Cinelli non abbassa la testa: “Sciucco ha affondato la città per candidarsi”

Una settimana fa erano stati in nove a firmare. Lo avevano fatto davanti a un notaio, sottoscrivendo l’atto che ha chiuso con otto mesi d’anticipo l’esperienza amministrativa di Emiliano Cinelli. Oggi pomeriggio il sindaco uscente ha scelto di rompere il silenzio che aveva osservato subito dopo il colpo, e lo ha fatto nel modo più classico: una conferenza stampa, la voce che trema un po’ per l’indignazione, e la certezza — recitata più volte — di aver «lavorato senza sosta» fino all’ultimo giorno utile. (Leggi qui: In 9 dal notaio: a Monte San Giovanni Campano cade l’amministrazione Cinelli).

Ma soprattutto due annunci, uno politico e uno personale, destinati a tenere banco a Monte San Giovanni Campano per tutta l’estate: la sua ricandidatura e un atto d’accusa frontale contro l’ormai ex vicesindaca Sabrina Sciucco, colpevole — secondo Cinelli — di aver sacrificato la città sull’altare della propria ambizione personale.

“Non dimissioni, un colpo di mano”

La conferenza stampa di Emiliano Cinelli

Il primo bersaglio della conferenza è semantico, prima ancora che politico. Cinelli respinge con decisione la definizione di “dimissioni da vicesindacoche la stessa Sciucco aveva usato per raccontare la propria scelta, e la sostituisce con un’espressione ben più dura: un «atto vile», un «colpo di mano premeditato» che ha «azzerato l’intero governo della città».

La differenza, nella sua ricostruzione, non è di lana caprina: firmare le proprie dimissioni da un incarico è un gesto personale, mentre orchestrare la caduta dell’intera amministrazione a otto mesi dal voto naturale è, ai suoi occhi, tutt’altra cosa.

E la responsabilità, aggiunge il sindaco uscente, non è solo di Sciucco: coinvolge l’intera minoranza consiliare, che avrebbe preferito il “gioco di palazzo” alla “matura responsabilità amministrativa” di aspettare la fine naturale della consiliatura.

La tesi della candidatura mancata

Il cuore dell’accusa, però, riguarda le motivazioni. Cinelli liquida come pretestuose le due giustificazioni circolate nei giorni scorsi: una delega mai concessa, un posto scomodo sulla scalinata durante la visita del procuratore Nicola Gratteri. Durante la conferenza le bolla come dettagli buoni «per sorridere, se non ci fosse da piangere».

Emiliano Cinelli e Sabrina Sciucco

La sua verità è un’altra, e la mette nero su bianco: Sabrina Sciucco vuole candidarsi sindaca alle prossime elezioni. E l’unico modo per indebolire lui e la sua squadra sarebbe stato impedire che l’amministrazione uscente potesse tagliare il traguardo dei lavori avviati, presentandosi al voto con un bilancio di risultati concreti. Una tesi che, va detto, ribalta pressoché punto per punto la ricostruzione fornita dalla stessa Sciucco nella lettera d’accompagnamento alle dimissioni, dove si parlava di otto deleghe accentrate nelle mani del sindaco, giunte disertate e tenute in streaming, 150 loculi mancanti al cimitero e scuole chiuse da anni nelle frazioni.

Su un punto, in particolare, Cinelli sceglie l’arma dell’ironia: proprio mentre Sciucco rivendicava il “coraggio di assumersi una responsabilità“, sarebbe stata lei — sostiene il sindaco — a far slittare una delibera di Giunta sui 90 nuovi pali della pubblica illuminazione, senza poi presentarsi nemmeno alla seconda convocazione. «Troppo facile accusare l’amministrazione di paralisi quando si è stati i primi a creare il blocco operativo» ha scandito, trasformando l’accusa in un rimando al mittente.

Il tavolo con il Commissario e le vittorie rivendicate

Nel frattempo, con l’amministrazione ormai nelle mani del commissario prefettizio Francesco Tarricone, Cinelli ha scelto di continuare a fare pressione dall’esterno: un incontro nei giorni scorsi in cui ha chiesto — e ottenuto, a suo dire — continuità su quattro dossier che considera identitari. La variazione di bilancio per riaprire a settembre la scuola di La Lucca e la concessione dei campi sportivi, tra i punti che sarebbero rimasti bloccati dal Consiglio comunale mai tenutosi il 30 luglio. La priorità sui cantieri scolastici. La comunicazione, che Cinelli definisce «un risultato storico», secondo cui Palazzo Nicoletti non risulta sottoposto a vincolo culturale, aprendo la strada alla demolizione dell’immobile nella frazione Colli. E l’intitolazione del nuovo asilo nido a Nicola Bianchi, il giovane concittadino vittima del terremoto dell’Aquila.

A questo si aggiunge un lungo repertorio di cifre che il sindaco uscente ha voluto mettere in fila come biglietto da visita per la sua ricandidatura: oltre un milione di euro di contenziosi storici chiusi, più di 8 milioni investiti sull’edilizia scolastica tra il nuovo asilo nido, la mensa di Colli e la progettazione della nuova scuola di La Lucca, 2,5 milioni per la viabilità di Ruirate, Santa Pudenziana e Le Gotte dopo 14 anni di attesa, oltre 3.300 pali della pubblica illuminazione messi a norma.

Numeri che, come sempre accade in questo genere di bilanci di fine mandato, andranno verificati alla prova dei fatti più che applauditi a scena aperta ma che Cinelli intende usare, evidentemente, come architrave della propria campagna.

Il vero danno, secondo Cinelli: 116mila euro l’anno

Monte San Giovanni Campano (Foto © DepositPhotos.com)

C’è infine un capitolo che il sindaco uscente sceglie di raccontare in termini quasi contabili, forse perché più di ogni accusa politica rende l’idea del prezzo pagato dalla comunità: il Comune, spiega, avrebbe perso l’accesso a 116mila euro l’anno per tre anni di sgravi fiscali destinati a commercianti e nuove attività, proprio a causa dello stop imposto dalla caduta anticipata dell’amministrazione.

Un danno che Cinelli scarica per intero sulla scelta di Sciucco e della minoranza, chiudendo la conferenza con l’affondo finale: chi ha davvero a cuore la trasparenza non blocca i commenti sotto i propri post, insinua il sindaco uscente, riferendosi implicitamente alla comunicazione della sua ex vice.

Si torna al voto, con Cinelli in campo

Resta, sullo sfondo di accuse e contro-accuse che difficilmente troveranno una sintesi condivisa prima delle urne, l’unico dato che conta davvero per i cittadini di Monte San Giovanni Campano: si vota, e Cinelli sarà della partita. La lista “SiAmo Monte San Giovanni Campano“, ha annunciato, tornerà in campo «più forte, unita e determinata di prima».

Sabrina Sciucco, dal canto suo, non ha ancora sciolto pubblicamente la riserva sulla propria candidatura a sindaca: ma difficilmente, dopo un atto notarile e una conferenza stampa così frontale, potrà più permettersi di restarne fuori.


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