Quando si parla di salario e stipendio si commette spesso l’errore di utilizzare in maniera sinonimica questi due termini, che però hanno origini e significati tradizionalmente distinti. Capire qual è la differenza tra salario e stipendio permette di comprendere meglio come viene remunerata l’attività lavorativa. Lo stipendio è una forma di retribuzione fissa, generalmente corrisposta con cadenza mensile, che non varia in funzione delle ore effettivamente lavorate e tradizionalmente associata al lavoro degli impiegati. Il salario, invece, è determinato in base alle ore o alle giornate di lavoro svolte, può quindi variare in relazione alla prestazione effettuata ed è storicamente collegato soprattutto agli operai.
Qual è la differenza tra salario e stipendio?
Nel linguaggio comune le parole salario e stipendio sono spesso utilizzate per indicare la somma di denaro che riceve in busta paga un lavoratore dipendente. Dal punto di vista tecnico, però, i due termini possono assumere significati differenti, soprattutto quando si considera la modalità con cui viene calcolata e corrisposta la retribuzione.
Per capire la differenza tra salario e stipendio è innanzitutto necessario partire dalle rispettive definizioni. Il salario è, in senso tradizionale, la retribuzione corrisposta a un lavoratore in relazione all’attività svolta, generalmente determinata sulla base del tempo di lavoro, delle ore effettuate o delle giornate lavorate. Il termine deriva storicamente dal mondo del lavoro manuale e operaio e viene spesso associato alla remunerazione degli operai e dei lavoratori che svolgono mansioni prevalentemente esecutive, chiamati un tempo “colletti blu”.
Lo stipendio indica la retribuzione normalmente riconosciuta con cadenza periodica, di solito mensile, a chi svolge un’attività lavorativa subordinata. Il termine è tradizionalmente associato ai lavoratori impiegati, e, più in generale, a coloro che ricevono una remunerazione fissa per il proprio lavoro.
La distinzione tra salario e stipendio, per quanto oggi sostanzialmente superata, è legata principalmente al tipo di rapporto di lavoro e al criterio utilizzato per determinare la paga. Nella tabella di seguito sono indicate le principali differenze tra salario e stipendio:
| Aspetto | Salario | Stipendio |
| Tipologia di lavoratore | operai e lavoratori che svolgono attività manuali | impiegati, funzionari e lavoratori che svolgono attività d’ufficio e/o intellettuali |
| Tipologia di lavoro | manuale, operativo o produttivo | lavoro intellettuale, amministrativo o gestionale |
| Base di calcolo | in base alle ore o alle giornate effettivamente lavorate, oppure secondo quanto stabilito dal contratto collettivo | predeterminato su base mensile, indipendentemente dal numero di giornate lavorate nel mese |
| Periodicità paga | può essere oraria, giornaliera o legata alla quantità di lavoro svolto | generalmente mensile |
| Importo paga | può variare maggiormente in funzione delle ore lavorate, delle presenze e delle prestazioni effettuate | tendenzialmente fisso e predeterminato su base mensile, salvo componenti variabili |
| Variazioni della retribuzione | può risentire maggiormente di ore straordinarie, assenze, turni e quantità di lavoro | può variare per straordinari, premi, indennità, assenze o altri elementi della busta paga |
| Contratto collettivo | categoria operaio | categorie quadro, impiegato e dirigente |
Chi prende il salario e chi lo stipendio?
Tradizionalmente, il salario era associato soprattutto agli operai e ai lavoratori impiegati in attività manuali o produttive, ossia ai cosiddetti colletti blu. La remunerazione poteva essere calcolata in base alle ore o alle giornate effettivamente lavorate e poteva quindi variare in funzione della prestazione.
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Lo stipendio, invece, era storicamente riferito agli impiegati e alle figure professionali, i famosi colletti bianchi, che ricevevano una somma prestabilita con cadenza periodica, generalmente ogni mese, conoscendo così l’importo della loro retribuzione ordinaria indipendentemente dal numero di giornate lavorative presenti nel singolo mese.
Questa distinzione è però diventata meno netta nel corso del tempo ed è stata in qualche modo superata, visto che i contratti collettivi hanno progressivamente uniformato molti aspetti della disciplina della retribuzione e oggi non è corretto affermare semplicemente che gli operai prendano il salario e gli impiegati lo stipendio.
Un operaio, per esempio, può ricevere una retribuzione mensile fissa, mentre un impiegato può avere una componente variabile collegata ai risultati, alle ore di lavoro o ad altre condizioni. Per questo motivo, quando si parla di lavoro dipendente, il termine retribuzione è generalmente quello più preciso per indicare l’insieme delle somme riconosciute dal datore di lavoro al lavoratore in cambio della prestazione lavorativa.
Qual è la differenza tra salario e stipendio in economia?
Salario e stipendio rappresentano entrambi una forma di remunerazione del lavoro, ma la distinzione tra i due in ambito economico può assumere un significato più specifico rispetto a quello utilizzato nel linguaggio quotidiano. In economia, il salario è tradizionalmente considerato il prezzo del fattore produttivo lavoro, cioè il compenso che il lavoratore riceve per mettere a disposizione dell’impresa le proprie competenze e la propria attività.
Lo stipendio rappresenta, invece, una particolare modalità di corresponsione della retribuzione, normalmente caratterizzata da un importo periodico e relativamente stabile. In pratica, la differenza tra salario e stipendio riguarda soprattutto il criterio di determinazione della retribuzione.
La distinzione può essere osservata anche in ambito aziendale e contabile. Nel conto economico salari e stipendi costituiscono una componente dei costi per il personale e concorrono, insieme agli altri oneri legati ai dipendenti, alla determinazione del risultato economico dell’esercizio.
In contabilità, la rilevazione delle retribuzioni avviene attraverso specifiche scritture e la rilevazione di salari e stipendi nella partita doppia serve a contabilizzare il costo del lavoro sostenuto dall’impresa e, contemporaneamente, i debiti che derivano dalla retribuzione dei dipendenti.
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Perché lo stipendio si chiama anche salario?
Il motivo per cui stipendio e salario vengono spesso utilizzati come sinonimi è legato all’evoluzione del linguaggio del lavoro. Nel corso del tempo, la distinzione originaria tra le due parole si è progressivamente attenuata e il termine salario ha assunto un significato più generale.
Nell’uso quotidiano, infatti, è comune parlare di “salario” per indicare la somma percepita da un lavoratore, indipendentemente dal fatto che si tratti di un operaio, di un impiegato o di un’altra figura professionale. Allo stesso modo, la parola “stipendio” viene spesso utilizzata per indicare genericamente la retribuzione mensile.
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Davide Pantaleo
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