Tunisia: riforma Onu e rispetto del diritto internazionale al centro della politica estera


Tunisia: riforma Onu e rispetto del diritto internazionale al centro della politica estera

Riforma delle Nazioni Unite, rispetto del diritto internazionale, questione palestinese e crisi regionali sono stati al centro dell’intervento della Tunisia durante il dibattito generale dell’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutosi a New York.

Nel discorso, la Tunisia ha indicato nel rafforzamento del multilateralismo e nella riforma dei meccanismi decisionali dell’Onu due condizioni essenziali per recuperare la fiducia nell’organizzazione internazionale.

Il ritorno al primato del diritto internazionale

Secondo Tunisi, il rilancio della credibilità delle Nazioni Unite deve poggiare innanzitutto sull’impegno degli Stati a rispettare il diritto internazionale, il principio della sovrana uguaglianza e gli obblighi derivanti dalla Carta dell’Onu, con particolare riferimento al divieto dell’uso della forza e alla soluzione pacifica delle controversie.

Parallelamente, la Tunisia chiede di accelerare una riforma “completa e profonda” dell’Organizzazione, con meccanismi decisionali caratterizzati da una rappresentanza geografica più equilibrata e da maggiore trasparenza e responsabilità.

Un80

Tunisi ha inoltre espresso sostegno all’iniziativa “Un80“, considerandola “una base per proseguire il processo di riforma, a condizione che venga mantenuto un approccio consultivo e inclusivo e che sia preservato il carattere intergovernativo dell’Onu”.

Sul piano finanziario, la Tunisia ha sottolineato la necessità che tutti gli Stati rispettino “integralmente i propri obblighi contributivi”, avvertendo al contempo che “il processo di riforma non dovrebbe tradursi in una riduzione delle risorse destinate ai Paesi in via di sviluppo, agli interventi umanitari e ai programmi di sviluppo”.

La questione palestinese

Ampio spazio è stato dedicato alla questione palestinese. La Tunisia ha denunciato il deterioramento della situazione nei Territori palestinesi, con particolare riferimento alla Striscia di Gaza e alla Cisgiordania, e ha richiamato il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 sulla presenza israeliana nei Territori palestinesi occupati. Tunisi ha inoltre ribadito il proprio sostegno ai diritti “legittimi, inalienabili e imprescrittibili” del popolo palestinese, compreso

il diritto alla costituzione di uno Stato indipendente e pienamente sovrano con Gerusalemme come capitale.

La Tunisia ha quindi rinnovato l’appello per un “accesso umanitario sicuro, urgente e continuativo alla popolazione palestinese e per il pieno svolgimento del mandato delle agenzie delle Nazioni Unite, in particolare dell’Unrwa”. Nel discorso, Tunisi ha respinto qualsiasi tentativo di smantellare l’agenzia o limitarne il mandato prima del raggiungimento di una soluzione giusta e duratura alla questione dei rifugiati palestinesi. Sul più ampio quadro mediorientale, Tunisi ha espresso “profonda preoccupazione” per la prosecuzione dell’escalation e per le sue conseguenze sul piano della sicurezza, politico ed economico.

La Tunisia ha chiesto l’immediata cessazione delle operazioni militari e il ritorno al dialogo e ai negoziati, indicando nelle soluzioni politiche e pacifiche lo strumento per affrontare le crisi regionali. Il Paese ha inoltre riaffermato “il proprio sostegno alla libertà di navigazione e alla sicurezza marittima”, richiamando al contempo la necessità di tutelare la sicurezza energetica e le catene di approvvigionamento internazionali.

La Libia in mano ai libici, l’Africa agli africani

Per quanto riguarda il Nord Africa, la Tunisia ha confermato il sostegno agli sforzi libici volti a superare la crisi attraverso un processo guidato dagli stessi libici, fondato sul dialogo e sul consenso e orientato a preservare l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale del Paese. Tunisi ha inoltre ribadito la propria solidarietà al Libano e al Sudan e il sostegno a una soluzione politica per lo Yemen, mentre ha condannato gli attacchi israeliani contro il territorio e le risorse siriane. Un altro asse dell’intervento è stato rappresentato dall’Africa.

La Tunisia ha rilanciato il principio delle “soluzioni africane ai problemi africani” e il rafforzamento del ruolo delle istituzioni e dei meccanismi continentali nella prevenzione e nella gestione delle crisi. In questo quadro, Tunisi ha confermato il sostegno alla riforma dell’Unione africana e a un rafforzamento della cooperazione tra Onu e Ua nei settori della prevenzione dei conflitti, della mediazione, del mantenimento della pace e dello sviluppo sostenibile.

Focus sulle ragioni profonde dell’immigrazione

Sul dossier migratorio, la Tunisia ha sostenuto la necessità di un approccio “completo ed equilibrato“, che superi una lettura esclusivamente securitaria e affronti le cause profonde dei flussi, individuate nei conflitti, nella povertà, nelle disuguaglianze economiche e sociali, nella carenza di opportunità occupazionali e nella presenza delle reti di traffico di esseri umani. Nel contempo, Tunisi ha ribadito il rifiuto di trasformarsi in un Paese di transito o di insediamento per i migranti irregolari.

La dichiarazione ha toccato anche clima, finanza internazionale e intelligenza artificiale. La Tunisia ha chiesto una maggiore “giustizia climatica“, con il rispetto degli impegni di finanziamento da parte dei Paesi maggiormente responsabili delle emissioni, e una riforma dell’architettura finanziaria internazionale per facilitare l’accesso dei Paesi in via di sviluppo ai finanziamenti, alleggerirne il debito e rafforzarne la capacità di investire in ricerca, tecnologia e innovazione. Sull’intelligenza artificiale, Tunisi ha sostenuto la necessità di una governance internazionale che ne favorisca un uso responsabile e impedisca un ulteriore ampliamento del divario digitale tra Nord e Sud globale.

Diritti e libertà in Tunisia

Sul piano interno, il discorso ha collegato la politica estera al processo di riforma avviato il 25 luglio 2021 sotto la guida del presidente Kais Saied. Tunisi ha ribadito l’obiettivo di “consolidare una democrazia che garantisca diritti e libertà” e, parallelamente, ha sottolineato la volontà di “fare affidamento sulle proprie risorse e sul capitale umano”, continuando ad attrarre investimenti e a diversificare le partnership economiche sulla base del reciproco interesse e del rispetto dell’indipendenza decisionale.

La Tunisia ha infine sottolineato il ruolo delle donne e dei giovani nel processo di sviluppo e ha ribadito il proprio impegno nelle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Il Paese ha richiamato la propria partecipazione storica alle missioni Onu e ha proposto di valorizzare gli esiti della conferenza internazionale organizzata a Tunisi nel luglio 2025 sulla protezione dei civili da parte delle forze armate.

 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม