26 agosto 2026 – ore 16:30 – Premessa – Mentre le tensioni tra Turchia e Israele non si placano, e la crisi tra Iran e Stati Uniti non trova una soluzione, oggi concentreremo la nostra attenzione sulla crisi Ucraina dove gli attacchi in profondità continuano da ambo le parti, mentre sul fronte, le forze russe avanzano nella martoriata e vasta regione del Donbas. In tale contesto, e malgrado le dichiarazioni feroci espresse anche recentemente da Finlandia e Regno Unito, le diplomazie continuano a lavorare, evidenziando, tra l’altro, che i rapporti tra Russia e Stati Uniti non si sono mai interrotti. La recente e riservatissima visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca, ne rappresenta una palese evidenza. Ovviamente, nessuna dichiarazione in merito alla visita a Mosca di Ratcliffe da parte del Dipartimento di Stato USA e neppure, conseguentemente, dal Ministero degli Esteri russo. Non dobbiamo neppure sottovalutare le rinnovate relazioni diplomatiche avviate tra il Vaticano e la Russia, esplicitate, come vedremo, in un intenso incontro di vertice a Mosca; colloqui che, verosimilmente, potrebbe essere prodromici anche a un possibile sviluppo di riunioni internazionali riservate, condotte trasversalmente grazie all’intercessione della Santa Sede. Analizzeremo pertanto la recente visita a Mosca del Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, monsignor Paul Richard Gallagher, senza dimenticare che a Mosca sono in corso contestualmente colloqui tra la Russia e l’India.
Sul fronte ucraino, invece, merita evidenziare che l’Alta Corte anti-corruzione di Kiev ha stabilito per l’ex vicecapo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky, la nota Iryna Mudra, la custodia cautelare per 60 giorni e il pagamento di una cauzione di 20 milioni di grivne, circa 400 mila euro; un ennesimo tassello che scuote ulteriormente la non più granitica leadership di Zelensky.
Tuttavia, il prode e astuto guitto di Kiev, Vladimir Zelensky, malgrado in queste ultime settimane sia stato sottoposto a diversi e ripetuti attacchi interni – continui scandali, manifestazioni di piazza e faide politiche interne – continua a godere pienamente del sostegno della “nomenclatura”, per cui, al momento, non sembrano emergere indicatori tali da far prevedere la caduta del brillante Capo di stato ucraino.
In tale contesto, desidero proporvi infine due brevi editoriali, il primo redatto da una funzionaria ucraina, e il secondo dall’ex ministro della Difesa Fedorov, entrambi decisamente meritevoli di attenzione, perché esprimono compiutamente alcuni elementi essenziali della reale situazione esistente in Ucraina.
Dichiarazioni del Ministro degli Esteri Sergey Lavrov in una conferenza stampa congiunta a seguito dei colloqui con l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, Mosca, 25 agosto 2026
“Signore e signori,
L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ed io abbiamo avuto colloqui molto dettagliati e approfonditi. Sono lieto di dare nuovamente il benvenuto a Mosca al mio collega: ci siamo incontrati qui l’ultima volta nel novembre 2021.
Abbiamo constatato con piacere che, nonostante i drastici cambiamenti intervenuti nel contesto geopolitico da allora, le relazioni tra la Federazione Russa e il Vaticano continuano a essere caratterizzate da fiducia, amicizia e pragmatismo.
Accogliamo con favore il prossimo incontro tra il Segretario della Santa Sede e il Metropolita Antonio di Volokolamsk, responsabile del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca. L’incontro mira a dare nuovo slancio al dialogo inter-ecclesiale che sosteniamo.
Come sapete, stamattina l’Arcivescovo Paul Gallagher ha partecipato alla cerimonia di deposizione di una corona di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto alle Mura del Cremlino. Desidero esprimere la nostra gratitudine alla Santa Sede per il rispetto dimostrato nei confronti della memoria dei soldati sovietici caduti e per gli immensi sacrifici compiuti dalla nostra nazione multietnica nella lotta contro il nazismo. Questo è particolarmente significativo nel contesto dei crescenti tentativi in Europa di rivedere gli esiti della Seconda Guerra Mondiale e di falsificarne la storia – e, soprattutto, in un contesto in cui il neonazismo sta rialzando la testa in molti paesi europei, anche attraverso l’incitamento e l’armamento del regime di Kiev per continuare la sua guerra contro la Federazione Russa, la nostra storia comune e la storia del suo stesso popolo.
Abbiamo ringraziato i nostri colleghi per la loro posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina e nelle aree circostanti. Abbiamo illustrato l’approccio di principio della Russia per la risoluzione della crisi ucraina, che si basa sull’affrontare le sue cause profonde.
Abbiamo ribadito il nostro apprezzamento per l’impegno attivo del Vaticano nella risoluzione di numerose e urgenti questioni umanitarie derivanti dal conflitto in Ucraina, nonché il nostro reciproco impegno a proseguire la cooperazione bilaterale in questo ambito, anche sul “dossier dei bambini”, la questione estremamente delicata che riguarda i minori ucraini.
Purtroppo, proprio durante i nostri colloqui – e come accade quotidianamente – il regime di Kiev ha continuato a dimostrare una crudeltà sfacciata, prendendo di mira i bambini. Un altro crimine atroce si è verificato nelle prime ore del 24 agosto nel Territorio di Krasnodar, in Adighezia e nel Daghestan, dove dei bambini hanno perso la vita a seguito di un massiccio attacco delle Forze Armate ucraine contro obiettivi civili. Un attacco simile con droni si è verificato a Nizhnekamsk, dove sono stati uccisi anche civili, tra cui bambini. E, naturalmente, non dimenticheremo mai – e chiederemo giustizia – per il sanguinoso attentato terroristico perpetrato dal regime di Zelensky a Starobelsk.
Abbiamo inoltre discusso della posizione dell’Ucraina riguardo alla lingua russa, all’istruzione, ai media e alla cultura in generale. È l’unico Paese in cui una lingua è stata vietata. In nessun altro luogo al mondo è mai successo qualcosa di simile.
Ci auguriamo che, nei loro contatti con la controparte ucraina, i nostri colleghi del Vaticano prestino attenzione a queste problematiche, nonché alle azioni del regime di Kiev, che sta perseguendo per via legislativa lo smantellamento della Chiesa ortodossa ucraina canonica. A tal proposito, il nostro Ministero ha recentemente – solo pochi giorni fa – pubblicato un rapporto intitolato “Azioni illegali del regime di Kiev contro la Chiesa ortodossa ucraina, il suo clero e i suoi fedeli”. Si tratta del terzo rapporto di questo tipo. Il documento è stato inviato alle organizzazioni internazionali competenti: le Nazioni Unite e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Ne stiamo condividendo una copia con i nostri colleghi del Vaticano.
Abbiamo inoltre discusso delle crisi in Medio Oriente, in Africa e in altre regioni del mondo. Siamo unanimi nel ritenere che debbano essere risolte attraverso mezzi politici e diplomatici, affrontando le cause profonde e tenendo conto dei legittimi interessi di tutte le parti coinvolte. Noi, come il Vaticano, sosteniamo il rispetto dei principi fondamentali del diritto internazionale e dei precetti della Carta delle Nazioni Unite, che devono essere osservati nella loro interezza e nella loro interrelazione.
Abbiamo riconosciuto la convergenza delle nostre posizioni in merito alla tutela dei valori tradizionali. Riteniamo che le complesse problematiche legate all’intelligenza artificiale possano diventare un ulteriore ambito di dialogo con il Vaticano. Oggi abbiamo discusso in modo approfondito le tendenze nel campo dell’intelligenza artificiale, comprese le sue applicazioni militari. Le nostre posizioni coincidono. Abbiamo concordato di continuare ad esaminare a fondo questo tema a livello di esperti e di coordinare le nostre azioni in occasione di eventi internazionali sull’argomento.
Abbiamo informato l’arcivescovo Gallagher della disponibilità della Russia a riprendere la pratica delle consultazioni politiche a livello di viceministro degli esteri, nonché delle consultazioni mirate tra i nostri ministeri degli esteri su questioni specifiche a livello di esperti.
Credo che questa sia stata una conversazione molto produttiva. Ringrazio il mio collega e ora gli cedo la parola”.
https://mid.ru/en/foreign_policy/news/2136072/
Vaticano: Gallagher a Mosca – la guerra deve finire
Al termine di un lungo colloquio con il ministro degli esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, il segretario per i Rapporti con gli Stati ha rilasciato una dichiarazione nel corso della conferenza stampa congiunta in cui ha ribadito l’appello di Papa Leone XIV a porre fine alla guerra e alle sofferenze delle popolazioni civili. La Santa Sede, ha detto Gallagher, è pronta a sostenere ogni sforzo per il raggiungimento della pace nell’attuale contesto internazionale.
Nel corso dell’incontro bilaterale svoltosi presso la sede di rappresentanza del Ministero degli Esteri a Mosca, martedì 25 agosto, il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, monsignor Paul Richard Gallagher, e il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Segey Lavrov, hanno individuato diversi punti di convergenza sulle principali questioni internazionali, concordando sull’importanza di proseguire il dialogo tra la Federazione Russa e la Santa Sede. Tra i temi di interesse bilaterale anche le questioni relative alla comunità cattolica in Russia e le iniziative di carattere umanitario per avviare un percorso di pace tra la Russia e l’Ucraina.
Negoziati e impegno umanitario
Al termine dell’incontro cui ha preso parte il nunzio apostolico, monsignor Giovanni d’Aniello, durato oltre un’ora, monsignor Gallagher e il ministro Lavrov hanno rilasciato di fronte alla stampa le rispettive dichiarazioni. L’alto rappresentante della Santa Sede ha ricordato l’appello di Papa Leone XIV a porre fine alle ostilità tra Russia e Ucraina ed avviare “autentici negoziati” con il sostegno della comunità internazionale. Per Gallagher, “la posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con mezzi militari.” Pertanto, ha affermato, “è essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico”. L’esponente della diplomazia della Santa Sede ha, inoltre, invitato Russia e Ucraina a mostrare segni di apertura e buona volontà, e a rispettare il diritto internazionale e umanitario, in particolare per quanto riguarda i civili, le infrastrutture, i feriti e i prigionieri di guerra.
La guerra deve finire
“Per essere chiari – ha detto monsignor Galagher in relazione alla questione ucraina -: questa guerra deve finire”. Il numero di vittime da entrambe le parti continua a crescere costantemente a causa delle ostilità e così le sofferenze delle popolazioni civili. “È urgente e necessario – ha ribadito l’alto prelato – terminare le ostilità e pianificare le relazioni future per non rimanere prigionieri dei torti del passato” e togliere ossigeno all’odio.
Intensificare la collaborazione tra Russia e Santa Sede
Il ministro degli Esteri Lavrov, mostrando apprezzamento per l’apertura della Santa Sede al dialogo con la Russia e l’impegno per la pace, ha dichiarato di concordare con l’omologo vaticano sulla necessità di intensificare la collaborazione nelle questioni umanitarie legate al conflitto. Lavrov ha definito il colloquio “molto utile”.
L’impegno della Santa Sede per la pace
“Qualsiasi risultato concreto in ambito umanitario – ha sottolineato il segretario per i Rapporti con gli Stati – contribuirà ad alleviare le sofferenze e permetterà il ristabilimento di un minimo di fiducia tra le parti in conflitto”. In questo senso è stata ricordata l’importanza della prossima missione del cardinale Zuppi in Russia. Da parte della Santa Sede, ha proseguito l’arcivescovo, viene ribadita la volontà di continuare a contribuire alla costruzione di spazi di dialogo, rafforzando gli sforzi umanitari e offrendo i propri “buoni uffici” nel perseguimento della pace.
Il ruolo delle Chiese nella costruzione della pace
Nel corso del colloquio con il ministro Lavrov, monsignor Gallagher ha voluto ricordare l’importante ruolo delle chiese e delle comunità ecclesiali locali in favore dei più fragili, in spirito di riconciliazione. In questo contesto il segretario per i rapporti con gli Stati ha voluto anche ricordare la condizione ed i bisogni della Chiesa cattolica nella Federazione Russa con particolare riguardo alla cura pastorale dei fedeli e lo svolgimento di attività caritative da parte delle comunità ecclesiali e religiose.
Il dialogo con il patriarcato di Mosca
Nella serata di martedì il segretario per i Rapporti con gli Stati ha poi incontrato il metropolita Antonij di Volokolamsk, responsabile per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, con cui sono stati discussi temi di interesse comune, anche alla luce dell’attuale contesto regionale. Il metropolita Antonij ha espresso la propria soddisfazione per i costanti e cordiali contatti tra le due Chiese e la Santa Sede.
Russia: Incontro con il Ministro degli Affari Esteri dell’India, Subrahmanyam Jaishankar ( 24 e 25 agosto 2026)
Desidero proporvi alcuni brani delle dichiarazioni ufficiali a margine dell’incontro a Mosca con una delegazione indiana guidata dal ministro degli Affari Esteri, Subrahmanyam Jaishankar.
Tralasciando il linguaggio diplomatico, emerge chiaramente l’esistenza di ottimi rapporti tra Mosca e Nuova Delhi. Ricordando ai pochi distratti del web che l’India oggi rappresenta la quarta potenza economica mondiale, tale situazione testimonia, tra l’altro, il fallimento della strategia occidentale nel tentare inutilmente di isolare sotto il profilo diplomatico ed economico la Russia.
Leggiamo alcuni stralci, con particolare riferimento alle dichiarazioni espresse dalla parte indiana.
Putin ha ricevuto al Cremlino il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica dell’India e Copresidente della Commissione intergovernativa Russia-India per la cooperazione commerciale, economica, scientifica, tecnica e culturale, Subrahmanyam Jaishankar.
Alla riunione, in rappresentanza della Russia, erano presenti anche il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov , il Primo Vice Primo Ministro e Co-Presidente della Commissione Russia-India per la Cooperazione Commerciale, Economica, Scientifica, Tecnica e Culturale Denis Manturov , il Vice Capo di Gabinetto dell’Ufficio Esecutivo Presidenziale Maxim Oreshkin e l’Assistente del Presidente Yury Ushakov .
Per la parte indiana, hanno partecipato all’incontro anche l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dell’India in Russia Vinay Kumar e il Segretario Aggiunto per la Divisione Eurasia del Ministero degli Affari Esteri indiano Mayank Singh.
Presidente della Russia Vladimir Putin:
Signor Ministro, colleghi, sono lieto di vedervi.
La vostra visita odierna dimostra l’alto livello delle relazioni che Russia e India hanno raggiunto negli ultimi decenni. Abbiamo proseguito su questa strada a tutti i livelli, collaborando a livello governativo, stringendo legami interparlamentari più stretti e tra gli operatori economici.
Sono lieto di constatare che gli scambi commerciali tra i nostri due Paesi sono aumentati quest’anno. Gran parte del merito va al Primo Ministro Narendra Modi, considerando il suo impegno nel seguire da vicino lo sviluppo delle relazioni tra Russia e India.
All’inizio di questa conversazione, vorrei chiederle di trasmettere i miei migliori auguri al signor Modi. Spero di incontrarlo presto, come programmato, nell’ambito della nostra collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Sembra che i nostri impegni ci permetteranno di incontrarci nuovamente quest’anno.
Siamo molto lieti di vederla, signor Ministro.
All’ordine del giorno ci sono molti punti, che vanno ben oltre le forniture energetiche. Tra questi, le spedizioni di fertilizzanti. Stiamo facendo tutto il possibile per risolvere questo problema a beneficio degli agricoltori indiani e del settore agricolo del Paese. La Russia sta ampliando le sue esportazioni ed è pronta a continuare su questa strada. Ci sono anche altre questioni riguardanti l’energia nucleare, la cooperazione nell’alta tecnologia e altri settori: sono tutte all’ordine del giorno e su tutti questi fronti si sono registrati progressi costanti. Benvenuto, signor Ministro.
Ministro degli Affari Esteri dell’India Subrahmanyam Jaishankar:
Grazie, signor Presidente.
Permettetemi innanzitutto di trasmettervi i migliori auguri del Primo Ministro Narendra Modi. Eccellenza, mi ha affidato una comunicazione personale, che vorrei consegnarvi.
Questa mattina abbiamo avuto una riunione della Commissione intergovernativa. Credo che, nel complesso, abbiamo un buon rapporto da presentarvi. Penso che la nostra cooperazione economica, il commercio, l’energia, i fertilizzanti, il nucleare e anche altri settori – sarei lieto di parlarne in dettaglio – ma nel complesso, credo che la nostra cooperazione economica sia cresciuta in modo molto significativo.
Il Primo Ministro Modi non vede l’ora di incontrarvi al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e poi di darvi il benvenuto in India per il vertice dei BRICS. E, a tempo debito, in base alle vostre reciproche disponibilità, di organizzare il vertice annuale.
Quindi, Eccellenza, credo che abbiamo un quadro di cooperazione molto solido da presentare. E ancora una volta La ringrazio molto per l’onore di ricevermi oggi.
http://en.kremlin.ru/events/president/news/80576
Russia: Il portavoce del Cremlino Peskov sugli aerei statunitensi a Mosca e sui termini dell’accordo in Ucraina
Le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb e del primo ministro britannico Andy Burnham sulla sconfitta della Russia, l’atterraggio di un aereo statunitense a Mosca, la visita del segretario vaticano per i rapporti con gli Stati Paul Richard Gallagher e il decreto presidenziale che autorizza l’amministrazione temporanea delle infrastrutture sono stati i principali argomenti del briefing del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Un aereo statunitense atterra a Mosca.
Peskov ha dichiarato di non avere informazioni sull’aereo da trasporto militare statunitense atterrato a Mosca: “No, non ho queste informazioni.”
Non sono previsti incontri con rappresentanti dell’amministrazione statunitense al Cremlino questa settimana: “No, non ci sono piani di questo tipo.”
Visita di un diplomatico vaticano
Il Cremlino è fiducioso che il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, discuteranno della questione ucraina durante il loro incontro: “Non ho dubbi che la questione ucraina verrà sollevata nell’incontro tra il ministro degli Esteri russo e il capo del servizio diplomatico vaticano”.
Decreto sulle infrastrutture critiche
Le autorità intensificheranno le misure di sicurezza presso le infrastrutture critiche. “Ci troviamo di fronte a una chiara minaccia di attacchi con droni contro infrastrutture critiche e strutture essenziali per il benessere economico e sociale del nostro Paese “.
Il Primo Vice Primo Ministro Denis Manturov ha fornito chiarimenti dettagliati in merito al decreto presidenziale che consente l’amministrazione temporanea di infrastrutture per affrontare specifiche questioni di sicurezza:
Le dichiarazioni di Stubb e Burnham sulla Russia
Le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb e del primo ministro britannico Andy Burnham sulla sconfitta della Russia sono “un grandissimo inganno”: “A quanto pare, si rifiutano di riconoscere la realtà dei fatti”.
“Queste dichiarazioni non fanno altro che sorprendere, dato che solo poche settimane fa il presidente finlandese aveva affermato che le relazioni con la Russia dovevano essere ripristinate prima o poi. Aveva detto che sarebbe stato meglio farlo prima piuttosto che dopo.”
“Queste dichiarazioni dimostrano che questa politica bellicosa e aggressiva nei confronti del nostro Paese prosegue. Di conseguenza, dobbiamo prendere provvedimenti e garantire la nostra sicurezza.”
Stubb, come Burnham, è un rappresentante di spicco del “partito della guerra”: “Si sono distinti negli ultimi giorni con dichiarazioni così bellicose. Vogliono che la guerra continui.”
Termini per un accordo in Ucraina
La Russia non solo conta sulla vittoria nell’operazione militare speciale, ma è fiduciosa di prevalere e continua l’operazione poiché mancano le condizioni per una soluzione pacifica: “Vi posso assicurare che non solo contiamo su questa vittoria, ma siamo fiduciosi che arriverà”.
L’amministrazione esterna del Donbass proposta dall’Ucraina è impossibile perché la regione fa parte della Russia: “È improbabile che una terza parte possa governare una regione russa”.
Mosca ha ripetutamente affermato che il dispiegamento di contingenti militari della NATO in Ucraina è inaccettabile per la Russia: “Abbiamo ripetutamente ribadito la nostra posizione a vari livelli, ovvero che il dispiegamento di contingenti militari stranieri provenienti dai paesi della NATO in Ucraina è per noi inaccettabile”.
https://tass.com/politics/2177495
Ucraina: Il caso Mudra – Il merito per lo Stato non è un’indulgenza
VI propongo stralci di un breve editoriale scritto da Daria Kaleniuk, Direttore esecutivo del Centro anticorruzione ucraino, oggetto, per altro, di ampia discussione a Kiev perché fa emergere certamente il forte sentimento nazionalista ucraino, accompagnandolo tuttavia da una profonda amarezza per la corruzione dilagante nei gangli di vertice dello stato.
Leggiamo insieme:
“Le buone azioni compiute per lo Stato in tempo di guerra non costituiscono un’occasione di corruzione per gli alti funzionari.
La vicenda che coinvolge NABU e SAPO e che riguarda Iryna Mudra è per me personalmente molto dolorosa.
Nonostante la sporcizia che mi circonda, ho sempre creduto nelle persone. Che il loro lato migliore riuscirà a superare le allettanti tentazioni distruttive.
Mentre ricopriva ancora la carica presso il Ministero della Giustizia, Iryna Mudra si adoperò in modo significativo per il meccanismo di sanzioni contro i beni russi in Ucraina e, successivamente, per la confisca dei fondi russi all’estero.
Una parte del nostro team, impegnata in attività di sensibilizzazione a livello internazionale, ha pienamente sostenuto le iniziative di Irina Mudra e del suo staff in questo ambito e le è grata per il lavoro svolto. La confisca dei beni russi è diventata una delle priorità del Tribunale penale centrale dopo l’invasione su vasta scala. E, tra tutti i membri dell’apparato statale, è stata Irina Mudra a dimostrare la maggiore competenza in materia, promuovendo le giuste iniziative al suo livello e ottenendo un risultato positivo per lo Stato.
Pertanto, le rivelazioni di NABU e SAPO riguardo alla possibile legalizzazione da parte di Mudria della promessa fatta da Mindich a Galushchenko, così come, secondo l’indagine, la sua stretta collaborazione con Mykytas in merito a un tentativo di appropriazione indebita di immobili nel centro di Kiev, sono state per me una cocente delusione. Non nei confronti di NABU e SAPO, ma nei confronti di Iryna Mudria.
Il caso di Mudra mi suscita sensazioni molto simili a quello di Olga Stefanishyna. Entrambe sono donne intelligenti, in posizioni di vertice, che hanno fatto molto di buono per lo Stato nel governo di Zelensky. Ma entrambe probabilmente hanno deciso di meritare di sfruttare la situazione per arricchirsi illecitamente.
Perché l’ambiente che le circonda è lo stesso. Tutti intorno a Zelensky rubano.
Perché non approfittare per migliorare il proprio tenore di vita?
Questa è un’etica terribilmente distruttiva.
Il servizio pubblico è, prima di tutto, un servizio al popolo ucraino. In tempo di guerra, l’importanza del servizio pubblico aumenta esponenzialmente
I buoni risultati ottenuti nella pubblica amministrazione non dovrebbero essere una licenza per infrangere la legge e diventare parte di un sistema corrotto.
Nonostante questi eventi deprimenti, continuo a credere che nella pubblica amministrazione esistano funzionari leali al popolo ucraino, che non scendono a compromessi .Credo inoltre che persone del genere si trovino in molte forze dell’ordine, non solo nel NABU e nel SAPO. Probabilmente sono una minoranza, ma esistono sicuramente. Anche se la maggior parte di queste persone viene estromessa e allontanata dal sistema da Zelensky e dal suo entourage. E ai vertici, le persone di questo calibro finiscono per lo più secondo il principio della selezione negativa.
Ma chi occupa posizioni inferiori deve finalmente imparare la lezione: il momento della resa dei conti arriverà. E quando arriverà, il capo che “batte i piedi”, impartisce ordini inaccettabili e dà il cattivo esempio si allontanerà da voi come uno straccio usato per pulirsi i piedi.
E sarai responsabile di azioni criminali.
L’esempio di Iryna Mudra, dalla quale Volodymyr Zelenskyy si è pubblicamente dissociato, dovrebbe servire da importante monito: non si devono servire Dio e Mammona allo stesso tempo”.
FEDOROV: L’Ucraina ha solo pochi mesi per ribaltare le sorti della guerra. Stiamo lentamente perdendo
Leggiamo insieme alcuni stralci di questa intervista rilasciata recentemente dall’ex ministro della Difesa , il noto Fedorov, perché sta suscitando vivo clamore in Ucraina.
“L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, intervistato da Reuter e dalla stampa di Kiev, ha affermato che l’Ucraina sembra stia gradualmente perdendo la guerra contro la Russia. Ha avvertito che Kiev ha a disposizione diversi mesi per prendere le decisioni chiave necessarie a ribaltare la situazione a proprio favore.
La guerra e un piano di pace
Fedorov ha affermato che all’Ucraina mancava una visione coerente su come vincere il conflitto quadriennale e che il Paese era frenato dalla sua incapacità di innovare. Secondo lui, anche la corruzione radicata, le reti clientelari e la mancanza di indipendenza politica tra le istituzioni statali rappresentavano un ostacolo.
“Credo che abbiamo raggiunto un punto di svolta che determinerà la nostra traiettoria futura, ma sembra che stiamo gradualmente, lentamente, perdendo terreno”, ha affermato Fedorov.
Ha aggiunto che l’Ucraina ha ancora “ogni possibilità” di vincere, ma ha urgente bisogno di un piano per porre fine alla guerra.
In risposta alle dichiarazioni di Fedorov, l’Ufficio del Presidente ha affermato che, durante il suo incarico al ministero, si era espresso positivamente sull’andamento della guerra e che l’unica cosa cambiata era la sua situazione personale.
Visione tecnologica
Nell’intervista, Fedorov ha sottolineato l’importanza di sviluppare droni autonomi controllati dall’intelligenza artificiale, missili intercettori a basso costo e un programma missilistico balistico ucraino per ribaltare le sorti della guerra. Secondo lui, i produttori ucraini stanno già lavorando su queste tecnologie, ma al Paese manca una strategia coordinata per massimizzarne l’impatto una volta che saranno impiegate.
Ha descritto una visione della linea del fronte ricoperta di sensori elettronici per individuare il nemico, con droni terrestri e aerei utilizzati per ridurre al minimo la presenza di personale.
“Esistono già tecnologie in grado di fermare completamente i russi, ma poiché ci manca una visione… non le stiamo utilizzando”, ha affermato, criticando il potenziale inespresso e l’inefficienza dello Stato ucraino, che a suo avviso opera con un’efficacia del “5%”.
Controversia sul deficit di bilancio
Fedorov afferma di essere stato la forza trainante della campagna di droni di quest’anno, mirata ai rifornimenti di carburante e alla logistica militare russa nella parte occupata dell’Ucraina meridionale, che ha creato problemi alle forze russe in prima linea. Secondo lui, c’è ancora una finestra di diversi mesi per continuare l’operazione e isolare la Crimea occupata prima che la Russia sviluppi una risposta alle tattiche ucraine.
La campagna di scioperi è diventata un fattore determinante nel cambiare la narrazione relativa alle prospettive dell’Ucraina. Fedorov aveva precedentemente affermato che il successo della campagna era stato favorito dalla sua decisione di anticipare le spese previste per la seconda metà del 2026.
Il presidente Volodymyr Zelenskyy aveva dichiarato il giorno prima che l’anticipo delle spese aveva creato un “buco” di 27 miliardi di dollari nel bilancio del Ministero della Difesa, per il quale l’Ucraina, dipendente dagli aiuti internazionali, al momento non ha una soluzione.
Fedorov ha dichiarato di non sapere da dove Zelenskyy avesse ricavato quella cifra, sostenendo che il suo Ministero della Difesa aveva elaborato un piano di spesa basato sui risparmi derivanti da nuove gare d’appalto e dal sostegno internazionale. Fedorov ha anche affermato che, al suo arrivo al Ministero della Difesa, ha scoperto capi dipartimento nominati su richiesta delle aziende ucraine del settore della difesa per promuovere i loro interessi.
“Secondo i nostri piani, il deficit di bilancio entro la fine dell’anno si aggirava intorno ai cinque miliardi di dollari, e sapevamo da dove avremmo ricavato i fondi. Forse il piano è cambiato e sono emersi nuovi progetti che richiedono un budget di questo tipo”, ha affermato.
Richiesta di elezioni
Secondo Fedorov, nonostante le enormi difficoltà logistiche legate allo svolgimento delle elezioni in tempo di guerra , l’Ucraina troverebbe soluzioni innovative, sebbene al momento sia troppo presto per dire se si candiderà alla presidenza.
Nel frattempo, Fedorov prevede di dividere il suo tempo tra la promozione della ripresa delle elezioni in Ucraina e progetti incentrati su tecnologie militari innovative, tra cui un fondo di investimento per il quale intende raccogliere capitali durante un prossimo viaggio negli Stati Uniti.
https://censor.net/en/news/4020170/ousted-defence-minister-fedorov-says-ukraine-is-slowly-losing-war
https://censor.net/en/news/4020137/the-economist-warns-of-deepening-political-crisis-in-wartime-ukraine
Dichiarazione del Presidente dell’Ucraina durante una conferenza stampa congiunta con il Presidente dell’Estonia
Il contenuto dell’accorato intervento di Zelensky non ci sorprende e segna il legame estremamente forte esistente tra l’Ucraina e tutti i Paesi Baltici, uniti nel contrastare la minaccia russa. Non sorprende neppure i ripetuti richiami alla NATO e alla UE, due obiettivi strategici che, al momento per Kiev sembrano allontanarsi. Quello di entrare nella NATO, appare per Kiev divenuto un miraggio, mentre l’entrata nella UE si sta allontanando nei tempi, a causa della non volontà ucraina di dar corso alle riforme richiesta da tempo da Bruxelles.
Leggiamo insieme:
Innanzitutto, desidero ringraziare il Presidente Karis e l’intero popolo estone per la costante attenzione, il rispetto e il sostegno dimostrati nei confronti dell’Ucraina e degli ucraini. In questi giorni, il Presidente Karis ci sta visitando per l’ultima volta da quando ha assunto la carica di Presidente, ma sarà sempre il benvenuto. Ricordiamo e non dimenticheremo mai che il suo mandato presidenziale si è protratto per tutti gli anni dall’inizio della guerra su vasta scala scatenata dalla Russia e che ogni anno – quando necessario – abbiamo ricevuto da lei l’assistenza indispensabile. Siamo veri amici e partner.
Il presidente Karis è stato qui a Kiev due giorni, esattamente due giorni, prima dell’invasione su vasta scala da parte della Russia. Durante tutta la guerra, ci siamo incontrati con il presidente molte volte e abbiamo sempre raggiunto degli accordi. Sono grato all’Estonia per il livello di cooperazione che abbiamo raggiunto e per la sua incrollabile posizione di principio nella valutazione dell’aggressione russa e nei nostri sforzi congiunti europei di difesa.
L’Estonia ci fornisce assistenza militare. Ci sosteniamo a vicenda nelle nostre capacità di sicurezza e abbiamo un accordo sui droni – che abbiamo firmato – che ci permette di condividere la nostra esperienza in materia di difesa con il vostro Paese, con l’Estonia.
Naturalmente, è importante accelerare questa collaborazione con l’Estonia e con gli Stati baltici nel loro complesso, nell’ambito dell’accordo sui droni.
L’Estonia è stata tra le prime a impegnarsi attivamente nella ricostruzione dell’Ucraina, e nella regione di Zhytomyr sono stati restaurati siti specifici grazie alla cooperazione con l’Estonia: istituti scolastici, alloggi per famiglie ucraine, infrastrutture, ovvero tutto ciò che è al servizio delle persone e delle loro vite. Grazie per questo.
Apprezziamo il fatto che l’Estonia sia sempre stata un sostenitore convinto della nostra integrazione europea ed euro-atlantica. È sempre particolarmente difficile discutere con i nostri partner della scelta euro-atlantica dell’Ucraina. Ma è fondamentale avere partner che, pur mantenendo saldi i principi, sollevino costantemente la questione, anche negli ambienti diplomatici in cui l’Ucraina non è presente. Sappiamo che l’Estonia è sempre dalla nostra parte e le siamo molto grati per questo.
L’Ucraina e l’Estonia sono unite dalla consapevolezza che l’aggressione della Federazione Russa contro un Paese della nostra regione implica sempre una potenziale aggressione contro uno qualsiasi dei suoi vicini. La Russia non si ferma mai a un solo Paese, quindi tutti noi, e solo insieme, dobbiamo essere in grado di difenderci, dobbiamo stringere alleanze, ed è quello che stiamo facendo.
Grazie per aver sostenuto l’apertura di tutti i cluster quest’anno: è molto importante per noi. Per l’Ucraina, non si tratta solo di una questione politica; è una fonte di motivazione per il nostro popolo.
Naturalmente, abbiamo discusso di tutte le minacce alla sicurezza che affrontiamo ora e di quelle che potremmo affrontare quest’inverno, e tutte le voci in Europa devono esprimersi a favore della fornitura di difesa aerea all’Ucraina.
È importante che anche il nostro speciale formato di cooperazione NB8, nordico-baltico, sia efficace: l’Ucraina insieme agli stati nordici e baltici.
Contiamo sul fatto che l’Estonia continui a svolgere un ruolo attivo in tutte le coalizioni istituite dall’inizio della guerra su vasta scala, compresa la Coalizione IT, che l’Estonia guida.
È importante che l’Estonia continui a sostenere tutte le sanzioni necessarie contro la Russia e ci aiuti a convincere gli altri che le sanzioni devono funzionare e devono continuare a essere rafforzate contro l’aggressore fino alla fine della guerra.
Sono fiducioso che l’Estonia continuerà a sostenere con fermezza l’adesione dell’Ucraina all’UE e alla NATO. E naturalmente, saremo lieti di accoglierla, signor Presidente, e di dare il benvenuto a tutti i nostri amici estoni qui in Ucraina. Apprezziamo la nostra amicizia e il fatto che condividiamo la stessa visione per il futuro dell’Europa: un’Europa unita, libera e in pace.
Grazie per questo.
È un grande piacere averla qui in Ucraina oggi, e siamo molto lieti che sia qui insieme alla First Lady. Siamo grati anche alla First Lady dell’Estonia per aver partecipato al Vertice delle First Lady e dei First Gentlemen. Grazie per il suo sostegno.
⸻
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Stefano Silvio Dragani
Source link












