avremmo suonate, ora avremmo suonato l’anno prossimo. Quello dice Andrea, abbiamo riportato una sconfitta perché abbiamo suonato le fanfare troppo in anticipo. Questo mi pare che si divertivano resoconti di questo forse fatto ieri tra ieri il Albert fra ieri e oggi forse ancora non se lo so, sono resi conto, ma credo che se ne renderanno conto brutta un po’eh, però forse questo deve invitare a una riflessione un po’
Come dire politica, non so dire culturale,
Cioè questa polemica.
Che il centrodestra solleva periodicamente sull’egemonia culturale della sinistra,
E forse è da te fabbrica?
Fa tabula narrato forse la stessa, la stessa destra italiana e succube di questa chi, come lo chiamano l’egemonia culturale, perché perché la reazione di fronte a ogni cosa sembra essere quella serve più spesa, lo Stato deve poter spendere di più, toglieteci vincoli, perché possiamo spendere di più
Raggiungiamo il pareggio del, usciamo dalla procedura anticipare così recuperiamo flessibilità che possiamo spendere di più, il messaggio è sempre lo stesso.
Ora quella è veramente figlia della cultura, di un keynesismo, come dire un po’beccato, debbo dire che è tipico della sinistra, non solo in Italia, ma in tutta Europa, in tutto il mondo sviluppato, cioè l’idea che tu sostieni la crescita alle condizioni di benessere dei tuoi cittadini. Aumentando la spesa pubblica
Ora è dico di confine, si trova accanto perché è lo stesso che Inps raccontò nel dopoguerra al suo storico avversario che si chiama magliette.
Nessuna colpa dice, ma forse sì, in effetti i miei seguaci stanno esagerando.
Dico ogni volta va be’l’ha, detto da spendere di più, ma tanto non non ti preoccupare, diceva dagli e che loro erano stati duri avversari, si erano riavvicinati in tarda età e non ti preoccupare che faccio un paio di articoli sui giornali e di correggo questi ragazzotti sono i miei allievi poi dopodiché non fece in tempo Kent perché poco dopo ministero tumori,
Come Morini.
Prima del previsto.
Eh eh eh, e quindi non devono però anche che in su si rendeva conto che questo keynesismo secondo cui la la reazione a ogni cosa e fa spendiamo più soldi e le cose andranno meglio era sbagliata invece mi pare che la destra italiana continua ad avere questa che appunto è il keynesismo che è una cosa abbastanza di sinistra diciamo che anche all’opposizione non è che,
Ecco l’opposizione che ne siano si questo keynesismo attraverso la ripeto, tutte le sinistre nel mondo sviluppato, ma dalla testa propria aspetterebbe qualcosa di diverso ora, quindi, come dire il rigore della Destra storica, chiamiamolo così sì, ma insomma senza andare alla destra scorsa ricordiamo come dire ora con quelli della Meloni il nome fascista, voglio dire,
Ma forse, ma forse è un po’vi ricordo del Bellew del fascismo lo aiuterebbe statalismo, no del del fatto che quando come dire,
Eccita e sull’onda dell’eccitato nazionalismo italiano o acquista il governo del Paese.
E Mussolini si rende conto che se vuoi, come dire, non essere succube degli altri Paesi nella competizione internazionale, devi fare il pareggio di bilancio e quindi Mussolini, fra il 24 e 25, con Alberto De Stefano, il ministro dell’Economia fa il pareggio di bilancio, quindi loro siccome dire se scoprissero un po’quella parte della tradizione fascista non farebbe loro male ma soprattutto dovrebbero riflettere sul fatto che questa polemica, con l’egemonia culturale,
Deve riguardare anche il loro stesso campo, cioè che solo gli studenti italiani hanno subito l’egemonia culturale. Quando studiavano la storia sui testi marxisti, gli storici italiani erano in larga misura marxista. Dovrebbero discutere, erano in larga misura marcatissimo, credo lo siamo di meno, ma li frequento poco eh, ma i testi che manuali scolastici non riguarda solo lo riguarda anche la stessa destra che, ripeto, rispetto a ogni vicenda manifesta la sua subalternità intellettuale, un keynesismo
Di sinistra, che è tipico della sinistra che uno si aspettano dalla finita, ma come ci si aspetterebbe dalla destra e quindi dovrebbero riflettere loro sulla loro, come dire sul molo patrimonio culturale come è fatto e forse c’è un po’io tendo a pensare sempre che viene sottovalutata l’influenza della cultura in questo sì sono che iniziano le sosteneva la stessa cosa pensa alla fine, la gente
è sempre schiava delle idee di qualche pensatore del passato diciamo ecco, quindi la la cultura pesa molto, e questo è davvero keynesiano, b b e loro vorrebbero riflettere sulla put, sulla loro cultura, perché mi pare che le reazioni che hanno avuto questi due incidenti di incidenti di percorso ripeto il primo ormai di cui hanno aggiunto consapevolezza del secondo, mi aspetto che raggiungano una consapevolezza fra due o tre giorni
Ma lo raggiungeranno, però dovrebbe portarlo a riflettere. Qual è la molla di questi errori? Non è solo un accidente, la sostanza dovrebbero, può farlo, ma so che non sa più immaginare che i politici facciano riflessioni sulla cultura del loro paese, sulla propria stessa cultura, come dire una specie di esame di coscienza culturale. Ma forse per la destra è il momento di farlo dopo questi due incidenti, perché questo dimostrano che la subalternità che loro stessi hanno subito l’egemonia culturale del centrosinistra e questo non fa bene al Paese perché
Ripeto il momento è delicato. Queste reazioni nervose rischiano di infilare il Paese nella tempesta. Il Paese va tenuto fuori dalla tempesta che si annuncia che nelle nuove nubi diciamo un orizzonte più minacciose e per tenerle fuori. Bisogna star mantenere il sangue freddo, mantenere calma e comprendere che alcune cose le devi subire,
E fra l’altro, anche dal punto di vista del calcolo politico, ribadisco il calcolo politico. Da qui a un anno si vota che meno di un anno si vota e quindi subire queste. Questa sventura dell’aumento dell’inflazione è una disdetta, ma certo subire la sventura di infilare l’Italia in una crisi finanziaria sarebbe ancor peggio, con conseguenze anche elettorali peggiori per il centrodestra. Quindi forse,
Dovrebbero, come dire, comportarsi ragionare con maggior prudenza e annunciare scelte più prudenti di quelle che attenuano secondo lei ignorava, cercheranno di mantenere anche loro, globalmente, la barra dritta, perché poi, non essendoci, sono le elezioni in Italia
Sala la, la questione è complicata, la questione è complicata, come sappiamo, quelle su queste due situazioni nella quale tutti i Paesi traggono sforare ogni vincolo, e quindi poi alla fine è difficile la Germania con quelli dei vincoli che tu quello che lo abbiamo già visto e,
Adotti le sanzioni verso gli altri e quindi sì, probabilmente sì, però qui come la vera, il vero vincolo è presente oggi non è cosa dice cos’è e cosa dico i mercati finanziari sui titoli di Stato.
Perché se anche Bruxelles dicesse, va benissimo pari a 600 miliardi di debito e nel frattempo il tasso d’interesse sul titolo decennale che già arrivato al 4 2 4 3 non lo so più o meno questo ti va al 7 e tu sei morto, ho detto brutalmente.
È chiaro quindi il vincolo oggi nome costituito l’atmosfera, oggi svincolo, per così io non guarderei le decisioni di Bruxelles si sia capito.
Certo nel merito, cioè voglio vincere anche quando si aprono Igor.
Doni della Borsa, insomma da dell’Europa, perché scendono a patti coi diversi stati, sei tu che non lo devi, non devi.
O, come fu, quello ha un valore segnaletico nel momento in cui non le so dire quello Stato è veramente fuori come no.
Molto sono quelli fra quelli che, tra l’altro, volto questi numeri sulla finanza pubblica che li conosco meglio, potrebbero segnalare qualcuno che, come dire, accusare qualcuno in quella avrebbe un peso, ma nel momento in cui, come immagino un po’tutti sfonderanno il fatto per Bruxelles stare stia zitto e naturalmente lo poveri come,
Ecco, io penso che questo questo questo vincolo della spesa, alla fine si terrà conto di quello che c’è scritto nel regolamento e quindi si consentirà una spesa del nome, è quella programmata ma se insisterà, spero ci ritenga al vincolo. Una spesa che, non cresciuto del del prodotto nominale del prodotto nominale, è cresciuto di più perché c’è più inflazione. Alla fine faccio spesa, rispetti quel vincolo, però questo, ripeto se c’è anche l’atteggiamento di Bruxelles dovesse confermarsi un po’razzista e un po’già lo è perché questi ulteriormente questa cosa mi metter fuori per un po’di spese per la, per la difesa, per quello
Per la transizione ecologica. Sostanzialmente sto ambientando il vincolo abbastanza chiaro quello che spendono oltre, metto fuori e Borghetti né mi posso, ho fatto per farne altre, però io credo che oggi io non guardo elenco, ritornerei a Ciampi che aveva sul suo su su sulla sua scrivania, ricordiamo la scrivania cosa fa Ciampi al ministero del Tesoro, alla scrivania di Quintino Sella.
Quando era ministro del Tesoro e aveva ovviamente poi il suo monitor, ce n’era uno sempre acceso sullo spread italiano, ecco, io guarderei quello di Ubi quello che dicono Bruxelles, che dice che la von der Leyen, che per lei guardare quello spetta ai terreni davanti sempre al centro, uno schermo su cui lo spread,
Senta e un’ultima domanda, liste fra i vari dati che ha diffuso ha diffuso anche i dati sul sull’occupazione.
C’è un pochino, la disoccupazione che risale è un dato che risente del dell’estate o cosa?
Ma il difficile viene, non mi consentono di oggi un dato, ma certo, ma noi tutti stiamo argomentando.
In modo piuttosto avventuroso, molti casi sugli effetti di questa introduzione dell’intelligenza artificiale.
Ancora, non abbiamo un’evidenza del fatto che non sappiamo che, come dire, si confrontano opinioni tragiche, tutti la gente troverà, perderà il lavoro opinioni straordinario e urgente potranno lavorare perché i beni e i servizi di call warrant, allora, al di là delle ipotesi estreme come dire vista edonistiche,
Però è probabile che quello determini abbastanza velocemente una riallocazione del lavoro.
Da alcuni lavori ad altri da alcuni tipi di professionalità, da se questo si potrebbe manifestare almeno transitoriamente, confort.
Io non sono fra i catastrofisti, comunque no, non voglio ragionare su quello che cerco. Trent’anni, sto ragionando. Cosa succede nei prossimi sei mesi o un anno può manifestarsi con un aumento del tasso di disoccupazione, perché se le persone passano un lavoro all’altro, nel frattempo sono disoccupati. Quest’anno cercando lavoro potrebbe essere questo, ma ripeto ancora è troppo presto. Complessivamente le notizie che abbiamo le occupazioni segue abbastanza vicino alla vicino, come dire l’andamento del prodotto reale o poco nominato 4 Brescia davvero la produzione di beni e servizi? Le informazioni che abbiamo per ora su questo, sull’andamento del 26 dell’economia in Italia e in Europa sono abbastanza buone e quindi no, non mi aspetto. Un’esplosione della disoccupazione, un momento un rilevante della disoccupazione, perché l’economia sta andando abbastanza bene meglio di come si pensava dal punto di vista reale, diciamo quello ripeto, della quantità di beni e servizi che produci. Quindi non mi aspetterei, come dire, fenomeni preoccupanti. Da quel lato ricordiamo in Italia o straordinario ciclo favorevole dell’occupazione, cioè il numero di occupati, cresciuto molto velocemente in Italia ed è cresciuto, contrariamente a quel che si dice nelle occupazioni permanenti. Soprattutto ognuno. È vero che c’è Schumacher l’occupazione di transito, non è vero. Ho cercato la pace, ma non è questa la fase in cui ci troviamo.
E questo ciclo favorevole. È difficile che i continui, diciamo, ma d’altra parte, che ci sia un ribaltone nella direzione della della disoccupazione e ad oggi non sembra prevedibile. Le previsioni più attendibili hanno un livello di disoccupazione più o meno stabile. A questo punto arrivati e ripeto un dato, è troppo presto per capire se c’è un’inversione di tendenza. Quello si dovrebbe preoccupare un calo rilevante della disoccupazione, ma aiuta in dote capo, come dire più come dire, gli accidenti che alla sostanza la sostanza per l’occupazione è sostanzialmente il livello del prodotto e la co, come dire, la quantità delle regole di nuovo indebolirlo. Radio Radicale,
Per primi i radicali ispirarono dell’articolo 18, in realtà.
Quelle regole producevano disoccupazione, ma insomma, non le regole non stanno cambiando, almeno non in modo visibile e né nel bene e nel male, ma, insomma, sono abbastanza stabili per ora, almeno e quindi da quel punto di vista non ci sono novità che vorrebbero far diminuire il livello di occupazione dal punto di vista del del prodotto le notizie che abbiamo non sono, sono sei intervenuto rallentamento della crescita sul finire dell’anno, ma ancora su una crescita della quantità delle quanti del proprio ripeto, quantità di beni e servizi prodotti Jouvet
Sul prodotto reale e quindi non mi aspetto particolari notizie negative sul sullo, sul sul tasso di disoccupazione, nei prossimi mesi bisognerà vedere ora questo dato, di per sé è falso, c’è una forte stagionalità, insomma, quindi bisogna aspettare un attimo per giudicare questo dato ma ripeto, non sono particolarmente aggressivi.
Allora, sulla crisi finanziaria e un possibile.
Abbiano capito.
Saremo staremo a vedere come sempre almeno rimane che ringraziarne ringraziamo il consigliere della Corte dei conti Natale d’Amico grazie alla prossima settimana
Grazie


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