Federbeton segnala il crescente impatto dei costi energetici e dell’ETS sulla filiera italiana del cemento. Tra le priorità indicate: continuità agli strumenti per le imprese energivore, CBAM efficace e sviluppo della cattura e stoccaggio della CO₂.
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Il costo dell’energia continua a pesare sulla competitività dell’industria italiana e in particolare sui settori energivori come quello del cemento. Federbeton, intervenuta nell’ambito di “Città nel futuro 2030-2050”, richiama l’attenzione sul divario dei prezzi energetici rispetto ai principali competitor europei, sull’aumento dei costi legati alla CO₂ e sulla crescente pressione delle importazioni extra UE. Per la Federazione servono strumenti stabili e politiche industriali capaci di accompagnare gli investimenti necessari alla decarbonizzazione senza indebolire la capacità produttiva nazionale.
Cemento e competitività: il nodo dei costi energetici nella transizione verso la decarbonizzazione
Il costo dell’energia continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sulla competitività dell’industria italiana. Il problema assume un peso ancora maggiore nei comparti energivori, come quello del cemento, chiamati contemporaneamente a contenere i costi di produzione, affrontare la concorrenza internazionale e sostenere investimenti rilevanti per la decarbonizzazione.
Su questo equilibrio sempre più complesso è intervenuta Federbeton, Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, in occasione di “Città nel futuro 2030-2050”, la Conferenza promossa da ANCE a Roma e di cui la Federazione è sponsor.
Energia, cresce il divario tra Italia e principali competitor europei
Secondo i dati richiamati da Federbeton, ad agosto 2026 il prezzo dell’elettricità sul mercato italiano ha raggiunto i 180 euro/MWh, con un incremento del 65% rispetto allo stesso mese del 2025.
Un livello che conferma le difficoltà affrontate dalle imprese italiane rispetto ai principali concorrenti europei. Anche le quotazioni a termine indicano infatti prezzi più elevati in Italia rispetto a Germania, Francia e Spagna, con differenziali rispettivamente del 42%, 47% e 52%.
Per un settore come quello del cemento, caratterizzato da processi produttivi ad alta intensità energetica, la disponibilità di energia a prezzi competitivi rappresenta un elemento determinante non soltanto per la sostenibilità economica degli impianti, ma anche per la capacità delle imprese di programmare nuovi investimenti.
La questione energetica si inserisce inoltre in un quadro europeo nel quale alla necessità di accelerare la riduzione delle emissioni si affianca quella di preservare la capacità produttiva industriale del continente.
Cemento sotto pressione tra importazioni, CO₂ e investimenti
Il costo dell’energia rappresenta tuttavia soltanto uno dei fattori che stanno incidendo sulla competitività della filiera.
Secondo Federbeton, le imprese devono infatti confrontarsi con la crescente pressione delle importazioni provenienti da Paesi extra UE, con l’aumento dei costi associati alle emissioni di CO₂ e con gli investimenti necessari per adeguare processi e impianti agli obiettivi climatici europei.
“L’aumento del costo dell’energia si aggiunge oggi a un insieme di fattori che stanno mettendo sotto pressione la competitività della filiera del cemento“, ha sottolineato il presidente di Federbeton Stefano Gallini, richiamando la concorrenza internazionale, l’incremento dei costi della CO₂ e gli investimenti richiesti dalla strategia di decarbonizzazione.
ETS e riduzione delle quote gratuite
Uno dei passaggi centrali riguarda l’evoluzione del sistema europeo ETS, il meccanismo di scambio delle quote di emissione.
La progressiva riduzione delle quote gratuite comporta infatti un aumento dei costi diretti per le imprese energivore proprio nella fase in cui queste ultime devono destinare risorse significative alla trasformazione dei processi produttivi.
Il tema diventa quindi quello di accompagnare la transizione ambientale con strumenti capaci di evitare una perdita di competitività rispetto ai produttori che operano al di fuori dell’Unione europea e che possono essere sottoposti a vincoli ambientali differenti.
In questo quadro assume particolare rilievo anche il funzionamento del CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, chiamato a ridurre il rischio che prodotti provenienti da mercati con standard ambientali meno stringenti possano beneficiare di vantaggi competitivi rispetto alle produzioni europee.
Federbeton: servono strumenti stabili per sostenere la transizione
Per la Federazione, il percorso di decarbonizzazione deve quindi essere accompagnato da politiche industriali ed energetiche in grado di creare condizioni favorevoli agli investimenti.
Tra le misure indicate figurano la continuità degli strumenti destinati alle imprese energivore, come Interconnector ed Energy Release, e l’introduzione di meccanismi in grado di compensare i costi indiretti derivanti dall’ETS.
Federbeton richiama inoltre la necessità di favorire un maggiore utilizzo dei combustibili alternativi e di accelerare lo sviluppo della filiera della cattura, del trasporto e dello stoccaggio della CO₂.
La CCUS, in particolare, è considerata una delle tecnologie strategiche per la decarbonizzazione dell’industria cementiera, dove una parte significativa delle emissioni deriva direttamente dal processo chimico di produzione del clinker e non può quindi essere eliminata esclusivamente attraverso l’elettrificazione o il ricorso alle fonti rinnovabili.
L’obiettivo indicato dalla Federazione è creare un quadro stabile che consenta alle imprese di sostenere gli investimenti necessari alla riduzione delle emissioni continuando, allo stesso tempo, a produrre in Italia materiali considerati strategici per il settore delle costruzioni.
La sfida sarà quindi conciliare transizione climatica, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività industriale, evitando che l’aumento dei costi energetici e ambientali determini uno spostamento della produzione verso Paesi esterni all’Unione europea.
Fonte: Comunicato stampa Federbeton
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