L’Ai detta la rotta dell’inflazione. Lagarde scuote l’Europa: “Vietato restare fermi”


L’intelligenza artificiale ridisegna l’economia europea e detta la nuova rotta per l’inflazione. L’impatto della rivoluzione digitale plasma le dinamiche macroeconomiche e le future scelte monetarie del Vecchio Continente. Lo scenario emerge in maniera evidente dalle parole di Christine Lagarde. La presidente della Banca centrale europea (Bce) fotografa all’Europarlamento le sfide strutturali di Francoforte a fronte di rincari che potranno avere impatti sulla crescita economica.

Anche per via dei conseguenti tassi più elevati. «L’Ai ha il potenziale per trasformare il modo in cui produciamo, lavoriamo e innoviamo», ha spiegato la leader dell’Eurotower a Bruxelles, avvertendo che l’algoritmo «influenzerà gli investimenti, i mercati del lavoro e l’inflazione, e di conseguenza ha importanza anche per la politica monetaria». Restare fermi, secondo la banchiera centrale francese, non è un’opzione.

L’impatto energetico

Il quadro continentale si confronta in prima istanza con le scosse dei mercati energetici, dovuti alle fibrillazioni in Medio Oriente. «Nonostante i venti contrari derivanti dallo shock energetico, l’economia dell’area dell’euro si è dimostrata resiliente con una solida crescita del Pil reale», ha precisato Lagarde, ricordando che «la manifattura sta ottenendo risultati solidi, supportata da una maggiore spesa pubblica». Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,4% in luglio, un segnale rassicurante per i consumi attesi, con i salari nominali in flessione al 3,3%.

La base delle proiezioni stima un Pil in espansione dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. Il carovita complessivo segna un aumento al 3,2% in agosto, spinto dai rincari energetici volati al 14,3%, mentre l’inflazione al netto di energia e alimentari scende al 2,4%. Le stime aggiornate vedono l’inflazione dell’area euro in media al 3,0% nel 2026, per scendere al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Valori che devono essere contrastati per evitare spirali sul rapporto fra prezzi e salari.

Prudenza al primo posto

L’istituto centrale mantiene una rotta prudente e Lagarde difende l’aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. «Quando si affrontano gli shock energetici, la Bce ha una strategia molto chiara», ha chiarito la presidente, spiegando che «non reagiamo ai prezzi dell’energia, reagiamo se vediamo il rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia si radichi nell’inflazione». Al momento il pericolo pare contenuto, pur persistendo delle incognite.

«Osservando questi tre criteri oggi, vediamo un’inflazione più elevata in futuro, ma non ci sono ancora segnali che si stia radicando», ha assicurato Lagarde, ribadendo che «sebbene lo shock sia troppo grande per essere ignorato, riteniamo appropriata una risposta misurata per tenere sotto controllo l’inflazione». Nuovi rialzi potrebbero giungere ma saranno i dati a definirli nelle tempistiche e nell’ampiezza.

Focus sull’intelligenza artificiale

Ma il punto focale di Lagarde è un altro. L’adozione delle nuove tecnologie rappresenta l’ago della bilancia per la stabilità, in un contesto in cui le imprese europee dedicheranno il 10% degli investimenti all’Ai nel 2026, con i prestiti legati al comparto pari a un quarto della crescita del credito aziendale. «L’Europa ha una reale opportunità di sfruttare questa tecnologia, ma il successo non è automatico», ha puntualizzato l’ex ministra francese, definendo l’Ai «una forza trasformatrice» in grado di «rimodellare i processi di produzione, i modelli di business e le strutture in tutta l’economia».

Il salto di qualità richiede sforzi mirati, dal momento che solo il 7% delle aziende fa un uso forte di queste innovazioni, sebbene un 38% ne dichiari un utilizzo almeno moderato. «Sbloccare il pieno potenziale dell’Ai richiederà investimenti sostanziali», ha avvertito Lagarde, citando l’urgenza di fondi per innovazione, reti, centri dati ed energia. L’impatto finale sui costi di produzione dipenderà dalla velocità di adozione dell’ecosistema digitale. «L’AI ha il potenziale per aiutare le imprese a produrre di più e, nel tempo, una maggiore produttività potrebbe abbassare i costi», ha illustrato la numero uno della Bce, sottolineando che «tutto il resto a parità, questo dovrebbe ridurre le pressioni inflazionistiche a lungo termine».

I mercati finanziari

Resta vivo il monito sulle dinamiche dei mercati finanziari globali. Una potenziale correzione delle valutazioni azionarie, concentrate in poche aziende hi-tech, espone l’intero sistema a pericoli concreti, con la possibilità di innescare turbolenze in grado di contagiare gli investitori dell’area dell’euro e l’economia in generale. Il mercato del lavoro, secondo Lagarde, subisce una mutazione in grado di alterare la distribuzione dei redditi e incidere sulla domanda aggregata.

Oltre il 50% degli occupati utilizza i nuovi sistemi, con ricadute diversificate sulle assunzioni. «Le aziende che utilizzano l’Ai per supportare la ricerca, l’innovazione e i nuovi prodotti tendono ad assumere, mentre quelle che la usano principalmente per tagliare i costi del lavoro stanno riducendo l’occupazione», ha affermato la presidente. Il verdetto sulle conseguenze sociali ed economiche finali rimane del tutto aperto. «La questione centrale è quindi se nel lungo termine e per l’economia nel suo complesso l’AI completerà i lavoratori o li sostituirà», ha evidenziato Lagarde, ricordando le incognite storiche sui riflessi per i redditi.

Divari fra Usa e Ue

Il persistente divario con gli Stati Uniti impone all’Unione europea un rapido cambio di passo. «Idee e aziende innovative hanno bisogno di mercati ampi e integrati, capitale profondo e accessibile, significativa potenza di calcolo e lavoratori qualificati», ha delineato la guida dell’Eurotower. «La diffusione da sola non è sufficiente, le aziende devono anche utilizzare l’Ai in modo profondo ed efficace», ha spiegato, esortando il continente a costruire maggiore indipendenza lungo la catena del valore e a ridurre la frammentazione nel Mercato unico.

Iniziative come InvestAI e lo Scaleup Europe Fund, unite ai 30 miliardi di euro per le fabbriche di AI, tracciano la strada. «L’obiettivo non è l’autosufficienza», ha chiarito, ma «garantire che le funzioni critiche possano operare in qualsiasi circostanza». Il richiamo finale alle istituzioni appare evidente. «Dobbiamo creare le condizioni affinché l’Ai aumenti la produttività e gli standard di vita, e dobbiamo garantire la nostra sovranità nell’Ai», ha concluso Lagarde, affidandosi a una citazione del pioniere dell’informatica Alan Turing. «Possiamo vedere solo a breve distanza davanti a noi, ma possiamo vedere molto che deve essere fatto», ha chiosato, avvertendo le aule di Bruxelles che «gli effetti precisi dell’Ai restano incerti, ma l’incertezza non è un motivo per non agire».


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