Si divide tra la fascia tricolore e la presidenza della Provincia, due uffici che distano una trentina di chilometri l’uno dall’altro. Ma non è il tragitto casa-lavoro a tenere impegnato in questi giorni il sindaco Camillo D’Angelo: è la notizia, che sta facendo il giro dei principali quotidiani nazionali, del prezzo del carburante alla pompa di benzina che la sua Giunta ha reso comunale quattro anni fa.

Siamo a Valle Castellana, un comune di 820 abitanti che fino a qualche giorno fa era sconosciuto ai più. Nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in Abruzzo, è uno di quei paesi a rischio spopolamento che siamo abituati a chiamare “aree interne”. Il territorio è molto esteso (si va dai 450 metri di altitudine del capoluogo ai 2500 in quota), tra usi civici per il pascolo e boschi, che qui occupano 11mila ettari di territorio. C’è una scuola («Infanzia e primaria, la secondaria di primo grado l’abbiamo persa lo scorso anno») ed è attivo un servizio di trasporto pubblico garantito dalla Regione a cui si aggiunge il servizio di bus navetta per consentire agli anziani di raggiungere il centro dalle frazioni. L’ospedale con Pronto Soccorso più vicino è il Mazzini di Ascoli Piceno, 20 chilometri dal capoluogo.

È forse proprio per le distanze da percorrere in auto o con i mezzi pubblici che, quando il proprietario dell’unico distributore del paese ha annunciato la chiusura, insieme alla maggioranza il primo cittadino ha fatto una scelta amministrativa coraggiosa: acquisire l’attività commerciale e renderla comunale. Oggi, grazie a un modello di gestione oculata e non profit, fa invidia a tutta Italia per la cifra che campeggia sul tabellone: benzina a 1,75 euro al litro, diesel a 1,99. Tra una diretta radio e gli impegni istituzionali, lo abbiamo intervistato.

Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana e presidente della Provincia di Teramo.

Come è nata l’idea?

Quando in un paese come il nostro un’attività economica e commerciale chiude, è come se si spegnesse una luce: viene meno un luogo di incontro e un presidio di comunità. Per questo, di fronte al rischio di perdere anche il distributore di carburante, ci siamo ingegnati subito. Non è stato semplice: per sostituirsi a un’attività commerciale, un ente pubblico deve individuare la formula amministrativa più adatta.

La vostra gestione si può definire non profit?

Una volta presa la decisione di acquisire la pompa di benzina per salvarla, abbiamo impiegato circa due anni per completare le procedure e volturarla a favore del Comune. L’investimento è stato di circa 50mila euro. Quando il titolare è andato in pensione, abbiamo capito che, con un po’ di accortezza e alcune economie di gestione, potevamo calmierare i prezzi. Ci siamo quindi organizzati per arrivare a garantire un risparmio medio tra i 15 e i 20 centesimi al litro. Non è un vantaggio dell’ultimo periodo: è sempre stato così, fin dall’apertura, il 30 aprile 2022. Siamo un ente locale, per questo puntiamo al pareggio: non abbiamo utili né costi aggiuntivi, l’unico obiettivo è garantire un servizio a un prezzo contenuto, permettendo ai pendolari che dalle nostre frazioni si spostano verso le città di usufruire di questo vantaggio. La gestione è ridotta all’essenziale (è previsto soltanto il rifornimento self-service) e affidata a un dipendente comunale.

Vivere in una realtà di 800 abitanti, circondati da un paesaggio straordinario ma con servizi ridotti al minimo, significa innanzitutto ingegnarsi e centellinare le spese, cercando ogni possibile escamotage per sopravvivere

Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana e presidente della Provincia di Teramo

In giornate in cui il prezzo medio della benzina in Italia ha superato la soglia di 2,01 euro al litro, il “modello Valle Castellana” si distingue come un esempio quasi unico di innovazione sociale. Il fatto che sia nato in un’area interna, secondo lei, è un caso?

Tutt’altro. Succede in un’area interna, e forse non poteva che essere così. Vivere in una realtà di 800 abitanti, circondati da un paesaggio straordinario ma con servizi ridotti al minimo, significa innanzitutto ingegnarsi e centellinare le spese, cercando ogni possibile escamotage per sopravvivere. È evidente che, con numeri così piccoli, abbiamo potuto puntare tutto sul risparmio: una gestione ridotta al minimo e nessuna spesa se non strettamente necessaria. Questo è stato il risultato. All’inizio, qualcuno era contrario alla decisione di acquisire il distributore: oggi molti si chiedono se questa esperienza si possa esportare altrove.

Crede che sia possibile?

Mi fa piacere che altri possano prendere spunto dalla nostra iniziativa, ma mi sento di dire che per le piccole comunità il modello è replicabile, lo stesso non vale per centri maggiormente abitati. In una grande città entrano in gioco le dinamiche del libero mercato e della concorrenza, mentre nei piccoli comuni l’ente pubblico può intervenire per sopperire all’assenza del privato. La gestione pubblica del distributore non punta all’utile, ma a garantire un servizio: è proprio la combinazione di queste due condizioni a rendere il modello vantaggioso.

Che cosa spera possa portare a Valle Castellana questa improvvisa notorietà?

Un po’ di consapevolezza sulle potenzialità di questo territorio e sul fatto che una vita piena anche qui è possibile. Nelle zone più antropizzate la qualità della vita si è ridotta, tra affitti stellari per 40 metri quadri e stipendi che spesso non bastano a far fronte alle bollette. Le persone percepiscono le grandi città come realtà sempre più complesse da abitare ma non sempre guardano alle aree interne come a un’opportunità concreta. Se ci fosse una politica di maggiore attenzione e sostegno a questi luoghi, tutti potremmo accorgerci non soltanto del vantaggio economico, ma anche di un diverso valore che qui assume la quotidianità.

Restare, ritornare, arrivare. Sono i capitoli del focus book che contiene le storie di chi vive in montagna, nelle piccole isole o tra i campi coltivati dell’entroterra. Nato come spin off del numero di VITA “Aree interne, l’Italia da scoprire”, racchiude un pezzo di racconto sui luoghi cosiddetti marginali che spesso non ha voce. Con i contributi di Luca Mercalli, Federica Fabrizio e Fredo Valla
LE AREE INTERNE IN PRIMA PERSONA

Al suo secondo mandato da sindaco in un piccolo comune, dal 29 gennaio 2023 è anche presidente della Provincia di Teramo. È difficile tenere insieme la gestione di un territorio marginale e di una Provincia?

Più che un limite, lo vivo come un’opportunità. Valle Castellana è un comune di area interna, collinare: si distingue dai capoluoghi, dalle aree costiere e dai grandi centri, dove i livelli amministrativi sono più strutturati. Sulla costa, le realtà commerciali possono camminare con le proprie gambe, perché esiste già un tessuto economico e non è necessario ingegnarsi per tenerlo in piedi. In una piccola comunità, invece, il rapporto è uno a uno: si conoscono le persone, le loro difficoltà sociali ed economiche, così come i problemi strutturali del territorio, dalla viabilità al dissesto idrogeologico. Proprio per questo c’è una maggiore attenzione a garantire i servizi minimi, dalla sanità all’istruzione, oltre a una maggiore propensione a trovare soluzioni ai problemi.

Di che cosa hanno bisogno oggi le aree interne?

Un’azione governativa volta ad assicurare una maggiore equità, servizi e condizioni più favorevoli rispetto alle zone più abitate. Provo a fare qualche esempio: un bar o un’attività commerciale deve oggi sostenere gli stessi adempimenti in un piccolo paese come in un centro densamente popolato. Eppure, in un’area interna non svolge soltanto un’attività commerciale: garantisce presenza, presidio e integrazione della comunità. Servirebbe una diversificazione degli adempimenti burocratici. Lo stesso vale per il costo del carburante e per l’applicazione delle accise. Un litro di benzina a Valle Castellana e uno a Roma non possono essere gravati allo stesso modo: chi vive qui è spesso costretto a percorrere molti chilometri per raggiungere la scuola, l’ospedale o il luogo di lavoro. Infine, la sanità: se un’ambulanza impiega due ore per raggiungere un paziente, è evidente che si debba adottare un approccio diverso. L’applicazione delle norme andrebbe modulata in base al contesto.

In apertura, il distributore acquisito dal Comune di Villa Castellana nel 2022. (Fotografie fornite dall’intervistato)

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 Daria Capitani

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