Bonus auto 2026, quando arriva e quali sono i nuovi incentivi — idealista/news


La transizione verso una mobilità a basso impatto ambientale richiede un aggiornamento pressoché annuale delle disposizioni normative e dei fondi messi a disposizione dalle istituzioni. L’approvazione di un recente decreto governativo dà il via alla ridefinizione dell’ecobonus 2026 per le vetture private e aziendali, introducendo parametri inediti per l’accesso ai finanziamenti statali. 

Rispetto all’ultima tornata di ecoincentivi, la nuova impostazione legislativa allontana le agevolazioni all’acquisto diretto delle vetture, con o senza il sostegno della rottamazione, per favorire misure alternative, come il retrofit dei motori e il noleggio sociale a lungo termine. Questi elementi ridisegnano il perimetro tecnico e finanziario del bonus auto 2026.

Come funzionano gli incentivi auto 2026

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri “Automotive”, sbloccato dall’esecutivo nel mese di maggio 2026, definisce le nuove linee di intervento per il settore automobilistico, i veicoli a due ruote e i mezzi commerciali. A fronte di una dotazione finanziaria di 1,35 miliardi di euro, il provvedimento si concentra sull’efficientamento energetico del parco circolante, sostenendo cittadini e imprese attraverso misure mirate. Il quadro normativo in arrivo prevede le seguenti agevolazioni:

  • sconti diretti in fattura per l’installazione di impianti a metano o Gpl su veicoli endotermici; 
  • rimborsi pari all’80% per la posa di infrastrutture di ricarica domestica, con massimali di 1.500 euro per le singole persone fisiche;
  • innalzamento del limite di spesa fino a 8.000 euro per le colonnine di ricarica delle vetture elettriche installate all’interno di aree condominiali condivise; 
  • programma sperimentale di noleggio a lungo termine a tariffe calmierate; 
  • erogazione di contributi economici per l’acquisto di furgoni e mezzi commerciali leggeri, con importi proporzionati al tonnellaggio.

Quando ci saranno i prossimi incentivi auto 2026

La programmazione governativa copre un orizzonte pluriennale fino al 2030 e fissa scadenze precise per l’erogazione dei contributi. Il DPCM detta l’agenda del bonus auto 2026 e di quando arriva l’effettiva disponibilità dei fondi, a partire dagli incentivi destinati al retrofit a gas e ai veicoli commerciali leggeri che dovrebbero essere attivati subito dopo il via libera in Gazzetta Ufficiale del decreto “Automotive”. 

Lo sforzo economico maggiore si concentra sugli incentivi auto del 2026 e 2027, anni in cui si registra l’esborso principale a sostegno della filiera. Le ulteriori misure previste dal decreto entreranno a regime solo dal 1° gennaio 2028, creando di fatto uno scadenzario differenziato di attivazioni e di incentivi, variabile a seconda della tipologia di intervento richiesto.

Chi ha diritto all’ecobonus auto, requisiti ISEE

Le nuove agevolazioni introducono un fondo da 50 milioni di euro destinato al programma sperimentale di noleggio a lungo termine. Per accedere a questa formula occorre presentare un indicatore ISEE inferiore a 30.000 euro. Il beneficio prevede la stipula di un contratto di locazione di almeno tre anni per una vettura di prima immatricolazione, purché si tratti di un veicolo di classe ambientale Euro 6 o superiore, con emissioni massime di 135 grammi di anidride carbonica per chilometro. 

In attesa dei provvedimenti attuativi, la misura offre ai cittadini con redditi bassi una soluzione concreta per la mobilità verde a condizioni agevolate. Inoltre, il legislatore estende i benefici ad altre categorie di automobilisti, garantendo il supporto statale attraverso:

  • uno sconto in fattura pari a 400 euro per l’installazione di sistemi a GPL e a 800 euro per l’alimentazione a metano su veicoli omologati tra Euro 3 ed Euro 6; 
  • un rimborso dell’80% per la posa di infrastrutture di ricarica privata, intervento che ridefinisce il bonus 2026 per le auto ibride ed elettriche spostando i fondi sulle reti domestiche; 
  • una serie di agevolazioni economiche per il rinnovo della flotta commerciale delle imprese con importi calcolati in base al tonnellaggio del mezzo.

Quali sono gli incentivi auto per il 2026 con la rottamazione

La demolizione di veicoli obsoleti conserva un ruolo di primaria importanza per sbloccare le principali linee di finanziamento. Le regole in arrivo in materia di incentivi per la rottamazione delle auto nel 2026 impongono la consegna di un mezzo inquinante per accedere a due misure strutturali:

  • l’adesione al programma di noleggio sociale a lungo termine, vincolata alla dismissione di una vettura omologata fino alla classe Euro 4; 
  • la massimizzazione degli importi erogati per il rinnovo della flotta dei furgoni e dei mezzi aziendali leggeri endotermici.

Gli automobilisti sprovvisti di un vecchio veicolo da destinare alla demolizione affrontano uno scenario più ristretto. Le opzioni per un bonus auto 2026 senza rottamazione limitano il campo d’azione dell’utenza privata alle due seguenti alternative:

  • l’installazione di impianti a GPL o metano sui propulsori delle macchine già di proprietà; 
  • l’acquisto e la posa in opera delle stazioni di ricarica domestica.

Di conseguenza, in assenza di un’auto inquinante da cedere, il cittadino deve orientare la propria scelta sull’aggiornamento tecnico del motore o sull’infrastruttura elettrica di casa, rinunciando alle altre formule agevolate.

Bonus auto 2026: come richiederlo

Le procedure digitalizzate per la richiesta degli incentivi, già sperimentate nelle scorse tornate degli ecobonus, sollevano i cittadini da ogni incombenza pratica e riducono, di fatto, i tempi di erogazione del contributo.

Le istanze passano in via esclusiva attraverso i concessionari e gli operatori commerciali accreditati, i quali gestiscono l’intera pratica del bonus per le auto elettriche del 2026 e di come richiederlo in conformità alle disposizioni di legge, a completamento delle seguenti operazioni:

  • registrazione del profilo personale o aziendale sulla piattaforma informatica ministeriale; 
  • inserimento dei dati della prenotazione per ottenere l’assegnazione del codice ufficiale di protocollo; 
  • caricamento della documentazione conclusiva a seguito dell’immatricolazione o dell’intervento tecnico di retrofit; 
  • applicazione dell’incentivo a favore del consumatore finale tramite uno sconto diretto in fattura o una decurtazione sul canone mensile pattuito. 

La gestione della piattaforma telematica relativa al bonus sulle auto elettriche fa capo al ministero dell’Ambiente, in sinergia con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy incaricato dell’emanazione delle disposizioni attuative. Per agevolare la consultazione delle nuove misure, lo schema seguente riassume l’intera architettura dei contributi statali.

Tipo di intervento Requisiti di accesso e vincoli ambientali Importo massimo ecobonus Scadenza
Noleggio sociale a lungo termine Persone fisiche con ISEE inferiore a 30.000 euro e contestuale rottamazione di una vettura fino a Euro 4 Canone mensile calmierato (entità definita da successivo decreto) Fino a esaurimento fondi (50 milioni stanziati)
Retrofit impianto GPL auto Vetture private e aziendali con classe di emissioni compresa tra Euro 3 ed Euro 6 400 euro (corrisposti come sconto diretto in fattura dall’installatore) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)
Retrofit impianto Metano auto Vetture private e aziendali con classe di emissioni compresa tra Euro 3 ed Euro 6 800 euro (corrisposti come sconto diretto in fattura dall’installatore) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)
Colonnine ricarica elettrica domestica Utenti domestici (persone fisiche) per acquisto e posa in opera di infrastrutture private 1.500 euro (copertura pari all’80% della spesa complessiva sostenuta) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)
Colonnine ricarica elettrica condomini Posa in opera delle infrastrutture sulle parti comuni dei condomini 8.000 euro (copertura pari all’80% della spesa complessiva sostenuta) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)
Acquisto furgoni elettrici (N1 e N2) PMI del trasporto merci con contestuale rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 20.000 euro (importo scalare calcolato in base alla categoria di peso del mezzo) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)
Acquisto furgoni endotermici tradizionali PMI del trasporto merci con obbligo di rottamazione di un mezzo della stessa categoria 10.000 euro (contributo ridotto rispetto ai modelli a trazione elettrica pura) 31 marzo 2030 (salvo esaurimento risorse)

Incentivi auto 2026, i bandi regionali attivi

Le amministrazioni locali mettono a disposizione risorse economiche aggiuntive che integrano i fondi stanziati dal governo con il decreto “Automotive”. Diversi enti territoriali approvano provvedimenti autonomi per accelerare il ricambio dei mezzi in circolazione. 

L’esame delle misure previste per il bonus auto 2026 della Regione Veneto mostra delle opportunità significative per il comparto delle micro, piccole e medie imprese attraverso linee di credito destinate ad acquisto, leasing e noleggio. 

Al contempo, i criteri di accesso fissati per l’erogazione del bonus auto 2026 in Lombardia stabiliscono nuove regole per la dismissione dei veicoli obsoleti e l’adozione di propulsori a basso impatto ambientale. 

Ecobonus auto 2026 in Lombardia

La delibera della giunta lombarda numero XII/5989 ha istituito l’iniziativa “Rinnova Veicoli” con uno stanziamento di 3,94 milioni di euro per tutto il biennio in corso. La misura esclude i commercianti di auto e riserva i contributi a fondo perduto alle piccole e medie imprese, agli enti del terzo settore e alle imprese sociali. 

Per sbloccare il nuovo ecobonus 2026 è necessaria la demolizione di un mezzo a benzina fino a Euro 3 o diesel fino a Euro 5. L’investimento deve riguardare l’acquisto di vetture a zero emissioni o endotermiche Euro 6E entro il limite di prezzo di 45.000 euro. Il bando distribuisce i sussidi per favorire la diffusione di ogni nuova auto elettrica o a basso impatto attraverso:

  • un contributo di 4.000 euro per l’acquisto di autovetture elettriche o a idrogeno appartenenti alla categoria M1; 
  • incentivi da 8.000 a 30.000 euro per i veicoli commerciali leggeri a trazione elettrica pura; 
  • fondi fino a 24.000 euro per i propulsori endotermici alimentati a biometano o a gas naturale compresso; 
  • somme da 5.000 a 16.000 euro per i mezzi di classe Euro 6E ad altre alimentazioni; 
  • un bonus veicoli elettrici leggeri (biciclette elettriche cargo e i motoveicoli a zero emissioni) da 1.500 a 2.500 euro.

Bonus auto elettriche 2026 in Veneto

La delibera della giunta veneta n. 299 stanzia 5 milioni di euro complessivi per erogare il bonus auto elettriche e favorire il rinnovo del parco automobilistico aziendale. Il provvedimento esclude i settori della pesca, dell’agricoltura e del commercio di vetture, indirizzando i fondi alle sole micro, piccole e medie imprese attive sul territorio regionale. 

Le risorse economiche sono suddivise in due linee di finanziamento da 2,5 milioni di euro ciascuna, dedicate ai contratti di acquisto o alle formule di noleggio a lungo termine e leasing finanziario. La normativa impone la rottamazione di un’auto per i mezzi aziendali a benzina fino a Euro 4 e diesel fino a Euro 5. 

Qualora l’azienda provveda alla rottamazione di una vettura a benzina Euro 4, il bando vincola l’acquisto in modo esclusivo di modelli ibridi, a idrogeno o a trazione elettrica. Questa architettura agevolativa punta a una transizione ecologica mirata del comparto produttivo locale.

L’entità del contributo dipende da un importo base pari al 30% per l’acquisto di un’auto elettrica o a basse emissioni, al 20% per gli ibridi e al 15% per le motorizzazioni tradizionali Euro 6D. Il valore viene moltiplicato per un coefficiente correttivo legato alla dimensione aziendale e alla classe ambientale del veicolo demolito, fino a un tetto massimo di 20.000 euro per ogni vettura. 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Carlo Iacubino

Source link

Di