Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump hanno avuto un nuovo colloquio telefonico di oltre un’ora. “Una conversazione franca e costruttiva”, ha riferito il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov. Al centro “azioni concrete per arrivare prima alla fine del conflitto in Ucraina”. Lo zar avrebbe poi assicurato il tycoon di “non avere alcun piano contro i paesi dell’Ue”.
Intanto, questa mattina il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che conta “di incontrare Trump intorno al 20 settembre”. Sul tavolo il nodo della fornitura degli scudi Patriot.
Zelensky arrivato a Oslo per i funerali di re Harald
Volodymyr Zelensky è arrivato in Norvegia per i funerali di re Harald V, come annunciato dal governo norvegese. La visita consentirà al presidente ucraino di discutere con Oslo questioni relative alla difesa aerea.
Zelensky incontrerà il primo ministro norvegese Jonas Gahr Stre a margine della cerimonia funebre, ha reso noto l’ufficio di Store in un comunicato. I funerali di re Harald, scomparso il 28 agosto all’età di 89 anni, si svolgeranno domani a Oslo
Lavrov: “Se l’Europa ci attaccasse la guerra sarebbe breve”
“Se questi discorsi significano che state preparando un attacco contro di noi, vi assicuro che la guerra sarà completamente diversa e molto breve”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citando le parole pronunciate più volte dal presidente Vladimir Putin e invitando l’Europa a “ricordarle”. “Non abbiamo intenzione di attaccare nessuno. È una sciocchezza, un’idiozia. È la totale assenza di qualsiasi capacità di pensare in termini di Stato”, ha aggiunto Lavrov, citato dalla Tass. Il capo della diplomazia russa ha detto di ritenere improbabile che l’Europa “attacchi la Russia mentre sostiene che siamo noi a preparare un’aggressione contro l’Europa”. “È persino ridicolo. Da una parte dicono che la Russia sta perdendo e che quindi bisogna sostenere l’Ucraina in ogni modo, aumentare questo sostegno e l’Ucraina vincerà; dall’altra, questa stessa Russia che ai loro occhi sta “perdendo” starebbe preparando un attacco contro l’Europa. Dal punto di vista di un politico, non è serio dire simili assurdità”, ha affermato.
Media ucraini: “Possibile tregua energetica con la Russia per l’inverno”
L’Ucraina e la Russia potrebbero dichiarare una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche quest’inverno. Lo rivela una fonte a Rbc-Ucraina dopo i colloqui del fine settimana degli inviati Witkoff e Kushner con Vladimir Putin e Voldymyr Zelensky. La fonte ha confermato che è improbabile che si verifichino importanti progressi diplomatici prima delle elezioni per la Duma di Stato russa, che si terranno dal 18 al 20 settembre.
Successivamente, è possibile un vertice trilaterale o addirittura quadrilaterale (con la partecipazione di diversi Paesi europei), molto probabilmente in uno dei Paesi del Golfo Persico. “Ovviamente, esiste la possibilità di un cessate il fuoco, almeno limitato, fino all’inverno o per tutto l’inverno, ad esempio, senza attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche. E poi, potrebbero presentarsi opportunità per un ulteriore accordo”, ha osservato la fonte.
Kiev: “Contratti per 1.000 Patriot ma ci vogliono anni”
Il nuovo ministro della Difesa ad interim dell’Ucraina, Yevgeniy Khmara, ha sottolineato l’importanza degli armamenti di difesa aerea, mentre il Paese cerca di respingere i crescenti attacchi di droni e missili russi. “Proprio ieri sera, il nemico ha sferrato un altro massiccio attacco aereo”, ha dichiarato Khmara durante l’incontro del gruppo di contatto per l’Ucraina nel formato Ramstein. Khmara ha riferito che, grazie al sostegno dei partner di Kiev, sono in fase di conclusione contratti per la fornitura di circa 1.000 missili per i sistemi Patriot. “Tuttavia, la maggior parte di questi missili inizierà a essere consegnata solo nei prossimi anni, ed è per questo che vi chiediamo di fornirci i missili dai vostri arsenali già oggi”, ha detto Khmara al ministro della Difesa tedesco Pistorius e ad altri funzionari dei Paesi alleati dell’Ucraina.
Kiev: “Accordo preliminare per un incontro Zelensky-Trump”
Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhiy Tykhyi, ha dichiarato che è già stato raggiunto un accordo preliminare per un incontro tra il presidente ucraino e quello statunitense entro la fine di settembre. “Posso confermare che è stato effettivamente raggiunto un accordo preliminare per un incontro personale entro la fine del mese”, ha dichiarato Tykhyi durante una conferenza stampa, secondo quanto riportato da Ukrinform. Secondo Tykhyi, Zelensky e Trump potrebbero incontrarsi, ad esempio, a margine dell’81 sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Zelensky ha dichiarato oggi di sperare di incontrare il presidente statunitense Donald Trump il 20 settembre per discutere, tra le altre cose, della fornitura di missili antiaerei all’Ucraina. “Abbiamo bisogno di pacchetti di missili balistici dagli americani. Hanno sentito nel dettaglio di cosa abbiamo bisogno e quando ne abbiamo bisogno. Conto su un incontro con il presidente Trump intorno al 20 per sollevare la questione e, a Dio piacendo, ci saranno dei risultati”, ha detto Zelensky ai giornalisti. La Casa Bianca non ha ancora annunciato nulla in merito a un possibile incontro imminente tra Trump e Zelensky
Ucraina, il procuratore generale si è dimesso dopo un colloquio con Zelensky
Il procuratore generale dell’Ucraina Ruslan Kravchenko, coinvolto in un caso di corruzione, si è dimesso dopo un colloquio con il Presidente Volodymyr Zelensky, rende noto Ukrainskaya Pravda. Il colloquio è avvenuto dopo che il Presidente aveva parlato, sempre ieri, con i vertici dell’Ufficio nazionale anti corruzione (Nabu) e dell’Ufficio del procuratore contro la corruzione (Sapo) che indagano sulla presunta ‘protezione’ assicurata a call center truffa da parte della procura generale, e in particolare di uno dei suoi dirigenti, il vice direttore del dipartimento per la cooperazione giuridica internazionale, Serhii Kropyva.
Il Cremlino dopo la telefonata tra i due leader: “Trump vuole la svolta sulla guerra durante il suo mandato”
Nel corso della telefonata con il presidente russo, Vladimir Putin, il suo omologo americano Donald Trump ha espresso interesse a raggiungere una svolta nella risoluzione del conflitto ucraino durante il suo mandato. Lo ha riferito Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente russo, citato da Tass. “Donald Trump è interessato a raggiungere una svolta [nella soluzione del conflitto ucraino] durante la sua presidenza”, ha dichiarato.
Putin e Trump: “D’accordo nel proseguire gli scambi di prigionieri”
I presidenti russo Vladimir Putin e l’omologo americano Donald Trump hanno concordato, durante il loro colloquio telefonico, di proseguire il lavoro sulle questioni umanitarie, compresi gli scambi di persone detenute e condannate. Lo ha riferito il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, citato da Interfax.
“Vale la pena sottolineare che durante la conversazione telefonica è stato concordato di proseguire il lavoro per risolvere le cosiddette questioni umanitarie, compresi gli scambi di persone detenute e condannate”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti. Il consigliere ha aggiunto che Putin ha inoltre riconosciuto gli sforzi della first lady Melania Trump “per il ritorno alle proprie famiglie sia dei bambini russi sia di quelli ucraini”.
Da Cremlino e Casa Bianca “valutazione positiva della missione di Witkoff e Kushner”
I risultati della missione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e a Kiev sono stati “valutati positivamente” dal presidente russo Vladimir Putin e da quello statunitense Donald Trump in una conversazione telefonica avuta oggi. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti. Trump, ha aggiunto Ushakov, è interessato a raggiungere una svolta nella risoluzione del conflitto ucraino durante la sua presidenza, mentre Putin ha sottolineato la necessità di porre fine al conflitto giudicando che ciò aprirebbe prospettive per “un ampio ripristino delle relazioni tra Russia e Usa”.
Putin assicura a Trump che non ha “alcun piano aggressivo nei confronti dell’Ue”
Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin ha dichiarato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che la Russia non ha alcun piano aggressivo nei confronti dell’Europa. E’ quanto riferisce il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov dopo la telefonata tra Putin e Trump. Trump, riferisce Ushakov secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass, “ha detto a Putin che la fine del conflitto in Ucraina aprirebbe immediatamente la strada a prospettive di pieno ripristino delle relazioni tra Russia e Stati Uniti”.
Putin a Trump: “Speculazioni su minaccia russa sono il pretesto per l’Ue per aumentare sostegno a Kiev”
Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin ha detto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che le speculazioni sulla ‘minaccia russa’ servono all’Unione Europea come pretesto per aumentare il sostegno a Kiev e incrementare le proprie spese militari. E’ quanto sostiene il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Tass.
Putin detto a Trump cosa fare per la fine della guerra
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al suo omologo Donald Trump cosa “potrebbe fare la parte americana per mettere fine alle ostilità in Ucraina il prima possibile”. Lo ha riferito il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, a quanto riporta la Tass.
Trump sente Putin: “Telefonata di un’ora franca e costruttiva”
Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto oggi una conversazione telefonica “durata esattamente un’ora” dedicata ai negoziati per il conflitto ucraino. Lo ha riferito il Cremlino, citato dalla Tass. “E’ stata una discussione franca e costruttiva”, hanno riferito.
Colby: “L’Europa sia pronta a sostenere Kiev per anni”
L’Europa deve essere pronta a sostenere Kiev per gli anni a venire. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, Elbridge Colby, intervenuto in apertura della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, che si sta svolgendo in videoconferenza. “Come ha affermato il presidente Trump, il nostro obiettivo è una pace duratura. Sosteniamo ogni sforzo in questa direzione.
Dal punto di vista del Dipartimento della guerra, tuttavia, non possiamo prevedere quando questa tragica guerra finirà”, ha detto il sottosegretario statunitense.
Kiev agli alleati: “Servono 23 miliardi aggiuntivi, decidete entro novembre”
“Ad Ankara sono stati promessi 70 miliardi di euro in aiuti all’Ucraina per quest’anno ma mancano ancora 8 miliardi. Tuttavia, vorrei sottolineare che il deficit complessivo nel settore della difesa ammonta a 23 miliardi di euro: questi fondi ci consentiranno di finanziare i droni per garantire una fornitura stabile nel 2026 e all’inizio del 2027”. Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara rivolgendosi agli alleati di Kiev. “Fino al 90% del nostro successo sul campo di battaglia è dovuto ai droni: vi chiedo di prendere le decisioni finanziarie necessarie entro novembre, in modo da poter vedere i risultati sul campo di battaglia già quest’inverno”.
Pistorius: “Kiev ordina migliaia di missili Iris-T, aumenta produzione”
“Stiamo proseguendo con le consegne di sistemi di difesa aerea IRIS-T, compresi i missili guidati: il sistema è stato impiegato in Ucraina con grande, grande successo e per questo motivo sono lieto che l’Ucraina stia per ordinare diverse migliaia di missili guidati IRIS-T aggiuntivi, che saranno finanziati dal prestito Ue destinato alla difesa dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius nel corso della riunione del gruppo di contatto. “Questo ingente appalto consentirà di aumentare i volumi di produzione dei missili grazie all’aggiunta di un’altra linea di produzione”.
Rutte: “Bene deroga Ue per Patriot, Kiev proteggerà meglio cieli”
“Insieme alla Commissione europea e alla presidente Ursula von der Leyen , accolgo con favore l’accordo raggiunto dagli Stati membri dell’Ue sulla deroga concessa all’Ucraina per l’acquisto di prodotti essenziali per i sistemi di difesa aerea Patriot. Il prossimo versamento di 3,5 miliardi di dollari consentirà all’Ucraina di proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia”.
Lo scrive su X il segretario generale della Nato Mark Rutte. “Nell’ultimo anno – aggiunge -, gli alleati della Nato hanno stanziato oltre 10 miliardi di dollari a favore dell’Ucraina attraverso il programma Purl e le vendite militari all’estero degli Stati Uniti. La Nato e la Ue continueranno a lavorare fianco a fianco per sostenere l’Ucraina. Si tratta dell’ennesimo esempio dell’impegno dell’Europa”.
Von der Leyen: “Ok a deroga a Kiev per acquisto dei Patriot con fondi Ue”
“Insieme al Segretario Generale della Nato Mark Rutte, accolgo con favore l’accordo raggiunto dagli Stati membri sulla deroga concessa all’Ucraina per l’acquisto di prodotti essenziali per i sistemi di difesa aerea Patriot. La prossima erogazione di 3,2 miliardi di euro consentirà all’Ucraina di proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia”. Lo scrive la presidente della Commissione Ursula von der Leyen annunciando l’intesa tra i 27 sulla deroga sui Patriot per Kiev.
007 di Bucarest: “Sventata azione di sabotaggio russa”
Il Servizio di intelligence della Romania (SRI) ha reso noto di aver sventato un’operazione di sabotaggio pianificata dalla Russia. Lo riportano i media di Bucarest spiegando che un cittadino russo residente in Romania, sotto sorveglianza da febbraio, è stato ripreso mentre fotografava e filmava obiettivi militari, centri di comunicazione e infrastrutture critiche, tra cui aerei cargo ucraini. Secondo i servizi segreti rumeni, i dati raccolti durante le indagini indicano una modalità operativa “simile a quella utilizzata in altri Stati europei da reti di sabotatori coordinate da entità russe”. L’uomo – si legge – avrebbe ricevuto istruzioni da un intermediario per fotografare e filmare obiettivi di interesse strategico militare. Uno schema che – conclude l’intelligence di Bucarest – riporta ad altri tentativi di sabotaggio sventati nel 2024 e nel 2025.
Cremlino: “La partecipazione degli europei ai negoziati li complicherebbe”
La partecipazione di Paesi europei, oltre agli Usa, alle trattative per la pace in Ucraina, potrebbe “complicare il processo negoziale”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo che domenica, durante la loro visita a Kiev, gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato anche i consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Francia e Gran Bretagna.
Un coinvolgimento degli europei nelle trattative, ha dichiarato Peskov, citato dall’agenzia Tass, “potrebbe complicare il processo negoziale” perché, “a differenza degli americani, gli europei stanno effettivamente facendo di tutto per non permettere che questa guerra finisca”.
Il Cremlino: “Merz attribuisce tutto alla Russia, è un’ossessione di persecuzione”
Friedrich Merz mostra una “russofobia che si trasforma in ossessione, un’ossessione per la persecuzione”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando il fatto che, reagendo al successo elettorale della Afd nelle elezioni in Sassonia-Anhalt, il cancelliere abbia ribadito che bisogna “proteggere la libertà” dei tedeschi “anche dalla Russia”. “La tendenza a attribuire tutto alla Russia, a incolpare la Russia per ogni cosa, è un comportamento irrazionale e non orientato alla verità da parte di un leader di Stato, le cui azioni causano un danno significativo al suo paese”, ha detto Peskov, citato da Interf
Zelensky apre a tregua su energia e grano
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto nuovamente disponibile a raggiungere un accordo con la Russia per fermare reciprocamente gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e quelle legate alle esportazioni agricole.
“Il grano e l’energia sono questioni delicate per l’Ucraina e per la Russia. E sono questioni delicate per tutto il mondo. Per l’India in questo momento, per gli Emirati, l’Arabia Saudita, l’Egitto, l’Asia e molti altri Paesi. Siamo pronti a trovare un compromesso su questo”, ha dichiarato Zelensky rispondendo alle domande dei giornalisti. L’Ucraina è particolarmente vulnerabile in questa fase agli attacchi russi condotti con droni a reazione e missili balistici, a causa della carenza di sistemi in grado di intercettarli. Kiev teme inoltre una nuova campagna di bombardamenti su larga scala contro il sistema energetico in vista dell’inverno.
Zelensky: “Lavoriamo a trilaterale con Usa e Russia a settembre”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky punta a colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti già a settembre, dopo le visite a Mosca e Kiev degli inviati di Donald Trump per rilanciare i negoziati diplomatici sospesi da mesi. “Lavoreremo tutti per preparare e facilitare lo svolgimento di un incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Se tutte le parti saranno d’accordo, vorremmo che si tenesse questo autunno, forse già a settembre. Prima sarà, meglio sarà”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti.
Sindaco di Kiev: “Salito a tre il bilancio dei morti negli ultimi attacchi”
È salito a tre il bilancio dei morti negli ultimi attacchi attribuiti alla Russia su Kiev: lo ha reso noto su Telegram il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko.
Mosca: “La risposta all’espulsione dei diplomatici da Budapest sarà dura e dolorosa”
La risposta alla “lobby russofoba” a Budapest sarà “dura e dolorosa”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all’agenzia Tass, commentando l’espulsione di 10 diplomatici russi dall’Ungheria.
Zelensky: “Sede di una tv colpita da un drone a Kiev, almeno 5 feriti”
“Oggi la Russia ha colpito i media e i giornalisti. Un drone d’attacco ha colpito l’edificio dell’emittente televisiva We Are Ukraine, che fa parte del telethon United News. È accaduto in pieno giorno, mentre i giornalisti erano in diretta. L’edificio è stato parzialmente distrutto”: lo denuncia su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aggiungendo che il raid, avvenuto a Kiev, ha provocato almeno cinque feriti. “Purtroppo il numero potrebbe ancora aumentare”, ha aggiunto il leader ucraino, secondo cui il lancio di “droni ‘shaded’ contro i media segnano un nuovo capitolo nel degrado della Russia”, cui “l’Europa e il mondo devono certamente rispondere”.
Cremlino: “Kiev fomentata dagli europei, non è flessibile sui negoziati”
Il conflitto in Ucraina avrebbe potuto concludersi da tempo, ma gli ucraini “vengono provocati in modo significativo da alcuni Paesi europei” per continuare il conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, durante un briefing con i media indiani in vista del vertice BRICS a New Delhi. “Non direi che Kiev stia dimostrando molta flessibilità, e non direi nemmeno che voglia davvero porre fine a questa guerra”, ha affermato Peskov, citato dalle agenzia russe.
“Speriamo nella ripresa dei negoziati tra le tre parti: Russia, Ucraina e Stati Uniti”, ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino.
Ungheria, espulsi dieci dipendenti dell’ambasciata russa: “Attività inaccettabili”
L’Ungheria ha espulso dieci diplomatici russi per aver svolto “attività inaccettabili” ai sensi del diritto internazionale. Lo ha reso noto in un tweet la ministra degli Esteri ungherese Anita Orban. “Su mia indicazione, martedì il funzionario competente del Ministero degli Affari Esteri ha informato l’ambasciatore russo in Ungheria che, secondo la valutazione delle autorità ungheresi, 10 membri della missione russa avevano svolto in Ungheria attività inaccettabili per i diplomatici ai sensi della Convenzione di Vienna” scrive la ministra, specificando che le persone in questione sono state “invitate a lasciare l’Ungheria”. “Questa decisione – spiega – tutela la sicurezza e la sovranità dell’Ungheria. Non implica la rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia. L’Ungheria intende proseguire il dialogo necessario, basato sul rispetto reciproco e sull’osservanza delle regole”.
Zelensky punta a incontrare Trump dopo 20 settembre
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato di voler incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo il 20 settembre per discutere della difesa antimissile dell’Ucraina. Al centro dell’eventuale incontro ci sarebbe quindi il rafforzamento delle capacità di Kiev di intercettare i missili russi nella stagione invernale.
Kiev: “Gli europei seguano l’esempio di Berlino e chiudano tutte le Case russe”
È giunto il momento di seguire l’esempio della Germania e chiudere tutte le ‘Case russe’ in Europa. Non si può permettere che le reti di influenza russe continuino a operare mentre la Russia si rifiuta di porre fine alla sua guerra di aggressione”: lo afferma il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, in un messaggio su X di denuncia degli ultimi attacchi lanciati da Mosca su Kiev e altre zone dell’Ucraina.
“Nel momento in cui gli inviati per la pace del presidente degli Stati Uniti hanno lasciato il Paese, Putin ha lanciato un altro massiccio e terribile attacco contro Kiev, danneggiando aree residenziali e uccidendo almeno due persone”, ha aggiunto il ministro ucraino. “I suoi missili balistici parlano più forte delle sue parole sulla diplomazia. Un attacco dopo l’altro contro gli edifici residenziali non lo avvicina affatto alla vittoria in questa guerra: non è altro che terrore insensato”, ha inoltre affermato.
Lavrov: “No a una tregua dei raid russi contro le navi nel mar Nero”
No del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov all’introduzione di una tregua dei raid contro obiettivi civili nel Mar Nero. “E’ impossibile da verificare”, ha affermato, in una intervista al sito di notizia ‘Sama Menshova’. A Kiev “si stanno rendendo conto che non sopravviveranno all’inverno. Che qualcosa deve essere fatto. Hanno proposto ai turchi, e li hanno persuasi, a impegnarsi per introdurre una moratoria russo ucraina degli attacchi contro le navi che trasportano merci civili nel Mar Nero. Era già questa la situazione tre anni fa, quando è stata introdotta l’Iniziativa del Mar Nero proposta dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e che avevamo accettato”, ha spiegato il ministro russo.
Lavrov: “Gli inviati Usa hanno riconosciuto realtà sul terreno e escluso Kiev dalla Nato”
Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ribadito a Mosca la posizione del presidente Donald Trump che esclude un ingresso dell’Ucraina nella Nato e riconosce la realtà sul terreno, e ciò suscita una risposta positiva di Mosca, che vuole continuare il dialogo. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass.
Da Londra 100 milioni di sterline per rafforzare la difesa aerea di Kiev
Il Regno Unito destinerà 100 milioni di sterline a un pacchetto di difesa aerea per l’Ucraina, che comprende missili Patriot, altri sistemi di intercettazione, munizioni di grosso calibro e droni, da fornire prima dell’inverno. Lo rende noto il ministero della Difesa britannico. Il contributo rientra nella lista delle esigenze prioritarie dell’Ucraina coordinata dalla Nato e servirà a proteggere infrastrutture critiche, civili e forze armate dagli attacchi russi. Londra conferma inoltre l’impegno a fornire oltre 120.000 droni nel 2026: 25.000 sono già stati consegnati. Il Regno Unito ha inoltre recentemente consegnato il milionesimo proiettile di artiglieria di grosso calibro all’Ucraina e finanzierà, insieme a Germania, Danimarca, Lituania, Olanda, Norvegia e Svezia, la fornitura di decine di migliaia di munizioni di artiglieria a lunga gittata nei prossimi mesi. L’annuncio arriva in occasione della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, co-presieduta dal ministro britannico Wes Streeting e dal collega tedesco Boris Pistorius, a cui partecipano quasi 50 Paesi. Londra ha inoltre autorizzato la società MBDA a diffondere informazioni classificate sui componenti britannici dei missili Scalp/Storm Shadow, per consentire l’avvio di linee di assemblaggio in Ucraina.
Mosca: “Fermato cittadino moldavo, ha cercato di uccidere un generale”
Un cittadino moldavo è stato fermato nella regione russa di Astrakhan per il tentato assassinio di un generale, attaccato a colpi d’arma da fuoco il 3 settembre, nel distretto di Engels, regione di Saratov, dove ha sede una base dell’aviazione strategica russa. Il Servizio di sicurezza federale (Fsb) ha diffuso un video della sua testimonianza, in cui il sospettato ammette il di essere stato reclutato dai servizi segreti ucraini attraverso un annuncio di lavoro su Instagram.
“Sono stato addestrato in un poligono di tiro a Kiev. Lì mi hanno insegnato a sparare e a usare gli esplosivi. Sono stato mandato in Russia con il compito di uccidere un generale russo”, ha dichiarato il sospettato. Il cittadino moldavo ha affermato di essere arrivato in Russia passando per l’Estonia.
Secondo gli inquirenti, il contatti tra il 21enne moldavo e i servizi ucraini sarebbero avvenuti nella primavera di quest’anno. Il moldavo in seguito ha ricevuto le istruzioni tramite Telegram. Il sospettato avrebbe accettato di commettere l’omicidio in cambio di 70.000 dollari.
Secondo quanto riferito in precedenza dall’Fsb, il 3 settembre, nel villaggio di Probuzhdenie, l’aggressore avrebbe esploso almeno sei colpi contro la vittima, un militare. Le autorità russe non hanno mai confermato l’identità dell’ufficiale preso dii mira, identificata da fonti non ufficiali di alcuni canali Telegram come Nikolai Varpakhovich, comandante della 22esima Divisione bombardieri pesanti dell’Aviazione a lungo raggio.
Zelensky: “A Kiev danni ingenti su infrastrutture civili, colpite anche altre regioni”
L’Ucraina ha subito nella notte da parte della Russia “un attacco complesso” con “missili balistici, missili da crociera e antinave” e droni, con “danni ingenti” in infrastrutture civili a Kiev e diverse altre regioni colpite: lo ha riferito su X il presidente Volodymyr Zelensky. Nella capitale, ha aggiunto, due persone sono rimaste uccise e altre dieci feriti. Due persone ferite sono state segnalate anche a Kharkiv, dove è stato colpito un palazzo. Presa di mira anche la locomotiva di un treno partito da Kiev e diretto a Sumy, attaccato mentre era in una stazione di questa regione. “Per fortuna nessuno è rimasto ferito”, ha affermato Zelensky, aggiungendo che ci sono stati raid anche nelle aree di Odessa, dove è stato colpito “un normale mercato” e in quelle di Zaporizhzhia e di Dnipro. “Nonostante gli ottimi risultati ottenuti contro i missili da crociera, i missili balistici rimangono particolarmente difficili da intercettare e ogni giorno spieghiamo ai nostri partner la necessità di disporre di intercettori”, ha aggiunto il leader ucraino.
Mosca: ripresi “attacchi su industrie militari, trasporti e logistica a Kiev”
Il ministero della Difesa si Mosca ha confermato la ripresa la scorsa notte di “massicci attacchi” su Kiev e sulla sua regione con l’impiego di missili e droni, affermando che sono stati presi di mira “obiettivi del complesso militare-industriale ucraino coinvolti nella produzione e nello stoccaggio di droni e missili, centri di trasporto, logistica e distribuzione di merci militari”. Secondo il dicastero, sono stati colpiti anche siti nel porto di Chernomorsk, nella regione di Odessa, “utilizzati per lo scarico di merci militari”, nonché una petroliera “carica di carburante e lubrificanti per le forze armate ucraine”.
Autorità russe: 10 feriti, fra cui tre bambini, nell’attacco su Saratov
Almeno dieci persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite nell’attacco con droni attribuito alle forze ucraine su Saratov, in Russia: lo ha riferito il governatore di questa regione sud-occidentale russa, Roman Busargin, citato dalla Tass. Sei di queste persone sono state ricoverate in ospedale, apparentemente senza essere in pericolo di vita, ha aggiunto.
Polonia, operazioni aree preventive dopo raid russi
L’esercito polacco ha annunciato di aver avviato operazioni aeree preventive in risposta agli attacchi russi contro l’Ucraina. Le operazioni coinvolgono l’aviazione militare polacca e hanno portato alla chiusura temporanea degli aeroporti di Lublino.
Attacco con droni russi su Kiev, 2 vittime e 7 feriti
Due persone sono morte nell’attacco notturno su Kiev, che ha provocato incendi in tutta la città e danni a edifici residenziali e a una scuola. Almeno sette persone sono rimaste ferite, tre delle quali ricoverate in ospedale, secondo quanto riferito dalle autorità locali.
Droni ucraini sulla Russia, colpita Saratov. Ci sono vittime
La città russa di Saratov è stata colpita da un attacco di droni, con danni alle infrastrutture civili e segnalazioni preliminari di vittime. Lo ha riferito, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax, il governatore della regione, Roman Busargin. “Le infrastrutture civili – ha dichiarato – sono state danneggiate. Tutti i servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. Le segnalazioni preliminari indicano la presenza di vittime.
L’attacco notturno di Putin su Kiev, Odessa e Sumy
Mentre il mondo sperava che la visita degli inviati di Donald Trump riaprisse il dialogo di pace, Vladimir Putin ha lanciato un attacco notturno devastante contro Kiev, Odessa e altre città. Dopo una lunga serie di droni kamikaze, dalle quattro – ora locale – sulla capitale sono piovute più ondate di missili. La prima è stata composta di ipersonici Zircon e balistici Iskander M che hanno colpito impianti elettrici, depositi ed edifici anche in pieno centro. Due colossali colonne di fumo si sono alzate dopo l’esplosione di magazzini logistici e i roghi hanno infuocato il cielo. Un complesso scolastico è stato incendiato nel quartiere Golosiivskyi mentre si cercano superstiti nelle macerie di un condominio. I canali Telegram parlano di venticinque missili scoppiati nella metropoli. Più o meno negli stessi minuti sono piombati ordigni balistici pure a Odessa e a Sumy. Dopo mezz’ora sono cominciati ad arrivare i cruise XH101 scagliati da almeno cinque bombardieri e i Kalibr sparati dalla costa del Mar Nero contro bersagli in diverse località. L’allarme generale era scattato già in serata dopo le segnalazioni sugli spostamenti dei bombardieri strategici verso gli aeroporti da cui partono i raid. Sono stati avvistati i movimenti di dieci tra Tupolev 95 e 160 in grado di trasportare fino 40 cruise. A Kiev la popolazione è corsa in massa nelle gallerie della metropolitana, dove ci sono state difficoltà nel gestire l’afflusso delle persone.
di Gianluca Di Feo
Ucraina, Media: “Forti esplosioni su Kiev”
Una serie di “forti esplosioni” è stata avvertita a Kiev nelle prime ore di oggi, alla ripresa dei raid russi contro la capitale ucraina dopo una pausa di tre giorni. Le esplosioni hanno fatto scattare gli allarmi delle auto nel centro della città, secondo quanto riferito dai giornalisti di Afp presenti sul posto, dopo che l’amministrazione militare di Kiev aveva diramato un allarme aereo.
Ucraina: riprendono i raid russi su Kiev dopo la tregua
La Russia ha ripreso gli attacchi su Kiev dopo la scadenza della tregua concessa per la visita nella capitale ucraina degli inviati statunitensi. “I russi hanno attaccato i distretti di Boryspil e Fastiv con i droni”, ha scritto il Servizio di emergenza statale dell’Ucraina su Telegram.
Ucraina: dopo le accuse di corruzione si dimette il procuratore generale Kravtchenko
Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko si è dimesso oggi dopo le perquisizioni effettuate nel fine settimana nel suo ufficio, nell’ambito di un’indagine sul redditizio settore dei call center fraudolenti. L’Agenzia Anticorruzione ucraina (Nabu) e la Procura Speciale (Sap) hanno annunciato sabato di aver scoperto una rete di riciclaggio di denaro “guidata da un funzionario della Procura Generale” e di aver condotto delle perquisizioni. Secondo gli inquirenti, le tangenti venivano utilizzate per l’acquisto di immobili, gioielli e altri beni di valore, secondo la Nabu. “Ho presentato le mie dimissioni dalla carica di Procuratore Generale”, ha annunciato Kravchenko lunedì in un messaggio su Telegram. “Non voglio che la Procura Generale venga usata come strumento in uno scontro politico. La mia posizione riguardo alle accuse rimane invariata”, ha aggiunto.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


















