Mistral ha raccolto 3 miliardi di euro in un nuovo round di finanziamento che porta la valutazione della società francese oltre quota 21 miliardi di euro. L’operazione rappresenta il più grande finanziamento azionario mai completato da una società tecnologica europea.
A guidare il round è Samsung Electronics, affiancata da due co-investitori: PSG Equity, già presente tra gli azionisti di Mistral, e lo Scaleup Europe Fund, veicolo da circa 5 miliardi di euro sostenuto dall’Unione Europea e gestito da EQT. Tra i nuovi investitori figurano inoltre Advent, fondi gestiti da BlackRock e il Granducato del Lussemburgo.
La nuova raccolta segna un forte incremento rispetto al precedente round. Nel settembre 2025 Mistral aveva chiuso una Serie C da 1,7 miliardi di euro a una valutazione di 11,7 miliardi, con ASML nel ruolo di principale investitore. In circa dodici mesi la valutazione della società è quindi quasi raddoppiata.
Anche la composizione degli ultimi due round è significativa: a guidare gli investimenti sono state aziende industriali attive nella filiera dei semiconduttori, prima ASML e ora Samsung, anziché esclusivamente fondi specializzati nel software. ASML produce apparecchiature per la litografia utilizzate nella fabbricazione dei chip avanzati, mentre Samsung opera nei semiconduttori, nelle memorie e nell’elettronica di consumo.
Il coinvolgimento di Samsung assume particolare rilievo per la strategia di Mistral, che sta cercando di costruire un’offerta AI nella quale modelli, infrastruttura di calcolo e applicazioni possano essere controllati direttamente dai clienti. La società sostiene infatti che il tema dell’intelligenza artificiale stia progressivamente passando dalla sola ricerca delle massime prestazioni dei modelli alla necessità, per aziende e governi, di mantenere sotto controllo dati, infrastruttura e processi di elaborazione.
Arthur Mensch, cofondatore e amministratore delegato di Mistral, ha sintetizzato il problema affrontato dall’azienda: “Le organizzazioni vogliono industrializzare l’AI all’interno di sistemi che sono già complessi: i propri dati, i propri strumenti, i propri vincoli di conformità. Questo è il vero problema”.
Il modello di Mistral si basa quindi su quattro elementi: dati che rimangono all’interno dell’organizzazione, modelli personalizzabili, capacità di calcolo privata e prevedibile e sistemi di produzione verificabili. L’obiettivo è ridurre il rischio di dipendenza da un singolo fornitore e dai suoi futuri aggiornamenti, prezzi o livelli di disponibilità.
La strategia viene applicata anche attraverso accordi diretti con le aziende. Mistral dichiara di operare in 20 Paesi e di supportare oltre 125 grandi imprese, tra cui Airbus, ASML e HSBC. Nel caso di ASML, i modelli di Mistral vengono già integrati nei processi produttivi dell’azienda olandese. Mensch ha indicato che un approccio analogo sarà sviluppato anche con Samsung.
Parte consistente dei nuovi capitali sarà destinata però alla componente infrastrutturale. Mistral sta costruendo una propria capacità di calcolo, affiancandola al ricorso a infrastrutture esterne. La società aveva già raccolto 830 milioni di dollari di debito da sette istituti bancari per finanziare un datacenter nell’area di Parigi, con l’obiettivo di mettere capacità computazionale a disposizione anche di gruppi industriali europei.
“Nel lungo periodo, il piano è fare affidamento completamente sulla capacità che stiamo costruendo internamente e questo significa che la quantità di capacità di calcolo che possediamo crescerà di circa il 100% nei prossimi cinque anni“, ha dichiarato Mensch.
L’aumento della capacità computazionale dovrebbe sostenere anche l’evoluzione dei modelli. Il CEO ha spiegato che Mistral intende addestrare modelli “più grandi e più veloci”, mantenendo al tempo stesso la propria strategia basata su modelli open-weight, in contrapposizione ai sistemi proprietari e chiusi adottati da realtà come OpenAI e Anthropic.
Mistral si sta inoltre proponendo come alternativa europea sia ai grandi operatori statunitensi sia ai modelli sviluppati in Cina. La società punta in particolare sul concetto di “AI sovrana”, sempre più rilevante per governi e organizzazioni che vogliono evitare una dipendenza strategica da infrastrutture e fornitori stranieri.
La concorrenza cinese rappresenta però uno dei principali ostacoli. Mensch sostiene che i modelli che Mistral presenterà “molto presto” saranno “molto competitivi”. Secondo il dirigente, i laboratori cinesi non operano attualmente con clienti aziendali al di fuori della Cina con la stessa presenza internazionale di Mistral. Alcuni modelli cinesi possono comunque essere eseguiti sull’infrastruttura di Mistral, mantenendo i dati all’interno della piattaforma francese e limitando, secondo l’azienda, la dipendenza diretta dai fornitori cinesi.
Resta però il problema della continuità del supporto. Per le aziende europee, osserva Mensch, non è semplice prevedere se un modello cinese continuerà a essere aggiornato nel lungo periodo o se potranno intervenire restrizioni all’esportazione. “In questo momento stiamo vedendo che la volatilità in questo settore è estremamente elevata”, ha dichiarato il CEO.
La stessa esigenza di continuità è alla base della decisione di Mistral di sviluppare internamente i propri modelli. “Ora dobbiamo anche essere un partner affidabile per i nostri clienti, e loro vogliono che siamo certi che tra un anno avranno accesso a modelli migliori di quelli a cui hanno accesso oggi. L’unico modo in cui possiamo fornire questa garanzia è continuare ad addestrare noi stessi i nostri modelli“, ha spiegato Mensch.
Mistral aveva indicato in precedenza l’obiettivo di superare 1 miliardo di dollari di ricavi ricorrenti annuali nel 2026. Il nuovo finanziamento, secondo il CEO, dovrebbe permettere alla società di superare quella soglia se l’attuale andamento della crescita verrà mantenuto, anche se Mensch non ha fornito una nuova previsione numerica.
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