il bilancio del Progetto Protezione Famiglie Fragili – Valledaostaglocal.it


Una diagnosi oncologica non riguarda soltanto il paziente, ma può modificare profondamente gli equilibri di un’intera famiglia. Quando alla malattia si aggiungono la presenza di figli minori, la solitudine, difficoltà economiche, disabilità o altre condizioni di vulnerabilità, la necessità di sostegno supera il perimetro della cura sanitaria. È proprio su queste situazioni che interviene il Progetto Protezione Famiglie Fragili Oncologiche (PPFF) dell’Azienda USL Valle d’Aosta, inserito nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Il bilancio dell’attività restituisce la dimensione di una rete che, dal 2019, anno di avvio del progetto, ha sostenuto quasi 250 famiglie. Un percorso costruito attraverso una presa in carico integrata che mette in relazione ospedale, territorio, servizi sociali e Terzo Settore, con l’obiettivo di intervenire non soltanto sulla malattia, ma anche sulle conseguenze che questa può avere sulla vita quotidiana e sulle relazioni familiari.

Nel 2025 sono stati assistiti 40 nuclei familiari. Di questi, 29 presentavano contemporaneamente più fattori di fragilità. La presenza di minori è stata rilevata in 13 situazioni, mentre i nuclei ristretti, composti da un solo genitore o da una persona sola, sono stati 17. Nel corso delle prese in carico sono inoltre emerse difficoltà economiche correlate alla malattia oncologica, disagio psichico, disabilità, difficoltà di integrazione sociale, linguistica e culturale, oltre a esperienze recenti o plurime di lutto.

Il dato relativo al primo semestre 2026 conferma la continuità dell’attività. Sono già 27 i nuclei familiari assistiti, con 14 nuove prese in carico. In 20 casi sono presenti più condizioni di fragilità contemporaneamente. I nuclei ristretti sono 14, mentre in 9 famiglie sono presenti minori. Sono 5 le situazioni caratterizzate da disabilità e altrettante quelle nelle quali è stato rilevato un disagio economico collegato alla malattia oncologica. Complessivamente, 16 nuclei sono seguiti attraverso un’integrazione con i servizi territoriali, ospedalieri, di Neuropsichiatria infantile, Salute mentale e Servizi sociali.

Il lavoro viene coordinato dalla mini-équipe PPFF, guidata dalla Dott.ssa Meri Madeo, Responsabile della SSD Psicologia, e composta dall’oncologa Dott.ssa Olga Elisabetta Cursio, dalla psicologa-psicoterapeuta Dott.ssa Stefania Bassino e dalle assistenti sociali ospedaliere Dott.ssa Maria Garofalo e Dott.ssa Marta Simonato. Quest’anno l’équipe è stata potenziata con due assistenti sociali ospedaliere.

La mini-équipe si riunisce periodicamente per analizzare e valutare le situazioni segnalate, elaborare progetti psico-sociali personalizzati e seguirne l’evoluzione, mantenendo il raccordo con i servizi socio-sanitari territoriali. L’intervento può comprendere informazione e orientamento sui diritti e sui servizi disponibili, sostegno psicologico, supporto alla domiciliarità, facilitazione dell’accesso alle cure, dimissioni protette e, quando necessario, inserimenti temporanei o di sollievo in strutture residenziali.

«Quasi 250 famiglie accompagnate dal 2019 rappresentano un dato importante, ma soprattutto raccontano altrettante storie nelle quali alla cura della persona è stato necessario affiancare un sostegno concreto all’intero nucleo familiare», sottolinea l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi. L’assessore evidenzia come la malattia oncologica possa modificare gli equilibri quotidiani, familiari, economici e relazionali e sottolinea quindi la necessità di risposte che vadano oltre il solo aspetto sanitario.

Particolare attenzione viene riservata alle famiglie nelle quali sono presenti figli minori o giovani adulti. Il sostegno psicologico accompagna i genitori anche nel difficile compito di trovare modalità e parole adeguate per comunicare ai figli la diagnosi, un eventuale aggravamento delle condizioni cliniche o affrontare l’esperienza del lutto.

Anche in questo ambito i numeri del primo semestre 2026 evidenziano un’attività concreta. Sono stati attivati 4 interventi educativi territoriali rivolti ai figli minori di pazienti fragili, 2 dei quali in continuità con il 2025. Gli educatori intervengono nei momenti di riorganizzazione della vita familiare provocati dalla malattia, cercando di preservare per bambini e ragazzi spazi di normalità, attività ludico-ricreative, relazioni e contatti con le risorse del territorio.

Prosegue inoltre il supporto psicoterapeutico individuale per 2 minori che hanno affrontato la perdita di un genitore. Un intervento che si inserisce in una presa in carico più ampia, nella quale la dimensione psicologica e sociale viene affiancata a quella strettamente sanitaria.

Un ruolo importante è svolto dalla rete territoriale e dal Terzo Settore. La co-progettazione con la Cooperativa Noi & Gli Altri e l’Associazione V.I.O.L.A. APS consente di integrare l’attività dell’Azienda USL con educatori, pedagogisti, psicologi, operatori socio-sanitari e altre professionalità, attivate sulla base delle necessità individuate dalla mini-équipe.

Da questa collaborazione nascono anche 2 nuove iniziative dedicate all’elaborazione del lutto, che saranno finanziate attraverso i fondi del progetto. La prima prevede un gruppo rivolto ai familiari, pensato come spazio protetto di condivisione e sostegno. La seconda, denominata “Ritrovare Senso”, è rivolta a bambini e adolescenti ed è frutto della collaborazione tra il gruppo di lavoro PPFF e la Cooperativa Noi & Gli Altri, anche grazie a una donazione promossa dalla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta.

Il 26 settembre, in occasione della Giornata regionale dedicata al PPFF, il progetto fa quindi il punto su un’attività che negli anni ha consolidato una rete di intervento attorno alle famiglie colpite dalla malattia oncologica. I numeri restituiscono una realtà nella quale il bisogno non è rappresentato soltanto dalla cura della patologia, ma anche dalla necessità di sostenere nuclei familiari spesso alle prese contemporaneamente con difficoltà sociali, economiche, psicologiche e relazionali.

Il dato delle quasi 250 famiglie sostenute dal 2019, insieme alle 40 assistite nel 2025 e alle 14 nuove prese in carico nei primi sei mesi del 2026, fotografa dunque il consolidamento di un modello di presa in carico che punta a rafforzare il collegamento tra i diversi servizi.

L’obiettivo dichiarato del progetto è affiancare alla cura della malattia anche la presa in carico delle conseguenze che essa produce sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sull’equilibrio dell’intero nucleo familiare. Un lavoro che punta quindi a costruire attorno alle situazioni più fragili una rete capace di intervenire in modo coordinato e tempestivo.

Il Progetto Protezione Famiglie Fragili è sostenuto dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e dalle iniziative di raccolta fondi realizzate in collaborazione con i partner e con la comunità locale.

je.fe.




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