Le Terme Luigiane al tempo di “PinOcchiu” e le elezioni comunali di Cassano
A seguito dell’improvviso risveglio dell’opposizione in consiglio regionale, nella persona di Rosellina Madeo, che ha fatto un’interrogazione per conoscere “piano di sviluppo e reali investimenti in programma” per le Terme Luigiane, è opportuno, prima che Occhiuto risponda (se mai avesse qualcosa da dire), di evidenziare alcuni dettagli riguardanti le ultime elezioni amministrative di Cassano, elezioni legate a doppio filo con il triste destino e declino delle Terme Luigiane.
Cassano ha visto trionfare come sindaco Gianpaolo Iacobini, all’epoca della candidatura presidente (nominato da Occhiuto) delle Terme Sibarite e delle Terme Luigiane. La sua candidatura a Cassano nasceva dall’esigenza di Occhiuto di avere nel ruolo di sindaco un fedelissimo pronto a perseguire i suoi interessi senza fare troppe domande. Occhiutom per arrivare al eleggere il suo uomo a sindaco, come al solito, ha risolto tutti i problemi dispensando incarichi (che tanto paghiamo noi), incarichi dei quali lei direttore si è già occupato in passato spiegando come vengono gestite da Occhiuto le società di proprietà regionale https://www.iacchite.blog/cassano-2025-le-terme-sibarite-ai-tempi-di-robertino-e-il-candidato-sindaco-soldi-pubblici-a-volonta-protagonisti-e-retroscena/.
Sulla strada dell’elezione di Iacobini a sindaco di Cassano c’erano parecchi ostacoli ma forse il più pericoloso era rappresentato da Liborio Bloise. Come Iacobini, anche lui si “dichiara” avvocato ma in realtà i due sono esclusivamente emeriti rappresentanti della categoria dei “parassiti mantenuti dalla politica”. Liborio ha sempre campato prima con la Democrazia Cristiana e poi con Forza Italia tra nomine e consulenze… Un paio di anni fa si era fatto mandare da Forza Italia a Cassano come commissario del partito, con l’accordo che sarebbe stato lui il futuro candidato a sindaco. Questo per Iacobini e soprattutto per Occhiuto rappresentava un problema. Ma ogni problema Occhiuto lo risolve con un bell’incarico (a spese dei calabresi naturalmente) ed ecco che, un attimo prima di presentare le liste, Liborio fa un passo indietro in cambio di una bella poltrona come commissario straordinario del “Parco Nazionale della Sila”. Liborio è stato nominato commissario del parco direttamente dal Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (anche lui di Forza Italia come Occhiuto e combinazione suo amico di vecchia data) che ha scelto di affidargli questo delicato incarico nonostante a Roma (e anche in Calabria) Liborio fosse un perfetto sconosciuto.
Analizzando il suo curriculum risulta che, come avvocato, abbia fatto veramente poco, e non risulta nessun titolo o specializzazione che lo faccia ritenere idoneo a gestire un ente complesso come il Parco Nazionale della Sila, ma in compenso il suo curriculum è estremamente illuminante nella parte dove dice” Ho quindi ricoperto numerosi incarichi politici di partito”. Che speranze di sviluppo potrà mai avere il parco della Sila (che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’offerta turistica calabrese) se ai suoi vertici Occhiuto mette totali incompetenti?
Eliminato con un bell’incarico l’avversario più temibile bisognava lavorare in casa propria per la campagna elettorale a sindaco di Cassano e quel furbacchione di Iacobini si rende conto che proprio all’interno della società che lui dirige (nominato direttamente da Occhiuto) ovvero Terme Sibarite SpA, per lui tira una brutta aria “elettorale”. I dipendenti lo conoscono bene, non lo stimano e sanno di che pasta è fatto. Il candidato sindaco rischia di fare una pessima figura proprio nella società di proprietà regionale che Occhiuto gli ha messo in mano.
Come risolvere il problema? La soluzione è semplicissima: Iacobini, subito prima di dimettersi da presidente di Terme Sibarite SpA per iniziare la sua campagna elettorale, si impegna ad assumere vari lavoratori di Cassano e prende impegni con molti fornitori locali (che infatti ad oggi la fanno da padroni). La ciliegina sulla torta dell’operazione “acquisto voti” avviene però con Gaetano Garofalo, all’epoca direttore delle stesse Terme Sibarite (quindi colui che si occupa materialmente delle assunzioni), al quale Iacobini, senza alcuna motivazione e subito prima di dare le dimissioni per iniziare la campagna elettorale, decide di raddoppiare lo stipendio al fine di garantirsi la copertura elettorale con tutti i dipendenti di Terme Sibarite SpA. Quindi non un semplice aumento di stipendio ma addirittura il raddoppio (senza alcun cambio di mansioni) e il tutto in cambio dei voti per la sua elezione.
I voti arrivano, Iacobini diventa sindaco, e naturalmente essendo Terme Sibarite SpA di proprietà regionale il costo dell’operazione come sempre finisce sulle spalle dei calabresi. Sembra che questo sia il motivo della precipitosa fuga di Mauro Bolla (nominato presidente di Terme Sibarite SpA e di Terme Luigiane SpA da Occhiuto come successore di Iacobini) che appena ha saputo della compravendita di voti ha preferito fuggire dalla Calabria e abbandonare sia le terme che la direzione commerciale degli aeroporti calabresi SACAL SPA (dove Occhiuto lo aveva messo, violando tutte le regole esistenti di incompatibilità fra gli incarichi con appena 120.000 € di stipendio). https://www.iacchite.blog/cassano-terme-sibarite-ma-perche-mauro-bolla-ha-piantato-in-asso-il-gallo-cedrone-ecco-la-spiegazione/ .
E, secondo voi, chi poteva nominare Occhiuto come nuovo presidente delle Terme Sibarite SpA e delle Terme Luigiane SpA dopo che Iacobini è diventato sindaco di Cassano e dopo la precipitosa fuga di Mauro Bolla? La risposta è semplice, Gaetano Garofalo, (quello dei voti a Iacobini e altro appartenete al cerchio magico di Occhiuto) che dopo il raddoppio del suo stipendio, come ulteriore premio per l’impegno “elettorale” e per la fedeltà “canina”, passa da direttore amministrativo a presidente di Terme Sibarite SpA e di Terme Luigiane SpA (dichiarando nei documenti aziendali di svolgere l’incarico a titolo gratuito mentre dalle carte risulta che costa complessivamente circa 80.000 euro l’anno, e se ha il coraggio pubblicasse la busta paga).
Gaetano Garofalo è una specie di “reuccio” delle Terme Sibarite e per la sua famiglia, sempre molto vicina alla politica che conta, le terme sono “cosa loro”. Negli anni hanno piazzato a Terme Sibarite oltre a lui anche il fratello e la cugina, naturalmente tutti assunti a tempo indeterminato, tutti con ottimi stipendi e naturalmente tutti assunti senza alcuna selezione pubblica. A questo punto verrebbe da chiedersi, ma è mai possibile che una società pubblica di proprietà dei calabresi debba essere utilizzata da Occhiuto come bancomat in maniera così spregiudicata e soprattutto è possibile che nessuno degli organi di controllo di una SPA di proprietà regionale si accorga di nulla? Quel genio di Occhiuto ha pensato anche a questo e, secondo voi, chi poteva nominare come Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Responsabile della Trasparenza (RPCT) di Terme Sibarite SPA e di Terme Luigiane SpA? Anche stavolta la risposta è semplice, proprio Gaetano Garofalo. Il controllore che controlla sé stesso, assume metà della sua famiglia, procura un sacco di voti a Iacobini e nel frattempo si vede raddoppiato lo stipendio (anche se lui dichiara di lavorare a titolo gratuito). Alla faccia della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione.
Cara Rosellina Madeo, non avrà alcuna risposta alla sua interrogazione fatta in consiglio regionale perché questi incarichi sono stati gli unici “investimenti” fatti da Occhiuto sulle Terme Luigiane. Per il resto tutte le promesse tipo “con me le Terme Luigiane diventeranno come Abano” si sono perse per strada, come d’altronde tutti gli altri miracoli promessi dal presidente Occhiuto, ormai detto anche “PinOcchiu” per gli amici.
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