Le municipalizzate che tengono in piedi Molfetta – L’altra Molfetta


Le recenti nomine firmate dal sindaco Manuel Minervini alla guida di ASM, Molfetta Multiservizi e MTM, offrono l’occasione per fare un po’ di chiarezza su tre sigle che i molfettesi incontrano ogni giorno nel bidone della differenziata, nella buca sistemata sotto casa, sull’autobus che porta in centro, ma delle quali si conosce spesso poco la storia, la natura giuridica e le tappe che le hanno portate alla forma attuale. Tre società, tre missioni distinte, un’unica matrice: il Comune di Molfetta come socio unico e, in due casi su tre, un ceppo comune che affonda le radici negli anni Sessanta del secolo scorso.
Ma di cosa si occupano, in breve, le tre Società?
ASM (Azienda Servizi Municipalizzati) gestisce il ciclo dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata porta a porta, gli Ecopoint e alcuni servizi ambientali a pagamento (derattizzazione, bonifiche, ritiro ingombranti).
Molfetta Multiservizi si occupa della manutenzione della città nelle sue componenti materiali, nella fattispecie: verde pubblico, strade e marciapiedi, segnaletica, pulizia degli edifici comunali, illuminazione pubblica, canile e, dal 2019, i parcheggi a pagamento.
MTM (Mobilità e Trasporti Molfetta) gestisce il trasporto pubblico urbano su gomma, con otto linee di autobus, il servizio turistico, l’intermodalità con il treno e, dal 2024, anche gli ausiliari della sosta.
Tutte e tre sono oggi Società a responsabilità limitata interamente partecipate dal Comune di Molfetta e operano in regime di affidamento “in house providing”. Il Comune, cioè, le controlla in modo analogo a come farebbe con un proprio ufficio interno, e per questo può affidare loro direttamente i servizi senza passare da una gara pubblica. È un assetto che si è però formato per gradi, con percorsi diversi per ciascuna società, e che vale la pena ricostruire.

ASM: dalla nettezza urbana del 1965 alla Srl di oggi
La storia di ASM comincia il 1° settembre 1965, quando nasce l’Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana (AMNU), costituita in base alla normativa dell’epoca sull’assunzione diretta dei servizi pubblici da parte di Comuni e Province, ossia il regio decreto del 1925 che per buona parte del Novecento ha disciplinato le municipalizzate italiane. Il compito originario era la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti urbani e, curiosamente per gli standard di oggi, anche il trasporto delle carni macellate fresche, un servizio tipico delle aziende municipali di allora, quando i Comuni gestivano direttamente anche macelli e mercati generali.
Dal 2 gennaio 1967 l’AMNU assume pure la gestione dei trasporti urbani, che fino a quel momento non esistevano come servizio strutturato. È la stessa azienda che nel 1967 mette su strada i primi autobus di linea a Molfetta (la storia di quel ramo diventerà poi quella di MTM, di cui parliamo più avanti). Per oltre trent’anni, dunque, igiene ambientale e trasporto pubblico convivono sotto lo stesso tetto aziendale.
Il vero salto di qualità giuridico arriva con la legge 142 del 1990, la riforma dell’ordinamento delle autonomie locali che consente ai Comuni di trasformare le vecchie aziende municipalizzate in “aziende speciali”, enti dotati di personalità giuridica propria, autonomia imprenditoriale e un proprio statuto. È in questo passaggio che l’AMNU cambia nome e diventa Azienda Servizi Municipalizzati (ASM), assumendo la configurazione di azienda speciale dell’ente locale per la gestione integrata di ambiente e trasporti.
Il 29 novembre 2001 arriva la separazione delle due anime dell’azienda. Con atto del Commissario Straordinario n. 109 del 29 marzo 2001, viene deliberata la scissione del ramo “trasporti urbani”, che confluisce nella neocostituita Mobilità e Trasporti Molfetta SpA. ASM resta così concentrata esclusivamente sul settore ambientale, la sua vocazione originaria.
Il decennio successivo porta l’ultima trasformazione di forma societaria. Infatti, da azienda speciale, ASM diventa Società di capitali a responsabilità limitata, un passaggio che secondo l’archivio storico dell’azienda risale al 2012 (la delibera è datata 18 aprile 2012) e che viene reso pienamente operativo nel biennio successivo. Nel novembre 2013 l’azienda annuncia formalmente il cambio di veste giuridica e, nello stesso mese, la nomina di Paolo Ragno a presidente della neonata ASM Srl. Da allora la governance si è più volte rinnovata fino all’ultimo Cda uscente, prima delle nomine di agosto 2026, quando era guidato dalla presidente Adele Claudio.
Il testo dello Statuto oggi in vigore, consultabile sul sito aziendale, si articola in ventiquattro punti che ne definiscono l’intera architettura di governo: dalla denominazione e dall’oggetto sociale (articoli 1-4) alle modalità di affidamento dei servizi in house (articolo 5), passando per capitale sociale e finanziamento dei soci (articoli 6-7), gli organi sociali – assemblea dei soci e consiglio di amministrazione, con le rispettive competenze, modalità di convocazione e poteri (articoli 10-21) – fino alle norme su conflitto di interessi, direttore generale, esercizio del controllo analogo da parte del Comune socio unico e organo di controllo e revisione legale (articoli 19, 22-24). È proprio l’articolo 23, dedicato al controllo analogo, a formalizzare quel rapporto di dipendenza gestionale dal Comune che giustifica l’affidamento diretto dei servizi senza gara.
Oggi ASM conta un organico di oltre 100 unità e un impianto di prima lavorazione e stoccaggio dei materiali della raccolta differenziata, per la quale l’azienda ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti. Oltre al servizio pubblico di igiene urbana, la società eroga anche alcune prestazioni a pagamento per i privati: bonifica di aree, derattizzazione e disinfestazione, trasporto acque, ritiro di ingombranti oltre le soglie di quantità e peso previste per il servizio gratuito.

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