L’arrivo della bolletta della luce porta spesso a chiedersi da dove arrivino soprattutto i consumi, e saperlo diventa fondamentale per gestire meglio il budget familiare. Non sempre l’intuito aiuta: si pensa spesso al salotto e ai suoi tanti dispositivi elettronici, ma la realtà è solitamente diversa. Se ci si chiede cosa consuma molta elettricità in casa, la risposta dipende soprattutto da pochi fattori che determinano quali ambienti pesano di più sui costi energetici, con risultati che spesso sorprendono anche chi presta già attenzione ai propri consumi domestici e alle proprie abitudini quotidiane.

In quali stanze della casa si consuma più energia elettrica

Complice la presenza di elettrodomestici utilizzati con grande frequenza e potenze elevate, cucina e bagno si contendono il primato dei consumi domestici; il soggiorno segue a distanza, penalizzato principalmente dallo standby della tv e degli altri dispositivi elettronici, mentre camere da letto e corridoio restano ambienti a basso impatto, salvo la presenza di climatizzatori fissi o stufe elettriche.

La combinazione di calore, acqua calda e apparecchi energivori, usati più volte al giorno, è ciò che fa la differenza tra un ambiente ad alto consumo e uno a basso consumo.

La cucina: perché è la stanza che assorbe più corrente

L’impatto della cucina sulla bolletta è legato al numero di apparecchi accesi quotidianamente, alcuni dei quali funzionano ininterrottamente. Il frigorifero, ad esempio, lavora giorno e notte senza sosta, mentre forno e lavastoviglie richiedono energia soprattutto per riscaldare l’acqua o l’aria interna.

Anche l’illuminazione gioca un ruolo non trascurabile: molto spesso, per illuminare una cucina moderna e consentire una buona visibilità su fornelli e piano di lavoro, si montano più punti luce contemporaneamente, a volte con lampadine poco efficienti.

Cosa consuma di più in cucina

Non tutti gli apparecchi sono uguali, e lo stesso vale per il loro assorbimento di energia durante l’utilizzo. Tra i principali elettrodomestici responsabili dei consumi di elettricità in cucina rientrano:

  • il frigorifero-congelatore, sempre acceso e con un assorbimento che varia in base a classe energetica e capacità ma che in genere va dai 150 e i 400 kWh l’anno;
  • il forno elettrico, con un assorbimento che va da 1,8 a 2,5 kW per ora di utilizzo;
  • la lavastoviglie, che consuma in media tra 0,8 e 1,8 kWh per ciclo, con differenze significative tra i programmi Eco e quelli standard;
  • il piano cottura a induzione, tra 1,4 e 2,2 kW per fuoco, più efficiente del gas ma comunque tra i più energivori della casa;
  • piccoli elettrodomestici come microonde (tra 700 e 900 W) e macchina del caffè (tra 50 e 70 kWh tra riscaldamento e standby continuo), che pur avendo potenze elevate vengono usati per tempi brevi e incidono meno sul totale annuo.

Consumi in bagno: il ruolo di acqua calda e piccoli elettrodomestici

In bagno si usano meno apparecchi rispetto alla cucina, ma il suo impatto sulla bolletta è comunque notevole: la causa principale è la necessità di scaldare l’acqua più volte al giorno, un’operazione che richiede energia in quantità considerevoli e che si ripete costantemente nell’arco della giornata, tra docce, igiene quotidiana e bucato.

Quali elettrodomestici consumano di più in bagno

Anche in questo caso vi sono differenze tra gli apparecchi che si tende a utilizzare in questa stanza. Così, gli elettrodomestici del bagno che incidono maggiormente sui costi energetici di questo ambiente sono:

  • lo scaldabagno elettrico, tra i dispositivi domestici più energivori in assoluto, con un consumo annuo che va dai 1.500 ai 3.000 kWh a seconda della capacità e del numero di persone in casa;
  • la doccia elettrica istantanea, che assorbe dai 5 agli 8 kW in pochi minuti di utilizzo;
  • asciugacapelli, piastre e arricciacapelli, con una potenza tra 1.200 e 2.400 W per sessione, e spesso lasciati accesi più del necessario o dimenticati in standby;
  • lo scaldasalviette elettrico, particolarmente costoso se tenuto in funzione per l’intera giornata poiché consuma tra 50 e 150 kWh al mese;
  • l’estrattore d’aria, con consumi contenuti per singolo utilizzo ma che si sommano nel tempo se viene lasciato acceso troppo a lungo dopo la doccia.

Soggiorno e camera da letto: i consumi “nascosti”

Anche gli ambienti considerati meno energivori nascondono voci di spesa poco visibili. Nel soggiorno pesa soprattutto lo standby di televisori, console e impianti audio, dispositivi che continuano ad assorbire energia anche quando sembrano spenti. Condizionatori e stufe elettriche, se presenti, possono far lievitare ulteriormente i consumi di questa stanza, specialmente nei mesi più caldi o più freddi dell’anno.

Nella camera da letto la situazione è simile: caricabatterie lasciati in presa senza telefono, sveglie elettroniche e lampade da comodino lasciate accese durante la notte contribuiscono, seppur in misura minore, al totale della bolletta.

Si tratta di consumi modesti se considerati singolarmente ma capaci di accumularsi in modo significativo su base mensile, soprattutto in case con più dispositivi collegati contemporaneamente alla rete.

Come ridurre i consumi di luce nelle stanze più energivore

Alcuni accorgimenti quotidiani permettono di ottenere risparmi concreti senza rinunciare al comfort. Ecco alcune strategie utili nell’utilizzo degli elettrodomestici per risparmiare ogni giorno sulla bolletta dell’energia:

  • installare un timer sullo scaldabagno, attivandolo solo nelle fasce orarie di reale utilizzo;
  • preferire il programma Eco della lavastoviglie e della lavatrice o i relativi cicli brevi, riducendo la temperatura di lavaggio quando possibile;
  • sostituire gli elettrodomestici vecchi con modelli ad alta efficienza energetica, in grado di tagliare i consumi anche del 40%;
  • limitare la durata della doccia e abbassare la temperatura dell’acqua utilizzata;
  • utilizzare il microonde al posto del forno per riscaldare piccole porzioni di cibo, riducendo l’assorbimento fino all’80%;
  • spegnere i dispositivi elettronici attaccati alle prese elettriche invece di lasciarli in standby per ore;
  • sostituire le lampadine a incandescenza o alogene con soluzioni a LED, meno energivore e più durature nel tempo;
  • controllare periodicamente e pulire le guarnizioni del frigorifero, così da evitare che il compressore lavori più del necessario.


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 Gabriella Dabbene

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