A tagliare il nastro è la sindaca Emma Donnini, insieme alla sua giunta, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla dirigente dell’istituto comprensivo Angela Surace, al personale scolastico e ai rappresentanti dell’impresa e degli studi tecnici che hanno trasformato il progetto in un edificio concreto. Ci sono anche la consigliera regionale Brenda Barnini, il senatore Dario Parrini, il consigliere politico del presidente Giani ed ex sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli e diversi consiglieri comunali, appartenenti sia all’attuale consiliatura sia a quella precedente. È una presenza numerosa, che racconta quanto questa scuola sia attesa e quanto il suo arrivo coinvolga una comunità che per generazioni ha visto crescere i propri bambini nell’edificio storico, distante appena pochi passi dal nuovo plesso.
La vecchia scuola appartiene alla memoria di tante famiglie; la nuova, invece, prova a costruire quella che verrà. La differenza si vede già nella posizione: il nuovo edificio è stato realizzato in un’area più sicura, lontana dalla strada provinciale Pesciatina, e inserita nel contesto naturalistico delle Cerbaie. Non è soltanto una scelta urbanistica, ma parte integrante della filosofia con cui è stata pensata “La casetta nel bosco”: portare i bambini a vivere la scuola anche attraverso il rapporto con l’ambiente che la circonda. “Oggi consegniamo alla comunità un luogo bello, accogliente e pensato per il futuro dei nostri bambini”, dice la sindaca Emma Donnini, sottolineando come l’investimento rappresenti una scelta precisa dell’amministrazione: puntare sull’educazione e sulla qualità degli spazi destinati alle nuove generazioni. Dietro questa inaugurazione ci sono anni di lavoro, progettazione e ricerca di risorse.
La scuola, infatti, è stata realizzata con un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro, grazie ai finanziamenti europei del PNRR e ai fondi statali del GSE. Un esempio concreto di come le risorse pubbliche possano trasformarsi in un servizio che entra direttamente nella vita quotidiana delle famiglie. Anche Eugenio Giani guarda all’edificio con soddisfazione. Il presidente della Regione, che nella stessa giornata ha inaugurato tre nuovi edifici scolastici, rivendica la scelta di aver creduto nel PNRR e definisce quella di Le Vedute una delle scuole più belle realizzate in Toscana grazie a quelle risorse. “Una bellissima scuola”, dice, sottolineando la sensibilità della sindaca sul tema dell’edilizia scolastica. E mentre gli adulti parlano di finanziamenti, progettazione e investimenti, il vero senso della giornata è tutto in ciò che accadrà pochi giorni dopo: l’ingresso dei bambini. Dal 15 settembre saranno loro a riempire le aule, i corridoi e gli spazi esterni, trasformando un edificio appena inaugurato in una scuola vera. La dirigente dell’istituto comprensivo Fucecchio, Angela Surace, guarda proprio a questo passaggio. I nuovi ambienti, spiega, offriranno condizioni più favorevoli alla crescita e permetteranno alle insegnanti di sviluppare una didattica ancora più orientata verso l’esterno, sfruttando gli spazi all’aperto e il rapporto con la natura.
“Nell’istituto comprensivo Fucecchio la realtà delle scuole dell’infanzia è sempre al primo posto”, ricorda la dirigente, indicando nell’inaugurazione l’inizio di una nuova fase. La struttura è stata progettata per due sezioni, ciascuna dotata di spogliatoio, servizi igienici e accesso diretto agli spazi esterni destinati alle attività all’aperto. È stata inoltre prevista la possibilità di realizzare in futuro una terza sezione. Ma è soprattutto la forma dell’edificio a raccontare l’idea che sta alla base del progetto: una scuola a pianta ellittica, caratterizzata da un doppio volume centrale, pensata per integrarsi nel paesaggio e accompagnare le attività dei bambini. A raccontare il percorso progettuale è l’architetto Chiara Maestrelli, dello studio dell’ingegner Luca Bartolini, che ha seguito la parte edile, mentre l’ingegner Paolo Bartolucci si è occupato degli impianti meccanici ed elettrici. Il progetto esecutivo è entrato nel vivo nel 2022 e da allora l’idea ha preso progressivamente forma, fino a diventare l’edificio che oggi si apre alla comunità. Le caratteristiche tecniche sono quelle di una struttura progettata con particolare attenzione alla sostenibilità: elevate prestazioni termiche e acustiche, soluzioni costruttive ad alta efficienza energetica, pompa di calore, pannelli radianti a pavimento e un impianto fotovoltaico da 13 kWp installato sulla copertura. La scuola è classificata nZEB, Near Zero Energy Building, una scelta che guarda non soltanto al presente ma anche ai consumi e all’impatto ambientale negli anni a venire. È una scuola che cerca dunque di tenere insieme esigenze diverse: sicurezza, efficienza energetica, qualità degli ambienti e rapporto con la natura. Anche la benedizione del parroco, don Castel, accompagna questo passaggio simbolico, prima che l’edificio venga consegnato definitivamente ai suoi veri protagonisti.
Nel frattempo, tra le autorità e le famiglie, emerge un’altra dimensione dell’inaugurazione: quella della memoria. Il vecchio edificio scolastico, a pochi passi, ha visto passare generazioni di bambini e bambine della zona. Il nuovo plesso non cancella quella storia, ma le affianca una nuova pagina. “Questa scuola sarà un orgoglio per tutte queste famiglie”, osserva il senatore Dario Parrini, richiamando anche lui il ruolo delle risorse del PNRR. Brenda Barnini insiste invece sul significato più ampio di ogni investimento scolastico: dietro una scuola, osserva, c’è un intero sistema costruito attorno ai bisogni educativi dei bambini. Ed è forse proprio questo il senso della giornata a Le Vedute. Non soltanto inaugurare un edificio, ma consegnare alla comunità uno spazio nel quale educazione, socialità e ambiente possano incontrarsi ogni giorno. “La casetta nel bosco” nasce così: con due sezioni pronte ad accogliere i più piccoli, grandi aperture verso l’esterno, tecnologie pensate per ridurre i consumi e una posizione immersa nel paesaggio delle Cerbaie. Ancora vuota, ordinata e silenziosa durante l’inaugurazione, la scuola aspetta soltanto di essere riempita dalle voci dei bambini.
Saranno loro, a partire dal 15 settembre, a dare finalmente un senso compiuto a stanze, colori, spazi e giardini. E sarà allora che “La casetta nel bosco” smetterà di essere un progetto, un’opera pubblica o una scuola appena inaugurata: diventerà, semplicemente, la scuola di una nuova generazione di bambini di Le Vedute.
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