l’azionariato popolare dopo l’addio a Trapani


Prima gli insulti alla città. Poi il trasferimento del Trapani Calcio a Palermo, deciso mentre resta aperto il contenzioso sugli arretrati per l’utilizzo dello stadio Provinciale. Adesso Valerio Antonini torna a rivolgersi proprio ai tifosi trapanesi. Non per chiedere sostegno morale, ma per raccogliere denaro.

 

Il presidente dell’FC Trapani ha annunciato sui social l’imminente avvio di un azionariato popolare. L’idea, almeno nelle intenzioni, sarebbe quella di mettere sul mercato il 40% delle quote della società e raccogliere un milione di euro.

 

«Il futuro dell’FC Trapani può essere costruito insieme ai suoi tifosi. Quelli veri», scrive Antonini. E aggiunge la promessa finale: «Un giorno potrete dire: sono uno dei proprietari del Trapani Calcio».

 

Una formula suggestiva. Quasi romantica. Se non fosse che arriva dopo settimane nelle quali lo stesso Antonini ha ripetutamente attaccato Trapani e i trapanesi, annunciando di voler vendere ogni proprietà rimasta in città e di non voler riportare mai più la squadra al Provinciale.

 

Adesso, però, il futuro del club dovrebbe essere costruito anche con i soldi di quei tifosi.

 

Un milione di euro da raccogliere

 

Secondo quanto annunciato, il valore complessivo dell’FC Trapani sarebbe stimato in circa 2,4 milioni di euro. La società vorrebbe raccogliere un milione, offrendo complessivamente il 40% delle quote.

 

Antonini sostiene che potrà aderire chiunque, con un limite massimo del 2,99% per ciascun nucleo familiare, così da garantire un azionariato «realmente diffuso e popolare».

 

Per adesso, però, non esiste ancora un documento pubblico da esaminare. Antonini annuncia che sarà predisposto un Memorandum informativo con modalità di adesione, cronoprogramma e dettagli dell’operazione.

 

Dunque, allo stato attuale, siamo ancora davanti a un post sui social. Non a un’offerta formalizzata, non a un prospetto completo, non a un’operazione della quale siano noti struttura societaria, diritti degli azionisti, rischi, condizioni di uscita e destinazione verificabile delle somme.

 

La quotazione in Lussemburgo e le cause come “valore”

 

Per rendere più appetibile l’operazione, Antonini richiama anche la quotazione della Holding Lux alla Borsa del Lussemburgo, che a suo dire potrebbe produrre un aumento del valore delle partecipazioni.

 

Tra gli «elementi di valorizzazione» vengono citate persino le controversie legali in corso contro la FIGC e il Libero Consorzio.

 

È un modo singolare di presentare un investimento: non soltanto risultati sportivi e ricavi futuri, ma anche cause giudiziarie ancora da definire. Contenziosi che, per loro natura, possono essere vinti, persi, ridimensionati o trascinarsi per anni.

 

Antonini presenta questi elementi come potenziali opportunità. Il tifoso chiamato a mettere mano al portafoglio dovrebbe però considerarli anche per ciò che sono: fattori incerti.

 

L’acquisizione del club di categoria superiore

 

L’azionariato popolare sarebbe legato anche alla «probabile conclusione» dell’acquisizione di un club di categoria superiore.

 

Anche qui, al momento, non ci sono nomi, atti, importi, autorizzazioni federali o date certe. C’è l’annuncio di un’acquisizione che Antonini considera ormai probabile e che dovrebbe modificare il futuro sportivo dell’FC Trapani.

 

La formula è ormai conosciuta: prima si costruisce l’aspettativa, poi si promettono i dettagli.

 

È accaduto più volte durante l’esperienza trapanese dell’imprenditore romano.

 

Dalla Cittadella dello Sport all’azionariato popolare

 

Il precedente più evidente è quello della Cittadella dello Sport. Antonini la presentò come il grande progetto destinato a cambiare il volto degli impianti sportivi trapanesi. Ci furono annunci, conferenze, cifre, dichiarazioni e rendering.

 

Sembrava tutto pronto. O quasi.

 

Poi il progetto è rimasto travolto dallo scontro con il Comune, dalle reciproche accuse e dalla rottura definitiva tra Antonini e l’Amministrazione comunale. Della Cittadella sono rimaste soprattutto le immagini digitali e una lunga scia di polemiche.

 

Non è stato l’unico annuncio enfatico. In questi anni sono stati evocati investitori, nuove strutture, quotazioni, grandi operazioni finanziarie, rilanci e ricorsi destinati, nelle parole del presidente, a cambiare la storia dello sport trapanese.

 

Talvolta qualcosa si è concretizzato. Molte altre volte il racconto ha corso più velocemente dei documenti.

 

Per questo anche l’azionariato popolare, almeno fino alla pubblicazione del Memorandum, appare come una delle consuete boutade di Antonini: un annuncio costruito per occupare la scena, alimentare aspettative e spostare ancora una volta il dibattito sul prossimo grande progetto.

 

I “tifosi veri” e gli altri

 

C’è poi l’immancabile distinzione tra i tifosi «veri» e tutti gli altri.

 

Antonini non si limita a proporre un investimento. Stabilisce anche chi merita di partecipare alla nuova fase. I tifosi autentici sarebbero quelli disposti a credere nel progetto, e forse anche a finanziarlo. Gli altri restano fuori dal recinto: critici, contestatori, giornalisti, amministratori o semplicemente cittadini che chiedono conti e documenti.

 

È il metodo Antonini applicato anche all’azionariato: prima si divide il pubblico, poi si chiama a raccolta la parte fedele.

 

Resta una contraddizione difficile da ignorare. Il presidente che ha detto di aver chiuso con Trapani, che ha definito la città indegna, che ha portato la squadra a giocare a Palermo e che ha annunciato di voler vendere tutto, oggi chiede ai trapanesi di diventare soci.

 

In pratica, Antonini se ne va. Ma lascia aperta la cassa.

 

Prima i documenti, poi l’entusiasmo

 

L’azionariato popolare può essere uno strumento serio. In diversi club consente ai tifosi di partecipare alla vita societaria, esercitare diritti, controllare i bilanci e difendere l’identità sportiva.

 

Ma per essere davvero popolare servono trasparenza, regole chiare, governance, documenti contabili, diritti effettivi e una struttura che non riduca i piccoli soci al semplice ruolo di finanziatori silenziosi.

 

Il Memorandum annunciato dovrà quindi spiegare molto: chi valuta il club 2,4 milioni di euro, su quali dati si fonda la stima, quali debiti gravano sulla società, che diritti avranno i nuovi azionisti, come saranno impiegate le somme raccolte e che rapporto esiste tra l’FC Trapani, la holding lussemburghese e l’eventuale club da acquisire.

 

Fino ad allora, resta un post.

 

Uno dei tanti annunci di Valerio Antonini. Questa volta con una novità: il conto dovrebbe pagarlo il popolo.




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