Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha adottato il regolamento con le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione con il decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025.
Le disposizioni entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027 per le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Le Indicazioni sostituiscono quelle allegate al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 254 del 16 novembre 2012.
Il principio ispiratore del nuovo impianto normativo è “non multa, sed multum”: poche conoscenze essenziali, approfondite in aula, scelte tra quelle rilevanti sul piano culturale, significative sul piano scientifico ed essenziali sul piano formativo.
Le discipline di insegnamento nel primo ciclo comprendono italiano, lingua inglese, seconda lingua comunitaria per la scuola secondaria di primo grado, storia, geografia, matematica, tecnologia, scienze, musica, arte e immagine, educazione motoria per la scuola primaria ed educazione fisica per la scuola secondaria di primo grado. L’insegnamento del latino per l’educazione linguistica può essere avviato, in via di prima applicazione, a partire dalle classi seconde e terze funzionanti nell’anno scolastico 2026/2027, utilizzando gli spazi di autonomia e flessibilità.
L’obiettivo è “collegare il mondo che si è espresso in latino con l’esperienza degli studenti e con la realtà contemporanea” e contribuire “alla qualità linguistica dell’espressione degli studenti, ma anche alla migliore comprensione di concetti e idee che fanno ormai parte dell’immaginario europeo”. L’insegnamento trasversale dell’educazione civica resta disciplinato dalla legge n. 92 del 2019.
L’informatica viene introdotta fin dalla scuola primaria, in coerenza con la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del novembre 2023.
L’obiettivo è fornire le basi concettuali della disciplina scientifica che sta alla base del mondo digitale. Gli alunni impareranno a “modellare tramite dati”, “progettare algoritmi” e “utilizzare linguaggi artificiali” per esprimere programmi informatici.
Nella scuola primaria gli allievi vengono sensibilizzati alle “domande” affinché possano scoprire nel vissuto concreto ed “esplorare” le idee che sono alla base della disciplina.
Nella scuola secondaria di primo grado, il docente di matematica collabora con il docente di tecnologia per supportare gli alunni nell’acquisizione di una crescente autonomia, contribuendo a raffinare la concettualizzazione e ad approfondire il concetto di algoritmo.
Per i percorsi ad indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, si applica a partire dalle classi prime la sezione delle Indicazioni relativa all’insegnamento dello strumento musicale.
Valutazione formativa, scrittura a mano e ruolo del docente Magister
La valutazione è configurata come un processo educativo complesso e multidimensionale che accompagna lo studente nella costruzione della propria identità. Il documento sottolinea l’importanza della valutazione formativa, che monitora l’apprendimento in itinere per fornire supporto e orientamento, distinguendola da quella sommativa, che interviene al termine di periodi specifici per tracciare un bilancio complessivo delle competenze acquisite.
La valutazione deve essere il frutto di un lavoro collegiale dei docenti, con criteri comuni e condivisi per garantire equità e coerenza. L’osservazione e la documentazione costituiscono prerequisiti fondamentali per una valutazione efficace, attraverso strumenti come rubriche, griglie e scale di valutazione.
La certificazione delle competenze, sia al termine della scuola primaria che della secondaria di primo grado, rappresenta il momento in cui il profilo dello studente trova espressione e sintesi.
Le nuove Indicazioni attribuiscono un’importanza fondamentale alla scrittura a mano e al corsivo. Il documento afferma che scrivere a mano “allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta” e che “scrivere in corsivo permette di migliorare l’attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione fra le parole”.
La scrittura è definita come “saper strutturare il pensiero in un orizzonte di senso che è anche introspezione, cura di sé” e “avviamento al pensiero riflessivo”. La lettura ad alta voce e le piccole biblioteche d’aula devono convivere con gli strumenti digitali. L’apprendimento delle poesie a memoria viene incoraggiato per i benefici sulla memoria e sulla concentrazione.
La didattica della scrittura assume un ruolo cruciale sin dalla scuola del primo ciclo. Il documento richiama l’importanza dell’esercizio del riassunto, definito “fondamentale per apprendere a scrivere e a pensare”.
La figura del docente viene rivalutata nella sua autorevolezza, definita come Magister (dal latino magis, “di più”). Il documento afferma che “l’educazione si realizza in una rete dinamica di relazioni” e che l’insegnante è il principale “volano del desiderio di apprendere di un allievo”.
Viene esplicitata la necessità di un nuovo patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, sottolineando che la scuola è “un bene sociale comune di inestimabile rilevanza”. Si richiama il concetto di maxima debetur puero reverentia (il massimo rispetto è dovuto al fanciullo) e lo si estende al magistro (al maestro).
Viene introdotta una forte spinta verso l’educazione alle relazioni, all’empatia e al rispetto della persona, per “decostruire stereotipi e affermare il rispetto per l’altro” e contrastare ogni forma di violenza di genere.
Scuola dell’infanzia, campi di esperienza e integrazione con la primaria
Per la scuola dell’infanzia, i campi di esperienza sono declinati ne “Il sé e l’altro”, “Il corpo e il movimento”, “Immagini, suoni, colori”, “I discorsi e le parole” e “La conoscenza del mondo”. Le finalità includono la maturazione dell’identità personale, la conquista dell’autonomia, la promozione della crescita armonica e del benessere psico-fisico, la costruzione di relazioni sociali positive, lo sviluppo di competenze comunicative e l’avvio al pensiero riflessivo.
Il documento sottolinea la funzione sociale della scuola dell’infanzia per la prevenzione della dispersione scolastica e il supporto al benessere individuale e comunitario.
Viene riconosciuto al gioco una “valenza euristica di strumento di apprendimento e di sviluppo personale” nelle sue diverse forme, da quello simbolico a quello di gruppo. L’incontro ludico con il digitale è previsto solo con la “mediazione didattica dell’insegnante”.
Al termine del percorso triennale, ciascun bambino dovrebbe aver sviluppato competenze quali identificare e dare un nome alle emozioni proprie e altrui, aver cura e rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, mostrare autonomia nella gestione dei compiti e curiosità verso proposte nuove, giocare in modo costruttivo e creativo, sapersi orientare nel tempo e nello spazio, possedere consapevolezza della propria corporeità, mostrare interesse e originalità nella produzione artistica, utilizzare il linguaggio orale per esprimersi e interagire, possedere una prima consapevolezza dell’esistenza di lingue e culture diverse, saper operare semplici attività di raggruppamento, ordine, misurazione e confronto di oggetti.
Il profilo del docente richiede, dunque, solida conoscenza psicopedagogica e metodologico-didattica, preparazione disciplinare in ambito umanistico, scientifico e tecnologico, e capacità di costruire relazioni positive con i bambini e le famiglie.
Tempistiche di attuazione e adeguamento dell’editoria scolastica
L’attuazione è pensata per essere graduale. Nell’anno scolastico 2026/2027 si parte con le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Nell’anno scolastico 2027/2028, le classi terze della primaria adottano le nuove Indicazioni per la disciplina storia.
Le Indicazioni del 2012 continueranno ad applicarsi per le classi intermedie già funzionanti nell’anno scolastico 2025/2026 fino alla conclusione dei rispettivi corsi. I collegi dei docenti adatteranno e rimoduleranno il curricolo per le discipline che presentano una scansione temporale diversa rispetto alle precedenti Indicazioni.
Le Indicazioni del 2012 cesseranno di avere efficacia a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027 per la scuola dell’infanzia, dal 2028/2029 per la scuola secondaria di primo grado e dal 2030/2031 per la scuola primaria.
L’editoria scolastica dovrà adeguare i contenuti dei libri di testo a partire dalle classi prime di scuola primaria e secondaria di primo grado per l’anno scolastico 2026/2027. Per la disciplina storia, l’adeguamento partirà dalla classe terza di scuola primaria per l’anno scolastico 2027/2028.
La regione autonoma della Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del regolamento nell’ambito delle competenze ad esse spettanti.
Le disposizioni del decreto si applicano anche alle scuole con lingua di insegnamento slovena o bilingue italiano-sloveno. Dall’attuazione del regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Calendario dell’attuazione delle nuove Indicazioni Nazionali
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha adottato il decreto ministeriale n. 221 con le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione in data 9 dicembre 2025. Il provvedimento è stato registrato alla Corte dei conti il 31 dicembre 2025. La pubblicazione del documento stampato è avvenuta, poi, a marzo 2026.
L’attuazione della riforma prende avvio nell’anno scolastico 2026/2027 con la prima applicazione delle nuove Indicazioni per le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Nello stesso anno scolastico, le Indicazioni del 2012 cessano di avere efficacia per la scuola dell’infanzia.
Sempre a partire dal 2026/2027, viene avviato l’insegnamento del latino per l’educazione linguistica nelle classi seconde e terze della secondaria di primo grado, in via sperimentale, utilizzando gli spazi di autonomia e flessibilità.
L’adeguamento dei libri di testo e l’anticipo per la disciplina storia
L’editoria scolastica deve adeguare i contenuti dei libri di testo per tutte le discipline a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2026/2027. Per la disciplina storia, l’adeguamento è previsto con una deroga: i libri di testo dovranno essere adeguati a partire dalla classe terza della scuola primaria nell’anno scolastico 2027/2028.
Nell’anno scolastico 2027/2028, le classi terze della scuola primaria anticipano l’adozione delle nuove Indicazioni limitatamente alla disciplina storia. Nello stesso anno, le classi seconde della primaria e della secondaria di primo grado adottano le nuove Indicazioni.
Nell’anno scolastico 2028/2029, le Indicazioni del 2012 cessano di avere efficacia per la scuola secondaria di primo grado. Nello stesso anno, le classi terze della primaria e della secondaria di primo grado adottano le nuove Indicazioni.
Il completamento dell’attuazione è previsto per l’anno scolastico 2030/2031, quando le Indicazioni del 2012 cessano di avere efficacia per la scuola primaria.
Riepilogo per grado scolastico e deroghe territoriali
La scuola dell’infanzia avvia le nuove Indicazioni nell’anno scolastico 2026/2027 e nello stesso anno cessa l’applicazione delle Indicazioni del 2012.
La scuola primaria avvia le nuove Indicazioni nell’anno scolastico 2026/2027 con le classi prime e conclude l’attuazione nell’anno scolastico 2030/2031 con la cessazione delle Indicazioni del 2012.
La scuola secondaria di primo grado avvia le nuove Indicazioni nell’anno scolastico 2026/2027 con le classi prime e conclude l’attuazione nell’anno scolastico 2028/2029 con la cessazione delle Indicazioni del 2012.
Per quanto concerne le deroghe territoriali, la regione autonoma della Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del regolamento nell’ambito delle competenze statutarie.
Le disposizioni del decreto si applicano anche alle scuole con lingua di insegnamento slovena o bilingue italiano-sloveno, con le modifiche e integrazioni per gli opportuni adattamenti.
Dall’attuazione del regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente, come stabilito dall’articolo 5, comma 4.
Vedi anche
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Andrea Carlino
Source link







