Nel 2025 gli italiani hanno speso in giochi d’azzardo 165,3 miliardi di euro. Slot machine accese ogni giorno nei bar, videolottery nelle sale dedicate, miliardi di biglietti gratta e vinci stampati e gettati via, server che girano senza sosta per gestire scommesse e casinò online. Tutto questo ha un costo ambientale: in energia consumata, in rifiuti elettronici prodotti, in emissioni di CO₂.
Il mercato in mano a quattro aziende
Lottomatica, Sisal e Snaitech sono i tre principali concessionari italiani del “gioco pubblico” per scommesse, apparecchi fisici e azzardo online. In Italia infatti non esiste il “libero mercato” dell’azzardo e quello che viene definito “gioco pubblico” funziona per concessioni statali rilasciate da Adm, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che affida la gestione dei giochi a privati, tramite bandi di gara e concessioni temporanee.
Lottomatica, Sisal e Snaitech insieme raccolgono oltre il 50% del mercato dell’azzardo legalizzato italiano. Questi tre colossi infatti dominano le scommesse (sia fisiche che online) e i casinò digitali. Lottomatica, in particolare, ha consolidato una leadership schiacciante (superando il 30-40% di quota di mercato in diversi segmenti retail e online dopo le recenti acquisizioni). Insieme a Sisal (gruppo Flutter) e Snaitech (gruppo Playtech), controllano saldamente più della metà del comparto italiano dell’azzardo regolamentato.
Il quarto grande concessionario è Brightstar Lottery (ex Igt) che gestisce in esclusiva il Gioco del Lotto e i biglietti Gratta e Vinci, tramite la joint venture Lotterie Nazionali Srl che ha blindato la concessione del Lotto fino al 2034. Insieme, questi quattro concessionari rappresentano circa il 70% del mercato legalizzato italiano con una rete di circa 60mila punti vendita (tabaccherie, ricevitorie, bar e sale scommesse).
Come misurano il loro costo ambientale?
Nonostante in Ue esistano regole severe per rendicontare l’impatto ambientale (come la recente direttiva Csrd – Corporate Sustainability Reporting Directive e la European Sustainability Reporting Standards – Esrs), non ci sono criteri ambientali specifici o standardizzati per il settore del gioco d’azzardo.
L’azzardo infatti viene inserito nel macro-settore dei servizi o dell’intrattenimento. Questo significa che un operatore di gioco online deve misurare le proprie emissioni di CO₂ basandosi sui consumi dei server e degli uffici, esattamente come farebbe un’agenzia di marketing, senza che vengano considerati gli impatti peculiari della sua filiera come per esempio l’impatto energetico di migliaia di slot machine accese h24 nei bar di tutta Italia. Questo significa che non si possono confrontare i dati in modo trasparente né tra concorrenti e nemmeno con altri settori.
Ma quanto inquinano?
Per trovare i numeri sul costo ambientale dell’azzardo abbiamo spulciato i bilanci di Lottomatica, Sisal e Snaitech che sono gli unici a pubblicare rendicontazioni di sostenibilità strutturate con dati disaggregati per il mercato italiano.
Prima di cominciare a sfogliarli, vale la pena ricordare le proporzioni: Lottomatica è il primo operatore con una quota di mercato di circa il 30%; Sisal si posiziona tra il 12% e il 17% a seconda del segmento; Snaitech tra il 9,9% e l’11,2%.
Nel betting sportivo e virtuale online, ad aprile 2026, Lottomatica ha toccato il 32,9%, Sisal si ferma al 19% e Snaitech al 9,9%. Attenzione però: questi dati riguardano il canale online. Ovviamente i dati mensili sulle scommesse online oscillano di mese in mese in base ai flussi di giocata e ai palinsesti sportivi.
Sul canale fisico (Awp e Vlt nei bar e nelle sale) le quote sono diverse e meno trasparenti, perché Adm ha smesso di disaggregare i dati per concessionario dal 2022. Cosa significa? Mentre per il gioco online i dati della spesa e delle quote di mercato continuano a trapelare mensilmente grazie alle elaborazioni delle agenzie giornalistiche specializzate, sul mercato fisico oggi c’è una forte asimmetria informativa.
Cosa misurano (e non misurano) i bilanci di sostenibilità
I bilanci di sostenibilità seguono standard internazionali, il più diffuso si chiama Global Reporting Initiative – Gri. Stabiliscono le metriche e come comunicarle. Misurano però solo quello che è sotto il controllo diretto dell’azienda.
Nel modello di business delle concessioni di gioco, le slot machine sono tecnicamente di proprietà dei gestori dei bar: la loro bolletta elettrica è quella del bar, non di Lottomatica o Snaitech. Il consumo energetico di decine di migliaia di apparecchi attivi sul territorio ricade quindi nella categoria storicamente meno rendicontata e, fino a poco tempo fa, non obbligatoria secondo gli standard Gri.
Le emissioni di CO₂ si dividono convenzionalmente in tre categorie, dette Scope. Lo Scope 1 riguarda le emissioni prodotte direttamente dall’azienda (le caldaie degli uffici, i furgoni aziendali). Lo Scope 2 riguarda l’energia elettrica acquistata per le proprie sedi. Lo Scope 3 è tutto il resto: le emissioni generate da altri soggetti, ma causalmente collegate all’attività dell’azienda, incluso, per esempio, il consumo energetico dei prodotti distribuiti quando sono in uso presso terzi.
Qualcosa sta cambiando. La nuova direttiva europea Csrd, recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024, rende lo Scope 3 obbligatorio quando è “materiale”, cioè rilevante per il business, e impone la rendicontazione dell’impatto dei prodotti lungo tutta la catena del valore. I grandi concessionari italiani dovranno obbligatoriamente stimare questi consumi nei prossimi bilanci. Lottomatica ha già adottato questi nuovi standard.
Lottomatica inquina come un piccolo comune
Lottomatica è il più grande operatore di gioco pubblico in Italia ed è leader di mercato in scommesse sportive, giochi online e apparecchi fisici.
Anche sul fronte della sostenibilità, Morningstar Sustainalytics le ha assegnato la qualifica di “Industry Esg Leader 2026”, il punteggio più alto al mondo nella categoria che comprende casinò e aziende del gioco. Vale però precisare cosa misura questo rating: non quanto un’azienda impatta sull’ambiente in termini assoluti, ma il rischio finanziario che i fattori ambientali e sociali rappresentano per l’azienda stessa, cioè quanto potrebbe perdere economicamente se le cose andassero male sul fronte Esg. È un indicatore prezioso per gli investitori, non una valutazione dell’impatto ambientale.

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Lottomatica ha inoltre aderito al Carbon Disclosure Project, ottenendo un rating B per le performance ambientali. Ha poi lanciato la propria strategia ambientale Less (Lottomatica Environmental Sustainability Strategy) con l’obiettivo dichiarato di ridurre del 14% le emissioni di Scope 1 e Scope 2 entro il 2030 e del 16% quelle di Scope 3. Ha ottenuto infine la verifica delle proprie emissioni di gas serra secondo lo standard Iso.
Per la prima volta i dati disaggregati sull’impatto dei prodotti di gioco
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 è il primo redatto integralmente secondo gli standard europei Esrs in ottemperanza alla Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive) e per la prima volta, include dati disaggregati sull’impatto ambientale dei prodotti di gioco, non solo dei consumi della struttura aziendale.
Sappiamo dunque che le emissioni generate dall’uso degli apparecchi fisici, cioè dall’elettricità consumata dalle slot machine e dalle videolottery, sono stimate in 19.585 tCO₂e (tonnellate di CO₂ equivalente). I gas che riscaldano il Pianeta non sono solo l’anidride carbonica, quindi per poterli sommare tutti in un numero unico dato si traduce ciascun gas nell’equivalente quantità di CO₂ che produrrebbe lo stesso effetto riscaldante nell’arco di 100 anni.
A cosa equivalgono 19.585 tCO₂e? A circa 7.200 appartamenti residenziali italiani, a un’auto utilitaria a benzina che percorre circa 100 milioni di chilometri (pari a fare il giro della Terra oltre 2.500 volte) e alla quantità di anidride carbonica che circa 80mila alberi ad alto fusto riescono ad assorbire in un anno di vita.
Impossibile calcolare l’impatto storico
Per i terminali e gli apparati IT della rete scommesse si aggiungono altre 5.299 tCO₂e, in calo rispetto al 2024, anche se il confronto è parzialmente distorto da un cambiamento di metodologia: dal 2025 Lottomatica rendiconta l’impatto solo degli apparecchi acquisiti nell’anno in corso, non dell’intero parco macchine già installato.
Questo rende impossibile calcolare correttamente l’impatto storico cumulato di tutte le macchine attive sul territorio. Gli spostamenti dei clienti verso le sale fisiche poi contribuiscono per 8.181 tCO₂e (categoria 9 dello Scope 3), mentre per il gioco online, i servizi di cloud computing e data center pesano 241 tCO₂e.
In sintesi, nel 2025 Lottomatica ha prodotto complessivamente 519 tonnellate di rifiuti, una parte significativa dei quali sono Raee, ossia rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche composti da schede, componenti metalliche, inchiostri e litio per batterie, derivanti dalla manutenzione e rottamazione di Awp e Vlt. Per ridurre questo flusso, il Repair Lab aziendale ha lavorato su 15.412 asset elettronici, riparando oltre il 67% dei pezzi trattati e rottamando la parte restante.
Sommando le voci direttamente riconducibili all’erogazione dell’azzardo (ricapitolando: uso degli apparecchi, terminali scommesse, spostamenti dei clienti, infrastruttura cloud) si ottiene un costo ambientale operativo annuo di circa 33.300 tCO₂e. Aggiungendo la produzione dell’hardware (beni strumentali: 21.253 tCO₂e), l’impatto complessivo della catena del valore supera le 54.500 tCO₂e. È un numero che corrisponde all’impronta di carbonio di un piccolo comune.
Snaitech: dati ancora parziali
Snaitech, oggi parte del gruppo Flutter Entertainment, lo stesso che controlla Sisal, ha pubblicato nel marzo 2025 la nona edizione del suo Bilancio di Sostenibilità, relativo all’esercizio 2024. Il documento è strutturato attorno al piano strategico Think & Act Positive 2024-2030, con l’obiettivo dichiarato di “ridurre l’impatto dell’azienda lungo l’intera catena del valore”. infatti acquista quasi il 100% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili per le proprie sedi dirette.
Il report 2024 fornisce una fotografia precisa del parco macchine: al 31 dicembre 2024, sulla rete Snaitech risultano installati 35.196 AWP (le slot machine tradizionali in bar e tabaccherie) in quasi 8.398 esercizi,e 10.191 Vlt (le videolottery nelle sale dedicate) in 1.109 locali. In totale, oltre 53.785 apparecchi elettronici attivi sul territorio italiano.
Alcuni dati ambientali sono disponibili. Nel 2024 sono state recuperate 85 tonnellate di Raee e la distribuzione fisica dei prodotti verso i punti vendita ha generato 2.336 tCO₂e, mentre a voce più alta dello Scope 3 riguarda l’impatto dei negozi Snai gestiti in franchising: 51.715 tCO₂e.
Snaitech dichiara di monitorare le emissioni derivanti dall’utilizzo dei prodotti venduti cioè dalle macchine in funzione nelle sale, ma ammette esplicitamente che per il 2024 non è stato possibile disaggregare il dato di Snaitech da quello della capogruppo Playtech di cui ha fatto parte fino al 30 aprile 2025 quanto è passata sotto Flutter. L’impatto energetico delle migliaia di macchine sul territorio italiano non è quindi isolabile dai dati globali del gruppo.
A questo si aggiunge una scelta metodologica: Snaitech ha classificato come “non rilevante” la categoria relativa al trattamento di fine vita dei prodotti venduti. Il costo ambientale dello smaltimento definitivo dei terminali di gioco non entra nel calcolo delle emissioni dichiarate. Non è un’irregolarità, ma è una scelta che però riduce la completezza del quadro.
Sul fronte della supply chain, Snaitech dichiara apertamente che attualmente non vengono applicati criteri di valutazione Esg ai fornitori né esistono clausole ambientali nei contratti di fornitura. L’azienda ha però fissato come obiettivo strategico di portare al 100% la valutazione dei fornitori secondo criteri Esg entro il 2026. L’impatto della fase di produzione delle macchine non è quindi ancora rendicontato.
In sintesi, il bilancio di Snaitech è onesto nel dichiarare dove i dati mancano, tuttavia la struttura attuale del report non permette di calcolare l’impatto ambientale dei prodotti di gioco in quanto tali: gran parte dell’impatto resta aggregato a livello di gruppo o escluso dall’analisi di rilevanza.
Sisal: la più avanzata, con numeri concreti sul prodotto
Sisal, parte del gruppo Flutter Entertainment e soggetta agli standard Esg del suo Positive Impact Plan è l’operatore più avanzato dei tre. Il Bilancio di Sostenibilità 2024, pubblicato il 17 luglio 2025 e sottoposto a revisione limitata da Kpmg, è l’unico che fornisce dati disaggregati sull’impatto ambientale della rete di distribuzione fisica e del canale digitale.
Sisal stima l’impatto energetico dei propri punti vendita affiliati, suddividendolo in due voci: il consumo elettrico degli edifici pesa per il 15,5% delle emissioni Scope 3 totali (circa 9.917 tCO₂e), mentre il consumo delle tecnologie pesa per il 19,5% (circa 12.476 tCO₂e). Il totale della rete retail raggiunge circa 22.393 tCO₂e, pari al 35% dell’intera impronta Scope 3 del gruppo.
Sul fronte dei materiali fisici, nel 2024 Sisal ha acquistato 3.551 tonnellate di carta, di cui la gran parte direttamente imputabile ai prodotti di gioco: 1.979 tonnellate di carta termica per le ricevute e 1.396 tonnellate di carta da gioco (schedine, biglietti). Tutta la carta acquistata per schedine e ricevute è certificata Fsc (Forest Stewardship Council) che garantisce che la cellulosa proviene da foreste gestite in modo responsabile. Una delle iniziative più concrete riguarda la carta termica delle ricevute: ottimizzando il codice QR sulle ricevute del SuperEnalotto, Sisal ha ridotto la lunghezza media di ogni scontrino, con un risparmio stimato di 6,78 milioni di metri di carta termica all’anno e circa 66 tCO₂e evitate.


Infine l’acquisto di nuove tecnologie pesa per il 4,4% delle emissioni Scope 3 (2.815 tCO₂e). Nel 2024 sono state riparate o ricondizionate 29.790 apparecchiature elettriche ed elettroniche con il 100% dei Raee italiani inviato a operazioni di recupero certificate.
CO₂ compensata grazie a un progetto in Kenya
Sisal è l’unico operatore italiano che misura l’impronta di carbonio di una piattaforma di gioco specifica. Per il terzo anno consecutivo ha calcolato le emissioni generate da sisal.it usando la metodologia Sci (Software Carbon Intensity) e ha compensato le 71 tCO₂ e prodotte dalla piattaforma nel 2024 attraverso il progetto di irrigazione solare SunCulture in Kenya. I data center italiani sono alimentati al 100% da fonti rinnovabili.
In conclusione le emissioni totali di gas serra di Sisal nel 2024 sono state 67.384 tCO₂e, di cui il 95% Scope 3 cioè generato lungo la catena del valore, non direttamente dalle sedi aziendali. Le voci principali sono l’acquisto di beni e servizi e i consumi della rete dei punti vendita. Il consumo energetico totale è stato 92.782 GJ che corrisponderebbe al consumo elettrico annuo completo di circa 9.545 famiglie italiane.
La lacuna comune
Lottomatica è classificata come la più sostenibile al mondo nel settore del gioco. Sisal compensa le emissioni della sua piattaforma digitale finanziando pannelli solari in Kenya. Snaitech acquista energia verde e dichiara impegni ambiziosi lungo tutta la catena del valore. Tutti e tre usano standard internazionali riconosciuti, tutti e tre si sono dotati di strategie ambientali con nomi e acronimi dedicati.
Ma quanta energia consumano le slot machine accese tutti i giorni?
Eppure nessuno dei tre risponde alla domanda più ovvia: quanta energia consumano le macchine che hanno acceso ogni giorno nei bar e nelle sale di tutta Italia?
Nessun bilancio infatti fornisce quanta energia consuma una singola slot machine per ogni ora di funzionamento, moltiplicata per le ore di attività annue, e poi moltiplicato per il numero di macchine in rete. Un calcolo che sarebbe possibile, ma che non viene fatto in forma disaggregata e verificabile.
Se un concessionario per esempio scrive a bilancio: “La nostra rete di slot ha impattato per 19mila tonnellate di CO₂”, sta fornendo solo il risultato finale di un’equazione.
I tre fattori base che nessuno pubblica
Se non pubblica i tre fattori base: Consumo orario della macchina + Ore medie di accensione + Numero di macchine, il lettore e l’analista devono “fidarsi” ciecamente del numero finale. Diventa una scatola nera: non si sa se hanno stimato che una slot rimanga accesa 8 ore al giorno o 24 ore né se hanno calcolato il consumo di un modello vecchio quindi più energivoro o di uno nuovo.
Un po’ come dire: se compro un elettrodomestico, voglio sapere quanta energia consuma quel modello specifico. Ecco, nel “gioco pubblico” accade il contrario, ossia che l’impatto ambientale delle slot viene spalmato in un unico calderone. Perciò non pubblicare il consumo orario standard di una slot impedisce di capire se i concessionari stiano imponendo ai baristi l’adozione di macchine di nuova generazione a basso consumo o se sul territorio stiano circolando apparecchi obsoleti che surriscaldano la rete elettrica dei locali…
Anche perché l’azzardo fisico in Italia è un tema fortemente territoriale, regolato da leggi regionali e ordinanze sindacali che spesso impongono lo spegnimento delle macchine in certe ore del giorno. Quindi se un bilancio fornisse il dato disaggregato (per esempio: “Una slot media consuma 200 Watt all’ora”), i singoli Comuni potrebbero calcolare l’esatto risparmio energetico ottenuto imponendo le ore di spegnimento sul proprio territorio.
Si misura l’azienda come ufficio non come prodotto
Non fare questo calcolo esplicito permette ai concessionari di adempiere formalmente agli obblighi della legge europea (Csrd) parlando di “tonnellate complessive”, ma evita di dover rispondere a domande del tipo: “Quanti euro di corrente elettrica costa a un barista tenere accesa quella specifica slot machine per un anno intero?”
Siamo dunque di fronte a un sistema di rendicontazione costruito per misurare l’azienda come ufficio, non l’azienda come prodotto. Eppure “gioco pubblico” in Italia è uno dei settori più regolamentati che esistano.
Adm stabilisce la percentuale esatta di vincite di ogni slot machine, l’orario in cui può essere accesa, la distanza minima da una scuola. Ogni apparecchio deve essere certificato prima di essere collegato alla rete. Ogni transazione è tracciata in tempo reale.
In apertura photo by Fotografia Lui Vlad on Unsplash
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Antonietta Nembri
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