Amministratori, imprese e associazioni a confronto sulle nuove politiche Ue, tra competitività, sicurezza, adattamento climatico e accesso alle risorse della futura programmazione.
A nove giorni dal Discorso sullo Stato dell’Unione 2026 pronunciato a Strasburgo dalla presidente della Commissione europea, la sede di Belluno dell’ente camerale ha ospitato venerdì 25 settembre il «Post-Soteu 2026 Talk: seminario di analisi del Discorso sullo stato dell’Unione e delle prospettive per il territorio della Montagna Veneta». L’iniziativa è stata promossa dal Centro Europe Direct Montagna Veneta del Gal Prealpi e Dolomiti, in collaborazione e con il supporto della Camera di Commercio Treviso Belluno | Dolomiti.
L’incontro ha riunito amministratori, imprese, associazioni di categoria e cittadini con l’obiettivo di esaminare le priorità politiche europee per il prossimo anno e le possibili ricadute sul territorio della Montagna Veneta. Al centro del confronto anche la conclusione della programmazione 2021-2027 e l’avvio del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del consigliere camerale Paolo Doglioni, in rappresentanza del presidente della Camera di Commercio Treviso Belluno | Dolomiti Francesco De Bettin, e della presidente del Gal Prealpi e Dolomiti Sara Bona.
Nel suo intervento, De Bettin ha sottolineato il rilievo del Discorso sullo Stato dell’Unione per la definizione delle priorità europee dei prossimi anni. «Il Discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dalla Presidente von der Leyen non è un esercizio retorico, ma un testo politico che ridisegna le priorità per i prossimi anni: competitività, sicurezza, resilienza», ha affermato.
Secondo De Bettin, il nuovo Quadro finanziario pluriennale rappresenta anche un passaggio importante per definire il ruolo della Montagna Veneta, attraverso un lavoro condiviso tra istituzioni, imprese, ricerca e terzo settore. Il presidente ha inoltre richiamato l’importanza di rendere più semplici e chiari i processi di accesso alle risorse europee, così da facilitarne l’utilizzo anche da parte delle imprese meno strutturate. In questa prospettiva, la Camera di Commercio Treviso Belluno | Dolomiti, indicata nell’intervento come Veneto Nord, intende contribuire alla costruzione del «Capitolo Montagna» del futuro Piano di partenariato italiano.
Bona ha spiegato le ragioni alla base dell’iniziativa e l’esigenza di tradurre i contenuti del Discorso in indicazioni utili per il territorio. «Abbiamo scelto di organizzare questo incontro a pochi giorni dal Discorso con un obiettivo preciso – ha sottolineato la presidente Bona – : non solo riassumerne i contenuti, ma capire quali indicazioni offre a chi amministra, a chi fa impresa e a chi opera nel nostro territorio».
Nel suo intervento, la presidente del Gal ha richiamato il ruolo della montagna nelle politiche regionali ed europee e la necessità che i territori arrivino preparati alla nuova programmazione. Ha inoltre ricordato la collaborazione con la Camera di Commercio avviata nel 2021, proseguita con i progetti condivisi e rinnovata con la riconferma del Centro per il ciclo 2026-2030 e con la nuova presidenza camerale. «L’auspicio è che l’incontro lasci ai partecipanti spunti concreti, nuove prospettive e relazioni utili per il lavoro che ci attende», ha concluso.
In collegamento da remoto, Francesco Rossi Salvemini, consigliere economico della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha illustrato le proposte per l’economia europea contenute nell’ambito del Soteu 2026, soffermandosi anche sulla riforma del bilancio dell’Unione. L’intervento ha consentito di inquadrare il contesto macroeconomico nel quale si collocano il Discorso e la proposta della Commissione per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
La proposta di bilancio è stata presentata come un impianto organizzato attorno a tre pilastri: i piani di partenariato nazionali e regionali, la competitività e l’Europa globale. Nel corso dell’intervento sono state inoltre illustrate le capacità che l’Unione europea intende sviluppare nei prossimi anni.
A seguire, Mauro Varotto, giurista specializzato in diritto, politiche e fondi europei di Euris, ha analizzato le possibili ricadute delle priorità europee sulla Montagna Veneta. L’attenzione si è concentrata sulla nuova impostazione delle politiche europee, caratterizzata dai temi della capacità, della sicurezza, della resilienza e dell’indipendenza.
Tra gli aspetti affrontati anche l’adattamento climatico, con l’annunciata individuazione di cento territori europei considerati tra i più vulnerabili, l’impatto dell’intelligenza artificiale sui settori produttivi e il cosiddetto «diritto di rimanere». Quest’ultimo, secondo quanto illustrato durante il seminario, dovrebbe essere collegato a una strategia dedicata a lavoro, casa, servizi, mobilità e cura.
Varotto ha quindi proposto una serie di questioni attraverso cui costruire una posizione territoriale in vista della programmazione 2028-2034, partendo dalle dipendenze e dai rischi da governare fino alle funzioni strategiche svolte dalla montagna per il Veneto, l’Italia e l’Europa e alle forme di governance necessarie.
Da questa analisi è emersa la proposta di un’Alleanza territoriale tra istituzioni, sistema economico, ricerca e terzo settore, con la Provincia di Belluno indicata come sede della regia istituzionale. L’obiettivo sarebbe contribuire, attraverso la Montagna Veneta, alla definizione di un «Capitolo Montagna» nazionale all’interno del futuro Piano di partenariato italiano.
Il calendario della nuova programmazione costituisce uno degli elementi da tenere in considerazione: secondo quanto illustrato durante il seminario, la proposta della Commissione prevede che gli Stati possano presentare un progetto di Piano già da giugno 2027. «La Montagna Veneta non deve aspettare la prossima programmazione – ha concluso Varotto –. Deve contribuire a costruirla».
A chiudere l’incontro è stato il dibattito con i partecipanti, che ha raccolto domande e riflessioni sui temi affrontati nel corso della giornata. Il Centro Europe Direct Montagna Veneta ha annunciato che i contributi emersi saranno condivisi sulla Citizens’ Engagement Platform della Commissione europea, lo spazio dedicato alla partecipazione dei territori al dibattito europeo.
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