Il sistema abitativo delle Forze Armate italiane risponde a un impianto normativo preciso, che deve conciliare le necessità operative con quelle personali del personale in divisa: dalle camerate delle giovani reclute agli appartamenti riservati alle famiglie, la varietà delle soluzioni disponibili riflette gradi, incarichi e situazioni familiari differenti. Per capire dove alloggiano i militari bisogna addentrarsi in un mondo fatto di regole condominiali, canoni agevolati e strutture turistiche riservate al personale della Difesa; il quadro comprende anche la presenza di foresterie e basi logistiche in tutta Italia, oltre alla possibilità di acquistare immobili pubblici dismessi.
Dove alloggiano i militari oggi
La sistemazione del personale militare in uno specifico alloggio dipende dal grado, dall’anzianità di servizio, dall’incarico ricoperto e dalla situazione familiare. I soldati celibi e i volontari alle prime armi risiedono di norma nelle strutture di reparto.
Chi riceve un trasferimento o un incarico di comando, o ha particolari esigenze familiari, può usufruire di abitazioni indipendenti, integrate nei comprensori militari o nell’area circostante. Non esiste comunque un obbligo tassativo di dimora nella sede di lavoro: la residenza anagrafica dei militari può restare esterna alla struttura d’impiego.
Tipologie e definizioni: come si chiamano gli alloggi militari
Il Testo Unico dell’Ordinamento Militare (DPR 90/2010) classifica gli spazi abitativi per il personale militare con delle sigle specifiche dal punto di vista tecnico. Più precisamente:
- gli ASC (Alloggi di Servizio Collettivo) sono degli alloggi collettivi per chi non ha una famiglia al seguito;
- gli ASIR (Alloggi di Servizio per Incarichi di Rappresentanza) sono riservati a chi ricopre ruoli di rappresentanza e comando;
- gli ASI (Alloggi di Servizio connessi all’Incarico) sono assegnati al personale con incarichi continuativi e con l’obbligo di risiedere nella sede di servizio;
- gli AST (Alloggi di Servizio del Tesoro) ospitano temporaneamente le famiglie dei militari;
- gli APP (Alloggi Plurifamiliari Provvisori) rispondono alle esigenze logistiche del personale in transito.
Come funzionano gli alloggi militari
L’assegnazione degli alloggi e il calcolo degli affitti da versare sono disciplinati dal DPR 90/2010 e dal DM 414/2001, che stabiliscono criteri e importi in base al grado e alla tipologia di alloggio. Nella pratica quotidiana, la gestione ricorda quella di un condominio tradizionale, con tanto di fasce orarie di silenzio (dalle 22 alle 7 e dalle 14 alle 16) e suddivisione delle spese per manutenzione e pulizia delle zone in comune.
A coordinare il tutto è un amministratore scelto tra ufficiali o sottufficiali, e coadiuvato da un Gestore dell’immobile per la contabilità. Le scelte su bilanci e servizi condivisi spettano a un Consiglio rappresentativo di tre membri, le cui delibere diventano operative solo dopo l’approvazione del comandante del comprensorio.
Standard abitativi: come devono essere gli alloggi per i militari
Non tutti gli alloggi militari sono uguali: cambiano dimensioni, arredi e livello di comfort a seconda della funzione che devono svolgere e del personale a cui sono destinati; si va da sistemazioni essenziali pensate per soggiorni brevi a vere abitazioni familiari, fino a spazi più curati riservati a occasioni istituzionali. Le principali tipologie di alloggi militari sono:
- camerate e stanze collettive, gratuite per corsi e missioni, con letti standard, armadiature metalliche e bagni condivisi;
- appartamenti familiari (AST/ASI), alloggi indipendenti pensati per i nuclei familiari, con cucina, servizi autonomi e zone giorno e notte distinte;
- alloggi di rappresentanza (ARL/ASIR), con arredi più formali pensati per delegazioni e incontri istituzionali.
Assegnazione e requisiti: chi può accedere ai soggiorni militari
L’accesso prioritario a basi logistiche e soggiorni spetta al personale in servizio permanente, ai dipendenti civili del Ministero e ai familiari conviventi, come coniugi e figli; il diritto si estende al personale in quiescenza, alle Medaglie d’Oro, ai coniugi vedovi e ai parenti di caduti o feriti in servizio.
In periodi specifici e con disponibilità limitata, l’accesso può aprirsi anche a civili esterni, a condizione che un militare faccia da garante: la stessa regola vale per le foresterie.
Foresteria militare: cos’è e come funziona
Situate in aree sorvegliate e non aperte al pubblico generico, le foresterie costituiscono una rete di strutture ricettive simili ad hotel. Il personale autorizzato paga tariffe scontate rispetto al mercato turistico ordinario, con servizi che spesso includono bar, sale da pranzo e cucina tipica locale.
Le prenotazioni passano attraverso il Centro Prenotazioni Foresterie dello Stato Maggiore dell’Esercito, attivo dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 16.30 e il venerdì dalle 9 alle 14. Possono usufruire delle foresterie militari ufficiali, sottufficiali, volontari in servizio permanente e non permanente coniugati, personale civile della Difesa, pensionati, familiari di primo grado e conviventi.
Le richieste riguardano al massimo un nucleo familiare per periodi generalmente non superiori ai 7 giorni, con soggiorni complessivi entro i 15 giorni e prenotazione fino a tre mesi di anticipo; una disdetta tardiva comporta la sospensione dal servizio per sei mesi.
Le principali foresterie e caserme in Italia
Nei presidi di Roma, Milano, Firenze e Napoli, spesso ospitati in edifici d’epoca di pregio, si trovano circoli ufficiali e foresterie di riferimento. Fuori città vi sono poi basi logistiche disseminate in tutto il territorio nazionale, tra montagna e mare: dal Piemonte (Bardonecchia, Cesana Torinese, Sestriere) alla Calabria (Camigliatello Silano), passando per Veneto, Toscana, Sicilia, Alto Adige, Lombardia, Romagna, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Emilia, Trentino, Abruzzo e Liguria.
Queste strutture, classificate come organismi di particolare protezione sociale, favoriscono il recupero psico-fisico del personale impegnato in attività operative.
Regolamento e visite: negli alloggi militari si possono ospitare amici?
Negli alloggi fissi come AST o ASI, dove il militare risiede stabilmente, gli inviti a cena o per la notte seguono le stesse regole di una normale convivenza condominiale. Nelle foresterie e nei soggiorni, un amico civile può invece pernottare solo se il militare presenta specifica domanda tramite i moduli previsti, soggiorna con lui e se ne assume la responsabilità, subordinatamente alla disponibilità di posti.
Per quanto riguarda foresterie e soggiorni militari, non è permesso ai civili esterni alloggiarvi né effettuare prenotazioni per queste strutture, a meno che non si tratti di brevi soggiorni per ospiti esterni, ma sempre dietro garanzia di un militare in servizio o in pensione.
Si possono vendere o acquistare gli alloggi militari?
Gli immobili non più utili alle finalità istituzionali possono entrare nel mercato tramite piani statali di dismissione; chi già abita nell’alloggio militare gode di un diritto di prelazione a condizioni vantaggiose. Anche intere caserme sono state messe all’asta dal Ministero della Difesa in passato.
Se la casa risulta libera, si procede con aste gestite dalla Direzione dei Lavori e del Demanio, con un vincolo di invendibilità di 5 anni; i proventi vengono reinvestiti nella rete immobiliare della Difesa. La prima fase d’asta resta riservata ai dipendenti con sconti legati al reddito, mentre i civili possono partecipare solo nella fase residuale.
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Gabriella Dabbene
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