Scopri perché pagare immediatamente il preavviso di multa sul parabrezza può farti perdere il diritto di fare ricorso e come gestire il bollettino.

Ritrovare un foglietto colorato sotto il tergicristallo è un’esperienza comune per molti automobilisti che hanno parcheggiato in modo non regolamentare. Spesso, insieme a questo preavviso di violazione, i vigili urbani lasciano anche un bollettino postale già compilato con lo sconto applicato. Molti cittadini, spaventati dall’idea di dover pagare cifre più alte, si pongono subito una domanda: conviene pagare subito la multa trovata sul parabrezza? La risposta non è così scontata come potrebbe sembrare leggendo le cifre ridotte riportate sul bollettino. Anche se la legge permette di ottenere uno sconto del trenta per cento, farlo immediatamente potrebbe rivelarsi una scelta affrettata che impedisce di esercitare i propri diritti di difesa. Analizzare bene la situazione prima di recarsi in posta o tabaccheria è fondamentale per capire se quella sanzione sia davvero legittima o se invece presenti degli errori formali che la rendono nulla.

Cos’è esattamente il preavviso di violazione sul parabrezza?

Quando un agente della polizia municipale nota un’auto in divieto di sosta e il proprietario non è presente, egli compila un documento noto come preavviso di violazione. Questo foglietto non è il verbale vero e proprio, ma un atto del tutto informale. La sua funzione è semplicemente quella di avvisare il cittadino che è stata riscontrata un’infrazione e che è iniziato l’iter per i controlli ufficiali. La legge stabilisce che le contravvenzioni stradali vadano contestate immediatamente (art. 200, comma 1, cod. strada). Tuttavia, se l’automobilista è assente, la contestazione immediata risulta impossibile. In questo caso, il preavviso funge da cortesia istituzionale, ma non sostituisce il verbale che l’amministrazione dovrà recapitare a casa del trasgressore tramite posta o messaggero.

È importante sapere che la redazione di questo foglietto sul parabrezza non è obbligatoria per i vigili. Molti comuni scelgono di lasciarlo per permettere al cittadino di pagare subito, ma si tratta di una prassi che serve più a rimpinguare le casse comunali che a tutelare chi guida. Il preavviso non ha valore legale per un eventuale ricorso: non si può impugnare un foglietto sul parabrezza davanti a un giudice perché tecnicamente non è ancora un atto definitivo.

Come funziona lo sconto del 30% sulla sanzione?

La possibilità di pagare una cifra ridotta è stata introdotta da una norma specifica (d.l. 69/2013). Questa regola prevede che chi ha commesso un’infrazione al codice della strada possa beneficiare di uno sconto del 30% sull’importo totale della multa. Esiste però una condizione temporale molto rigida per usufruire di questo vantaggio economico. Il pagamento deve essere effettuato entro cinque giorni. Il dubbio principale riguarda il momento da cui iniziano a decorrere questi cinque giorni. Molti automobilisti pensano che il termine parta dal momento in cui trovano il foglietto sull’auto, ma non è così. Il termine dei cinque giorni inizia a decorrere dalla notifica ufficiale del verbale. Se il vigile ti ferma e ti consegna la multa a mano, il tempo parte da quel momento. Se invece trovi il preavviso sul parabrezza, i cinque giorni inizieranno a contarsi solo dal momento in cui il postino ti consegnerà la busta verde a casa o presso la tua residenza. Questo significa che l’automobilista ha il diritto di aspettare la notifica ufficiale senza perdere la possibilità di pagare la multa scontata.

Quali sono i rischi di pagare subito con il bollettino?

Molti Comuni, seguendo una indicazione del Ministero dell’interno (circolare prot. n. 300/A/7552/13/127/1), inseriscono già il bollettino scontato sotto il tergicristallo. L’invito è quello di pagare subito per “togliersi il pensiero” e risparmiare le spese di notifica. Queste spese, che ammontano solitamente a circa dieci euro, coprono i costi di accertamento e di spedizione postale. Tuttavia, chi decide di pagare immediatamente compie un’azione che ha conseguenze giuridiche definitive. Il pagamento della multa equivale infatti a una accettazione della sanzione. Una volta versata la somma, l’automobilista non potrà più contestare l’infrazione davanti al Prefetto o al Giudice di Pace. Questo è un rischio molto alto se il preavviso contiene degli errori. Ad esempio, se l’agente ha scritto male il numero di targa o ha indicato una via in cui il divieto non esiste, il verbale che arriverà a casa potrebbe essere nullo. Pagando subito con il bollettino del preavviso, si rinuncia a far valere questi errori e si regala all’amministrazione una somma che forse non era dovuta.

Quando il preavviso di multa è considerato mal compilato?

Esistono numerosi casi in cui l’accertamento dei vigili risulta imperfetto o incompleto. Poiché il preavviso viene compilato spesso in fretta in mezzo al traffico, gli errori sono frequenti. Se l’amministrazione non riesce a identificare con certezza il trasgressore o il veicolo, la notifica successiva del verbale potrebbe non avvenire mai o essere viziata da nullità. Ecco alcuni esempi di circostanze in cui il pagamento immediato sarebbe un errore:

  • il preavviso non riporta la targa corretta dell’autoveicolo;

  • i dati identificativi del modello dell’auto sono palesemente errati;

  • l’indirizzo indicato sul foglietto non corrisponde al luogo dove l’auto era parcheggiata;

  • mancano le indicazioni precise sulla norma del codice della strada che si assume violata.

In tutte queste situazioni, se l’automobilista aspetta la notifica a casa, potrebbe scoprire che il verbale ufficiale contiene gli stessi errori. In quel caso, invece di pagare, potrebbe presentare un ricorso e ottenere l’annullamento totale della sanzione. Se invece paga subito per paura di perdere lo sconto, perde ogni possibilità di difesa.

Quali sono i vantaggi di aspettare la notifica ufficiale?

Aspettare che la multa arrivi a casa tramite il servizio postale ha dei vantaggi strategici. Il primo riguarda la certezza del diritto. Solo con il verbale notificato si ha in mano un atto ufficiale che può essere analizzato da un avvocato o da un esperto. Il secondo vantaggio riguarda i tempi dell’amministrazione. Gli uffici comunali hanno l’obbligo di notificare la multa entro un termine perentorio (art. 201, cod. strada). Se il postino non bussa alla tua porta entro 90 giorni dal momento dell’infrazione, la multa diventa nulla per decorrenza dei termini. Data la situazione di cronica inefficienza di molti uffici pubblici italiani, non è raro che le multe arrivino oltre il novantesimo giorno. Se tu hai già pagato con il bollettino trovato sul parabrezza, hai versato soldi per una multa che sarebbe scaduta. Se invece aspetti e la notifica arriva in ritardo, puoi impugnare l’atto e non pagare nulla. Le spese di notifica di circa dieci euro sono un prezzo ragionevole da pagare per mantenere aperta la porta del ricorso o della nullità per ritardo.

Si può contestare la multa se il vigile ha sbagliato la targa?

L’errore sulla targa è uno dei motivi più solidi per ottenere l’annullamento di una sanzione. Se il preavviso lasciato sul parabrezza contiene una targa sbagliata, è quasi certo che l’amministrazione avrà difficoltà a risalire al proprietario corretto. In molti casi, il sistema informatico della polizia non riuscirà nemmeno a generare il verbale ufficiale perché la targa inserita non corrisponde ad alcun veicolo registrato o appartiene a un mezzo di tipo diverso. Se l’automobilista paga usando il bollettino del preavviso, corregge implicitamente l’errore del vigile e chiude la pratica. Se invece ignora il foglietto, l’amministrazione dovrà tentare di notificare l’atto. Se la targa è errata, il verbale potrebbe non arrivare mai oppure arrivare alla persona sbagliata. In quest’ultima ipotesi, il vero proprietario dell’auto non riceverà nulla e non dovrà sborsare un euro. La tutela del giudice è garantita solo a chi attende l’atto formale, poiché solo su quello si può costruire una difesa efficace basata sulle prove fotografiche o testimoniali.

Cosa deve fare l’automobilista che trova il preavviso?

La regola pratica di diritto per chi si ritrova il preavviso sul parabrezza è improntata alla prudenza e alla pazienza. Non bisogna farsi prendere dalla fretta di pagare solo per risparmiare pochi euro di spese postali. La procedura corretta da seguire per tutelare i propri interessi è la seguente:

  • fotografare il preavviso e il posizionamento dell’auto per documentare eventuali errori dei vigili;

  • attendere la notifica del verbale ufficiale che deve arrivare entro 90 giorni;

  • verificare se il verbale notificato contiene vizi di forma o errori nei dati del veicolo;

  • controllare che la notifica sia avvenuta entro i termini di legge previsti;

  • decidere, solo a quel punto, se pagare con lo sconto del 30% entro 5 giorni dalla ricezione della raccomandata oppure fare ricorso.

Seguendo questo schema, l’automobilista mantiene intatto il suo diritto di difesa. Se il verbale è corretto e arriva in tempo, potrà comunque pagare la cifra scontata più le spese di notifica. Se invece il verbale è sbagliato o tardivo, potrà evitare del tutto il pagamento. Pagare subito con il bollettino lasciato sul parabrezza è una scelta che avvantaggia solo le casse del Comune, privando il cittadino della possibilità di verificare la legittimità dell’operato dei vigili urbani.




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 Angelo Greco

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