Turni lunghi, carichi pesanti e stress continuo: nel settore Ho.Re.Ca. molte patologie non sono “normali conseguenze del lavoro”, ma vere malattie professionali. Una guida chiara per capire quali sono le più frequenti, chi rischia cosa e come tutelare la propria salute.
Dietro l’accoglienza di un albergo, il dinamismo di un bar e la frenesia di una cucina di ristorante si nasconde un mondo di oltre un milione di lavoratori che ogni giorno garantiscono l’eccellenza del settore Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café) in Italia. Tuttavia, turni infiniti, carichi pesanti e ritmi serrati non sono solo fonte di stanchezza, ma possono trasformarsi in vere e proprie malattie professionali.
I dati più recenti dell’Inail mostrano un aumento significativo delle denunce, con quasi 14.000 casi in più registrati nell’ultimo anno rispetto al precedente. Ma quali sono i rischi reali che corrono quotidianamente cuochi, baristi, camerieri e addetti alle pulizie?
Spesso si pensa solo al “mal di schiena”, ma il panorama è molto più complesso e include rischi chimici, ambientali e psicosociali. In questo articolo analizzeremo la mappa delle patologie più diffuse — dai disturbi muscoloscheletrici alle malattie da stress — e vedremo quali sono i diritti dei lavoratori e gli obblighi dei datori di lavoro in materia di sicurezza e sorveglianza sanitaria, per capire come difendere la propria salute anche in contesti lavorativi spesso precari o irregolari.
Il settore Ho.Re.Ca.: un lavoro usurante spesso sottovalutato
Il comparto Ho.Re.Ca. comprende alberghi, ristoranti, bar, mense e servizi di catering. È un settore caratterizzato da:
- forte stagionalità,
- orari irregolari e turni notturni,
- lavoro nei weekend e nei festivi,
- contatto continuo con il pubblico,
- carichi di lavoro concentrati nelle ore di punta.
Secondo l’INAIL, oltre il 50% delle malattie professionali riconosciute nel settore riguarda il sistema muscoloscheletrico, seguito dai disturbi del rachide e dalle patologie da sovraccarico degli arti superiori (come l’artrosi della base del pollice per cuochi, camerieri e baristi).
Non mancano neppure problemi respiratori, dermatologici e disturbi legati allo stress lavoro-correlato, e c’è da segnalare che l’esposizione agli agenti chimici costituisce quasi un quinto (19,7%) dei fattori causali delle patologie dei lavoratori.
La mappa dei rischi nel settore Ho.Re.Ca.
La Scheda INAIL n. 12 (aggiornata al 2025, con i dati consolidati del 2024 e delle annualità precedenti) consente di suddividere i rischi lavorativi in tre grandi categorie, utili per comprendere l’origine delle principali malattie professionali.
Rischi per la salute
Sono legati direttamente alle attività svolte e agli strumenti utilizzati:
- agenti fisici: rumore e vibrazioni di macchinari e utensili;
- agenti biologici e allergeni: farine, muffe, detersivi, contaminazioni alimentari;
- agenti chimici e cancerogeni: detergenti, prodotti per la pulizia, fumi di cottura e particolato ultrafine;
- sforzi fisici e posture scorrette: sollevamento di carichi, movimenti ripetitivi, spazi di lavoro mal progettati.
Rischi trasversali (organizzativi e psicosociali)
Riguardano l’organizzazione del lavoro:
- carichi di lavoro eccessivi;
- ritmi serrati e turni prolungati;
- scarso controllo sull’attività lavorativa;
- stress cronico;
- episodi di aggressione o violenza verbale da parte di clienti;
- attrezzature inadeguate e spazi ristretti.
Rischi ambientali
Dipendono dalle caratteristiche dei luoghi di lavoro:
- microclima sfavorevole (caldo intenso in cucina, freddo nelle celle frigorifere);
- esposizione a rumore esterno;
- esposizione a radon in ambienti seminterrati;
- presenza di amianto in strutture o forni datati.
Questi rischi riguardano spesso strutture ricettive situate in edifici storici o non ristrutturati.
Chi rischia cosa: le malattie professionali più frequenti
Uno degli aspetti più interessanti dei dati INAIL è la possibilità di collegare mansione e patologia, grazie all’indicatore PRR (Proportional Reporting Ratio), che segnala una forte correlazione tra lavoro svolto e malattia.
Questo dato scientifico può essere utilizzato, a livello medico-legale e anche nelle cause giudiziarie, per stabilire l’effettiva probabilità di insorgenza della malattia professionale nel caso concreto, e tenuto conto dei fattori specifici di rischio ai quali il lavoratore è stato esposto.
Ecco i principali rischi suddivisi per le mansioni svolte dai lavoratori del settore Ho.Re.Ca.
Baristi
- Artrosi della prima articolazione carpometacarpica (base del pollice)
Movimenti ripetitivi, uso continuo delle mani e posture forzate spiegano un rischio molto elevato.
Camerieri e personale di sala
- Spondilosi e disturbi del rachide
Lunghe ore in piedi, vassoi pesanti e posture statiche incidono soprattutto sulla colonna vertebrale.
Cuochi e addetti alla cucina
- Sinoviti e tenosinoviti
- Artrosi
- Asma professionale
Lavoro manuale intenso, movimenti ripetuti, esposizione a fumi e alte temperature rendono la cucina uno degli ambienti più usuranti.
Addetti alle pulizie
- Reazioni a grave stress e disturbi dell’adattamento
Spesso si tratta di lavoratori con ritmi serrati, scarsa autonomia e carichi fisici elevati, talvolta senza adeguata formazione.
Addetti alla consegna e movimentazione merci
- Spondilosi e disturbi muscoloscheletrici
Sollevamento di carichi e posture incongrue sono i principali fattori di rischio.
Perché molte malattie non vengono riconosciute
Nonostante l’esistenza di questi rischi, nel settore Ho.Re.Ca. molte patologie restano sommerse. Non vengono, quindi, diagnosticate e indennizzate.
Le ragioni sono note:
- contratti a termine o stagionali;
- lavoro irregolare o “a chiamata”;
- alta presenza di lavoratori stranieri;
- scarsa informazione sui diritti;
- mancata sorveglianza sanitaria.
Il risultato è che il lavoratore spesso accetta il dolore come “parte del mestiere”, senza sapere che può trattarsi di una vera e propria malattia professionale.
Diritti dei lavoratori e obblighi dei datori di lavoro
La normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) si applica pienamente anche al settore Ho.Re.Ca., indipendentemente dalla durata e dal tipo del contratto.
Gli obblighi del datore di lavoro
- valutare i rischi (DVR);
- fornire formazione e informazione adeguata;
- attivare la sorveglianza sanitaria quando prevista;
- adottare misure di prevenzione e protezione;
- garantire ambienti di lavoro sicuri e attrezzature idonee.
I diritti del lavoratore
- diritto alla tutela della salute;
- diritto alla visita medica quando prevista;
- diritto al riconoscimento della malattia professionale;
- diritto alle prestazioni INAIL in caso di nesso causale accertato.
Questi diritti valgono anche per i lavoratori stagionali e a tempo determinato.
Come tutelarsi concretamente
Chi lavora in hotel, ristoranti o bar dovrebbe:
- segnalare al medico eventuali disturbi persistenti;
- chiedere informazioni sulla sorveglianza sanitaria;
- conservare documentazione sanitaria e lavorativa;
- in caso di dubbi, rivolgersi a un patronato o a un avvocato.
Riconoscere una malattia professionale non è solo una questione economica, ma un passo fondamentale per difendere la propria salute nel lungo periodo.
Quando scatta la sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è l’insieme delle visite mediche e degli accertamenti svolti dal medico competente per verificare che il lavoro non danneggi la salute del lavoratore.
Nel settore Ho.Re.Ca. non è facoltativa e scatta ogni volta che la mansione comporta rischi specifici, tra cui:
- movimentazione manuale di carichi;
- posture incongrue o movimenti ripetitivi;
- esposizione a sostanze chimiche (detergenti, fumi di cottura);
- esposizione a polveri o allergeni (farine, muffe);
- lavoro in ambienti con microclima sfavorevole (caldo intenso o freddo);
- stress lavoro-correlato rilevante.
Attenzione: la sorveglianza sanitaria vale anche per i contratti a termine, stagionali o part-time.
Non ci sono deroghe. La breve durata del rapporto non esonera il datore di lavoro dagli obblighi previsti dal d.lgs. 81/2008.
Pertanto il lavoratore ha diritto a:
- visita preventiva;
- visite periodiche;
- giudizio di idoneità alla mansione.
La mancata attivazione della sorveglianza sanitaria è una violazione grave a carico del datore di lavoro .
Come farsi riconoscere una malattia professionale
Una malattia professionale è una patologia causata (o concausata) dal lavoro svolto. Come abbiamo visto, hel settore Ho.Re.Ca. rientrano, ad esempio, artrosi, spondilosi, tendiniti, asma professionale e disturbi da stress.
Per ottenere il riconoscimento INAIL occorre seguire questi passaggi:
1️⃣ Rivolgersi al medico
Il medico (di base o specialista) deve redigere un certificato medico che indichi:
- la diagnosi;
- il sospetto di origine professionale.
2️⃣ Denuncia all’INAIL
La denuncia di malattia professionale può essere:
- trasmessa dal datore di lavoro;
- oppure presentata direttamente dal lavoratore (anche con l’assistenza di un patronato).
3️⃣ Valutazione dell’INAIL
L’INAIL verifica:
- la patologia;
- la mansione svolta;
- il nesso causale tra lavoro e malattia.
4️⃣ Esito
Se la malattia viene riconosciuta, il lavoratore può ottenere:
- indennizzo o rendita;
- copertura delle cure;
- tutela anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Importante: il riconoscimento della malattia di origine professionale è possibile anche dopo la fine del contratto e anche se il rapporto era breve o stagionale.
Per approfondire, leggi il nostro tutorial: “Come farsi riconoscere la malattia professionale“.
In conclusione
Il lavoro nel settore Ho.Re.Ca. è essenziale per l’economia e per il turismo, ma non può essere pagato con la salute dei lavoratori. Conoscere i pericoli di insorgenza di malattie professionali, sapere “chi rischia cosa” e conoscere i propri diritti è il primo strumento di tutela, soprattutto in un settore dove precarietà e intensità lavorativa sono ancora troppo diffuse.
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Paolo Remer
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