Il bonus mobili ed elettrodomestici può essere utilizzato più volte sullo stesso immobile, purché ogni volta sia agganciato a un nuovo e autonomo intervento di recupero edilizio avviato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili. Non esiste alcuna preclusione normativa alla reiterazione del beneficio sullo stesso immobile in anni diversi.
Un proprietario di casa aveva usufruito del bonus mobili nel 2021, agganciandolo alla sostituzione della caldaia. Nel 2026 vuole fare nuovi lavori di manutenzione straordinaria e si chiede se possa usare di nuovo il beneficio — o se averlo già usato una volta sulla stessa unità immobiliare lo escluda per sempre.
La risposta alla domanda su se si possa usare di nuovo il bonus mobili facendo altri lavori sulla stessa casa è sì — e la risposta è confermata direttamente dall’Agenzia delle Entrate nella guida “Bonus mobili ed elettrodomestici” del gennaio 2026.
Come funziona il bonus mobili: il collegamento con i lavori edilizi
Il bonus mobili ed elettrodomestici — disciplinato dall’art. 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013 — consente di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Il beneficio non è autonomo — è strettamente collegato all’esecuzione di un intervento edilizio agevolabile. Senza i lavori edilizi, niente bonus mobili. La condizione fondamentale è che i lavori siano stati avviati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello in cui vengono acquistati i mobili o gli elettrodomestici.
Per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori edilizi devono essere stati avviati a partire dal 1° gennaio 2025. Per gli acquisti del 2027, a partire dal 1° gennaio 2026. E così via.
Il limite annuale di spesa: quanto si può detrarre
Il bonus si applica su una spesa massima di 5.000 euro per l’anno 2026 — limite già ridotto rispetto ai massimali più elevati degli anni precedenti, quando era arrivato fino a 16.000 euro come nel caso dell’esempio. La detrazione del 50% su 5.000 euro produce un risparmio fiscale massimo di 2.500 euro, ripartito in dieci quote annuali di pari importo.
Questo limite si applica per singola unità immobiliare — non per contribuente. Chi possiede più immobili e su ciascuno di essi esegue interventi edilizi agevolabili può astrattamente beneficiare del bonus su ognuno, nei limiti previsti per ciascun immobile.
La reiterabilità: perché si può usare di nuovo
Il punto centrale della questione è se il fatto di aver già usato il bonus mobili su un immobile nel 2021 impedisca di usarlo di nuovo sullo stesso immobile nel 2026.
La risposta è no — e il ragionamento è quello degli interventi autonomi. Ogni intervento di recupero edilizio che dà accesso al bonus mobili è giuridicamente indipendente dagli interventi precedenti, anche se riguarda la stessa unità immobiliare. Non esiste nella normativa alcuna preclusione che vieti di reiterare il beneficio su uno stesso immobile in anni diversi, purché ogni volta ci sia un nuovo intervento edilizio agevolabile che soddisfi le condizioni di legge.
La sostituzione della caldaia del 2021 era un intervento autonomo. La manutenzione straordinaria del 2026 è un altro intervento autonomo. I due non si “consumano” a vicenda — ciascuno apre autonomamente la finestra temporale per il bonus mobili collegato.
Nel 2025 si avviano lavori di manutenzione straordinaria su un appartamento — rifacimento del bagno, sostituzione degli infissi. Nel 2026 si acquistano mobili e un frigorifero di classe energetica A per quell’appartamento. Il bonus mobili è pienamente fruibile, anche se lo stesso appartamento aveva già beneficiato del bonus nel 2021 per altri lavori.
Quali lavori aprono la finestra del bonus mobili
Non tutti gli interventi edilizi danno accesso al bonus mobili — solo quelli che rientrano nelle categorie agevolate dalla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio ex art. 16-bis del TUIR.
Rientrano tra gli interventi agevolabili: la manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari; il restauro e risanamento conservativo; la ristrutturazione edilizia; la ricostruzione o ripristino dell’immobile a seguito di eventi calamitosi; gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali; l’eliminazione delle barriere architettoniche; la bonifica dall’amianto.
Non apre la finestra del bonus mobili la manutenzione ordinaria sulle singole unità immobiliari — quella ordinaria è agevolabile solo se riguarda le parti comuni degli edifici condominiali.
La sostituzione della caldaia — come nel caso dell’esempio — rientra nella manutenzione straordinaria se comporta una modifica significativa dell’impianto. La semplice riparazione senza modifiche è manutenzione ordinaria e non dà accesso al bonus.
La documentazione necessaria per non perdere il beneficio
Per fruire correttamente del bonus mobili è necessario conservare la documentazione che prova sia i lavori edilizi sia l’acquisto dei mobili.
Per i lavori edilizi: le fatture o i bonifici relativi ai lavori, la comunicazione preventiva all’ASL ove richiesta, i titoli abilitativi edilizi se necessari. È fondamentale che i lavori risultino avviati entro il termine richiesto — il 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili.
Per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici: le fatture di acquisto, i pagamenti effettuati con strumenti tracciabili — bonifico bancario o postale, carte di credito o debito. Il pagamento in contanti non dà diritto alla detrazione.
Per gli elettrodomestici è richiesto che siano di classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per le lavatrici e lavastoviglie, alla F per i frigoriferi e congelatori — con le specifiche aggiornate alle etichette energetiche vigenti.
La regola pratica in sintesi
Il bonus mobili non si esaurisce con il primo utilizzo su un immobile. Ogni volta che si eseguono nuovi lavori di recupero edilizio agevolabili su quell’immobile — purché avviati entro il termine previsto — si apre una nuova finestra per il bonus mobili collegato. Non esiste preclusione normativa alla reiterazione. Chi ha già usufruito del beneficio in anni passati può utilizzarlo di nuovo nel 2026 o negli anni successivi, purché ci siano nuovi interventi edilizi che soddisfino le condizioni di legge e gli acquisti avvengano entro la finestra temporale corretta.
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