Un post di saluto su Instagram, due foto: una da piccolissimo, appena 1 anno, con la divisa da gioco del Frosinone e un mini-gagliardetto tra le manine, il sorriso da sognatore, due occhioni spalancati sullo scatto di papà Tonino, nello sfondo la Curva Nord dello stadio Comunale; l’altra appena due mesi fa, elegante con la divisa blu del Club, camicia aperta, il sorriso di sempre e il trofeo per la promozione in serie A, un altro sogno raggiunto.
E’ così che Federico Casinelli, 34 anni, una Laurea in Giurisprudenza, giornalista pubblicista, Responsabile Marketing e Commerciale del Frosinone Calcio fino allo scorso 10 luglio, ha voluto ricordare i suoi ‘primi’ 15 anni di lavoro nella Società presieduta da Maurizio Stirpe dopo i ‘primi’ 19 di passione da tifoso mescolata all’impegno dell’apprendista fotografo sul campo.
Di padre in figlio
Passione tramandata da papà Tonino, nel solco del famoso slogan di ‘padre in figlio’. Tonino infatti è stato fotografo della prima ora, dal suo flash ha immortalato decenni di calcio a Frosinone. E non solo. E la mamma, signora Carolina, è una sorta di vera e propria art-director dietro il bancone dello storico negozio nel quartiere Stazione a Frosinone. Federico, ‘Fede’ per amici e colleghi, tempo fa, in una intervista sui canali ufficiali del Frosinone Calcio, li definì “il faro della mia vita”.
Una compagna, Noemi, e la piccolissima Delia di appena 2 mesi, Casinelli lascia da Responsabile Marketing e Commerciale. Ma nel Club giallazzurro ha fatto quella gavetta che serve a rinforzarti la scorza passo dopo passo. Si è costruito un percorso con umiltà, attenzione, dedizione, professionalità, serietà e quel senso del rispetto che ha nel dna e lo ha sempre accomunato a tutti i suoi colleghi. Un marchio di fabbrica del Frosinone sotto la ultraventennale gestione di Maurizio Stirpe.
Da fotografo ufficiale all’area marketing e non solo
Federico è stato il fotografo ufficiale della Società al fianco del papà dalla stagione 2011-’12 quando divenne dg Ernesto Salvini, per poi avvicinarsi in maniera decisa alla Gestione dell’Area marketing dal 2019 e quindi alle relazioni con sponsor e partner, all’organizzazione delle gare e degli eventi. Ha ricoperto contemporaneamente il ruolo di SLO (Supporter Liaison Officer) e di Match Manager, continuando a coordinare un team impegnato delle attività di marketing per la promozione e valorizzazione del brand, nonché delle iniziative sociali e solidali del club.
Ha gestito la rete vendita di spazi commerciali e attività di partnership, dalla strategia alla commercializzazione. E si è occupato dei rapporti e delle trattative con alcuni fornitori dell’azienda riguardanti le attività organizzative-base. In questo mare magnum non sono mai venute meno, anche per un attimo, disponibilità e presenza.
A proposito di presenza, l’aneddoto che lo riguarda vale la pena di ricordarlo. E con i colleghi per anni si scherzava su quel particolare così tanto… particolare. Lui le finali al ‘Benito Stirpe’ le ha saltate tutte, anche quella di andata con lo Spezia nella stagione 2019-‘20 perché trattenuto a casa dal Covid. Ma era assente anche nella ‘mamma di tutte le partite, l’indimenticabile Frosinone-Palermo del 16 giugno 2018, finale di ritorno per la promozione in Serie A del campionato 2017-’18. Federico verso la fine della stagione regolare aveva prenotato un viaggio in Messico. Bene, anzi male. Perché il Frosinone fu costretto ai playoff da quel 2-2 di Floriano del Foggia nei minuti conclusivi dell’ultima di campionato.
E lui si ritrovò quella sera in Messico, in vacanza, a sentire la partita via radio e al suo fianco aveva casualmente l’allora terzino del Venezia, Bruscagin, uscito ai playoff in semifinale proprio contro il Palermo. Al fischio finale un urlo dall’altra parte del mondo, era Federico Casinelli. Il grande assente di quella serata.
La tesi di laurea e i tanti riconoscimenti
Dal 2011, abbiamo scritto, ha iniziato al fianco del papà sul campo. Ma in precedenza non era rimasto a guardare. Coniugando studio e lavoro con collaborazioni rivolte a testate locali. Col Frosinone le prime gioie furono… una raffica di entusiasmo: la doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A ma anche le esperienze dei due anni precedenti sui campi ‘complicati’ della Serie C. Federico sempre là, dove serviva lo scatto decisivo, importante.
Chiedevi una foto per il pezzo del sito? Andavi a colpo sicuro, c’era. Lui ha definito quegli anni “per tutti noi e per il Frosinone Calcio un passaggio formativo fondamentale per crescere. Per quanto mi riguarda sarò sempre grato al presidente Maurizio Stirpe. E chiaramente mi ha accompagnato in una crescita lavorativa e personale delle quali vado fiero. Il Frosinone è la stella polare di tutto il mio percorso. E mi spiego meglio: la mia tesi di laurea riguardava “I contratti di sponsorizzazione” nell’ambito della più ampia materia del Diritto commerciale. Il Frosinone è stato l’esempio che ho portato in sede di discussione della tesi. Ricordo anche che nella Commissione c’era il professor avvocato Carlo Taormina”.
Federico ha ricevuto anche diversi riconoscimenti nei suoi ‘primi’ 15 anni nel Frosinone. Ha fatto parte nella stagione 2022-‘23 della Commissione infrastrutture della Lega Serie B; è stato premiato Ambasciatore dello sport a Roma presso il Complesso Olimpico Giulio Onesti; premiato insieme ad altri membri del club tra cui l’allora tecnico Fabio Grosso dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport, con riconoscimenti collegati alla promozione e alla visibilità del Frosinone nel panorama nazionale; il 16 maggio 2023 il Premio Maestrelli come riconoscimento dopo la stagione conclusa con la promozione in Serie A.
“Il cuore pieno di gratitudine, tifoso per sempre”
D’altronde, Federico lo ha scritto nell’unico (probabilmente sì) post sui social che ha scritto sicuramente da quando ha aperto i profili: “La prima foto di questo post racconta molto più di quanto possano fare le parole. Avevo poco più di un anno, indossavo un completino del Frosinone ed ero sul prato del Matusa. Dall’altra parte della macchina fotografica c’era mio padre. Per questo il Frosinone, per me, non è mai stato soltanto un lavoro. È stata una passione che ho avuto la fortuna di trasformare nella mia professione (…)”.
“Andare via non è semplice ma è una decisione che ho ponderato a lungo. Una scelta coraggiosa, resa ancora più significativa dal momento della mia vita in cui arriva. Proprio mentre inizia il capitolo più bello, quello di padre, ne termina un altro che ha rappresentato più di metà della mia esistenza. Me ne vado con il cuore pieno di gratitudine”.
E arrivano i ringraziamenti: “Verso una Società che mi ha dato un’opportunità quando ero un ragazzo. Verso tutte le persone che hanno condiviso con me questo viaggio. Verso una città, una tifoseria e dei colori che hanno fatto parte della mia storia molto prima che diventassero il mio lavoro. Porterò sempre con me il bambino della foto al Matusa, perché in fondo non è mai andato via. Come non andrà mai via l’orgoglio di aver dedicato quindici anni della mia vita al Frosinone Calcio”.
E sì, perché nonostante tutto, nonostante le cime tempestose, le onde alte, il diluvio e i 40 gradi all’ombra, nonostante le stesse notti, i giorni, le festività santificate e non condivise con i colleghi, il Frosinone rimarrà sempre orgoglio, appartenenza, passione. Vai con Fede!
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse. Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link Giovanni Lanzi
Source link



