Uno striscione con i nomi dei due operai è stato collocato a pochi passi dal luogo della caduta. Accanto ai parenti di Daniluc e Najahi c’erano famiglie coinvolte in altre morti sul lavoro avvenute a Casteldaccia, in via Ugo La Malfa e a Campofelice di Roccella. La giornata ha portato davanti allo stesso edificio il lutto privato e una domanda amministrativa: chi controlla i cantieri palermitani, con quali poteri e attraverso quali documenti?
Sul fascicolo penale: le circostanze contestate nel fascicolo sono ancora oggetto di accertamento. Le responsabilità personali saranno stabilite nelle sedi giudiziarie. Le richieste del presidio riguardano invece i controlli pubblici sui luoghi di lavoro e gli atti che gli enti hanno facoltà di adottare subito.
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Il 10 luglio nello stesso isolato della caduta
La scelta del luogo impedisce alla commemorazione di separarsi dal cantiere. Lo striscione è comparso vicino al palazzo e i parenti hanno parlato davanti al tratto di strada che il 10 aprile era stato occupato dai soccorsi e dai rilievi. La presenza dell’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli e della consigliera Mariangela Di Gangi ha dato alle richieste un destinatario politico già presente sul posto. La partecipazione delle famiglie legate a Casteldaccia, via Ugo La Malfa e Campofelice di Roccella è documentata anche da ANSA.
Quei nuclei familiari provengono da procedimenti diversi e affrontano scadenze previdenziali, rapporti di lavoro interrotti e accessi agli atti che non procedono alla stessa velocità. La richiesta di un rapporto stabile con il Comune nasce da tale frattura. Una cerimonia dura poche ore. Le pratiche continuano molto più a lungo e spesso obbligano i parenti a rivolgersi separatamente a uffici che non comunicano tra loro.
Prefettura e Comune ricevono compiti differenti
La Prefettura è chiamata a riunire gli enti che possiedono poteri ispettivi, informazioni contributive e competenze sanitarie. Palazzo delle Aquile è chiamato ad agire sulle materie comunali, dai propri appalti alle società partecipate fino alla regolarità urbanistica dei cantieri privati e al rispetto delle ordinanze affidate alla vigilanza locale. Il testo integrale diffuso da CGIL Palermo comprende anche l’inoltro delle irregolarità agli organismi titolari dei controlli sul lavoro.
Le due richieste non sono intercambiabili. La Prefettura coordina amministrazioni diverse e forze di polizia. Il Comune emana ordini di servizio per i propri corpi, disciplina gli affidamenti che firma e conserva gli atti edilizi. Il protocollo cittadino deve fissare il punto di ingresso della segnalazione, l’ufficio che esce sul posto, il destinatario della trasmissione e il termine entro cui la pratica deve ricevere risposta.
Il tavolo prefettizio esiste dal 25 giugno 2021
La sede richiesta dai sindacati esiste già. Il 25 giugno 2021 la Prefettura di Palermo ha costituito il tavolo permanente per la legalità e la sicurezza sul lavoro. Ne fanno parte INPS, INAIL, ASP, Ispettorato territoriale del lavoro, forze di polizia, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei datori. L’atto pubblicato dal Ministero dell’Interno assegna al collegio un’attenzione prioritaria verso i cantieri edili.
Il mandato originario comprende lo scambio di informazioni e il coordinamento contro lavoro nero, evasione contributiva e violazioni delle norme sulla salute dei lavoratori. Prevede anche accordi tra amministrazioni. Il presidio del 10 luglio chiede una seduta dedicata agli incidenti registrati nel 2026 dentro una sede già dotata dei partecipanti che possiedono archivi e poteri distinti.
Una convocazione produce effetti soltanto con incarichi datati
La data della riunione costituisce il primo atto. L’ordine del giorno deve circoscrivere il settore e il territorio da esaminare. Il verbale deve assegnare un referente a ciascun ente, fissare un calendario di accessi congiunti, aprire un canale per le segnalazioni urgenti e stabilire quando i partecipanti torneranno a confrontare gli esiti.
La composizione del tavolo riunisce informazioni provenienti da archivi distinti, ciascuno dei quali racconta soltanto una parte del cantiere. L’Ispettorato vede contratti e orari. INPS e INAIL dispongono delle posizioni contributive e assicurative. ASP e ispettori tecnici entrano nelle condizioni di lavoro. Le forze di polizia intervengono quando emergono illeciti penali. Un verbale che distribuisce tali accessi evita che la stessa segnalazione venga archiviata da un ufficio perché appartiene alla competenza di un altro.
I confini tra Polizia municipale e ispettori del lavoro
La Polizia municipale interviene sulla regolarità edilizia, sull’occupazione di suolo pubblico, sulle ordinanze locali e sugli illeciti osservabili durante il sopralluogo. La vigilanza su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro appartiene anche al servizio Pre.S.A.L. e all’Ispettorato. La pagina organizzativa dell’ASP Palermo assegna al Pre.S.A.L. la prevenzione degli infortuni tramite il controllo delle condizioni pericolose nei processi produttivi e prevede una unità dedicata a controllo e vigilanza.
Il piano 2026-2028 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro registra una competenza concorrente con le aziende sanitarie su tutti i luoghi di lavoro. Gli ispettori del lavoro esercitano anche poteri sulla regolarità dei rapporti, sui contributi e sulla sospensione dell’attività imprenditoriale nei casi previsti dalla legge. In Sicilia opera un contingente ispettivo dedicato. Dopo il sopralluogo comunale, il verbale deve arrivare senza ritardo all’ufficio titolare dell’accertamento successivo.
Il protocollo comunale deve seguire ogni segnalazione
La scheda della Polizia Urbanistica ed Edilizia sul portale Città di Palermo attribuisce all’unità comunale i sopralluoghi nei cantieri, il controllo della regolarità urbanistica, la trasmissione degli illeciti all’autorità giudiziaria e agli altri enti e gli atti urgenti per fermare lavori abusivi o chiudere il cantiere. Sono poteri già assegnati. Il protocollo richiesto deve collegarli a una procedura unica di ricezione, uscita, verbalizzazione e inoltro.
Mariangela Di Gangi ha depositato un’interrogazione urgente al sindaco e ha proposto un accordo dedicato agli appalti pubblici e alle società partecipate. La proposta include sindacati, organismi bilaterali, enti ispettivi, INAIL, ASP e Cassa Edile. Nei contratti firmati dal Comune l’amministrazione dispone dei fascicoli di gara, delle autorizzazioni al subappalto e dei responsabili dell’esecuzione. Nei cantieri privati agisce attraverso i poteri urbanistici e la polizia amministrativa, poi trasmette gli aspetti lavoristici agli ispettori.
La sospensione per caldo scatta con la mappa delle ore 12
L’ordinanza regionale firmata il 12 giugno 2026 resta in vigore fino al 31 agosto. Nei giorni e nelle aree in cui la mappa Worklimate riferita alle ore 12 segnala «Alto» per lavoratori esposti al sole impegnati in lavoro fisico pesante, l’edilizia e gli altri settori indicati devono sospendere il lavoro tra le 12:30 e le 16. La pagina pubblicata dalla Regione Siciliana include agricoltura, cave, logistica e rider.
Il comando non nasce dalla sola temperatura indicata dalle previsioni meteo. La condizione giuridica dipende dalla mappa riferita alla località, dall’esposizione al sole e dal tipo di mansione svolta. Gli interventi di pubblica utilità e quelli legati a protezione civile o incolumità pubblica seguono l’eccezione prevista dall’ordinanza. Anche in tali casi il datore deve adottare misure contro l’esposizione eccessiva.
Il controllo sul caldo richiede data, mansione e posizione
Un verbale sullo stress termico deve collegare l’orario del sopralluogo all’indirizzo del cantiere, alla mansione osservata, all’effettiva esposizione al sole e alla mappa Worklimate delle ore 12. La copia della schermata riferita a quel giorno conserva il presupposto dell’ordinanza. Senza la corrispondenza fra luogo e fascia oraria, la segnalazione perde la parte che consente di contestare l’inosservanza.
L’ordine di servizio della Polizia municipale dovrebbe stabilire chi acquisisce la mappa giornaliera e come il verbale viene trasmesso a Pre.S.A.L. o Ispettorato quando affiorano altre condizioni pericolose. La richiesta sindacale si misura sul numero di cantieri raggiunti, sugli orari degli accessi, sulle ordinanze contestate e sugli uffici destinatari degli atti.
Le tredici denunce appartengono a una serie amministrativa
La tabella territoriale dell’INAIL Open Data registra 13 denunce d’infortunio con esito mortale avvenute nella provincia di Palermo tra gennaio e maggio 2026. La riga usa il luogo dell’evento e non il comune di residenza della persona. Comprende l’intera provincia, non soltanto il capoluogo. La stessa tabella non isola il settore edile e somma gli eventi avvenuti durante il lavoro a quelli in itinere.
La pubblicazione mensile raccoglie casi registrati e validati negli archivi entro la data di rilevazione. Esclude la definizione amministrativa finale dell’esito mortale, ossia il provvedimento che classifica ogni pratica come riconosciuta, respinta o ancora in istruttoria. Scrivere «13 denunce con esito mortale» conserva il significato del numero. Trasformarlo in tredici decisioni già concluse attribuirebbe alla statistica un esito che il fascicolo mensile non contiene.
Il totale misura quanti casi sono entrati nella serie nel periodo. Un tasso infortunistico richiederebbe anche il numero degli occupati o le ore lavorate nei settori esaminati. La cifra del presidio quantifica perciò la quantità delle denunce e non la probabilità individuale di subire un infortunio.
Il fascicolo sul cestello segue tutti i ruoli del mezzo
Entro il 16 aprile il registro degli indagati comprendeva quattro posizioni legate al committente dei lavori, al titolare dell’impresa, al noleggiatore del mezzo e al manovratore. RaiNews Sicilia ha documentato l’estensione del fascicolo oltre le prime due iscrizioni. La scelta copre il tratto che va dall’affidamento dell’intervento alla disponibilità della macchina fino al suo impiego sotto il palazzo.
Due ingegneri hanno avuto l’incarico di esaminare la posizione della gru, l’idoneità rispetto al lavoro svolto e le condizioni manutentive. Gli estremi della consulenza sono comparsi anche su LiveSicilia. Nel fascicolo figurano ipotesi sulla distanza dal balcone e sul sistema di allarme del mezzo. Sono temi investigativi e non fatti già stabiliti. La consulenza ricostruisce la sequenza meccanica e la collega alle decisioni prese prima del sollevamento.
I controlli del 2026 seguono un calendario autonomo
Il processo penale dovrà attribuire le responsabilità per la caduta del 10 aprile. Gli enti amministrativi hanno già il potere di entrare in altri cantieri, controllare documenti e sospendere lavorazioni nei casi previsti. L’attesa di una sentenza non blocca la prevenzione. Il tribunale esamina ciò che è accaduto. Gli ispettori intervengono sulle condizioni presenti oggi.
La separazione tutela anche la qualità degli atti. Un verbale ispettivo non deve anticipare la colpa nell’indagine di via Marturano. Deve registrare ciò che l’operatore vede nel cantiere visitato, allegare i documenti acquisiti e inviare l’eventuale illecito all’autorità competente. Il presidio chiede proprio che questa attività abbia continuità territoriale invece di concentrarsi soltanto sul luogo in cui la morte è già avvenuta.
La qualifica di vittima del dovere richiede una legge statale
I sindacati chiedono che chi muore lavorando riceva il riconoscimento riservato alle vittime del dovere e che i superstiti accedano ai relativi benefici. L’attuale disciplina richiamata dalla Gazzetta Ufficiale riguarda soprattutto dipendenti pubblici colpiti durante servizi connessi a criminalità, ordine pubblico, vigilanza di infrastrutture, soccorso e tutela della pubblica incolumità. Include anche persone equiparate per missioni svolte in condizioni ambientali o di servizio indicate dalla legge.
La morte di un lavoratore privato in un cantiere non entra di diritto in quella categoria. Comune e Prefettura non dispongono del potere di estenderla con un proprio atto. La domanda formulata in via Marturano assume perciò portata nazionale e richiede un intervento legislativo che definisca destinatari, benefici e copertura finanziaria. Sul piano locale gli enti conservano invece i compiti di assistenza amministrativa e raccordo con le strutture previdenziali.
Le famiglie chiedono un interlocutore comunale riconoscibile
Un rapporto stabile con il Comune significa evitare che ogni parente debba ricominciare il racconto davanti a sportelli diversi. L’amministrazione dispone della facoltà di designare un ufficio referente, protocollare i documenti consegnati, comunicare per iscritto gli inoltri e fissare una data di risposta. Sono atti organizzativi che non interferiscono con il fascicolo penale.
L’associazione presente al presidio riunisce esperienze nate da luoghi differenti. Un referente unico consentirebbe di distinguere le richieste rivolte al Comune da quelle destinate a INAIL, INPS, ASP, Ispettorato o autorità giudiziaria. La famiglia saprebbe così a quale ufficio è stata assegnata ogni istanza e quale ufficio conserva il fascicolo amministrativo. La continuità chiesta il 10 luglio riguarda soprattutto questa catena documentale quotidiana.
Il 10 aprile e il 10 luglio raccontano due tempi diversi
La cronaca pubblicata il 10 aprile da Sbircia la Notizia Magazine conserva i primi atti sull’incidente, sul mezzo e sull’apertura del fascicolo. Il presidio di luglio appartiene a un momento differente: le famiglie tornano nello stesso luogo e chiedono che la risposta pubblica esca dal solo fascicolo giudiziario.
Il collegamento fra i due articoli consente di separare la sequenza dell’incidente dalle decisioni amministrative richieste tre mesi dopo. La prima riguarda la caduta del cestello. La seconda riguarda il tavolo prefettizio, il protocollo comunale, gli accessi nei cantieri e il rapporto stabile con i parenti.
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Junior Cristarella
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