Bando sviluppo coproduzioni Italia Portogallo: 23/10/2026


Il bando per lo sviluppo di coproduzioni cinematografiche tra Italia e Portogallo (Anno 2025, l’annualità dei fondi) è aperto dal 1° ottobre e chiude alle 23:59 del 23 ottobre 2026: 23 giorni, contro i 39 dell’edizione 2024. L’atto è il decreto direttoriale rep. 2913 del 1° ottobre 2026 della Direzione generale Cinema e audiovisivo (DGCA) del Ministero della Cultura, che gestisce il fondo con l’Instituto do Cinema e do Audiovisual (ICA) portoghese.

Alla DGCA scrive solo il coproduttore maggioritario italiano, e per i suoi progetti ci sono 50.000 euro: nelle ultime tre edizioni ne hanno finanziati due o tre l’anno. Secondo noi conviene a chi ha già partner portoghese, diritti opzionati e dossier bilingue quasi pronti; partire da zero adesso è un azzardo.

Il bando ITA-POR 2025 in breve

  • Cosa: fondo perduto per lo sviluppo di lungometraggi da sala.
  • Per chi: il produttore indipendente italiano maggioritario, con un partner residente in Portogallo.
  • Quanto: da 10.000 a 25.000 euro, fino a 35.000 per l’animazione.
  • Quando: entro le 23:59 del 23 ottobre 2026.
  • Come: domanda firmata digitalmente e inviata via PEC con oggetto «ITA-POR 2025», dossier anche in portoghese, polizza catastrofale allegata.
Voce Cosa prevede il bando Fonte (D.D. rep. 2913/2026)
Chi presenta Il coproduttore maggioritario, nel Paese di residenza fiscale; a quote pari o non decise, chi ha preso l’iniziativa Art. 1 c. 4 e c. 7
Opere Lungometraggi da sala oltre 52 minuti, di finzione, documentario o animazione, senza riprese iniziate né nazionalità provvisoria già chiesta Art. 1; art. 2 c. 4
Risorse 100.000 euro: 50.000 della DGCA per i progetti italiani, 50.000 dell’ICA Art. 1 c. 5; art. 7 c. 1
Contributo Da 10.000 a 25.000 euro, fino a 35.000 per l’animazione Art. 6 c. 2
Regime De minimis Art. 6 c. 1 lett. b
Domanda PEC a [email protected] entro le 23:59 del 23/10/2026 Art. 3 c. 1

Da non confondere con le coproduzioni minoritarie:

Bando sviluppo Italia Portogallo

Quota italiana maggioritaria, sviluppo, de minimis, PEC entro il 23 ottobre 2026.

Chi può chiederlo: solo il maggioritario italiano

Conta la quota più alta dell’opera (art. 1 c. 4): se è portoghese, la domanda va all’ICA e il socio italiano di minoranza entra da lì. L’avviso ICA di questa edizione, al 2 ottobre 2026, non l’abbiamo trovato.

Requisiti a pena di inammissibilità (art. 2 c. 2): sede legale nello Spazio economico europeo (SEE) e tassazione in Italia, nessun collegamento né controllo da imprese con sede fuori dal SEE, nemmeno attraverso il gruppo, produttore indipendente, sezione ordinaria del Registro delle imprese, Ateco 59.1 (il bando non dice se prevalente), ultimo bilancio depositato, un’opera prodotta e diffusa negli ultimi cinque anni, salvo le società nate da non più di 36 mesi. In forma associata valgono per ogni impresa italiana; molti sono nuovi rispetto al bando 2024.

Se il progetto ha partner in altri Paesi europei c’è anche la call European co-development, che chiede almeno due produttori indipendenti di due Paesi e scade il 2 marzo 2027: regole e importi stanno nella nostra guida alle call Creative Europe MEDIA per un produttore italiano. Per il resto c’è il nostro calendario dei bandi a fondo perduto in chiusura nelle prossime settimane.

Polizza, spese, lingue e PEC: i paletti del bando ITA-POR 2025

Polizza catastrofale: non basta dichiararla. Il contratto va allegato alla domanda, a pena di inammissibilità (art. 2 c. 2 lett. j; Allegato 1, n. 8; L. 213/2023, art. 1 c. 101). Per piccole e micro imprese l’obbligo vale dal 31 dicembre 2025. Per chi non ha terreni, fabbricati, impianti o attrezzature il bando non dice cosa allegare: chiedilo alla DGCA.

Le spese contano dalla domanda fino al giorno prima della richiesta di nazionalità provvisoria; solo i diritti d’autore risalgono fino a 12 mesi prima della firma della domanda (art. 6 c. 3 e 4): firmando il 23 ottobre 2026, dal 23 ottobre 2025. Con un consuntivo oltre il 10% sotto il preventivo il contributo cala in proporzione, con una formula che il bando non precisa.

Sinossi, soggetto o prima sceneggiatura (trattamento per il documentario, storyboard per l’animazione), note di regia e del produttore vanno anche in portoghese. La domanda incompleta è inammissibile, e il soccorso istruttorio (massimo 10 giorni) non serve a rifare il dossier.

Non aspettare la sera del 23. Nella seconda edizione due domande non arrivarono per un errore tecnico della casella dedicata e servì una sessione straordinaria. Nell’oggetto della PEC metti «ITA-POR 2025», società e progetto, e conserva la ricevuta di avvenuta consegna: è l’unica prova dell’invio.

Quanto vale il contributo Italia Portogallo e quanti progetti passano

Niente percentuale sulle spese. La cifra la decide la Commissione italo-portoghese, e i posti sono pochi:

Edizione Domande italiane in graduatoria Progetti finanziati Attesa della graduatoria
2022 8 2, per 45.000 euro 113 giorni
2023 4 3, per 50.000 euro 203 giorni
2024 6 2, per 50.000 euro 371 giorni

Fonte: graduatorie DGCA del 10/02/2023, 05/09/2024 e 02/02/2026; giorni dalla chiusura delle domande, contati da noi.

Il 50% è il tetto di tutti gli aiuti sul film

Il 50% dell’art. 5 non misura il contributo: tutti gli aiuti pubblici, sommati, non superano il 50% del costo dell’opera sulla quota italiana (60% se la finanziano più Stati membri, 100% con i Paesi in via di sviluppo dell’elenco DAC, 80% per alcune opere difficili). Lo sviluppo entra nel costo del film, quindi contano anche tax credit e aiuti regionali. Finché il film non esiste il bando non dice su quale base si misura il tetto: nel dubbio conviene rispettarlo anche sulle sole spese di sviluppo.

Documentario, quota italiana di 500.000 euro (ipotesi) Euro
Tax credit produzione al 30% su 425.000 di costo eleggibile 127.500
Contributo di sviluppo Italia Portogallo 20.000
Aiuto regionale (ipotesi) 110.000
Totale aiuti pubblici 257.500, il 51,5%
Tetto al 50% 250.000: sforato di 7.500
Tetto al 60%, con fondi pubblici portoghesi 300.000: margine di 42.500

De minimis: quale regolamento conta

Il contributo è un aiuto de minimis. Il bando (art. 6, comma 1, lettera b, e Allegato 2) richiama ancora il regolamento (UE) n. 1407/2013 e il vecchio tetto di 200.000 euro, ma quel regolamento si applicava fino al 31 dicembre 2023: oggi vale il regolamento (UE) 2023/2831, che fissa il massimale a 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni su base mobile, contati all’indietro da ogni nuova concessione. È anche il regolamento con cui la DGCA ha registrato questa misura nel Registro nazionale degli aiuti (CAR 30217) e le concessioni dell’edizione 2024. Prima della domanda conviene controllare nel Registro quanto spazio resta.

Nel plafond conta l’importo lordo alla data del decreto, per impresa unica, cioè con controllanti e controllate, compresa la società veicolo del film se è controllata; il tax credit non lo consuma. Il conto è nella nostra guida al calcolo del plafond de minimis per impresa unica.

Tempi veri e obblighi dopo la graduatoria

Sulla carta la graduatoria arriva entro 90 giorni (art. 4 c. 4), cioè entro il 21 gennaio 2027; nelle ultime tre edizioni ne sono serviti da 113 a 371, e chi spende prima dell’esito rischia in proprio. Poi i termini corrono a cascata (art. 7):

  1. acconto del 40% da chiedere entro 90 giorni dal decreto;
  2. entro 30 giorni dall’acconto, quietanza del compenso agli autori di soggetto e sceneggiatura, pena la perdita di tutto il contributo;
  3. entro 18 mesi dal decreto, prorogabili una volta di 6, richiesta di saldo con sceneggiatura definitiva, piano di sviluppo, contratto di coproduzione e deposito dei contratti sui diritti al Registro pubblico delle opere (PRCA).

Paga Cinecittà S.p.A., e solo con il DURC regolare. In caso di revoca o decadenza si restituisce con gli interessi legali (art. 9 c. 4): il bando non cita il Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025), e se valga per un fondo bilaterale resta incerto.

Imposte e bilancio: il contributo si tassa, il tax credit no

Sul fisco il bando tace. Di regola è un contributo in conto esercizio, ricavo nell’esercizio del decreto (OIC 12); se lo sviluppo si capitalizza (OIC 24), segue il film e si tassa con gli ammortamenti.

Tema Regola Norma oggi; dal 1° gennaio 2027
IRES e IRAP Tassato, al 24% e al 3,9% Artt. 85 e 88 TUIR; artt. 94 e 97 D.Lgs. 117/2026; IRAP: D.Lgs. 446/1997
Ritenuta del 4% Su acconto e saldo, nella lettura prevalente: acconto d’imposta, non costo Art. 28 c. 2 DPR 600/1973; art. 43 c. 2 D.Lgs. 33/2025
IVA Fuori campo Art. 2 c. 3 lett. a DPR 633/1972; art. 5 c. 3 lett. a D.Lgs. 10/2026
Tax credit produzione Non tassato; 30% per film e documentari, 35% per l’animazione dal D.I. 281/2026 Art. 21 c. 2 L. 220/2016; D.I. 225/2024

Un documentario con 40.000 euro di costi di sviluppo e 20.000 di contributo paga 5.580 euro di IRES e IRAP (società in utile, IRAP piena): la copertura scende dal 50% sulla carta al 36%. Il tax credit, invece, resta intero.

Punto aperto: il contratto con Cinecittà, non pubblicato, regola anche il rimborso «in modo totale e parziale» (art. 4 c. 8). Se lo legasse ai ricavi del film, la somma sarebbe un debito e non un provento: chiedilo prima di firmare.

Domande frequenti sul bando sviluppo coproduzioni Italia Portogallo

Una società nata nel 2024, senza opere diffuse, può partecipare?

Sì, con atto costitutivo dal 23 ottobre 2023 in poi e senza origine da fusione, scissione o cessione d’azienda o di ramo d’azienda. Gli altri requisiti restano, polizza compresa.

Come vengono valutati i progetti?

Su qualità, innovatività e originalità artistica, potenziale di diffusione, coerenza con i piani di sviluppo, realizzabilità e rapporti con produttori di Paesi terzi (art. 4 c. 1), senza pesi né punteggi; la Commissione può sentire i richiedenti in audizione, su convocazione della DGCA.

Se il film poi non si gira, il contributo va restituito?

La mancata produzione non è fra le cause di decadenza, ma il contributo si perde senza la richiesta di saldo completa entro 18 mesi, più 6 di proroga. Altri casi di rimborso li fissa il contratto con Cinecittà.

In forma associata, su quale impresa pesa il de minimis?

Il bando non lo dice: se la DGCA registrerà l’aiuto sul capofila o in quote sulle associate non è determinabile. Il capofila incassa per tutti, quindi ripartizione e ritenuta vanno chiarite prima della firma, fra delega e contratto con Cinecittà.

Hai già il partner portoghese e i diritti opzionati? Compila il form in alto: prima che parta la PEC, noi di Incentivimpresa rileggiamo con te il dossier, polizza e plafond de minimis compresi.

Fonti ufficiali: decreto DGCA rep. 2913 del 1° ottobre 2026 (PDF); avviso DGCA del 1° ottobre 2026; scheda DGCA del fondo, con requisiti in parte del 2024: fa fede il decreto; formulario (xls); graduatorie delle edizioni precedenti. Avvisi DGCA verificati il 2 ottobre 2026: nessuna rettifica né proroga.


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