Intermonte – Il mercato ricalibra i tassi tra crescita e inflazione energetica


Buongiorno,

inviamo di seguito ed in allegato il commento “Il mercato ricalibra i tassi tra crescita e inflazione energetica” a cura delTeam Advisory & Gestione di Intermonte, con una view settimanale sulle principali tematiche globali e sull’andamento dei mercati finanziari.

 

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Giulio

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Il mercato ricalibra i tassi tra crescita e inflazione energetica

 

A cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte

 

Milano, 29/09/2026

 

  • Il rendimento del Treasury decennale supera la soglia del 5% e chiude la settimana al 5,16%, sui timori di un’inflazione più persistente dopo un PMI USA ben sopra le attese.
  • Petrolio volatile: il Brent scende sotto i 100 dollari al barile sulle speranze diplomatiche del vertice Trump-Xi, poi risale sopra quota 100 a metà settimana; Gli Stati Uniti estendono di due mesi la tregua commerciale con la Cina, fino al 10 gennaio 2027.
  • In Europa, gli indici PMI di settembre sorprendono al rialzo (area euro a 53,1, Germania a 53,8), mentre la BCE conferma un orientamento restrittivo di fronte al ritorno dell’inflazione energetica.
  • Per l’Italia l’Istat conferma il deficit 2025 al 3,1% del PIL, mentre lo spread BTP-Bund resta stabile intorno a 91 punti base.

 

Tra diplomazia e petrolio: i tassi ripartono al rialzo

La settimana ha offerto agli investitori un quadro macroeconomico articolato, dominato da tre forze convergenti: la tenuta dell’attività economica globale, la persistenza dell’inflazione energetica e un messaggio sostanzialmente compatto da parte delle banche centrali a favore di una politica monetaria ancora restrittiva. Il risultato è stato un repricing dei tassi a lungo termine, con il rendimento del Treasury decennale statunitense che ha superato la soglia del 5%, per poi chiudere la settimana al 5,16%, in rialzo di circa 16 punti base rispetto al venerdì precedente.

A dominare il quadro geopolitico è stata un’intensa attività diplomatica, scandita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York e dall’incontro tra Trump e Xi a Washington. Le speranze di progressi diplomatici hanno spinto il Brent sotto i 100 dollari al barile, innescando un rally coordinato di azioni e obbligazioni. L’ottimismo si è rivelato però di breve durata: mercoledì il Brent è risalito sopra i 100 dollari, mentre i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno superato i 6 dollari al gallone. Sul fronte commerciale, a margine del vertice USA-Cina, il segretario al Tesoro Bessent ha annunciato l’estensione di due mesi della tregua commerciale, fino al 10 gennaio 2027, mantenendo aperto il dialogo su terre rare, intelligenza artificiale e Taiwan.

 

Stati Uniti: il PMI riaccende i timori sui tassi

Il dato più atteso della settimana è stato l’indice PMI composito flash di settembre elaborato da S&P Global, salito a 58,4, con un’accelerazione che ha riguardato sia il manifatturiero sia i servizi: una lettura ben superiore alle attese, che ha riacceso i timori inflazionistici e contribuito a un sell-off dei Treasury nella seconda parte della settimana. A fronte di dati di attività ancora solidi, il sentiment dei consumatori resta invece meno dinamico, con le aspettative di inflazione a un anno e a cinque-dieci anni ferme rispettivamente al 4,6% e al 3,4%. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 197.000, a conferma di un mercato del lavoro ancora strutturalmente solido.

Il quadro di politica monetaria è stato dominato da interventi hawkish di numerosi esponenti della Federal Reserve, secondo cui il percorso verso il target del 2% dell’inflazione potrebbe rivelarsi più lungo e complesso del previsto, con la Banca Centrale pronta a mantenere un orientamento restrittivo. Il mercato obbligazionario ha vissuto un’accelerazione insolita: il rendimento del Treasury decennale è salito di circa 20 punti base in sole due sedute, un ritmo osservato in precedenza solo in occasione di eventi di forte impatto come il Liberation Day, ma questa volta senza un singolo catalizzatore dominante. Il rendimento del Treasury trentennale, inoltre, ha superato il 5,4%, oltre il livello del 5,3% che in passato aveva indotto lo stesso Bessent a intervenire pubblicamente sul tema dei tassi. Nel complesso, i mercati hanno continuato a premiare la tenuta della crescita economica nonostante il repricing dei tassi.

 

Europa: i PMI sorprendono, la BCE resta restrittiva

In Europa, l’indice PMI composito flash dell’area euro è salito a 53,1 da 52,0 di agosto, ben oltre la stima di consenso di 51,7: il manifatturiero si è confermato in espansione per l’ottavo mese consecutivo a 52,7, mentre i servizi hanno accelerato a 53,0 da 51,6. La sorpresa più marcata è arrivata dalla Germania, con il PMI composito balzato a 53,8 da 51,8 grazie a un’impennata dei servizi a 52,9, ben al di sopra della stima di consenso di 49,9. Ha sorpreso positivamente anche la Francia, con il PMI composito salito a 51,2 da 48,5, tornando sopra la soglia di espansione di 50 per la prima volta da dicembre. La massa monetaria M3 dell’Area Euro è cresciuta ad agosto del 3,5% su base annua, in linea con le attese.

Gli interventi dei membri del Consiglio direttivo della BCE hanno confermato un orientamento compattamente restrittivo: il capo economista Philip Lane ha dichiarato che la nuova ondata di rialzi dei prezzi energetici, che coinvolge non solo il petrolio ma anche il gas, porterà a un’inflazione più elevata e più persistente di quanto inizialmente previsto, con il mercato che prezza un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base entro fine anno. Il rendimento del Bund decennale tedesco ha chiuso la settimana al 3,60%, in rialzo di circa 8 punti base rispetto al venerdì precedente. Sul fronte azionario, i mercati europei hanno chiuso la settimana in territorio positivo: l’Euro Stoxx 50 (+1,07%) ha guidato i rialzi, mentre più contenuta è stata la performance del DAX (+0,41%), frenato dalla debolezza dei titoli industriali tedeschi ad alta intensità energetica.

 

Italia: deficit sopra soglia UE, spread stabile

In Italia, l’Istat ha confermato che il deficit pubblico del 2025 si è attestato al 3,1% del PIL, senza revisioni al ribasso rispetto alla stima iniziale. Il dato resta sopra la soglia del 3% prevista dal Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea, precludendo al governo italiano la possibilità di ottenere una deroga dalla procedura per disavanzi eccessivi. La crescita del PIL 2025 è stata invece rivista al rialzo, allo 0,6% dallo 0,5% precedente. Il Fiscal Board europeo ha contestato alla Commissione Europea un controllo non sufficientemente rigoroso sulla spesa pubblica italiana, in una fase in cui sia l’Italia sia la Francia attraversano settimane delicate per le rispettive finanze pubbliche.

Sul mercato obbligazionario, il BTP decennale ha seguito la traiettoria globale di rialzo dei tassi, chiudendo venerdì al 4,51%, con un incremento settimanale di circa 8 punti base. Lo spread BTP-Bund è rimasto sostanzialmente invariato, intorno ai 91 punti base. Sul listino azionario, il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,62%, sostenuto dalla forza del comparto finanziario in un contesto di tassi “higher-for-longer”.

 

I prossimi appuntamenti

Questa settimana si preannuncia particolarmente intensa sul fronte macroeconomico: l’attenzione degli investitori sarà concentrata soprattutto sul report occupazionale USA di settembre, con i Nonfarm Payrolls attesi a 90.000 e la disoccupazione stabile al 4,1%. Il PCE di agosto dovrebbe accelerare allo 0,3% rispetto al mese precedente e restare al 3,8% su base annua per il dato headline, mentre il core è atteso in accelerazione allo 0,3% mensile e stabile al 3,3% annuo, a conferma di pressioni inflazionistiche ancora persistenti. In calendario anche la fiducia dei consumatori del Conference Board e l’ISM manifatturiero. In Europa, l’attenzione sarà rivolta alle stime flash dell’inflazione di settembre, con l’HICP dell’area euro atteso in rialzo al 3,7% su base annua dal 3,2% di agosto, e il dato core visto al 2,5%.

 

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INTERMONTE

Intermonte è una Investment banking firm leader in Italia e punto di riferimento nel segmento delle mid & small caps. Presenta un modello di business diversificato su quattro linee di attività, “Investment Banking”, “Sales & Trading”, “Global Markets” e “Websim”. L’Investment Banking offre servizi rivolti a imprese quotate e non quotate in operazioni straordinarie, incluse operazioni di Equity Capital Markets, M&A e Debt Capital Markets. Le divisioni Sales & Trading e Global Markets supportano le decisioni di oltre 650 investitori istituzionali italiani ed esteri grazie a una ricerca di alto standing di più di 50 operatori professionali specializzati nelle varie asset class, azioni, obbligazioni, derivati, ETF, valute e commodities. L’ufficio studi figura costantemente ai vertici delle classifiche internazionali per qualità della ricerca e offre la più ampia copertura del mercato azionario italiano sulla base di un’elevata specializzazione settoriale. La divisione Websim attraverso il canale digitale è attiva nella consulenza agli investimenti nei confronti di investitori non istituzionali, consulenti finanziari e private banker e PMI. Dal 2025 Intermonte è entrata a far parte del Gruppo Banca Generali.

 

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