SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 22 luglio 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 13.55.
Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025.
C. 3005 Governo.
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
C. 3006 Governo.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2026 (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Relazioni favorevoli).
La Commissione prosegue l’esame congiunto dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 luglio 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che nell’ambito dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltosi nella giornata del 15 luglio scorso, i gruppi hanno convenuto di rinunciare alla fissazione del termine per la presentazione di emendamenti riferiti alle parti di competenza del disegno di legge recante disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
Invita quindi la relatrice, onorevole Nisini, a illustrare le sue proposte di relazione sul disegno di legge recante il rendiconto per l’anno 2025 e sulle Tabelle n. 2 e n. 4 allegate al disegno di legge recante l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
Tiziana NISINI (LEGA), relatrice, formula una proposta di relazione favorevole sul disegno di legge C. 3005, recante il rendiconto per l’anno 2025 . Formula altresì una proposta di relazione favorevole sulle Tabelle n. 2 e n. 4 allegate al disegno di legge C. 3006, recante l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto, annuncia il voto contrario del proprio gruppo sulle proposte di relazione favorevole formulate dalla relatrice.
Francesco MARI (AVS), intervenendo per dichiarazione di voto, annuncia il proprio voto contrario sulle proposte di relazione favorevole formulate dalla relatrice.
Dario CAROTENUTO (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto, annuncia il voto contrario del proprio gruppo sulle proposte di relazione favorevole formulate dalla relatrice.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, approva le proposte di relazione formulate dalla relatrice.
Delibera, infine, di nominare la deputata Nisini quale relatrice presso la V Commissione.
Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici.
C. 2577 Governo.
(Parere alla X Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Silvio GIOVINE (FDI), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata a esprimere alla X Commissione (Attività produttive) il parere di competenza sul disegno di legge C. 2577, recante Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, come risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell’esame in sede referente, cui è abbinata la proposta di legge C. 1778 Gusmeroli.
Passando ad esaminare il contenuto del provvedimento, soffermandosi, in particolare, sulle norme di interesse della XI Commissione, rileva che l’articolo 1 conferisce al Governo la delega per riformare, entro dodici mesi, l’istituto dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, con l’obiettivo di innovare, razionalizzare e semplificare la normativa vigente.
In particolare, ai sensi del comma 1 la delega è attribuita per il rinnovo organico della disciplina dell’amministrazione straordinaria di imprese di dimensioni rilevanti o di quelle operanti in settori di rilevanza strategica.
Il comma 2 prevede l’abrogazione della disciplina esistente sull’amministrazione straordinaria, nonché l’introduzione delle necessarie disposizioni penali.
Il comma 3 stabilisce la procedura di adozione dei decreti legislativi e il comma 4 consente al Governo, entro due anni, di emanare norme integrative e correttive, secondo la stessa procedura.
Infine il comma 5 impone il rispetto dei princìpi costituzionali e dei criteri direttivi della delega, escludendo che dall’introduzione della disciplina derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Precisa quindi che l’articolo 2 stabilisce i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell’esercizio della delega legislativa per la riforma dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi di cui all’articolo 1, con riferimento alle imprese di grandi dimensioni o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica che versino in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza o che si trovino nelle condizioni di crisi o insolvenza previste dal Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, qualora risulti ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa. Il legislatore, a tal fine, prevede alcuni criteri specifici di intervento. In primo luogo, è prevista l’istituzione di una sezione speciale di esperti con comprovata esperienza nelle crisi di grandi imprese presso ciascuna Camera di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome, all’interno dell’elenco degli esperti in materia di ristrutturazione aziendale e gestione delle crisi. In secondo luogo, si stabilisce che la commissione per la nomina dell’esperto sia composta, in deroga alla normativa generale, da due membri designati dal Ministero delle imprese e del made in Italy – MIMIT. L’esperto, una volta nominato, è tenuto a mantenere costantemente informato il Ministero circa l’andamento della procedura di composizione negoziata della crisi. Infine, l’articolo affida al Governo il compito di definire le modalità di accesso delle imprese interessate a misure pubbliche di sostegno, così da accompagnare e rafforzare i processi di risanamento aziendale.
Rileva inoltre che l’articolo 3 stabilisce i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell’esercizio della delega legislativa per la riforma dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi di cui all’articolo 1, al fine di introdurre una disciplina unitaria, semplificata e aggiornata dell’istituto – superando la frammentazione normativa attuale originata dalla coesistenza di due fonti legislative distinte, il decreto legislativo n. 270 del 1999 e il decreto-legge n. 347 del 2003 – con riferimento alle imprese di grandi dimensioni o a quelle operanti in settori di rilevanza strategica, costituite in forma singola o di gruppo, che si trovano in stato di insolvenza ai sensi del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo n. 14 del 2019) che, all’articolo 2, comma 1, lettera b), definisce l’insolvenza come lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Segnala, in particolare, il principio e criterio direttivo di cui alla lettera dd), ai sensi del quale bisogna rivedere e semplificare le modalità di accesso a strumenti di sostegno al reddito di carattere straordinario per le imprese ammesse all’amministrazione straordinaria, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Osserva, infine, che l’articolo 4 conferisce al Governo una delega legislativa, da esercitare entro dodici mesi, volta a riformare la disciplina della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, oggi centrata sul decreto legislativo n. 220 del 2002 e su disposizioni del codice civile. La delega va esercitata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) estensione della consulenza/assistenza della revisione anche al monitoraggio degli assetti organizzativi-amministrativi-contabili e rendicontazione di sostenibilità; b) soluzioni di coordinamento funzionale tra MIMIT e altre amministrazioni per evitare sovrapposizioni, nel rispetto del non aggravamento e delle regole di semplificazione dei controlli; c) riforma e ridenominazione dell’Albo delle società cooperative in registro pubblico unico nazionale, digitale e gratuito, con soppressione di registri duplicati (in particolare per cooperative edilizie); d) strumenti per prevenire condotte omissive/elusive sull’obbligo di devoluzione e disciplina dei casi di devoluzione a più fondi mutualistici; e) definizione del perimetro della vigilanza del MIMIT sulle associazioni riconosciute, tutelando requisiti e princìpi (democraticità, autonomia/indipendenza, adeguatezza ed effettività dei controlli, proporzionalità sanzionatoria, presenza territoriale), nonché rafforzamento di periodicità/effettività dei controlli e regole più puntuali (anche con rotazione) specie in caso di adesione plurima; f) disciplina del procedimento sanzionatorio (contraddittorio) con sospensione/revoca dell’iscrizione all’albo in casi tipizzati, legati a violazioni manifeste e a effetti sui provvedimenti di scioglimento/liquidazione; g) integrazione della disciplina per precisare i casi in cui la Commissione centrale per le cooperative esprime pareri su questioni generali e sanzionatorie; h) razionalizzazione graduale dei provvedimenti sanzionatori, con soppressione della maggiorazione del contributo biennale e possibilità di nominare esperti di affiancamento all’organo amministrativo; i) istituzione di un albo unico nazionale con sezione dedicata a professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro) selezionati dal MIMIT e abilitati tramite corso, per coprire eventuali carenze di revisori; l) adeguata pubblicità dell’attività di controllo e obblighi degli amministratori di discutere in assemblea gli esiti della vigilanza; m) interventi su nomina dell’organo di controllo/revisore legale (articolo 2543 del codice civile), obblighi informativi nelle relazioni e contenuto minimo della certificazione di bilancio; n) previsione di contenuti minimi della relazione sulla gestione/nota integrativa/annotazioni; o) considerazione delle specificità delle banche di credito cooperativo, senza sovrapporre la vigilanza prudenziale con quella amministrativa, e controlli governativi sulla capogruppo centrati sulla coerenza con le finalità mutualistiche delle banche di credito cooperativo aderenti.
Formula quindi una proposta di parere favorevole.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), nel preannunciare il voto contrario del suo gruppo alla proposta di parere formulata dal relatore sul provvedimento in esame, rileva come il Parlamento, nella presente legislatura, abbia fatto ricorso, a suo avviso, a un utilizzo patologico dell’istituto della delega al Governo, che, in questo caso, viene formulata in un ambito ritenuto delicato.
Fa quindi notare che, tra i princìpi e criteri direttivi cui il Governo deve attenersi, l’articolo 3, alla lettera r), numero 1), del provvedimento in esame, contiene la previsione della redazione di un programma da parte dell’organo commissariale, avente ad oggetto la cessione dei complessi aziendali a terzi, sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa che garantisca, «per quanto possibile», la salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’unità operativa dei complessi da trasferire. In merito, nell’osservare che una simile previsione, all’interno di una delega, appare molto singolare dal punto di vista giuridico, propone di espungere o modificare l’impianto normativo prospettato.
Rileva, inoltre, la mancata previsione di una clausola sociale in caso di trasferimenti di azienda, che non risulta essere contemplata, tra l’altro, nemmeno dalla proposta di nuovo regolamento sugli appalti pubblici della Commissione europea, a differenza della più avanzata legislazione italiana, circostanza, quest’ultima, che lascia molto perplessi.
Alla luce delle considerazioni espresse, nel sottolineare come sia necessario procedere a una rivalutazione della norma contestata, ribadisce il voto contrario del suo gruppo alla proposta di parere del relatore.
Walter RIZZETTO, presidente, in risposta alle considerazioni del deputato Scotto e intervenendo sul tema della clausola sociale in ambito eurounitario, sostiene che occorre un’interpretazione della normativa UE da cui possa discendere l’applicazione ella clausola sociale, con riguardo ai contratti pubblici, nel caso di subentro di una nuova azienda a seguito dell’aggiudicazione dell’appalto pubblico.
Sottolinea che la clausola sociale rappresenta un istituto di notevole importanza, rilevando che la sua applicazione deve tener conto del fatto che, in alcuni settori, come quello dell’edilizia, nell’ambito del medesimo appalto possono trovare applicazione numerosi contratti collettivi diversi. Osserva che la normativa eurounitaria ha l’obiettivo di armonizzare il rapporto tra i vari contratti collettivi e il tipo di attività effettivamente svolta.
Conclude richiamando la necessità di un approfondimento delle tematiche evidenziate.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.
C. 2700 Governo.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Marcello COPPO (FDI), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata a esprimere alla XII Commissione (Affari sociali) il parere di competenza sul disegno di legge C. 2700, recante Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, come risultante dall’approvazione delle proposte emendative nel corso dell’esame in sede referente.
Passando ad esaminare il contenuto del provvedimento, soffermandosi, in particolare, sulle norme di interesse della XI Commissione, rileva che gli articoli da 1 a 6 recano una disciplina di delega al Governo per la revisione della disciplina delle professioni sanitarie.
Segnala, nello specifico, che i princìpi e i criteri direttivi di delega – oltre a quelli generali (di cui all’articolo 2), inerenti ai profili del coordinamento normativo, delle abrogazioni esplicite e delle sanzioni amministrative e disciplinari – concernono: la definizione di misure relative al personale sanitario degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale e riguardanti i profili delle forme di lavoro flessibile per i medici in formazione specialistica, della permanenza minima presso strutture in aree disagiate, della razionalizzazione e semplificazione delle attività amministrative, della sicurezza degli operatori, della definizione di alcuni criteri premiali e di riconoscimento professionale, della pianificazione del numero di medici in formazione specialistica nonché del numero degli operatori di tutte le professioni sanitarie, l’obbligo di iscrizione in uno degli elenchi speciali straordinari corrispondenti a ciascun profilo afferente alle professioni sanitarie previste dall’ordinamento italiano per i professionisti sanitari autorizzati a esercitare temporaneamente l’attività professionale in deroga al riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all’estero, del riordino delle specializzazioni della professione di psicologo (articolo 3); la valorizzazione delle competenze del personale sanitario, con particolare riferimento alla formazione continua del medesimo e alla formazione manageriale, all’introduzione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze e all’intelligenza artificiale (articolo 4); il potenziamento della formazione sanitaria specialistica, con particolare riferimento alla medicina generale e alle professioni di chimico, odontoiatra, biologo, psicologo e di ostetrica (articolo 5); la revisione della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie e delle relative federazioni nazionali (articolo 6).
Formula quindi una proposta di parere favorevole.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere del relatore, motivata dal fatto che al provvedimento in esame, in occasione del dibattito parlamentare in Commissione Affari sociali, è stata aggiunta una misura ritenuta grave e su cui invita i colleghi deputati a riflettere.
Riferisce di trovarsi a discutere di un provvedimento che segna, a suo avviso, un’ulteriore frattura nel dibattito democratico, introducendo la possibilità di reintegro dei medici radiati a seguito della mancata osservanza delle linee guida in materia di contrasto al SARS-CoV-2 accreditate dalla comunità scientifica. A questo proposito, ricorda che nella fase più acuta della pandemia da Covid-19 i medici e gli infermieri del Sistema sanitario nazionale hanno messo a rischio la propria vita e in alcuni casi la hanno persa.
Sostiene, quindi, che dare un simile segnale a chi si è rifiutato di seguire le leggi dello Stato e i protocolli sanitari, non utilizzando le cure individuate per arginare la pandemia e per fare uscire il Paese dall’emergenza sanitaria, rappresenti una scelta molto grave.
Dichiara di comprendere che alcuni gruppi politici possano rincorrere i voti delle persone contrarie alle vaccinazioni, anche alla luce di quanto sta accadendo, ad esempio, nella Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19. In merito, rileva la gravità delle scelte compiute in seno alla citata Commissione d’inchiesta, stigmatizzando gli abusi e l’utilizzo di poteri eccedenti le prerogative della stessa Commissione.
Nel riferire di un tentativo di criminalizzare quanti salvarono il Paese dai rischi, ancora più grandi, legati alla pandemia, reputa inopportuno il reintegro dei medici radiati, giudicando tale disposizione una sorta di premio nei confronti di coloro che si erano rifiutati di seguire le leggi dello Stato, nonché un segnale molto grave.
Tanto considerato, anche a nome dei deputati del gruppo del Partito Democratico, chiede che la Commissione non proceda alla votazione della proposta di parere riferita al provvedimento in esame fino a quando non ci sarà stata una revisione, in seno alla Commissione Affari sociali, della disposizione relativa al reintegro dei suddetti medici.
Dario CAROTENUTO (M5S), nell’annunciare di sottoscrivere la richiesta avanzata dal collega Scotto, osserva che mai, per principio, le libertà individuali debbano andare contro il primario interesse collettivo, come evidentemente accaduto in quel periodo storico.
Reputa indecente che nella presente legislatura lo strumento della Commissione d’inchiesta parlamentare sia stato utilizzato per fare un processo a delle persone e non, invece, per individuare le eventuali criticità e mettere in luce quanto accaduto durante la pandemia.
Nel rilevare, altresì, che l’esclusione delle Regioni rappresenta la testimonianza più evidente delle sue accuse, osserva che quanto evidenziato è un tema particolarmente avvertito dal suo gruppo politico, che valuta il reintegro dei medici radiati una scelta sbagliata.
Alla luce delle considerazioni espresse, ribadisce di condividere la richiesta di sospensione della votazione della proposta di parere riferita al provvedimento in esame avanzata dal collega Scotto.
Francesco MARI (AVS), nel dichiarare che il suo gruppo politico si associa alle considerazioni del collega Scotto, riferite a quanto accaduto per la pandemia Covid-19, sostiene di ritenere gravemente erronee le modalità con cui si è proceduto alla costituzione della Commissione di inchiesta e ai suoi lavori. In particolare è stato un errore, a suo avviso, da parte della maggioranza assumere un impegno elettorale in tal senso, tanto più se ha portato a non chiudere la vicenda, facendo invece emergere la divisione del Paese rispetto al senso di responsabilità di tanti medici.
Ritiene quindi che la misura in oggetto sia grave anche perché lede i profili di autonomia dell’ordine dei medici, a cui dovrebbe spettare la responsabilità dei provvedimenti disciplinari.
Walter RIZZETTO, presidente, nel dichiarare di comprendere le motivazioni addotte dai deputati intervenuti, precisa che il tema del reintegro dei medici radiati è di competenza della Commissione Giustizia. Ricorda quindi che la Commissione Lavoro, nella seduta odierna, è chiamata ad esprimere il parere di propria competenza sul provvedimento in esame con riferimento alle misure in favore del personale sanitario, quali la flessibilizzazione delle modalità di impiego, la valorizzazione delle competenze professionali, il potenziamento della formazione sanitaria specialistica e la revisione della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie.
Arturo SCOTTO (PD-IDP) precisa che il suo intervento, oltre a stigmatizzare le decisioni assunte da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e a rilevarne gli abusi, era finalizzato alla richiesta di non procedere alla votazione della proposta di parere riferita al provvedimento, alla luce delle considerazioni già espresse.
Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone dunque in votazione la proposta formulata dal deputato Scotto di non procedere, nella seduta odierna, alla votazione della proposta di parere formulata dal relatore.
La Commissione respinge la proposta, formulata dal deputato Scotto, di non procedere alla votazione della proposta di parere del relatore.
La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 14.20.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 22 luglio 2026.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.20 alle 14.25.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 22 luglio 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
Audizione informale di rappresentanti di Assolavoro nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2179 d’iniziativa popolare, recante disposizioni per l’istituzione del salario minimo.
L’audizione informale è stata svolta dalle 15.10 alle 15.20.
Audizione informale di rappresentanti di ANCE nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2179 d’iniziativa popolare, recante disposizioni per l’istituzione del salario minimo.
L’audizione informale è stata svolta dalle 15.20 alle 15.45.
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